{"id":4521,"date":"2026-10-30T16:56:45","date_gmt":"2026-10-30T15:56:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4521"},"modified":"2026-10-30T16:56:45","modified_gmt":"2026-10-30T15:56:45","slug":"il-sonno-della-democrazia-genera-mostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/10\/30\/il-sonno-della-democrazia-genera-mostri\/","title":{"rendered":"Un\u2019isola di democrazia nel Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Giuseppe Savagnone *<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; I risultati delle elezioni svoltesi marted\u00ec scorso in Israele possono dare luogo a diverse considerazioni. La prima ad imporsi \u00e8 che siamo davanti a uno Stato in cui vigono le regole della democrazia parlamentare. Non c\u2019\u00e8 dubbio che, rispetto a quelli arabi che lo circondano \u2013 dall\u2019Egitto del dittatore Al-Sisi, all\u2019Arabia Saudita, alla Giordania, agli Emirati Arabi, al Qatar, retti da monarchie pi\u00f9 o meno assolute \u2013, Israele \u00e8 l\u2019unico a dare spazio al libero dibattito politico, nel pluralismo dei partiti e degli organi d\u2019informazione, compresi quelli pi\u00f9 critici verso il governo, e a sottoporre periodicamente l\u2019operato di quest\u2019ultimo al voto popolare. Come \u00e8 regolarmente avvenuto anche nella consultazione di marted\u00ec. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Lo stesso vale rispetto agli Stati apertamente ostili a quello ebraico, come la Turchia, o addirittura accaniti fautori della sua distruzione, come l\u2019Iran, dove le libert\u00e0 politiche dei cittadini sono sistematicamente violate da regimi il cui autoritarismo assume, come in Iran, la forma di una spietata repressione di massa, con migliaia di oppositori massacrati nelle piazze o arrestati, processati e giustiziati. <\/span><span style=\"color: #000000;\">N\u00e9 si pu\u00f2 certo parlare di democrazia nella gestione della Striscia di Gaza da parte di Hamas e in quella della Cisgiordania da parte dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, visto che in entrambi i casi, dopo le elezioni del 2006, non ci sono pi\u00f9 state libere consultazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il sostegno incondizionato dell\u2019Occidente a Israele dopo il 7 ottobre<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si capisce perch\u00e9, fin dall\u2019inizio della crisi esplosa il 7 ottobre 2023, la quasi totalit\u00e0 dei governi e degli osservatori occidentali si sia schierata senza esitazione dalla parte di Israele. Per quanto riguarda i primi, \u00e8 significativo che quelli europei, decisamente ostili alla Russia per le sue violazioni del diritto internazionale, abbiano invece taciuto, con un evidente doppio standard, di fronte a quelle dell\u2019IDF a Gaza. Solo recentemente alcuni di essi hanno preso le distanze dalle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. \u00c8 un dato di fatto che, a fronte dei 22 pacchetti di sanzioni dell\u2019UE nei confronti di Mosca, nemmeno uno \u00e8 stato varato contro Tel Aviv. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Quanto agli Stati Uniti, gi\u00e0 con Biden hanno sostenuto con aiuti militari consistenti la reazione israeliana al 7 ottobre. Il secondo mandato di Trump ha segnato una significativa intensificazione di questo appoggio militare e politico, fino a configurare un vero e proprio asse fra il presidente americano e quello israeliano. Su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico la giustificazione \u00e8 stata sempre la stessa: bisognava permettere di difendersi all\u2019unica democrazia presente in un mondo islamico che non riconosce i valori fondamentali dell\u2019Occidente. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Su questa linea anche giornalisti e opinionisti. \u00c8 in nome della democrazia israeliana che i media, soprattutto quelli di destra, hanno condotto una strenua quanto inefficace battaglia per cercare di smontare la crescente indignazione dell\u2019opinione pubblica occidentale nei confronti dei metodi usati dall\u2019esercito israeliano verso i civili palestinesi. <\/span><span style=\"color: #000000;\">E anche un editorialista equilibrato e serio come Sergio Fabbrini, sul \u00abSole24ore\u00bb del 15 ottobre 2023 si \u00e8 appellato alla democrazia per giustificare il sopra citato doppio standard occidentale di fronte al carattere violento, gi\u00e0 evidente fin dai primi giorni, della reazione israeliana: \u00abPutin e Sinwar [il leader di Hamas a Gaza]\u00bb, notava Fabbrini, \u00abcondividono il disprezzo per le societ\u00e0 aperte, dove gli individui sono protetti da diritti inalienabili rispetto a chi detiene il potere (secolare e religioso) [\u2026]. Ucraina e Israele sono democrazie, seppure imperfette, che sono l\u2019opposto dei regimi autocratici (sia secolari che religiosi) che quei leader rappresentano\u00bb. Da qui la conclusione: \u00abSe la democrazia \u00e8 la posta in gioco delle due aggressioni militari, allora \u00e8 evidente che le altre democrazie non possono che sostenere Kiev e Tel Aviv\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Se questo \u00e8 un uomo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A mettere in crisi queste ragionevoli argomentazioni presso il grande pubblico sono state le testimonianze e le immagini che, malgrado la rigida censura israeliana, sono giunte dalla Palestina e che hanno mostrato scenari di morte e distruzione che rendevano assolutamente poco credibili le assicurazioni dello Stato ebraico di avere di mira esclusivamente i terroristi di Hamas. <\/span><span style=\"color: #000000;\">La conferma \u00e8 venuta dalle cifre, anche da quelle giudicate credibili dallo stesso IDF, che parlano di 75.000 morti, l\u201985% dei quali civili, moltissime donne e bambini. Senza contare i feriti e i mutilati. Su una popolazione di due milioni e mezzo di persone. Per avere un\u2019idea delle proporzioni del massacro, basta pensare che in Ucraina, dall\u2019inizio della guerra ad oggi, su quaranta milioni di abitanti le vittime civili sono state 17.700. <\/span><span style=\"color: #000000;\">E non \u00e8 stato soltanto spaventoso il prezzo in termini di vite: \u00e8 stato un mondo umano a essere desertificato con una sistematicit\u00e0 che a molti ha ricordato la tragica razionalit\u00e0 dei metodi nazisti. Sono stati bombardati o spianati con i bulldozer i palazzi di civile abitazione, gli ospedali, gli uffici, le moschee, i mercati. La gente \u2013 sradicata dalle proprie case, dalle proprie terre \u2013 \u00e8 stata costretta a fuggire di luogo in luogo, inseguita dagli ultimatum che minacciavano imminenti attacchi aerei. Uno stile difeso dai comandi israeliani come prova della loro intenzione di risparmiare la popolazione, ma che ha ridotto quest\u2019ultima a un gregge impaurito, privato di ogni sicurezza e soprattutto di ogni dignit\u00e0. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Per non parlare della chiusura dei confini della Striscia, che ha impedito l\u2019afflusso dei pi\u00f9 elementari generi di sussistenza e dei medicinali, costringendo le persone \u2013 perch\u00e9 persone rimanevano, malgrado tutto \u2013 a dare l\u2019assalto ai pochi tir che portavano viveri, diventando anche l\u00e0 oggetto di un indegno tiro a segno (confermato da soldati israeliani). Vengono in mente gli scenari descritti da Primo Levi nel suo <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Non si tratta di propaganda antisemita. Il quotidiano israeliano \u00abHaaretz\u00bb il 19 aprile 2025 scriveva: \u00abNon \u00e8 pi\u00f9 una guerra, ma un assalto sfrenato ai civili. In assenza di veri obiettivi militari, Israele sta conducendo un\u2019offensiva sconsiderata contro coloro che non sono in alcun modo coinvolti nella lotta [\u2026]. Ci\u00f2 che accade non \u00e8 guerra, ma attacco sfrenato contro persone che non sono coinvolte in questa guerra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Le pronunce degli organismi internazionali e lo spostamento delle violenze in Cisgiordania<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Da qui, nel novembre del 2024, l\u2019emissione, da parte della Corte penale internazionale dell\u2019Aja, di mandati d\u2019arresto per \u00abcrimini di guerra e crimini contro l\u2019umanit\u00e0\u00bb nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dell\u2019ex ministro della difesa israeliano Yoav Gallant e del capo del braccio armato di Hamas Mohammad Deif. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Provvedimento accolto con molte riserve dai governi occidentali, a cominciare da quello italiano: \u00abApprofondir\u00f2 in questi giorni le motivazioni che hanno portato alla sentenza\u00bb ha commentato la nostra presidente del Consiglio. \u00abMotivazioni\u00bb, ha tenuto ad aggiungere con un\u2019implicita riserva, \u00abche dovrebbero essere sempre oggettive e non di natura politica\u00bb. <\/span><span style=\"color: #000000;\">In ogni caso \u2013 ha assicurato la premier \u2013 \u00abun punto resta fermo per questo governo: non ci pu\u00f2 essere un\u2019equivalenza tra le responsabilit\u00e0 dello Stato di Israele e l\u2019organizzazione terroristica Hamas\u00bb. Anche se, a dire il vero, la pronuncia della Corte non poneva alcuna equivalenza tra i soggetti destinatari dei mandati d\u2019arresto, ma tra il carattere criminoso dei loro comportamenti. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Poi, nel settembre del 2025 \u00e8 venuto il rapporto stilato da una Commissione d\u2019inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite, presieduta da un\u2019autorevole giurista, Navi Pillay, che gi\u00e0 aveva guidato analoghe indagini in altre questioni internazionali e che, nell\u2019ottobre del 2026, ha ricevuto il Nobel per la pace. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Il rapporto ritiene responsabili il presidente israeliano Isaac Herzog, il primo ministro Benjamin Netanyahu e l\u2019ex ministro della Difesa Yoav Gallant di aver promosso \u00abatti genocidi\u00bb con l\u2019\u00abintento di distruggere i palestinesi\u00bb presenti nel territorio. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Ma nel frattempo l\u2019epicentro delle violenze israeliane si \u00e8 spostato da Gaza \u2013 dove peraltro continuano a essere uccisi quotidianamente dei civili \u2013 alla Cisgiordania, dove i coloni israeliani, con la tacita o esplicita complicit\u00e0 dell\u2019esercito, cercano di rendere impossibile la vita ai residenti arabi, per farli andare via. Con l\u2019appoggio di Tel Aviv che dal 1967 in poi ha favorito i nuovi insediamenti sulle terre che in teoria, secondo la risoluzione dell\u2019ONU, dovrebbero costituire il territorio del futuro Stato palestinese. <\/span><span style=\"color: #000000;\">E del resto Netanyahu non ha mai nascosto di essere fermamente contrario al rispetto di quella risoluzione e di non volere che i palestinesi abbiano una loro identit\u00e0 politica. In piena sintonia con gli estremisti ortodossi Smotrich e Ben-Gvir, che si propongono chiaramente di espellerli sia da Gaza che dalla Cisgiordania. Pulizia etnica che implica anche la distruzione dell\u2019identit\u00e0 geografica, etnica, logistica, culturale di un popolo, destinato a essere disperso e per ci\u00f2 stesso annientato. Genocidio, appunto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Svegliarci dal sonno<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 in questo quadro che si sono svolte le elezioni di marted\u00ec scorso, giustamente interpretate da tutti come un referendum sulla gestione della crisi di Gaza e della Cisgiordania da parte del governo di Benjamin Netanyahu. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Molti pensavano che, dopo quello che aveva fatto e le autorevoli condanne ricevute, il premier israeliano fosse ormai impresentabile come leader politico e che, anche se si fosse ripresentato, sarebbe stato sconfessato dagli elettori. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Non \u00e8 andata cos\u00ec. Netanyahu non ha ricevuto i voti necessari a formare un nuovo governo, ma ne ha comunque raccolti pi\u00f9 di tutti gli altri candidati, confermandosi l\u2019uomo politico di punta della democrazia israeliana. Un ruolo che certamente peser\u00e0 in modo decisivo sul prossimo assetto politico dello Stato, quale che sia la formula di governo che verr\u00e0 adottata. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Finora, in assenza di una consultazione elettorale, il consenso di cui il leader del Likud godeva non era misurabile. Ora \u00e8 sancito solennemente dal voto dei suoi concittadini. Che consapevolmente e liberamente hanno dato la maggior parte delle loro preferenze a un criminale. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Qualcuno dir\u00e0 che non \u00e8 la prima volta. Tanti premier sono accusati \u2013 e probabilmente a ragione \u2013 di corruzione e violenze. Ma \u2013 a parte l\u2019eccezionale gravit\u00e0, in questo caso, delle responsabilit\u00e0 etiche e politiche \u2013 la differenza \u00e8 che qui si tratta di un soggetto condannato solennemente da autorevoli organismi internazionali. E che sembra in grado, dopo questa investitura popolare, di continuare a svolgere indisturbato la sua opera in violazione di ogni diritto umano. <\/span><span style=\"color: #000000;\">In un momento in cui il presidente degli Stati Uniti, il Paese finora guida del mondo democratico, esulta per il successo di Netanyahu, attribuendosene il merito, e in cui diversi paesi europei si devono confrontare con l\u2019emergere di forze politiche che esibiscono la loro piena sintonia con il premier israeliano, \u00e8 forse necessario chiederci se \u00e8 questo il senso della democrazia per cui nel secolo scorso hanno lottato gli uomini e le donne da cui l\u2019abbiamo ereditata. E ritrovare dentro di noi le forze per impegnarci a nostra volta, ora, per svegliarla \u2013 per svegliarci \u2013 da un sonno che genera mostri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">tuttavia.eu\/il-sonno-della-democrazia-genera-mostri\/<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Savagnone * &#8211; I risultati delle elezioni svoltesi marted\u00ec scorso in Israele possono dare luogo a diverse considerazioni. 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