{"id":685,"date":"2018-06-28T11:30:27","date_gmt":"2018-06-28T09:30:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=685"},"modified":"2018-07-02T12:05:18","modified_gmt":"2018-07-02T10:05:18","slug":"sintesi-del-percorso-della-68a-settimana-nazionale-di-aggiornamento-pastorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2018\/06\/28\/sintesi-del-percorso-della-68a-settimana-nazionale-di-aggiornamento-pastorale\/","title":{"rendered":"Sintesi del percorso della 68a Settimana nazionale di aggiornamento pastorale"},"content":{"rendered":"<p>[Versione aggiornata e definitiva]<\/p>\n<p>Una consultazione cos\u00ec vasta e cos\u00ec ben letta e meditata, un sinodo mai l\u2019aveva avuta, anche se la sinodalit\u00e0 lentamente sta abitando le nostre comunit\u00e0 cristiane. Per noi e per tutte le comunit\u00e0 cristiane si tratta di entrare non solo da curiosi, non solo da appassionati, ma anche da corresponsabili, \u00a0ciascuno nei propri spazi di vita ecclesiale e sociale, della ricchezza di un sinodo del tutto nuovo e con non poche aspettative. Da adulti che non si vogliono sentire coi giovani come contemporanei di et\u00e0 diversa, abbiamo guardato dentro questa grande operazione di ascolto e discernimento con l\u2019intento, forse troppo esigente, di aiutare tutti a partecipare ai lavori del Sinodo e soprattutto di continuare nelle nostre comunit\u00e0 parrocchiali, associative, interparrocchiali e diocesane a vivere questo nuovo stile di vita ecclesiale che i giovani con insistenza propongono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019agenda dei lavori (<em>l\u2019instrumentum laboris)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019instrumentum laboris<\/em> del sinodo \u00e8 una vera agenda e piano dei lavori per i padri sinodali e riferimento aggiornato e quadro realistico della condizione giovanile per tutti coloro che si interessano del mondo giovanile. Direi quasi che, salvate alcune considerazioni di situazioni giovanili non italiane, pu\u00f2 essere un buon strumento per progettualit\u00e0 nel nostro territorio, se ben studiato, approfondito e calato nelle nostre situazioni italiane; ancor di pi\u00f9 lo sar\u00e0 alla fine del sinodo con la presa di posizione dei padri sinodali e in seguito con l\u2019intervento magisteriale di papa Francesco. Ha dato inizio a un confronto, dialogo e presa in carico della questione giovanile, stile di lavoro che non potr\u00e0\u00a0 restare isolato e legato solo al Sinodo, ma che dovr\u00e0 continuare. Una prima grande risposta di metodo, ma anche di sostanza, \u00e8 che la chiesa deve accompagnarsi con i giovani nel loro cammino, come Ges\u00f9 con i discepoli di Emmaus, come \u201cuna madre premurosa e un padre esigente \u201c (p. Rossano Sala). Interessante la pagina che elenca in sigla tutte le fonti da cui si sono estratti, anche alla lettera, i contributi dei giovani, della riunione presinodale, delle risposte on line e il contributo, talora faticoso del dialogo coi giovani, di tante Conferenze Episcopali (CE). E\u2019 un modo interessante di partecipare alla vita della chiesa che non potr\u00e0 non essere ripreso come stile per dare voce a tutte le componenti della comunit\u00e0 ecclesiale e in esse ai giovani, che sono parte generativa della chiesa.<\/p>\n<p>Vengono messe in luce anche alcune grandi condizioni per vivere la missione ecclesiale oggi con i giovani, l\u2019approccio alla corporeit\u00e0, affettivit\u00e0 e sessualit\u00e0, la faticosa ricerca della verit\u00e0 in un mondo di fake news e di post-verit\u00e0, gli effetti profondi sull\u2019umanit\u00e0 del mondo digitale, la delusione che i giovani hanno verso le istituzioni, la nostalgia che hanno di un oltre, di una apertura al trascendente, tutta da accompagnare e sostenere. Per facilitare la partecipazione diretta ai lavori del Sinodo il COP esprime una piattaforma web per \u201claboratori di ascolto digitale\u201d e di confronto sulle condizioni di esercizio sopra descritte.<\/p>\n<p>Altro grande capitolo \u00e8 il discorso vocazionale, assolutamente centrale e bisognoso di una bonifica di significato. Ridare centralit\u00e0 alla vocazione non \u00e8 una opzione da wwf contro la estinzione della specie di preti frati e suore, ma la ricerca assolutamente necessaria dentro questi doni delle strade di felicit\u00e0 di ogni cristiano, di ogni persona. E\u2019 finito il tempo della dittatura della autorealizzazione, per accedere alla ricerca di qualcosa che \u00e8 donato all\u2019uomo e alla donna e, con questi doni che ci precedono, costruire vite generose, felici e vere. Senza vocazione non c\u2019\u00e8 identit\u00e0 e unit\u00e0 della persona e quindi una umanit\u00e0 felice<\/p>\n<p>Allora si potr\u00e0 passare ad approfondire e progettare le iniziative pastorali concrete, progettate in maniera molto aperta, per cammini che devono sempre tener conto della vita quotidiana, dei successi e delle fragilit\u00e0 che in essa sempre si esprimono. Il soggetto sempre sar\u00e0 l\u2019intera comunit\u00e0 cristiana e non operazioni di nicchia isolate e alla fine asfittiche. I giovani esigono relazioni autentiche, conversione istituzionale \u00a0e attenzione esplicita e determinante alle fragilit\u00e0 e ai pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che mondo giovanile possiamo fotografare oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Le tante inchieste ben fatte e appassionate di questi anni, da istituti ben organizzati e sagaci, da letture evidentemente molto angolate, da fotografie di generazioni sufficientemente identificabili, oggi siamo a inchieste disincantate che dal punto di vista religioso; fotografano un mondo giovanile\u00a0 in fuga dalla religione praticata e anche pensata. Il numero di atei sale al 20 %, non c\u2019\u00e8 differenza tra maschio e femmina riguardo alla religione, nella maggioranza rimane un bel ricordo dell\u2019infanzia passata anche in ambienti religiosi, ma la percezione che nella vita adulta la fede non ha pi\u00f9 importanza \u00e8 generalizzata. Il termine spiritualit\u00e0 nel mondo giovanile \u00e8 troppo generico, molto raramente ci si rif\u00e0 a un mondo soprannaturale. Stanno imparando a vivere senza Dio.<\/p>\n<p>Soprattutto per\u00f2 ci sembra utile vedere che mondo adulto ha davanti il giovane medio. Siamo di fronte a una eclissi del cristianesimo domestico; rarissimi, se non nulli, i momenti di preghiera con mamma e pap\u00e0. Siamo di fronte ad adulti che non sanno\u00a0 smettere di giocare al giovanilismo e non sanno prendersi cura. Tante mamme e pap\u00e0 hanno davanti a s\u00e9, in casa, a scuola, nel proprio lavoro, nel tempo libero l\u2019adolescente nella sua vivacit\u00e0 e spensieratezza,\u00a0 e nutrono il desiderio di imitarlo per restare sempre giovani. La parola vecchio non esiste pi\u00f9, tutti solo contemporanei di et\u00e0 diversa. Non c\u2019\u00e8 spazio per essere adulti, per dimenticarsi di s\u00e9 e prendersi ogni cura per le giovani generazioni. Il giovane non ha davanti un adulto che mostra la gioia di essere un cristiano con una fede, come fatto serio della vita. Essa sar\u00e0 sempre da domandare a Dio, da purificare, ma senza di essa il giovane non potr\u00e0 fare passi avanti nella crescita di fede.<\/p>\n<p>Che fare? prendere atto che in famiglia si deve ripartire a credere, offrire ai giovani un volto di credente adulto, un cristiano che non sia solo uditore ed esecutore, ma impegnato creativamente ad aprire prospettive, una chiesa che assume una seria e capillare dimensione educativa, una chiesa bella felice, gioiosa.\u00a0 (Armando Matteo)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La parrocchia entra in campo <\/strong><\/p>\n<p>Un tratto importante del nostro interesse per i giovani come COP \u00e8 sempre una rivalutazione e approfondimento della parrocchia come insostituibile per educare alla fede le giovani generazioni e per leggerne le attese, tentare proposte, creare ambienti, approfondire relazioni.<\/p>\n<p>Infatti tenendo proprio conto che fa parte del cammino di crescita di ogni persona e quindi anche dei giovani d\u2019oggi la ricerca di legami positivi, il riconoscimento e il desiderio di appartenenza a qualche spazio di vita, il bisogno di essere valorizzati, di imparare, di poter arrivare a un minimo di compimento occorre convincersi che la parrocchia, la comunit\u00e0 cristiana pu\u00f2 svolgere un ruolo rilevante nella vita dei giovani, nella costruzione di s\u00e9, nel sostenere un percorso esistenziale di fede<\/p>\n<p>La parrocchia \u00e8 sempre a bassa soglia di ingresso, demolisce ogni muro, ha anche gli scivoli per ogni handicap, fa posto a tutti senza chiedere tessere di buon comportamento o di\u00a0 appartenenza a qualche club privilegiato. Vive la quotidianit\u00e0 in termini per forza costanti, non ha mai nemmeno pensato a un cartello tipo: chiusa per ferie, \u00e8 presente all\u2019ordinariet\u00e0 della vita di ogni giovane, \u00e8 impiantata proprio per definizione ed esperienza secolare tra le case della gente, in un definito\u00a0 territorio, tiene contatti non estemporanei con i malati e gli anziani non autosufficienti, sa parlare il linguaggio di tutti, permette l\u2019incontro faccia a faccia tra le persone, sa scatenare semplici e generose solidariet\u00e0 della porta accanto, si cura di chi \u00e8 agli arresti domiciliari e pu\u00f2 aiutarli a ridare dignit\u00e0 alla loro vita\u2026svolgere ancora un ruolo rilevante nella vita dei giovani per la costruzione di se, per il loro percorso esistenziale, per la loro fede in Dio.<\/p>\n<p>Certo qualche volta \u00e8 un po\u2019 troppo ingessata, non riesce a smuovere l\u2019indifferenza religiosa, fa fatica a suscitare fiducia, deve fare i conti ancora, non smettendo di educare, con un gruppo di persone vecchie, non certo solo per l\u2019et\u00e0, ma dentro, a cui non interessano i giovani, ma ha un potenziale di vita di comunione sempre pi\u00f9 invidiabile. In questo tempo quasi in tutte le diocesi si formano unit\u00e0 pastorali o semplicemente collaborazioni progettate e reali, convergenze di tante parrocchie che hanno le stesse caratteristiche territoriali \u00a0per una collaborazione indispensabile e un bel esempio di comunione tra i preti. E\u2019 il momento ancora pi\u00f9 propizio perch\u00e9 l\u2019istituzione parrocchiale diventi pi\u00f9 missionaria e pu\u00f2 appunto camminare con i giovani quali che essi siano, atei o miscredenti, generosi e anche menefreghisti. Si riescono a mettere assieme oratori di diverse parrocchie, settimane estive, esercizi spirituali, convivenze di gruppi di giovani per periodi ben definiti e senza staccarsi dalla propria vita quotidiana di studio, di lavoro.<\/p>\n<p>Molte realt\u00e0 si aprono col mondo giovanile all\u2019Europa e a paesi di\u00a0 missione con campiscuola, missioni di lavoro, esperienze di condivisione. Insomma la parrocchia sta esprimendo una vitalit\u00e0 che sembrava persa, ma che proprio per i giovani sta ridando senso allo stare assieme, a percorsi educativi, a condivisione di obiettivi e sbocchi vocazionali. Sempre indimenticabili e da tenere in grande considerazione le associazioni, i gruppi carismatici, i movimenti legati a ideali concreti: pace, cura del creato, attenzione allo sport per persone in difficolt\u00e0 motoria o\u00a0 di concentrazione.<\/p>\n<p>Certo occorre superare qualche ingessatura di troppo, qualche esagerata istituzionalit\u00e0, alcune passivit\u00e0 nella liturgia e saper rischiare non le cose che sempre abbiamo fatto, ma le iniziative di dialogo, di collaborazione, di attivit\u00e0 comuni con il vasto aggregarsi di giovani dallo sport, al tempo libero, alle iniziative di carit\u00e0.(PierPaolo Triani)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019educazione alla fede si rinnova <\/strong><\/p>\n<p>Il centro assolutamente da continuare a proporre e sicuramente da vedere con occhi nuovi e rinnovare nelle parrocchie \u00e8 l\u2019impianto di educazione alla fede, detto in termini pi\u00f9 comprensibili, anche se evocativo di difficolt\u00e0 che i giovani denunciano, \u00e8 la catechesi. Il superamento di una vecchia visione scolastica degli incontri di educazione alla fede, di una sempre pi\u00f9 ossessiva partecipazione obbligata legata alla celebrazione dei sacramenti, di una certa selettivit\u00e0 quasi settaria (meglio pochi, ma buoni), di una esagerata scolarizzazione non tanto nei metodi, ma soprattutto nella mentalit\u00e0 \u00e8 assolutamente necessaria se vogliamo avere ancora come interlocutori vivaci e felici i preadolescenti, gli adolescenti, i giovani. Si diceva con una immagine plastica e poetica: guardare le uova degli uccelli e vederli gi\u00e0 in volo. C\u2019\u00e8 una vita che scoppia, che non dipende da noi, il cui autore \u00e8 Dio e noi siamo l\u00ec con loro, i giovani, a sognare e a rendere veri i sogni. La realt\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 grande di quanto pensiamo, ha sempre risvolti non riducibili a interrogazioni o programmi, mostra un mistero indefinibile. Dio sta facendo con questo ragazzo, con questo giovane un cammino di crescita e noi, i catechisti, gli animatori ci mettiamo al servizio di questi moti dello Spirito Santo in punta di piedi; dice papa Francesco di levarci le scarpe nel calpestare il luogo santo che \u00e8 l\u2019altro. Posso entrare nella tua vita? devo mendicare l\u2019apertura e il coraggio di accogliere che \u00e8 un po\u2019 diverso dal presupporre iscrizioni e tempi definiti, ma intuizione del cairos, del tempo opportuno che decide Dio.<\/p>\n<p>Certo la meta \u00e8 sempre l\u2019appropriazione personale della fede, l\u2019incontro con Ges\u00f9 Cristo, che deve riuscire ad essere vissuto pienamente e con felicit\u00e0 nella liturgia, la carit\u00e0 verso il prossimo e l\u2019impegno a cambiare il mondo. Flessibilit\u00e0, moduli con tempi ben definiti e non soprattutto prolungati come un anno scolastico.<\/p>\n<p>In un mondo in cui la linearit\u00e0 \u00e8 continuamente sconvolta da situazioni sia personali, che familiari e sociali occorre procedere a zig zag, cercare tutte le porte possibili di accesso, perch\u00e9 una sola dura poco, si chiude facilmente.<\/p>\n<p>Sicuramente, e qui la richiesta esplicita \u00e8 proprio dei giovani, occorre avere catechisti preparati a camminare con, non a fare lezioni. La preoccupazione della preparazione di questi educatori deve essere una priorit\u00e0. Nel decennio di lavoro della chiesa italiana sull\u2019educare, non si \u00e8 ancora visto un deciso impiego di energie per creare una generazione nuova di catechisti e di animatori.<\/p>\n<p>Un altro capitolo \u00e8 il coinvolgimento della famiglia in questo cammino a zig zag. I genitori non possono essere chiamati e mollati a seconda dei bisogni della programmazione, ma devono essere corresponsabili del cammino e anch\u2019essi accompagnatori delicati e convinti. Buone esperienze ci sono e vanno continuate, monitorate e aiutate a uscire da quella insopportabile obbligatoriet\u00e0 che non solo nei ragazzi e adolescenti ottiene la famosa frase: \u00e8 stato bello essere insieme, meno male che \u00e8 finita, ma che produce anche nei genitori lo stesso effetto: dopo aver fatto una full immersion nella preparazione alla cresima e comunione di figli, non vanno pi\u00f9 nemmeno a messa. (Roselli)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le domande religiose dei giovani vanno accolte e sviluppate<\/strong><\/p>\n<p>Andando oltre la necessit\u00e0 di definire bene spiritualit\u00e0, religiosit\u00e0, ricerca di Dio, bisogno di fede\u00a0 \u00e8 assolutamente da monitorare, leggere, intuire, fotografare e accompagnare nel rischioso mestiere di vivere dei giovani la sete di Dio, il bisogno di oltre, la insoddisfazione del presente, la apertura a dimensioni della vita che noi per evitare tranelli concettuali chiamiamo religiosit\u00e0. Nessuno si adatta a ad abbassare il livello della proposta di fede nel Dio di Ges\u00f9 Cristo, ma la comunit\u00e0 cristiana deve essere molto pi\u00f9 capace di coglierne il bisogno spesso innato o tante volte provocato in ogni persona, giovani ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Si affacciano sempre molti interrogativi nella vita dei giovani che sono molto facili da affogare con le nostre elucubrazioni e soprattutto con l\u2019assenza di accompagnamento. Certo noi desideriamo aprire con i giovani un percorso di ricerca che il contesto culturale non favorisce pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per\u00f2 possiamo farci carico delle inquietudini e solitudini di fronte alla vita, della paura di confrontarsi, del disorientamento, della destabilizzazione e delle disillusioni. Tutti abbiamo sperimentato incontri con giovani che si sono ravvicinati alla chiesa, alla liturgia, sono passati da una vita sregolata a una vita progettuale. Qui non ci sono\u00a0 molti dubbi sul senso di queste esigenze, occorre per\u00f2 che la comunit\u00e0 cristiana sia in grado di accogliere e riorientate queste vite.<\/p>\n<p>Di fronte alla vita i giovani sono come quando guardiamo la TV con il telecomando in mano: l\u2019aumento delle possibilit\u00e0 non vuol dire aumento della libert\u00e0, ma spesso aumento della confusione. La ricerca della libert\u00e0 senza la verit\u00e0 provoca una tristezza di fondo, la famosa noia.<\/p>\n<p>Si possono mettere in atto percorsi formativi che aiutano a vivere la libert\u00e0 nella verit\u00e0? La chiave di ingresso \u00e8 affettiva. E\u2019 fatta di<\/p>\n<p>Esperienze vive, affascinanti, Coinvolgimento in attivit\u00e0 caritative, nel prendere sul serio una prospettiva di impegno. Il contatto con testimoni autentici<\/p>\n<p>Anche qui la necessit\u00e0 ancora di persone che accompagnano; i laici sono sfidati a fare i padri spirituali, i cercatori di domande di fede, coloro che intuiscono solitudini di ogni tipo, amicale, culturale, interiore, di affetti, di perdita di speranza nel futuro. Di nuovo si chiede una nuova generazione di educatori, perch\u00e9 la domanda religiosa non porta spontaneamente a Ges\u00f9, perch\u00e9 Ges\u00f9 non \u00e8 un prodotto della mente, ma una persona storica, con un volto e una passione concreta. La chiesa deve aspettare e non stare ferma, ma uscire. Questo esige cambiamenti profondi.(Bignardi)<\/p>\n<p>Parlare di giovani \u00e8 prendere consapevolezza che la pastorale giovanile non pu\u00f2 non farsi attenta anche alla Rete e ai suoi suoi servizi. \u201cIn uno stato\u00a0<em>onlife<\/em>, in cui il limite tra online e offline \u00e8 sempre pi\u00f9 labile, si fa evidente la necessit\u00e0 di dare forma ad una pastorale che attivi processi di \u201cumanizzazione\u201d nel continente digitale. La pastorale digitale, quindi , non \u00e8 una pastorale altra, ma una declinazione della presenza e dell\u2019impegno ecclesiale nel suo complesso. In questo quadro di riferimento s\u2019inserisce la piattaforma web #Giovani&amp;Chiesa, proposta del COP accessibile dal sito\u00a0<u><a href=\"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/\">www.centroorientamentopastorale.it<\/a><\/u>, attiva sin dai primi giorni di ottobre. Ispirata dall\u2019IL (in particolare dalla richiesta educativa degli stessi giovani, al n. 160), con i suoi \u2018ambiti\u2019, intende proporre laboratori di \u2018ascolto digitale\u2019 per parrocchie, scuole e seminari, a partire dall\u2019evento e oltre l\u2019evento; essa si arricchisce anche di un ambito di discussione tra esperti circa le \u2018condizioni di esercizio\u2019\u201d (Ammendolia).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La vocazione al centro della vita di ogni cristiano e il discernimento la prima obbligatoria risposta.<\/strong><\/p>\n<p>La chiesa \u00e8 il segno della convocazione dell\u2019insieme della umanit\u00e0 e per questo \u00e8 strutturale nella chiesa l\u2019essere essa stessa con-vocata, cio\u00e8 caratterizzata da una chiamata come tale e definita come accolta di chiamati. La dimensione vocazionale deve alimentare e orientare tutta l\u2019azione pastorale soprattutto se si tratta di giovani, a partire dalla stessa parrocchia. Detto a mio modo: occorre porre alla base di ogni proposta o prassi pastorale che essere cristiani non \u00e8 mai essere generici o clonati, non \u00e8 mai una risulta di tradizioni anche belle, nemmeno \u00e8 una scelta che mi faccio perch\u00e9 sono convinto, mi trovo bene, ho faticato, e, di conseguenza, ci sono riuscito a tornare nella chiesa, ma \u00e8 sempre una risposta a una chiamata personale. Non siete voi che avete scelto me, ma io ho scelto, chiamato voi. La vocazione, e quindi tutto l\u2019impianto che fa capire, propone, chiarisce la vocazione, il dinamismo vocazionale non \u00e8 accessorio o attivit\u00e0 di qualcuno, meno ancora il compito di un ufficio di curia, ma l\u2019anima della vita ecclesiale, parrocchiale, di associazione o di movimento. Il dinamismo vocazionale nemmeno deve essere in questo modo annacquato in un generico vocazionismo, ma esplicitato come esigenza di servizio all\u2019amore. Insomma c\u2019\u00e8 una unicit\u00e0 della persona\u00a0 e una unicit\u00e0 del rapporto tra Ges\u00f9 e ciascuna persona. Tutto questo si deve riscoprire nei vari aspetti della vita della chiesa a partire seriamente dalla liturgia, dove si ascolta Dio che parla, dove si accoglie il dono del Corpo di Ges\u00f9, dove nel rito ci si vive una prossimit\u00e0 con Dio e con gli altri, dove non si nutre una devozione intimistica, ma si condivide vita e preghiera, dono e perdono.<\/p>\n<p>Ecco allora la grande necessit\u00e0 del discernimento vocazionale, che non \u00e8 un intervento isolato o asettico di consulenza sul futuro di ciascuno, ma un accompagnamento tra adulto e giovane, tra persona e persona nella ricerca della voce di Ges\u00f9 che ama ogni singolo giovane e lui stesso aiuta a decifrare la sua chiamata sia in chi \u00e8 giovane sia nella vita dell\u2019accompagnatore. Accompagnatore e accompagnato vengono accomunati da questa grazia dello Spirito Santo, perch\u00e9 i bisogni di chiarezza interiore del giovane, di compagnia, di sostegno, di confidenza, di aiuto diventano una chiamata esplicita netta nella stessa esistenza e vita cristiana dell\u2019accompagnatore. Chi non \u00e8 stato chiamato a cambiare vita, a dare una sterzata alla sua missione dalle situazioni talora disperate di un giovane che un giorno si \u00e8 trovato nella confusione e ha avuto da Dio il coraggio e la grazia di aprirsi a un educatore, a un prete, a un vescovo che \u00e8 stato quasi \u201cobbligato\u201d a dedicare il suo tempo e a dare una svolta nella sua missione proprio a partire da questo dialogo, da questa richiesta di compagnia? Certo occorre che gli educatori, preti o laici che siano, decidano di uscire, di camminare con, di affiancarsi nei luoghi pi\u00f9 impensati della noia, della tristezza, della sete di Dio che popolano tante giovani vite. I giovani sono creta benedetta da Dio che guarda alla stravolgente asimmetricit\u00e0 del loro vivere che rende vere le loro storie. I giovani di oggi vivono inquietudine, fragilit\u00e0 e incertezze come fasi necessarie quasi per maturare. San Francesco, figlio ingrato del benessere, ha scelto la radicalit\u00e0 del dono e dell\u2019abbandono. Viveva nel benessere, ma gli mancava la gioia. Questa era gi\u00e0 deposta da Dio nel forziere del suo spirito, nell\u2019eco della chiamata di Dio.(Battaglia) La vita gliela ha resa evidente la vita e l\u2019ha suggellata lo Spirito tramite il Crocifisso di san Damiano e la paterna accoglienza a pieno titolo nella chiesa del vescovo Guido nell\u2019atto pubblico, decisivo, definitivo, quasi una consacrazione, della spogliazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Versione aggiornata e definitiva] Una consultazione cos\u00ec vasta e cos\u00ec ben letta e meditata, un sinodo mai l\u2019aveva avuta, anche se la sinodalit\u00e0 lentamente sta &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":700,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[47,43,49],"tags":[],"class_list":["post-685","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-28-giugno-2018","category-68a-snap","category-prospettive-pastorali-68a-snap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=685"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":714,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/685\/revisions\/714"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}