{"id":967,"date":"2020-04-11T18:12:09","date_gmt":"2020-04-11T16:12:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=967"},"modified":"2020-04-11T19:00:47","modified_gmt":"2020-04-11T17:00:47","slug":"il-messale-dono-prezioso-per-celebrare-in-spirito-e-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2020\/04\/11\/il-messale-dono-prezioso-per-celebrare-in-spirito-e-verita\/","title":{"rendered":"Il Messale: dono prezioso per celebrare in spirito e verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h4>Doriano Locatelli<\/h4>\n<p>La nuova traduzione italiana del Messale romano costituisce un\u2019occasione preziosa per riflettere sul senso del libro liturgico.\u00a0In questo contributo sar\u00e0 focalizzato il nesso tra libro liturgico e celebrazione, ponendo particolare attenzione al ministero di chi presiede. Nella prima parte dell\u2019articolo saranno enumerati, in termini generali, i principi liturgici che regolano il rapporto tra libro e celebrazione; nella seconda parte \u2013 a mo\u2019 di applicazione \u2013 si offriranno alcune indicazioni per favorire una significativa <em>ars celebrandi<\/em> soprattutto per i presbiteri, chiamati ordinariamente a presiedere la santa eucaristia.<\/p>\n<p><strong>Libro liturgico e celebrazione<\/strong><\/p>\n<p>La tradizione liturgica, ormai da molti secoli, prevede che le celebrazioni siano \u00abregolate\u00bb dai rispettivi libri liturgici. In essi troviamo i riti da eseguire, le preghiere da recitare, le rubriche da rispettare. Per qualcuno questo insieme di norme appare un freno alla creativit\u00e0 e lo considerano, nella migliore delle ipotesi, un canovaccio da interpretare. Per altri il libro liturgico non \u00e8 altro che una somma di leggi da applicare <em>tout court<\/em>, col rischio per\u00f2 di scivolare in un freddo formalismo. Quale allora il giusto approccio al libro liturgico \u2013 e al Messale in particolare \u2013 per evitare gli estremi dell\u2019anarchia o della rigidit\u00e0? Di seguito, consapevoli della limitatezza dell\u2019analisi, tre caratteristiche del Messale da ritenersi come fondamentali, seppure differenti in riferimento all\u2019oggetto proprio di ciascuna.<\/p>\n<p><em>Custode e testimone della fede ricevuta<\/em><\/p>\n<p>Spesso si dimentica che la messa \u00e8 un\u2019<em>actio<\/em> che vede il concorso di pi\u00f9 soggetti operativi.\u00a0 Vi \u00e8 anzitutto la santissima Trinit\u00e0 che, mediante la presenza vivificante dello Spirito Santo, agisce con assoluta gratuit\u00e0 e creativit\u00e0 e rende \u00abnuova\u00bb ogni celebrazione sebbene, ritualmente parlando, essa si svolga sempre nello stesso modo. Vi \u00e8 poi l\u2019assemblea dei battezzati, rinati dall\u2019acqua e dallo Spirito, divenuti sacerdoti in virt\u00f9 del dono di grazia ricevuto: \u00e8 la Chiesa, sposa di Cristo, che egli associa a s\u00e9 nell\u2019offrire al Padre il sacrificio di lode. All\u2019interno dell\u2019<em>ecclesia<\/em>, radunata in assemblea, emerge la variet\u00e0 dei ministeri, espressioni di altrettanti carismi: colui che presiede, il lettore, l\u2019accolito, il cantore, ecc. Tra essi un\u2019attenzione del tutto speciale va riservata al presbitero che, in forza del sacramento dell\u2019ordine, agisce <em>in persona Christi<\/em> <em>et Ecclesiae <\/em>ed \u00e8 a servizio dell\u2019intero popolo di Dio.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 l\u2019<em>actio<\/em> liturgica sia autentica \u00e8 necessario che la Chiesa, nell\u2019unit\u00e0 dell\u2019assemblea e nella pluralit\u00e0 dei ministeri, compia il comando del Salvatore: <em>fate questo in memoria di me<\/em>. Cosa garantisce l\u2019obbedienza alla volont\u00e0 di Cristo? Il magistero stabilisce alcuni elementi necessari affinch\u00e9 la celebrazione sia da considerarsi \u00abvalida\u00bb (non nel senso meramente giuridico, bens\u00ec teologico-sacramentale), come ad esempio la materia del pane e del vino, la presenza di un presbitero validamente ordinato, il pronunciare le parole del Signore nell\u2019Ultima cena, ecc. In altri termini occorre agire secondo la fede ricevuta, come ricorda l\u2019apostolo Paolo ai Corinzi: <em>vi ho trasmesso quello che, a mia volta, ho ricevuto<\/em>. Si tratta, per usare un\u2019espressione cara alla teologia liturgica, della <em>lex credendi<\/em>, la legge della fede. Tutta la celebrazione eucaristica deve quindi, in virt\u00f9 della volont\u00e0 stessa del Signore, corrispondere alla fede ricevuta: ogni parola, ogni gesto, ogni preghiera, ogni ministerialit\u00e0 non sono lasciati all\u2019arbitrio del singolo \u2013 fosse anche presbitero \u2013 ma sono vincolati alla <em>lex credendi<\/em>. \u00abLa Chiesa non ha alcuna potest\u00e0 rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 stato stabilito da Cristo e che costituisce parte immutabile della liturgia. Se fosse, infatti, spezzato il legame che i sacramenti hanno con Cristo stesso, che li ha istituiti, e con gli eventi su cui la Chiesa \u00e8 fondata, ci\u00f2 non sarebbe di nessun giovamento per i fedeli, ma nuocerebbe a loro gravemente. La sacra liturgia, infatti, \u00e8 intimamente collegata con i principi della dottrina e l\u2019uso di testi e riti non approvati comporta, di conseguenza, che si affievolisca o si perda il nesso necessario tra la <em>lex orandi<\/em> e la <em>lex credendi<\/em>\u00bb.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Il Messale quindi si colloca dentro tale prospettiva, quasi come una sorta di \u00abcustode\u00bb della fede ed \u00e8 da ritenersi, a pieno titolo, testo magisteriale. In altri termini, la Chiesa impegna solennemente il suo <em>munus docendi<\/em>, assistita dallo Spirito Santo, nel dichiarare che quanto \u00e8 contenuto nel Messale corrisponde alla fede ricevuta. <em>Lex orandi<\/em> <em>lex credendi<\/em>!<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p><em>Fonte per la crescita dei fedeli<\/em><\/p>\n<p>A un primo sguardo il Messale sembra essere un libro a disposizione esclusiva di colui che presiede. Sebbene il presbitero \u2013 come vedremo in seguito \u2013 abbia un ruolo determinante in riferimento all\u2019uso del libro liturgico, il Messale appartiene alla comunit\u00e0 in quanto celebrante. Il fatto che il libro sia custode della fede determina che sia da ritenersi offerto a tutti. Affinch\u00e9 tale convinzione si rafforzi nei chierici e nei laici \u00e8 necessario ancora compiere molta strada, sia a livello celebrativo che semplicemente formativo. Tale fatica dipende dal fatto che, sotto certi aspetti, la liturgia \u00e8 ancora ritenuta un\u2019azione esclusiva del presbitero e tutto ci\u00f2 che la riguarda \u00e8 di sua competenza.<\/p>\n<p>Cosa comporta, a livello formativo, evidenziare che il Messale appartiene a tutti? In primo luogo introdurre la conoscenza della liturgia, anche a riguardo delle fonti rituali, nel normale itinerario di catechesi. Mentre la sacra Scrittura, giustamente, \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 oggetto di studio, approfondimento, catechesi, non cos\u00ec \u00e8 stato per la liturgia. Rimane ancora materia per esperti, per cultori del genere, per addetti ai lavori. Difficilmente nutre la mente ed il cuore dei fedeli, alimenta la spiritualit\u00e0, costituisce una via privilegiata per accedere alla <em>lex credendi<\/em>. Facendo alcuni esempi, ci si potrebbe chiedere: quanti fedeli pregano con le parole della liturgia? C\u2019\u00e8 forse qualcuno che riprende, anche personalmente, il testo di una colletta, di un prefazio, di un\u2019antifona? Quanti conoscono la struttura della preghiera eucaristica, il suo contenuto centrale, l\u2019ermeneutica del mistero pasquale che essa veicola? \u00c8 un dato, pressoch\u00e9 universale, il rilevare come l\u2019assemblea non abbia modo di approfondire e di gustare la ricchezza di quanto ordinariamente affiora sulle sue labbra in termini di preghiera. I tesori della liturgia rimangono, per la maggioranza, ancora sigillati ed inaccessibili.<\/p>\n<p>Se vi \u00e8, di fatto, una carenza a livello formativo occorre riconoscere che anche sul piano celebrativo non sempre la realt\u00e0 \u00e8 rosea. La poca conoscenza del Messale contribuisce a creare celebrazioni vissute distrattamente oppure come se si stesse assistendo ad una realt\u00e0 oscura, misteriosa. Fermo restando che la conoscenza non \u00e8 l\u2019unico mezzo per favorire la partecipazione attiva e che la disposizione interiore ad entrare nei santi misteri \u00e8 frutto di un\u2019esperienza credente coltivata, rimane vero che l\u2019ignoranza del rito riveste un peso determinante. San Girolamo giungeva a dire che <em>ignorare le Scritture \u00e8 ignorare Cristo<\/em>; potremmo dire la medesima cosa per la liturgia? La partecipazione attiva non pu\u00f2 sorvolare la necessit\u00e0 che sia anche cosciente, intelligente, consapevole.<\/p>\n<p>\u00abIl primo compito dei celebranti \u00e8 quello di <em>conoscere<\/em> il libro liturgico, il suo valore, la sua struttura e funzione; senza questa previa azione conoscitiva si rischia di tradire ci\u00f2 per cui \u00e8 stato redatto il libro liturgico e non arrivare a raggiungere la sua propria finalit\u00e0. L\u2019ignoranza testuale pu\u00f2 portare a mettere in atto una celebrazione semplicemente formale, che non diventa fonte di spiritualit\u00e0. Per mettere in atto una celebrazione \u00e8 necessario che ciascuno dei celebranti acquisisca delle <em>competenze<\/em> specifiche relative al proprio particolare servizio nella celebrazione (presidente, lettore \u2026) e al codice linguistico che utilizza nel far passare il libro liturgico dallo stato chirografico a quello orale, canoro, gestuale \u2026 In particolare, \u00e8 necessario affinarsi nell\u2019agire rituale, nell\u2019esprimersi simbolicamente, in modo che quanto si compie non sappia di meccanicit\u00e0 o formalismo esteriore ma diventi espressione del mistero che si celebra e della propria individuale e viva partecipazione.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Il movimento liturgico che ha preceduto ed in parte accompagnato la riforma liturgica post conciliare insisteva molto sulla necessit\u00e0 di ritornare <em>ad fontes<\/em>, rimettendole nuovamente nelle mani dei fedeli. Dobbiamo constatare, a pi\u00f9 di cinquant\u2019anni da <em>Sacrosanctum<\/em> <em>concilium<\/em>, che molto resta ancora da compiere e che le fonti liturgiche, <em>in primis<\/em> il Messale, \u00e8 sovente sostituito da sussidi di valore non sempre apprezzabile. La speranza \u00e8 che, l\u2019occasione della nuova traduzione, possa risvegliare in tutti la convinzione che il Messale essendo libro \u00abdella fede\u00bb alimenti e sostenga la fede di ciascuno.<\/p>\n<p><em>A servizio della celebrazione<\/em><\/p>\n<p>Quanto detto fin qui evidenzia il valore del Messale in ordine alla custodia-trasmissione della fede ed alla formazione catechetica, spirituale e liturgica dell\u2019assemblea articolata nei vari ministeri. Tutto converge, come \u00e8 evidente, nella celebrazione in atto. Senza ripetere quanto \u00e8 gi\u00e0 stato sottolineato, \u00e8 importante soffermarsi su un aspetto solo apparentemente marginale, ossia la preparazione non solo remota ma anche prossima della celebrazione. In altri termini, la Messa non dev\u2019essere improvvisata o ripetuta meccanicamente, bens\u00ec tutto andrebbe predisposto al fine di promuovere le condizioni pi\u00f9 favorevoli all\u2019accoglienza della grazia di Dio. In questa prospettiva, il Messale \u00e8 \u00abstrumento\u00bb necessario. Se l\u2019assemblea nei suoi diversi ministeri raramente \u00abconsulta\u00bb il libro liturgico prima della celebrazione, purtroppo accade che anche il presbitero stesso, talvolta, si trovi a sfogliare rapidamente le pagine del libro \u00abin diretta\u00bb. Ci\u00f2 non dovrebbe costituire un\u2019abitudine perch\u00e9, a lungo andare, trascina la celebrazione in un vortice di annoiata fiacchezza. Si assiste ad un impoverimento, in certi casi cronico, nella scelta dei testi, nella significativit\u00e0 dei gesti, nella capacit\u00e0 di offrire ad ogni celebrazione il suo particolare carattere dettato per esempio dal tempo liturgico, dal \u00abtipo\u00bb di assemblea, dalla situazione concreta in cui versa la Chiesa (a livello sia universale che diocesano-locale) o la societ\u00e0 umana.<\/p>\n<p>\u00abSpesso le celebrazioni risultano pesanti e distaccate dal vissuto dell\u2019uomo in quanto non vengono preparate in modo adeguato. Le opportunit\u00e0 offerte dal libro liturgico sono occasioni per rendere le celebrazioni veramente evangelizzanti e aderenti alla vita. Non ci si pu\u00f2, dunque, accontentare di utilizzare sempre le medesime preghiere o le stesse pericopi bibliche: questo sarebbe un mortificare la ricchezza stessa della celebrazione e l\u2019ampiezza della grazia salvifica che si attua nell\u2019<em>actio liturgica<\/em>.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>La fede della Chiesa, custodita nel testo liturgico, interpella il credente <em>hic et nunc<\/em>; se cos\u00ec non fosse essa si ridurrebbe all\u2019adesione sterile e formale ad un sistema veritativo che poco o nulla incide nell\u2019esistenza. Il Messale, nella sua articolazione, offre non pochi spunti affinch\u00e9 si tenga conto delle \u00abdiverse necessit\u00e0\u00bb. L\u2019assemblea celebrante poi, sebbene spesso non presenti variazioni sostanziali nel numero dei componenti, non dev\u2019essere pensata come un monolite sempre identico. I credenti, singolarmente e comunitariamente intesi, sono popolo di Dio \u00abin cammino\u00bb e la liturgia \u00e8 chiamata a mantenere sempre vigile lo sguardo sulle profondit\u00e0 dell\u2019umano perch\u00e9 sappia parlare \u00abal cuore\u00bb. Troppo spesso, invece, si assiste a messe che sembrano prodotte \u00abcon lo stampino\u00bb e quindi incapaci di intercettare le vibrazioni dei cuori in movimento. Ci\u00f2 dipende certamente da molti fattori che ora non \u00e8 possibile sviscerare nella loro completezza. Rimane vero, all\u2019interno di questo studio, che l\u2019uso sapiente, creativo ed illuminato del Messale pu\u00f2 contribuire \u2013 per quello che \u00e8 relativo alla sua parte \u2013 al miglioramento della qualit\u00e0 delle celebrazioni.<\/p>\n<p><strong>Due indicazioni per favorire l\u2019<em>ars celebrandi <\/em>dei presbiteri<\/strong><\/p>\n<p>Questo ultimo breve affondo si colloca come conseguenza di quanto affermato nei paragrafi precedenti. Il Messale, tesoro per la Chiesa, si colloca a servizio della liturgia affinch\u00e9 sia realmente \u00abfede celebrata\u00bb e non vuoto ritualismo o esibizione, pi\u00f9 o meno riuscita, delle capacit\u00e0 dei celebranti. Tra i ministri spicca, come gi\u00e0 accennato, il presbitero. Egli, pastore della comunit\u00e0 cristiana, ha ricevuto il dono inestimabile di presiedere le celebrazioni eucaristiche e di agire in <em>persona Christi<\/em> per il bene della santa Chiesa. In virt\u00f9 di tale ministero egli \u00e8 chiamato ad immergersi, in modo del tutto speciale, nella liturgia accogliendola come realt\u00e0 fondante la propria vita. Senza questa premessa, il ministero diventa un \u00abmestiere\u00bb e la presidenza liturgica un compito da svolgere, un ruolo da assumere con tutti i rischi di sciatteria o protagonismo che ci\u00f2 comporta. In fondo, sia chi presiede per \u00abinerzia\u00bb e sia chi diventa <em>show man<\/em> \u00e8 espressione dello stesso errore, ossia il non rendersi conto del tesoro prezioso che \u00e8 l\u2019eucaristia, banalizzandola o riducendola ad occasione per esaltare se stessi. Ecco perch\u00e9 \u00e8 urgente riscoprire un\u2019autentica <em>ars celebrandi<\/em><a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> che non scada nell\u2019estetismo ma trovi nell\u2019ordinazione sacramentale ricevuta la ragione ultima della sua importanza.<\/p>\n<p>Riprendendo un interessante contributo di Corrado Maggioni, apparso qualche anno fa su <em>Rivista Liturgica<\/em>,<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> \u00e8 opportuno ribadire due concrete attenzioni utili per ogni presbitero.<\/p>\n<p><em>Studiare il Messale<\/em><\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che il Messale \u00e8 anzitutto libro per la celebrazione e poi, di conseguenza, per il nutrimento spirituale di ogni fedele, per il presbitero esso dev\u2019essere anche oggetto di approfondito studio. Ci\u00f2 \u00e8 ovviamente auspicabile per tutti i battezzati ma \u2013 sia consentito affermarlo \u2013 \u00e8 necessario per i presbiteri. Non \u00e8 infatti pensabile per chi \u00e8 chiamato a presiedere, in obbedienza alla vocazione ricevuta, accontentarsi di una conoscenza sommaria e grossolana del Messale. Sovente gli stessi <em>Praenotanda <\/em>risultano sconosciuti o solo superficialmente acquisiti; l\u2019abbondanza eucologica presente nel Messale ignorata; le molteplici possibilit\u00e0 di scelta di testi o di \u00abadattamento\u00bb dei riti poco valorizzate. In sintesi, la formazione del presbitero \u00e8 ferma ai tempi del seminario e non sempre la formazione permanente del clero ha saputo valorizzare e proporre un\u2019adeguata crescita a riguardo. In alcuni casi, forse mossi dalla paura di sembrare \u00abpreti da sacrestia\u00bb, lontani dal vissuto del popolo di Dio, si \u00e8 guardato con diffidenza un serio studio del libro liturgico finendo per\u00f2, a lungo andare col ritenerlo non cos\u00ec rilevante nella pastorale ordinaria della comunit\u00e0 cristiana. In altri casi, riducendo la liturgia ad una seppur valida \u00abspiritualit\u00e0 liturgica\u00bb si \u00e8 finito per misconoscere il valore normativo degli <em>ordines<\/em>, promuovendo cos\u00ec un approccio alla celebrazione molto individualista e poco ecclesiale. Nei casi peggiori, in forza di un errato modo di percepire il ministero della presidenza, il presbitero ha ritenuto sua competenza modificare testi e gesti \u2013 talvolta anche in maniera significativa \u2013 mostrando cos\u00ec di non cogliere e rispettare la normativit\u00e0 del Messale in riferimento alla <em>lex credendi<\/em>. Ognuna di queste forme appare, spesso sotto mentite spoglie ma non per questo meno insidiosa, un\u2019espressione di clericalismo.<\/p>\n<p>In positivo, lo studio del testo permette di assimilarne il contenuto in maniera critica ed intelligente, interpellandolo in riferimento al vissuto concreto delle comunit\u00e0 cristiane. Anche nel caso del Messale, lo studio apre la mente ed \u00e8 in grado di cogliere la forza di quanto la Chiesa in modo materno ed autorevole a tutti consegna.<\/p>\n<p><em>Preparare il Messale<\/em><\/p>\n<p>Il titoletto, volutamente provocatorio, intende in verit\u00e0 la necessit\u00e0 di preparare in senso lato la celebrazione. Di ci\u00f2 si \u00e8 gi\u00e0 trattato nelle pagine precedenti. Lo studio e la conoscenza approfondita del Messale impongono poi la scelta di saper concretamente utilizzare il libro liturgico e ci\u00f2 comporta il \u00abprepararlo\u00bb prima dell\u2019inizio della messa. Non si legga questa nota come un banale suggerimento. Sebbene si tratti di un\u2019attenzione \u00abpiccola\u00bb, essa denota quasi sempre una predisposizione d\u2019animo positiva del presbitero che si accinge a presiedere i divini misteri. Chi prepara il Messale, tendenzialmente non arriva allo scoccare dell\u2019ora, mostra di conoscere la variet\u00e0 e la ricchezza dei testi, si distingue per finezza e cura dei dettagli. In fondo, per incontri o riunioni meno importanti della santa Eucaristia spesso si dedica molto tempo alla preparazione perch\u00e9 nulla sia fuori posto o lasciato al caso. \u00c8 chiaro che non si tratta di cadere in una maniacale ricerca della perfezione e tutti sanno che ogni celebrazione \u00e8 efficace in forza dell\u2019agire di Dio e non \u00e8 la diretta conseguenza dell\u2019aver tutto predisposto al meglio. Tuttavia, la cura delle \u00abcose di Dio\u00bb esprime in ultima istanza l\u2019amore per lui e il desiderio che anche gli altri ne colgano la centralit\u00e0 e la bellezza nell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Doriano Locatelli, <em>direttore Ufficio liturgico di Bergamo<\/em><\/p>\n<p><em>(tratto da Orientamenti Pastorali, 1-2\/2020 &#8211; Edizioni Dehoniane Bologna. Tutti i diritti riservati)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, istruzione <em>Redemptionis sacramentum<\/em> (25 Marzo 2004), n.10.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> \u00abI libri liturgici sono un veicolo della tradizione in quanto manifestano la fede della Chiesa, secondo il noto adagio <em>lex orandi \u2013 lex credendi<\/em> [\u2026]. In tal senso il libro liturgico manifesta il contenuto perenne della rivelazione e della prassi della vita di fede della Chiesa. Come tale, esso appare come un compendio di teologia in atto che attinge il suo contenuto al patrimonio dottrinale della Chiesa realizzandolo nella celebrazione liturgica in vista della crescita spirituale del credente\u00bb: M. Barba, \u00abIl libro liturgico: struttura e funzione\u00bb, in <em>Rivista liturgica<\/em> 98(2011), 388.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> G. Venturi, \u00abDal libro liturgico alla celebrazione\u00bb, in <em>Rivista liturgica<\/em> 98(2011), 435.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> M. Barba, \u00abIl libro liturgico: struttura e funzione\u00bb, op. cit., 392.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> A tal proposito sono illuminanti le parole di Benedetto XVI nel descrivere l\u2019<em>ars celebrandi<\/em> che ogni fedele, ed il presbitero in particolare, \u00e8 chiamato a riscoprire. \u00abIl primo modo con cui si favorisce la partecipazione del popolo di Dio al rito sacro \u00e8 la celebrazione adeguata del rito stesso. L\u2019<em>ars celebrandi <\/em>\u00e8 la migliore condizione per l\u2019<em>actuosa participatio<\/em>. L\u2019<em>ars celebrandi<\/em> scaturisce dall\u2019obbedienza fedele alle norme liturgiche nella loro completezza, perch\u00e9 \u00e8 proprio questo modo di celebrare ad assicurare da duemila anni la vita di fede di tutti i credenti, i quali sono chiamati a vivere la celebrazione in quanto popolo di Dio, sacerdozio regale, nazione santa (cf. 1Pt 2,4-5.9)\u00bb: Benedetto XVI, esortazione apostolica <em>Sacramentum caritatis <\/em>(22 febbraio 2007), n. 38.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> C. Maggioni, \u00abValore e significato del libro liturgico\u00bb, in <em>Rivista liturgica<\/em> 98(2011), 396-414.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doriano Locatelli La nuova traduzione italiana del Messale romano costituisce un\u2019occasione preziosa per riflettere sul senso del libro liturgico.\u00a0In questo contributo sar\u00e0 focalizzato il nesso &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":968,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[73],"class_list":["post-967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-messale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=967"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":981,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/967\/revisions\/981"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/968"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}