Corso online di formazione pastorale

La domanda non è più se la Chiesa sta cambiando, la domanda è: sappiamo riconoscere dove sta andando e, soprattutto, come accompagnare alcuni processi? Viviamo una stagione nella quale molte delle forme pastorali che abbiamo conosciuto
stanno mostrando i loro limiti, mentre nuove domande chiedono alla Chiesa parole, relazioni e modalità di presenza capaci di parlare al presente. È un cambiamento d’epoca che non può essere affrontato né con la nostalgia di ciò che è stato, né con la semplice ricerca di soluzioni immediate. Nasce da questa esigenza “La Chiesa che cambia”, corso di formazione pastorale interamente online promosso da Queriniana Editrice, in sinergia con il Centro Orientamento Pastorale (COP) e con il patrocinio dell’Ufficio CEI per la Scuola, l’educazione e l’università.
È pensato per tutti coloro che sono impegnati nella pastorale, laici e sacerdoti: operatori pastorali, catechisti, educatori e animatori, docenti di religione, guide e direttori d’oratorio, diaconi, religiose e religiosi… Il percorso propone dieci appuntamenti per leggere la transizione, generare comunità ed educare le nuove generazioni, sono tre direzioni decisive per chi oggi si trova a vivere e accompagnare una comunità cristiana.
A partire dal cambiamento d’epoca con Giacomo Canobbio e dalle prospettive del Cammino sinodale con Erio Castellucci, il corso entrerà nel vivo delle trasformazioni della parrocchia con Manuel Belli e della sfida del secondo annuncio con Enzo Biemmi.
Con Paola Bignardi si affronterà il tema dei giovani che rischiamo di non vedere; seguiranno le questioni della liturgia, della ricerca spirituale, dell’intelligenza artificiale e della formazione permanente, con Gianandrea Di Donna, Alice Bianchi, Lorenzo Voltolin, Raffaele Maiolini e, nell’incontro conclusivo, Domenico Sigalini.
Non si tratta di trovare ricette pastorali pronte all’uso, si tratta piuttosto di imparare a leggere il presente con maggiore profondità, mettere a fuoco le domande che attraversano le nostre comunità e lasciarsi provocare da prospettive diverse. Perché solo uno sguardo rinnovato può aprire la strada a forme nuove di annuncio, di comunità e di educazione alla fede.
“La Chiesa che cambia” è dunque un invito a non rimanere spettatori del cambiamento. È un’occasione per fermarsi, pensare, confrontarsi e ripartire. Perché il tempo che cambia non chiede alla Chiesa di smettere di seminare.

(introduzione a cura di Vittorio Degiacomi, curatore del Corso, studioso di teologia pastaorale)

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