Trovare un significato al proprio dolore significa integrarlo nella propria vita e cercare di attraversarlo e affrontarlo al meglio. Tuttavia, questa ricerca si rivela a volte infruttuosa e in certi casi perfino dannosa, quando si sceglie la scorciatoia di luoghi comuni e slogan – spesso a sfondo religioso – che rischiano di irritare invece che aiutare, come ad esempio appellarsi al fatto che soffrendo si cresce, si partecipa della salvezza del mondo, ci si conforma alla passione di Cristo e così via. La domanda centrale resta: se c’è un Dio buono che ci ama, perché la sofferenza? perché Dio permette la sofferenza e ci lascia soffrire? Un esempio letterario, “La peste” di Camus, illustra questa difficoltà, evidenziando come il dolore possa apparire inspiegabile e senza giustificazione. La sofferenza, infatti, non si spiega solo con il peccato, né può essere ricondotta a una punizione divina, bensì si inserisce in un contesto di fede in cui si riconosce che Dio “lascia” o “fa soffrire”. La domanda, allora, apre alcune finestre di riflessione su cui soffermarci: la concezione della vita come percorso senza ostacoli, idea accentuata dalla tecnologia e dalla nostra sete di dominio del sapere, che ci rende impazienti di capire il mistero; ma anche la concezione di Dio a partire dalla quale spesso la sofferenza viene giustificata come pedagogia divina, come prova, come punizione per il peccato, ma anche come partecipazione alla salvezza del mondo attraverso la croce di Cristo. Tali questioni sono presenti anche nelle pagine della Scrittura e, rimettendo al centro la postura di Gesù dinanzi al mistero della sofferenza, la sfida è quella di assumere un atteggiamento di fede, vivendo il dolore nella relazione con Dio, con la stessa dedizione di Gesù: non un mezzo per ottenere la salvezza, ma un mistero da accogliere con amore e come occasione di incontro con Dio e dedizione per gli altri.

In questo numero, contributi di Giacomo Canobbio, Luca Mazzinghi, Luca Peyron, Gianluca Mangeri, Francesco Cosentino, Duilio Albarello, Fortunato Ammendolia