
Policoro nasce nel ’95, dopo il Convegno ecclesiale di Palermo, con l’obiettivo di affrontare la sfida dei giovani e del mondo del lavoro in un momento storico difficile, con poche opportunità e tante difficoltà. Sono passati 30 anni, la situazione si è evoluta: oggi i giovani spesso lasciano i territori, soprattutto le aree interne, per cercare fortuna in grandi città o nelle periferie metropolitane. La loro formazione è certamente migliorata rispetto al passato, ma si affrontano nuove crisi, sociali, economiche, e il mondo del lavoro si sta trasformando radicalmente e velocemente, con fenomeni come le dimissioni in massa (gig economy) e l’emergere di nuovi modelli di occupazione. Questi segnali ci dicono che i giovani vogliono un lavoro dignitoso e, se le condizioni non sono rispettose, sono pronti a dire basta.
Il Progetto Policoro, in modo profetico, ha saputo mettere insieme tre pastorali – quella giovanile, la Caritas e quella sociale del lavoro –, creando un’alleanza che ha dato frutti concreti in tante diocesi italiane. Ha rappresentato un modo nuovo di fare pastorale, meno rigido e più aperto, dove i giovani sono diventati protagonisti, anche attraverso il peer to peer, cioè giovani che accompagnano altri giovani. Questa modalità di responsabilizzazione è stata innovativa e ha contribuito a creare cooperative, attività imprenditoriali, negozi e start-up, spesso con il supporto di reti di associazioni (filiere) che si sono sviluppate nel tempo e hanno rafforzato il tessuto sociale ed economico dei territori.
Un altro punto forte del Progetto è stata la formazione, radicata su quattro principi: il Vangelo, la dottrina sociale, la comunità, e l’impegno sociale. La formazione ha aiutato i giovani a diventare attori attivi del proprio territorio, capaci di rispondere alle sfide del presente.
Il Progetto Policoro mostra come la Chiesa possa essere un’alleata e un motore di cambiamento nei territori, non solo aiutando i giovani a trovare lavoro, ma anche a diventare protagonisti di un rinnovato impegno civile e sociale. È una storia di speranza, di iniziative concrete e di una Chiesa in uscita, capace di rinnovarsi e di rispondere alle sfide di oggi e di domani.
In questo numero contributi di Domenico Sigalini, Bruno Bignami, Giuseppe Di Virgilio, Marco Ulto, Domenico Smimmo, Giorgia Basile, Johnny Dotti