
L’oratorio rappresenta un pilastro fondamentale per la crescita dei ragazzi, delle ragazze, degli adolescenti e dei giovani, nonché per la coesione sociale e l’impegno educativo e pastorale della Chiesa. È importante sottolineare con forza che l’oratorio non deve essere ridotto a un mero strumento per ottenere finanziamenti o a un luogo di passaggio, né a un contenitore per attività occasionali. Al contrario, va riconosciuta e valorizzata la sua dimensione più profonda, educativa e spirituale, che ne costituisce il cuore pulsante. La distinzione tra l’oratorio come spazio di crescita umana e cristiana e le forme più recenti di utilizzo, spesso influenzate da esigenze civili o economiche, è centrale per mantenere viva e autentica la sua identità. È doveroso ricordare che l’oratorio è per tutta la comunità cristiana e non può essere ridotto o suddiviso «a pezzi» per attività specifiche come il calcio o l’intrattenimento, perché perderebbe la sua funzione integrale di educatore e promotore di valori.
In questo contesto, l’attenzione al ruolo dello sport emerge come elemento particolarmente significativo. Lo sport, come linguaggio efficace e inclusivo, sa parlare alle giovani generazioni in modo immediato, favorendo l’accoglienza e la relazione. La proposta degli avamposti sportivi e il principio della poli-sportività evidenziano come l’attività sportiva possa essere strumento di relazione, integrazione e formazione, sempre centrato sulla persona e sui valori educativi. L’oratorio, attraverso queste iniziative, si configura come un laboratorio di speranza nelle periferie esistenziali, offrendo opportunità di crescita e recupero sociale ai giovani, specialmente in zone a rischio.
Un elemento imprescindibile è il ruolo della pastorale giovanile e delle linee guida della CEI, che indicano la necessità di una riflessione approfondita sui modelli di oratorio presenti in Italia. È fondamentale valorizzare e rafforzare questa realtà anche attraverso il coinvolgimento di enti come il FOI, l’ANSPI e le federazioni sportive, affinché l’oratorio possa continuare a essere un punto di riferimento per le nuove generazioni, contribuendo al bene comune.
L’oratorio ha anche una funzione di incontro tra culture, religioni e generazioni diverse, un ruolo di grande attualità in un mondo caratterizzato da crescente multiculturalità e sfide come la denatalità. In questo senso, esso si configura come spazio di evangelizzazione, dialogo interreligioso e confronto interculturale, capace di promuovere il rispetto e la convivenza pacifica.
Non si può parlare di questa realtà senza richiamare la figura di san Giovanni Bosco, educatore e santo patrono degli oratori. La sua visione rafforza l’idea che l’oratorio debba continuare a essere un ponte tra la strada e la chiesa, oltre la muffa della sacrestia e il livellamento del vivere quotidiano, un ponte tra fede e impegno civile, tra individualità e comunità. La sfida è mantenere vivo lo spirito educativo e spirituale dell’oratorio, aiutato dalle nuove esigenze sociali e culturali, senza perdere di vista la sua missione evangelizzatrice e formativa.
Gli oratori, dunque, sono un patrimonio da tutelare, promuovere e rinnovare. Devono continuare a essere un punto di riferimento per le giovani generazioni, contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili, e rafforzando il tessuto sociale. È importante che l’educazione impartita sia qualificata e riconosciuta, anche attraverso una formazione adeguata degli educatori, che devono assumersi responsabilità civiche e trasmettere valori di cittadinanza, collaborazione e rispetto.
Infine, l’oratorio si confronta con il mondo digitale, che offre nuove opportunità di connessione e narrazione. È necessario valorizzare esperienze che aprano allo stupore e alla presenza fisica, senza rinunciare alle potenzialità del digitale, che può potenziare le relazioni con il territorio e le storie di vita, facilitando sinergie e passaggi verso incontri in presenza. In questo modo, l’oratorio si presenta come un laboratorio di speranza, capace di integrare tradizione e innovazione, per continuare a essere un vero e proprio spazio di rinascita e di crescita umana e spirituale.
In questo numero contributi di Michele Gianola, Riccardo Pincerato, Marco Fagotti, Franco Finocchio, Mattia Lamberti, Carmela Busia, Francesca Tamborrino, Fortunato Ammendolia, Luca Nestola, Vittorio Degiacomi, Emanuele De Maria, Cristian Piscardi