{"id":957,"date":"2019-12-16T15:31:23","date_gmt":"2019-12-16T14:31:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=957"},"modified":"2019-12-16T15:31:36","modified_gmt":"2019-12-16T14:31:36","slug":"i-consacrati-e-le-consacrate-quale-valore-e-quale-senso-ha-la-loro-presenza-nella-vita-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2019\/12\/16\/i-consacrati-e-le-consacrate-quale-valore-e-quale-senso-ha-la-loro-presenza-nella-vita-della-chiesa\/","title":{"rendered":"I consacrati e le consacrate: quale valore e quale senso  ha la loro presenza nella vita della Chiesa?"},"content":{"rendered":"<p>Mary Melone<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Una premessa \u00abprovocatoria\u00bb<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il titolo di questo contributo, si comprende immediatamente, contiene un\u2019indubbia provocazione per la vita religiosa e per le varie forme di consacrazione che oggi fanno parte della comunit\u00e0 ecclesiale.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> E si tratta, a dire il vero, di una provocazione formulata in modo alquanto sottile: se infatti la domanda fosse stata, direttamente: \u00aba che servono i religiosi nella Chiesa?\u00bb, probabilmente la risposta sarebbe stata altrettanto diretta! Chi pu\u00f2 ignorare, infatti, le tante opere a cui la vita religiosa ha dato vita nei secoli: scuole, ospedali, case di riposo, centri di accoglienza, centri pastorali, comunit\u00e0 missionarie\u2026? Chi pu\u00f2 negare che la vita consacrata porti il peso di molteplici diaconie nella Chiesa e nella societ\u00e0 civile? La vita consacrata \u00abserve\u00bb moltissimo! Ad esempio, \u00abserve\u00bb ad assicurare assistenza e cura alla vita in ogni sua fase, dalla fragilit\u00e0 della nascita e dell\u2019infanzia alla fragilit\u00e0 della malattia e della vecchiaia; \u00abserve\u00bb a promuovere una cultura fondata sui valori evangelici, a portare coraggiosamente l\u2019annuncio del vangelo in ogni terra, a testimoniare prossimit\u00e0 e condivisione verso ogni forma di povert\u00e0. Come ha giustamente annotato Andrea Riccardi \u00absenza la \u00abforesta\u00bb dei religiosi, composta da \u00abalberi\u00bb tanto diversi tra loro, l\u2019ecologia spirituale della Chiesa cambierebbe in modo radicale: si allenterebbero le dinamiche e si ridurrebbe lo spessore sociale del cattolicesimo. Questo \u00e8 un grande problema ai nostri giorni, di fronte alla crisi di intere generazioni e alla riduzione dell\u2019influenza dei religiosi nella vita della Chiesa. Cosa sar\u00e0 la Chiesa cattolica, quando il numero dei religiosi diminuir\u00e0 o, addirittura, in taluni ambienti e paesi verr\u00e0 azzerato?\u00bb.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Si potrebbe dunque rispondere, senza esitazione, che la vita religiosa \u00abserve\u00bb a molto, nella Chiesa e nella societ\u00e0! Anzi, mettendo a lato l\u2019impatto e l\u2019importanza delle diverse opere gestite dai religiosi per l\u2019utilit\u00e0 sociale, e volendo rimanere solo nell\u2019ambito ecclesiale delineato dal titolo, \u00e8 innegabile che la vita consacrata rappresenti per la Chiesa una risorsa di grande efficacia. Basterebbe considerare, per fare un esempio in linea con la questione sulla \u00abfruibililit\u00e0\u00bb della vita religiosa, alle tante parrocchie affidate ai religiosi, alle innumerevoli classi di catechismo guidate dalle suore, alle diverse pastorali (<em>caritas<\/em>, pastorale giovanile e vocazionale, familiare, missionaria ecc.) in cui la presenza dei religiosi, anche a livello diocesano, appare l\u2019unica soluzione possibile\u2026<\/p>\n<p>Questo modo di interpretare il valore e il significato della presenza dei religiosi nella Chiesa, bisogna riconoscerlo, \u00e8 quello che generalmente attraversa molte delle nostre comunit\u00e0 ecclesiali e che in alcuni casi accomuna vescovi, sacerdoti, laici e persino gli stessi religiosi! S\u00ec, perch\u00e9 anche i religiosi corrono il rischio, a volte, di considerare il valore e il senso della loro presenza nella Chiesa solo in base al servizio che riescono a garantire.<\/p>\n<p>Ma se torniamo alla domanda contenuta nel titolo, non possiamo non cogliere come l\u2019attenzione venga posta non tanto sull\u2019importanza del <em>fare <\/em>dei religiosi, quanto piuttosto sul valore e sul senso del loro <em>essere <\/em>nella Chiesa. Riformuliamo perci\u00f2 la domanda in questo modo: <em>perch\u00e9 la vita consacrata nella Chiesa? <\/em><\/p>\n<p>Propongo di affrontare questo interrogativo a due livelli: il primo \u00e8 un livello <em>teologico<\/em>; si tratta di porsi anzitutto in ascolto del magistero che, a partire dal concilio Vaticano II, ha innescato una riflessione sempre pi\u00f9 approfondita sulla vita consacrata, confluita poi in alcuni documenti imprescindibili per comprendere la sua identit\u00e0 ecclesiale. Il secondo livello, invece, si potrebbe definire pi\u00f9 <em>esistenziale<\/em>, perch\u00e9 intende cogliere il significato concreto della presenza dei religiosi nell\u2019edificazione della Chiesa. In questo secondo livello, un apporto decisivo alla riflessione \u00e8 dato dai numerosi interventi che papa Francesco ha dedicato alla vita consacrata e alla luce dei quali la Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le societ\u00e0 di vita apostolica (CIVCSVA) ha emanato tra l\u2019altro quattro lettere circolari, in occasione dell\u2019anno dedicato alla vita consacrata.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> La vita consacrata, dono alla Chiesa<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il concilio Vaticano II ha rappresentato anche per la vita consacrata un evento di grande portata carismatica, che ha innescato un movimento di rinnovamento profondo e fecondo allo stesso tempo. Per la prima volta, infatti, un concilio ecumenico si \u00e8 pronunciato direttamente sullo status ecclesiale della vita consacrata, riconoscendola come parte viva e feconda della vita di santit\u00e0 e di comunione della Chiesa. \u00c8 quanto viene affermato nella costituzione dogmatica <em>Lumen gentium, <\/em>dove ai religiosi viene dedicato l\u2019intero capitolo VI. Dopo aver precisato infatti che la consacrazione mediante i consigli evangelici presuppone la consacrazione battesimale,<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> se ne richiama il valore quale <em>segno <\/em>che \u00abpu\u00f2 e deve attirare efficacemente tutti i membri della Chiesa a compiere con slancio i doveri della vocazione cristiana\u00bb e quale <em>forma di vita<\/em> che \u00abimita pi\u00f9 fedelmente e rappresenta continuamente nella Chiesa la forma di vita che il Figlio di Dio abbracci\u00f2 venendo nel mondo per fare la volont\u00e0 del Padre\u00bb (<em>LG<\/em> 44). A questo punto, il concilio conclude non senza una certa solennit\u00e0 che \u00ablo stato di vita costituito dalla professione dei consigli evangelici, pur non concernendo la struttura gerarchica della Chiesa, appartiene tuttavia inseparabilmente alla sua vita e alla sua santit\u00e0\u00bb (<em>LG<\/em> 44).<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019acquisizione fondamentale per la vita consacrata, in quanto le viene riconosciuto un significato imprescindibile per la vita ecclesiale, un significato che scaturisce dalla comprensione del suo aver a che fare proprio con la natura della Chiesa stessa.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto chiarir\u00e0 qualche anno dopo papa Giovanni Paolo II nell\u2019esortazione apostolica post sinodale <em>Vita consecrata<\/em> del 1996, affermando che \u00abla vita consacrata, presente fin dagli inizi, non potr\u00e0 mai mancare alla Chiesa come un suo elemento irrinunciabile e qualificante, in quanto espressivo della sua stessa natura. Ci\u00f2 appare con evidenza dal fatto che la professione dei consigli evangelici \u00e8 intimamente connessa col mistero di Cristo, avendo il compito di rendere in qualche modo presente la forma di vita che egli prescelse, additandola come valore assoluto ed escatologico\u00bb.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> La riflessione del papa si colloca sulla via della lunga tradizione teologica relativa alla vita consacrata: egli, infatti, legando la forma di vita dei religiosi, chiamati espressamente a riprodurre quella di Cristo, al significato autentico della santit\u00e0, conclude che la vita consacrata viene a rappresentare l\u2019attuazione pi\u00f9 compiuta del fine stesso della Chiesa, che \u00e8 appunto la santificazione dell\u2019umanit\u00e0.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 notare, l\u2019attenzione di questi testi si concentra proprio sul legame <em>intimo<\/em> di appartenenza che si stabilisce tra la vita consacrata e la Chiesa, sia che ci si riferisca alla sua vita, o alla sua santit\u00e0, o ancora alla sua missione. Questo carattere di <em>intima appartenenza,<\/em><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> in altri termini, non significa solo affermare che la vita consacrata non \u00e8 accessoria alla Chiesa, ma significa ribadire che le \u00e8 <em>necessaria<\/em> e che pertanto, non le potr\u00e0 mai mancare. Si potrebbe legittimamente obiettare che, in realt\u00e0, molte forme di vita consacrata nel corso dei secoli sono scomparse e molte forse scompariranno nel futuro. \u00c8 vero, ma si tratta appunto di <em>forme, <\/em>cio\u00e8 di realizzazioni storiche della vita consacrata che, proprio per la loro storicit\u00e0, sono di fatto mutevoli, cio\u00e8 possono sorgere ed estinguersi nel tempo, mentre mai potr\u00e0 venir meno la vita consacrata come tale nella Chiesa.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Tutta questa insistenza sull\u2019appartenenza della vita consacrata alla Chiesa pu\u00f2 essere efficacemente sintetizzata attraverso l\u2019immagine del dono: \u00abLa vita consacrata \u00e8 dono alla Chiesa, nasce nella Chiesa, cresce nella Chiesa, \u00e8 tutta orientata alla Chiesa\u00bb.<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Il linguaggio del dono aiuta a mettere in luce pi\u00f9 chiaramente ci\u00f2 che \u00e8 proprio della vita consacrata, perch\u00e9 chiama in causa direttamente l\u2019agire dello Spirito Santo. \u00c8 lo Spirito santo, infatti, la fonte del dono, \u00e8 lui che suscita incessantemente forme di vita consacrata che arricchiscono nella loro molteplicit\u00e0 la Chiesa; \u00e8 lui che, elargendo la variet\u00e0 dei carismi, garantisce la crescita della Chiesa nella comunione.<\/p>\n<p>Non solo: l\u2019azione dello Spirito fa comprendere il contenuto reale dell\u2019affermazione, pi\u00f9 volte ripetuta, circa l\u2019intima appartenenza della vita consacrata alla santit\u00e0 della Chiesa, in quanto fa risaltare direttamente la centralit\u00e0 del mistero di Cristo e del desiderio di piena conformazione a lui. La vita consacrata \u00e8 il dono fatto alla Chiesa da Cristo, perch\u00e9 non manchi mai a essa la testimonianza della sua presenza. In questa luce, l\u2019opera dello Spirito si comprende come quella di attrarre il cuore dell\u2019uomo a Cristo, di sostenerlo nel cammino di conformazione a lui, perch\u00e9 diventando <em>cristiforme, <\/em>il consacrato assicuri alla Chiesa il prolungamento della speciale presenza del Risorto.<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Se si prescinde da questa prospettiva, se cio\u00e8 non si considera la vita consacrata anzitutto come un dono per l\u2019edificazione della Chiesa, la comprensione della vita consacrata rimarr\u00e0 sempre ancorata a una interpretazione pi\u00f9 o meno utilitaristica, capace solo, cio\u00e8, di valutare il modo in cui essa incide nell\u2019ambito sociale o le soluzioni, spesso solo di comodo, che pu\u00f2 offrire nell\u2019ambito ecclesiale.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, tuttavia, questa prospettiva richiede anche alla vita consacrata di non dimenticare il proprio intimo legame con la vita e la santit\u00e0 della Chiesa: essa perci\u00f2 deve per prima custodire la propria identit\u00e0 che dipende totalmente dal suo legame con Cristo, valutando costantemente e coraggiosamente s\u00e9 stessa, per riconoscere se non si \u00e8 eccessivamente sbilanciata sulle \u00abopere\u00bb, sul servizio, in definitiva, sul <em>fare<\/em>!<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> I consacrati e le consacrate: chiamati a un\u2019esistenza <em>profetica<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>La <em>Lettera apostolica<\/em> scritta da sua santit\u00e0 papa Francesco in occasione dell\u2019anno dedicato alla vita consacrata<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> arricchisce la riflessione sulla vita consacrata di una prospettiva nuova, che non ha mancato di suscitare dibattiti e interrogativi. Tale prospettiva ha a che fare con la peculiarit\u00e0 della vita consacrata che, come si \u00e8 detto, la tradizione ecclesiale ha sempre fatto consistere nella ripresentazione della forma di vita del Cristo. Poich\u00e9 tuttavia tale ripresentazione spetta in realt\u00e0 a ogni cristiano in virt\u00f9 della sua consacrazione battesimale, la caratteristica propria dei consacrati \u00e8 da sempre stata individuata nella radicalit\u00e0 di tale ripresentazione, radicalit\u00e0 assicurata dalla professione dei consigli evangelici. I voti di povert\u00e0, castit\u00e0 e obbedienza rendono il consacrato una memoria vivente del modo di vivere di Ges\u00f9, che appare come la ragione dell\u2019obiettiva eccellenza della vita consacrata:<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> \u00abLa forma di vita casta, povera e obbediente (di Cristo), appare infatti il modo pi\u00f9 radicale di vivere il vangelo su questa terra, un modo \u2014 si pu\u00f2 dire \u2014 <em>divino<\/em>, perch\u00e9 abbracciato da lui, uomo-Dio, quale espressione della sua relazione di Figlio unigenito col Padre e con lo Spirito Santo\u00bb (<em>VC<\/em> 18).<\/p>\n<p>Questo fondamento per\u00f2 viene in un certo senso messo in discussione da papa Francesco, per il quale, invece, la radicalit\u00e0 deve essere caratteristica di ogni vissuto di sequela: \u00abLa radicalit\u00e0 evangelica non \u00e8 solamente dei religiosi: \u00e8 richiesta a tutti\u00bb.<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>Sorge allora spontanea una domanda: qual \u00e8, dunque, ci\u00f2 che \u00e8 richiesto propriamente ai religiosi? Se essi sono essenziali al cuore della Chiesa, a prescindere da ci\u00f2 che possono fare o meno, per quale ragione lo sono, se la radicalit\u00e0 non \u00e8 la loro caratteristica priorit\u00e0?<\/p>\n<p>\u00c8 lo stesso Francesco a dare la risposta: \u00abI religiosi seguono il Signore in maniera speciale, in modo profetico. \u00c8 questa la priorit\u00e0 che adesso \u00e8 richiesta: \u00abEssere profeti che testimoniano come Ges\u00f9 ha vissuto su questa terra [\u2026] Mai un religioso deve rinunciare alla profezia\u00bb\u00bb.<\/p>\n<p>La profezia si profila cos\u00ec come la risposta vera alla domanda di senso sulla vita consacrata, come il significato pi\u00f9 autentico della presenza dei religiosi nella Chiesa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tuttavia scontato interpretare correttamente la profezia come nota distintiva dei consacrati. Non si tratta, infatti, di farla coincidere semplicemente con un atteggiamento critico o di denuncia. La profezia a cui sono chiamati i consacrati nasce dall\u2019obbedienza alla Parola, dalla comunione con la Chiesa, dalla ricerca costante della volont\u00e0 di Dio. Proprio per questa ragione il <em>dovere della profezia<\/em> chiama il consacrato a un atteggiamento di costante discernimento nei confronti del tempo in cui vive: essere profeti, infatti, significa per papa Francesco essere <em>sentinelle, <\/em>capaci di scrutare la storia, di interpretare gli avvenimenti, di vegliare e di guidare il popolo, come Mos\u00e8, all\u2019ascolto obbediente della Parola e all\u2019adesione appassionata alla volont\u00e0 di Dio.<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/p>\n<p>Il riferimento all\u2019immagine della <em>sentinella<\/em> serve al santo Padre, in realt\u00e0, per indicare il vero compito affidato alla vita consacrata, che egli stesso sintetizza con efficacia come <em>svegliare il mondo.<\/em><\/p>\n<p>I religiosi e le religiose sono chiamati a svegliare il mondo: \u00e8 questo, dunque, ci\u00f2 a cui veramente \u00abservono\u00bb! Svegliare il mondo dalla tristezza in cui \u00e8 piombato, dalla logica individualista che lo attanaglia, dalla frammentazione, dall\u2019indifferenza e da ogni forma di utilitarismo.<\/p>\n<p>Nel declinare questo compito emergono una serie di \u00aburgenze\u00bb affidate ai consacrati, urgenze che scaturiscono proprio dall\u2019attenzione benevola e consapevole verso le fragilit\u00e0 del nostro tempo.<\/p>\n<p>Tra queste urgenze, senz\u2019altro la prima sembra essere la gioia: la vita consacrata non pu\u00f2 rinunciare a essere portatrice di gioia, non pu\u00f2 <em>svegliare il mondo<\/em> se non attraverso la testimonianza credibile della gioia. Ma di quale gioia si tratta? Sicuramente di quella che \u00e8 frutto dello Spirito, e che il consacrato sperimenta a partire dalla certezza dell\u2019amore che Dio ha per lui e che egli pu\u00f2 sperimentare nella salvezza. La gioia che i consacrati devono testimoniare \u00e8 la forma alta della consolazione e della misericordia. Testimoni della consolazione che scaturisce dalla presenza misericordiosa di Dio accanto alle sofferenze dell\u2019uomo, i consacrati diventano cos\u00ec <em>facilitatori della grazia.<\/em><a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n<p>Da qui si comprende un\u2019altra urgenza connessa al compito di svegliare il mondo: quella, cio\u00e8, di essere testimoni di comunione. La vita fraterna in comunit\u00e0, che struttura la vita consacrata quale suo elemento distintivo, non costituisce solo una prassi esteriore a cui i religiosi devono attenersi in modo pi\u00f9 o meno convinto. Al contrario, la vita fraterna in comunit\u00e0 realizza la chiamata alla comunione di vita che \u00e8 essenziale per la vita della Chiesa. Dai religiosi ci si attende una testimonianza coerente con il loro essere ritenuti \u00abesperti di comunione\u00bb, perch\u00e9 quotidianamente chiamati a condividere nell\u2019unit\u00e0 fraterna il loro progetto di vita.<\/p>\n<p>Se i consacrati vivessero con coerenza questa loro testimonianza di comunione, se fossero capaci di vivere una vicinanza autentica verso tutti, ma in particolare verso i poveri e gli esclusi, sarebbero davvero in grado di svegliare il mondo, perch\u00e9 nulla oggi \u00e8 tanto inconsueto e difficoltoso quanto il vivere seriamente la cultura dell\u2019incontro e della prossimit\u00e0!<\/p>\n<p>La vita consacrata assume dunque in s\u00e9, necessariamente, il compito di testimoniare la possibilit\u00e0 di vivere rapporti umani accoglienti, trasparenti, sinceri.<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> Si tratta di un dovere che nasce dalla stessa natura comunionale della vita consacrata: se la comunit\u00e0 \u00e8 realmente il luogo dove si impara a diventare fratelli e sorelle, allora la solidariet\u00e0 autentica verso tutti, la capacit\u00e0 di dialogo libero, aperto ed accogliente, l\u2019atteggiamento di profondo rispetto e di grande sympateia\/simpatia verso le donne e gli uomini del nostro tempo non sono altro che la traduzione in atteggiamenti e scelte concrete del dono della comunione ricevuta dal Dio Trinit\u00e0.<\/p>\n<p>Non solo: l\u2019essere servitori della comunione<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a> va visto anche in relazione all\u2019edificazione della Chiesa, a cui i consacrati sono chiamati, insieme a tutti i cristiani, anche se con una dedizione totale. A questo proposito, infatti, non si pu\u00f2 dimenticare che un tema caro alla riflessione di papa Francesco \u00e8 la convinzione che la Chiesa cresce per via attrattiva, cio\u00e8 per l\u2019attrazione che la testimonianza riesce a esercitare sul cuore dell\u2019uomo. Ma quale testimonianza? Quella, appunto, della comunione gioiosa a cui porta necessariamente un\u2019autentica relazione con Cristo!<\/p>\n<p>Queste annotazioni circa la testimonianza di una cultura dell\u2019incontro a cui i consacrati sono chiamati con urgenza non vanno considerate esclusivamente sul piano comportamentale, quasi fossero semplici raccomandazioni per una prassi di buone maniere con il prossimo. Dire che la vita consacrata \u00e8 esperta di comunione infatti significa, ad esempio, invitare i religiosi anzitutto a verificare il loro modo di stare nelle Chiese locali, dove sono chiamati a inserirsi in modo costruttivo e comunionale, senza pensare a percorsi pastorali o spirituali alternativi o paralleli a quelli diocesani. Se la presenza dei religiosi e delle religiose nelle diocesi non \u00e8 connotata dal dialogo e dall\u2019apertura, il rischio pi\u00f9 immediato \u00e8 quello della strumentalizzazione, cio\u00e8 della tentazione di piegare le attivit\u00e0 di pastorale a cui si prende parte al raggiungimento dei propri vantaggi, per esempio a livello vocazionale. Tutto questo non solo contraddice la testimonianza di comunione che \u00e8 legittimo attendersi dai consacrati, ma impedisce anche la costruzione della Chiesa, quando non ne costituisce un ostacolo pericoloso!<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, \u00e8 indubbio che il discorso esige una certa reciprocit\u00e0: anche la Chiesa locale, infatti, deve assumere a sua volta un atteggiamento di apertura e di accoglienza e persino di cura e di custodia nei confronti della vita consacrata. Troppo spesso, infatti, nelle diocesi i religiosi vengono ancora ignorati nella loro identit\u00e0 carismatica e nelle finalit\u00e0 del loro impegno apostolico, l\u00ec dove, invece, sarebbe auspicabile una valorizzazione del loro diversificato servizio e delle loro opere.<\/p>\n<p><strong>Per una conclusione\u2026 altrettanto provocatoria!<\/strong><\/p>\n<p>Lo scopo di queste brevi note \u00e8 stato semplicemente quello di far comprendere come il porsi la domanda sul valore e sul significato della presenza dei religiosi nella Chiesa impone di andare oltre il piano pi\u00f9 semplice ed immediato del loro <em>fare, <\/em>del loro servizio apostolico nelle comunit\u00e0 ecclesiali, per quanto esso possa essere significativo, incisivo e anche quantitativamente rilevante. Certo, il servizio apostolico non \u00e8 estraneo all\u2019identit\u00e0 e alla missione dei consacrati. I consacrati infatti riconoscono nel <em>servitium caritatis, <\/em>come ricorda <em>Vita consecrata, <\/em>la possibilit\u00e0 di rivelare l\u2019amore di Dio al mondo.<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a> In questo senso il magistero, fondandosi sulla visione propria della Scrittura, non manca mai di richiamare che la consacrazione comporta necessariamente la missione. La missione \u00e8 essenziale per ogni forma di vita consacrata, perch\u00e9 ogni forma di vita consacrata ha il compito di rendere presente il Cristo. \u00abSi pu\u00f2 allora dire che la persona consacrata \u00e8 \u00abin missione\u00bb in virt\u00f9 della sua stessa consacrazione, testimoniata secondo il progetto del proprio istituto\u00bb (<em>VC<\/em> 72).<\/p>\n<p>Ma proprio questo intrinseco legame tra consacrazione e missione esige, ancora una volta, di andare oltre il piano delle attivit\u00e0 pastorale, per riconoscere alla vita consacrata il suo valore di segno. La vita consacrata non potr\u00e0 mai mancare alla Chiesa, perch\u00e9 essa avr\u00e0 sempre bisogno del segno escatologico che i consacrati le assicurano: rendere presente nell\u2019oggi il domani del Regno!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mary Melone, <em>superiora generale delle suore Francescane Angeline<\/em><\/p>\n<p>(tratto da Orientamenti Pastorali, 12\/2019, EDB, Bologna)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> In questo contributo si usano in modo equivalente i termini <em>religiosi, consacrati e consacrate<\/em> per indicare i membri degli istituti di vita consacrata e delle societ\u00e0 di vita apostolica, gli istituti secolari, gli eremiti e i membri dell\u2019<em>ordo virginum<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> A. Riccardi, <em>Vita Consacrata. Una lunga storia, <\/em>S. Paolo, Conisello Balsamo 2015, 20.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Si tratta di: CIVCSVA, <em>Rallegratevi, <\/em>LEV, Citt\u00e0 del Vaticano 2014; Id., <em>Scrutate, <\/em>LEV, Citt\u00e0 del Vaticano 2014; Id., <em>Contemplate, <\/em>LEV, Citt\u00e0 del Vaticano 2015; Id., <em>Annunciate, <\/em>LEV, Citt\u00e0 del Vaticano 2016.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. <em>LG<\/em> 44: \u00abGi\u00e0 col battesimo \u00e8 morto al peccato e consacrato a Dio; ma per poter raccogliere in pi\u00f9 grande abbondanza i frutti della grazia battesimale, con la professione dei consigli evangelici nella Chiesa intende liberarsi dagli impedimenti che potrebbero distoglierlo dal fervore della carit\u00e0 e dalla perfezione del culto divino, e si consacra pi\u00f9 intimamente al servizio di Dio\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Giovanni Paolo II, <em>Esortazione apostolica post-sinodale Vita consecrata, <\/em>Citt\u00e0 del Vaticano 1996, 29 (da qui in poi: <em>VC<\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cf. <em>VC<\/em> 32: \u00abQuanto alla significazione della santit\u00e0 della Chiesa, un\u2019oggettiva eccellenza \u00e8 da riconoscere alla vita consacrata, che rispecchia lo stesso modo di vivere di Cristo. Proprio per questo, in essa si ha una manifestazione particolarmente ricca dei beni evangelici e un\u2019attuazione pi\u00f9 compiuta del fine della Chiesa che \u00e8 la santificazione dell\u2019umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Cf. <em>VC<\/em> 3: \u00abAl sinodo \u00e8 stato pi\u00f9 volte affermato che la vita consacrata non ha svolto soltanto nel passato un ruolo di aiuto e di sostegno per la Chiesa, ma \u00e8 dono prezioso e necessario anche per il presente e per il futuro del popolo di Dio, perch\u00e9 appartiene intimamente alla sua vita, alla sua santit\u00e0, alla sua missione\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Decisiva \u00e8 la distinzione sottolineata da Benedetto XVI tra <em>origine<\/em> della vita consacrata (la persona di Cristo come fondamento) e l\u2019origine delle diverse forme di vita consacrata, lungo la storia della Chiesa, in forza dei diversi fondatori. Cf<em>. Discorso del santo padre Benedetto XVI ai vescovi della Conferenza episcopale del Brasile (Regione Sul II) in visita \u00abad limina apostolorum\u00bb<\/em>, venerd\u00ec, 5 novembre 2010: \u00bbSappiamo bene, cari vescovi, che le varie famiglie religiose, dalla vita monastica alle congregazioni religiose e alle societ\u00e0 di vita apostolica, dagli istituti secolari alle nuove forme di consacrazione, hanno avuto la propria origine nella storia, ma la vita consacrata come tale ha avuto origine con il Signore stesso che scelse per s\u00e9 questa forma di vita verginale, povera e obbediente. Per questo la vita consacrata non potr\u00e0 mai mancare n\u00e9 morire nella Chiesa\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> S.E. Mons. J. M. Bergoglio, <em>Intervento al sinodo sulla vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo<\/em>, XVI Congregazione generale, 13 ottobre 1994.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Cf. <em>VC<\/em> 19: \u00abLasciandosi guidare dallo Spirito in un incessante cammino di purificazione, essi diventano, giorno dopo giorno, persone cristiformi, prolungamento nella storia di una speciale presenza del Signore risorto\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> Francesco, <em>Lettera apostolica a tutti i consacrati in occasione dell\u2019anno della vita consacrata,<\/em> 21 novembre 2014.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Cf <em>VC<\/em> 18.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Francesco, <em>Lettera apostolica a tutti i consacrati in occasione dell&#8217;anno della vita consacrata, <\/em>2.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Francesco, <em>Ivi<\/em>: \u00abIl profeta riceve da Dio la capacit\u00e0 di scrutare la storia nella quale vive e di interpretare gli avvenimenti: \u00e8 come una sentinella che veglia durante la notte e sa quando arriva l\u2019aurora (cf.\u00a0Is\u00a021,11-12). Conosce Dio e conosce gli uomini e le donne suoi fratelli e sorelle. \u00c8 capace di discernimento e anche di denunciare il male del peccato e le ingiustizie, perch\u00e9 \u00e8 libero, non deve rispondere ad altri padroni se non a Dio, non ha altri interessi che quelli di Dio. Il profeta sta abitualmente dalla parte dei poveri e degli indifesi, perch\u00e9 sa che Dio stesso \u00e8 dalla loro parte\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> CIVCSVA, <em>Rallegratevi, <\/em>46.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> CIVCSVA, <em>Scrutate, <\/em>42.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> CIVCSVA, <em>Rallegratevi<\/em>, 46, 49<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Cf. <em>VC<\/em> 72 e seguenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mary Melone Una premessa \u00abprovocatoria\u00bb \u00a0Il titolo di questo contributo, si comprende immediatamente, contiene un\u2019indubbia provocazione per la vita religiosa e per le varie forme &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":958,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[72],"class_list":["post-957","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-religiosi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/957","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=957"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/957\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":960,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/957\/revisions\/960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}