Nove discorsi, cinque saluti, due omelie; incontri istituzionali, celebrazioni ecumeniche, preghiere a tombe di santi e negli scavi archeologici di Nicea; visite alla «Moschea blu» di Istanbul, a centri di assistenza di poveri e malati; sosta al porto di Beirut, luogo dell’enorme tragedia di cinque anni fa. Viaggio denso di contenuti e appuntamenti quello di Papa Leone in Turchia e in Libano (27 novembre-2 dicembre 2025). Primo viaggio internazionale che ha come tappa principale la turca İznik, l’antica Nicea, nel 1700° (325-2025) del primo Concilio della storia e della nascita del «Credo» cristiano.

Turchia: Ankara, Istanbul, İznik

Il Pontefice realizza così il desiderio del predecessore Francesco e diffonde un messaggio di pace in questa latitudine del mondo ferita da guerre e drammi. Spiccano l’incontro ecumenico di preghiera presso gli scavi della basilica di San Neofito a İznik e la firma della «Dichiarazione congiunta» con il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, presenti i patriarchi greco-ortodossi di Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, quello siro-ortodosso di Antiochia, quello copto di Alessandria e rappresentanti delle Chiese  apostolica armena e siriaca-malankarese. Poi a Istanbul la visita alla «Sultan Ahmet Camii, Moschea blu», prima chiesa cristiana, poi moschea, poi museo statale, oggi di nuovo moschea, scelta quest’ultima che contraddice la laicità su cui Mustafa Kemal Atatürk fondò la Turchia moderna il 29 ottobre 1923.

L’aereo del Papa decolla da Fiumicino il 27 novembre mattina e atterra ad Ankara-Esenboğa; accoglienza ad Anıtkabir-Mausoleo Atatürk; visita al presidente della Repubblica Recep Tayyip Erdoğan; incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Poi volo a Istanbul, l’antica Costantinopoli, che rivaleggiò con Roma per la supremazia politica e religiosa. La giornata del 28 è dedicata alla metropoli divisa dal Bosforo, snodo tra Europa e Asia: incontro di preghiera e discorso a vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, operatori pastorali nella Cattedrale del Santo Spirito; visita alla Casa di accoglienza delle Piccole Sorelle dei poveri, da oltre 120 anni testimonianza di carità e servizio agli anziani bisognosi. Nel pomeriggio trasferimento in elicottero a İznik, 150 chilometri a sud-est di Istanbul per la celebrazione ecumenica tra le rovine della basilica di San Neofito. Al ritorno incontro con i vescovi nella delegazione apostolica.

Sabato 29 novembre visita alla Moschea blu

Papa Leone fu preceduto da Francesco e, prema, da Benedetto XVI che fu oggetto delle pesanti accuse dei conservatori lefebvriani che gridarono allo scandalo vedendolo sostare accanto all’imam: non pregarono insieme ma vissero vicini alcuni istanti in silenzio. Incontra poi capi delle Chiese cristiane presso la chiesa siriaca di Mor Ephrem e poi preghiera nella chiesa patriarcale di San Giorgio. Leone e Bartolomeo firmano la «Dichiarazione comune»: si sono visti e abbracciati il 18 maggio scorso per l’inaugurazione del pontificato di Papa Prevost. La Messa al «Volkswagen Arena» conclude la giornata. Domenica 30 è la festa di Sant’Andrea, fratello dell’apostolo Pietro e patrono della Chiesa greco-ortodossa: visita e preghiera alla Cattedrale armena apostolica; Divina liturgia nella chiesa di patriarcale di San Giorgio con benedizione ecumenica e discorso di Leone XIV.

Libano: Beirut, Annaya, Harissa, Bkerké

Dopo il pranzo al Fanar, sede del patriarcato ecumenico, trasferimento in Libano: incontro con il presidente della Repubblica, Joseph Aoun e discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. Il 1° dicembre ad Annaya nel monastero di San Maroun (San Marone, fondatore della Chiesa cattolica maronita) e preghiera nella grotta dove è sepolto San Charbel, il monaco cristiano proclamato santo da Paolo VI, al quale si attribuiscono migliaia di miracoli. Nel santuario di Nostra Signora del Libano ad Harissa parla a vescovi, preti, religiosi-e e laici. Nella nunziatura incontra i patriarchi cattolici; presenzia a un incontro ecumenico e interreligioso in piazza dei Martiri; parla ai giovani nel piazzale del patriarcato di Antiochia dei Maroniti a Bkerké.

La preghiera al porto colpito dall’esplosione

Nell’ultima giornata (2 dicembre) visita all’«Ospedale de la Croix» a Jal el Dib per disabili mentali nato oltre 120 anni fa. Poi preghiera silenziosa nel porto di Beirut dove il 4 agosto 2020 un’esplosione uccise oltre 200 persone e ne ferì 7 mila. Infine Messa al «Beirut Waterfront» prima di imbarcarsi per Roma dove giunge alle 16.10. Il motto del viaggio in Turchia è «Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Efesini 4,5); quello in Libano è «Beati gli operatori di pace» (Matteo 5,9). Lo accompagnano quattro cardinali: il segretario di Stato Pietro Parolin; i prefetti dei dicasteri per la promozione dell’unità dei cristiani Kurt Koch, per le Chiese orientali Claudio Gugerotti e per il dialogo interreligioso George Jacob Koovakad.

I Papi in Turchia, terra dei Concili

Leone XIV, in Turchia e in Libano ricalca le orme dei predecessori. Paolo VI vi si recò nel 1967; Giovanni Paolo II nel 1979; Benedetto XVI nel 2006; Francesco nel 2014. Furono preceduti dal futuro Giovanni XXIII, mons. Angelo Giuseppe Roncalli, visitatore apostolico a Sofia in Bulgaria (1925-1935) e poi delegato apostolico in Turchia e Grecia (1935-1944) con sede a Istanbul. In Oriente intuì l’assoluta necessità per la Chiesa cattolica di aprirsi e di dialogare con le Chiese ortodosse. Durante la Seconda guerra mondiale – Pio XII lo spostò nunzio a Parigi nel 1944 – il presule bergamasco conservò una prudente neutralità, che gli permise di svolgere un’efficace assistenza a favore degli ebrei, che salvò a migliaia dallo sterminio, e a favore della popolazione greca, stremata dalla fame. Nonostante questo, Roncalli è stato proposto, ma non ancora nominato (da Israele), «Giusto fra le Nazioni».

Pier Giuseppe Accornero – sacerdote, giornalista, scrittore