{"id":4515,"date":"2026-10-30T16:11:29","date_gmt":"2026-10-30T15:11:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4515"},"modified":"2026-10-30T16:11:29","modified_gmt":"2026-10-30T15:11:29","slug":"oltre-la-cristianita-dallillusione-maggioritaria-alla-minoranza-creativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/10\/30\/oltre-la-cristianita-dallillusione-maggioritaria-alla-minoranza-creativa\/","title":{"rendered":"Oltre la cristianit\u00e0. Dall\u2019illusione maggioritaria alla minoranza creativa"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Giorgio Campanini *<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Merita di essere riletto \u2013 anche alla luce degli sviluppi ecclesiali successivi \u2013 il discorso pronunziato nell\u2019imminenza del Natale 2019 alla curia romana in occasione del consueto scambio degli auguri, soprattutto per un passo di grande importanza e rilievo, quello nel quale papa Francesco, dopo avere posto in luce la necessit\u00e0 di fare tesoro della lezione della storia, ha messo in guardia la Chiesa contro il rischio di trasformare il doveroso ricordo della \u00abmemoria\u00bb in una sorta di \u00abancoraggio\u00bb alla \u00abautoconservazione\u00bb, e ha fatto un\u2019importante affermazione che merita di essere riprodotta nella sua integralit\u00e0: \u00abNon siamo pi\u00f9 in un regime di cristianit\u00e0 perch\u00e9 la fede, specialmente in Europa ma pure in gran parte dell\u2019Occidente, non costituisce pi\u00f9 un presupposto ovvio del vivere comune, anzi spesso viene negata, derisa, emarginata e ridicolizzata \u2026 Mentre nel passato era possibile \u2013 cos\u00ec si esprimeva Benedetto XVI nell\u2019indire, nel 2012, l\u2019Anno della fede \u2013 riconoscere un tessuto culturale unitario largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e ai valori da essa ispirati, oggi non sembra pi\u00f9 essere cos\u00ec in vasti settori della societ\u00e0, a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per una casuale coincidenza, la lettura di questo discorso coincise con l\u2019avvio di una ricerca dell\u2019autore di queste note in vista del 70\u00b0 anniversario della morte di Emmanuel Mounier (1905-1950), ricorrenza cui si sono aggiunti nel 2025 il 120\u00b0 anniversario della nascita e il 75\u00b0 della morte, incentrata su un breve ma densissimo suo scritto del 1949, redatto dunque a pochi mesi dalla morte prematura, <em>Feu la Chr\u00e9tient\u00e9<\/em>, e cio\u00e8 \u00abLa fu cristianit\u00e0\u00bb (o \u00abLa morte della cristianit\u00e0\u00bb), saggio che le traduzioni italiane del testo hanno cercato in qualche modo di attenuare nella sua drasticit\u00e0, traducendolo ora con <em>Agonia del cristianesimo, <\/em>ora con <em>Cristianit\u00e0 nella storia.<\/em> Si trattava di una relazione a uno dei periodici convegni degli intellettuali cattolici francesi (e pi\u00f9 precisamente quello del 1949), nella quale Mounier riteneva di dover prendere atto della fine di una lunga stagione della storia dell\u2019Occidente: a partire da quella Francia che, assai pi\u00f9 profondamente di altri paesi, come l\u2019Italia, era stata assoggettata gi\u00e0 a partire dal Settecento a un forte processo di laicizzazione, favorito dalla lunga persistenza dell\u2019abbraccio \u2013 rivelatosi alla fine mortale \u2013 fra Chiesa e monarchia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo scritto mouniriano del 1949 era, nello stesso tempo, una ripresa e un superamento di un altro importante scritto della cultura francese del Novecento \u2013 nell\u2019immediato secondo dopoguerra assai conosciuto, e discusso, in Italia \u2013 e cio\u00e8 <em>Umanesimo integrale <\/em>di Jacques Maritain. Edita nel 1936 (ma conosciuta tardivamente in Italia per effetto dell\u2019\u00abanatema\u00bb decretato dal regime fascista nei confronti dell\u2019autore di un\u2019opera che nell\u2019immediato secondo dopoguerra avrebbe rappresentato un essenziale punto di riferimento per la cultura cattolica italiana), l\u2019opera di Maritain prendeva atto della fine della cristianit\u00e0 medievale e di quanto di essa era rimasto in vita dopo il processo di secolarizzazione che aveva caratterizzato tutto l\u2019Occidente, ma non escludeva l\u2019avvento di una \u00abnuova cristianit\u00e0\u00bb, radicalmente diversa da quella medievale: non si sarebbe pi\u00f9 trattato di una \u00abcristianit\u00e0\u00bb fondata sul beneplacito di principi, ma di una societ\u00e0 vitalizzata, dal basso, grazie all\u2019impegno di credenti aperti al mondo e capaci di dialogare con la migliore modernit\u00e0.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il dibattito che, nei successivi decenni, si \u00e8 sviluppato anche in Italia (e qui, forse, con maggiore vivacit\u00e0 di quanto sia avvenuto in altri Paesi), si \u00e8 svolto secondo due fasi principali: la prima, nel periodo caratterizzato dal forte ruolo esercitato dai cattolici in politica grazie a un massiccio consenso elettorale, durante la quale si \u00e8 ritenuto che \u2013 sullo sfondo di una Costituzione aperta ai valori evangelici anche per effetto del forte influsso su di essa esercitato da alte figure di costituenti cattolici \u2013 fosse possibile realizzare in Italia una \u00absociet\u00e0 di ispirazione cristiana\u00bb. Segu\u00ec una seconda e pi\u00f9 critica fase, quella di un apparente \u00abarretramento\u00bb, sollecitato e quasi imposto dalla nuova visione conciliare del rapporto Chiesa-mondo, che trov\u00f2 il suo principale punto di riferimento nel progetto lazzatiano di una \u00abcitt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo\u00bb, al fondamento della quale avrebbe dovuto essere posto il comune riconoscimento della centralit\u00e0 della persona umana, punto di incontro tra credenti e non credenti, entrambi interpreti e assertori dei fondamentali diritti della persona umana.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Soggiacente a questo vasto dibattito svoltosi all\u2019interno del cattolicesimo italiano, ma con una viva attenzione al tema anche da parte di altre correnti di pensiero, e in particolare delle correnti \u00abumanistiche\u00bb della sinistra (con figure come quelle di Franco Rodano e di Felice Balbo) stava il problema, rimasto a lungo in ombra, della \u00abcristianit\u00e0\u00bb: avrebbe potuto resistere ai colpi sferratile dalla storia l\u2019idea stessa di \u00abcristianit\u00e0\u00bb? Ma <em>era veramente esistita<\/em> una cristianit\u00e0? Il processo di demitizzazione dell\u2019Occidente, sostenuto da una nuova storiografia assai pi\u00f9 attenta che in passato alla \u00abvita quotidiana\u00bb e non limitantesi alle alterne politiche dei monarchi e alla lettera delle legislazioni, metteva fortemente in discussione una categoria di pensiero per una lunga stagione dominante: quella, appunto, di un \u00abOccidente cristiano\u00bb e dunque di una \u00abcristianit\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Le ambiguit\u00e0 e gli equivoci della \u00abcristianit\u00e0\u00bb<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A lungo la storia dell\u2019Occidente \u00e8 stata identificata con una lettura per cos\u00ec dire \u00abverticale\u00bb della storia: a partire, cio\u00e8, dai vertici del potere (i vari \u00abRe cristianissimi\u00bb, \u00abUnti del Signore\u00bb, e cos\u00ec via), con la splendida stagione delle grandi cattedrali, con la luminosa vicenda delle universit\u00e0, con il fiorire di istituzioni caritative cristiane, e cos\u00ec via. Ma, allorch\u00e9 ci si \u00e8 immersi nella lettura della vita quotidiana, ci si \u00e8 accorti che ben diversa era la realt\u00e0 di base, caratterizzata da una diffusa ignoranza religiosa, dalla persistenza di riti pagani, da un\u2019ignoranza abissale di una popolazione contadina di analfabeti, da costumi sessuali anni luce distanti dai dettati del cristianesimo e cos\u00ec via. Si \u00e8 dovuto constatare che, anche nei periodi d\u2019oro del medioevo, la cultura si \u00e8 concentrata soprattutto nelle citt\u00e0, abbandonando al loro destino le periferie e le campagne; che l\u2019ignoranza religiosa (nonostante il battesimo di massa) era diffusa; che molte ombre calavano sulla qualit\u00e0 e la moralit\u00e0 del clero, e cos\u00ec via. Particolarmente drammatica era la qualit\u00e0 di vita cristiana delle masse popolari fra le quali, e ancora in larga misura, erano presenti usanze e tradizioni tipiche dell\u2019et\u00e0 pre-cristiana.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> Dietro l\u2019esaltazione romantica (e astratta) del medioevo \u2013 cos\u00ec cara alla cultura dell\u2019Ottocento che in quella stagione riconosceva una sorta di \u00abet\u00e0 d\u2019oro\u00bb del cattolicesimo \u2013 si nascondeva la dura realt\u00e0 di una popolazione mai realmente evangelizzata in profondit\u00e0, ancora memore dei riti pagani, impossibilitata a uscire dalla sua arretratezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Basterebbe, del resto, rivisitare le normative dei concili per valutare il grado di reale evangelizzazione delle popolazioni: dall\u2019obbligo della confessione e della comunione (\u00abalmeno una volta all\u2019anno\u00bb) alla prassi a lungo tollerata del concubinato dei presbiteri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Queste e altre annotazioni che si potrebbero fare non stanno a indicare che il lungo tratto di strada che l\u2019Europa dell\u2019Occidente ha percorso dal XII al XVIII secolo sia stata caratterizzata soltanto da cupe ombre, ma intendono soltanto mettere in evidenza \u2013 alla luce della lezione della storia \u2013 che una reale \u00abcristianit\u00e0\u00bb non \u00e8 mai esistita. Vi sono state zone di grandi luci \u2013 dalle cattedrali alle <em>Summae \u2013 <\/em>e altre aree gravate da pesanti ombre, se si fa riferimento alla realt\u00e0 delle cose e non soltanto alla prescrizione dei canoni. Se si considera la situazione di sostanziale abbandono delle campagne \u2013 almeno sino al concilio di Trento \u2013 si pu\u00f2 ragionevolmente calcolare che la pratica religiosa non fosse in generale superiore a quella che si sta registrando ora in Occidente nella stagione della secolarizzazione: a una \u00abcristianit\u00e0 di vertice\u00bb non \u00e8 mai realmente corrisposta una \u00abcristianit\u00e0 di base\u00bb, coinvolgente la grande maggioranza delle popolazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Emblematica, al riguardo, la legislazione del concilio di Trento che, nel momento in cui detta norme severe sulla moralit\u00e0 del clero, sull\u2019amministrazione dei sacramenti, sulla evangelizzazione nelle parrocchie rurali, mette in evidenza quanto si fosse lontani dal presunto \u00abregime di cristianit\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Che il cristianesimo si sia profondamente radicato nella storia dell\u2019Occidente non pu\u00f2 essere messo in discussione: ma che sia realmente esistita, almeno nell\u2019idealizzato medioevo, una \u00abcristianit\u00e0\u00bb (di base, non di vertice), \u00e8 da mettersi fortemente in dubbio. Altra cosa \u00e8 immaginare l\u2019Occidente (sia pure soltanto per un breve tempo) come \u00abcristianit\u00e0\u00bb, altra cosa \u00e8 riconoscere la grande influenza che il cristianesimo ha esercitato sull\u2019Occidente, sulla sua cultura, sui suoi stili di vita, sulla sua legislazione e cos\u00ec via. Il cristianesimo ha indubbiamente plasmato gran parte della cultura dell\u2019Occidente, ma una \u00abcristianit\u00e0\u00bb in senso proprio vi \u00e8 stata, sempre, soltanto in modo formale, mai in modo sostanziale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non si pu\u00f2 leggere il passato della Chiesa, e specificamente l\u2019et\u00e0 medievale, soltanto a partire \u00abdall\u2019alto\u00bb, e cio\u00e8 dalle strutture; occorre valutarlo dal basso, da un punto di osservazione che pone in luce i limiti e le ambiguit\u00e0 di una societ\u00e0 che ha cercato di essere autenticamente cristiana, ma che solo in parte ha raggiunto il suo intento. Cos\u00ec nella cristianit\u00e0 permangono gli slanci mistici di una Caterina a Siena e il rogo di Savonarola, le luminose sale dell\u2019ospedale degli Innocenti, e le malversazioni dei banchieri, le altezze della filosofia scolastica e il dominante analfabetismo, e cos\u00ec via. Il medioevo \u2013 ma, in generale, tutta la storia della Chiesa \u2013 \u00e8 ambivalente: cos\u00ec come lo \u00e8 la categoria stessa di \u00abcristianit\u00e0\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il caso tipico di questa ambivalenza (o forse ambiguit\u00e0) \u00e8 rappresentato dal tormentato rapporto fra Chiesa e potere politico. Per una lunga stagione si \u00e8 ritenuto che il sostegno da parte del potere politico \u2013 da Carlo Magno ai \u00abre cristianissimi\u00bb della Francia, al Sacro romano impero degli Asburgo e dei loro discendenti \u2013 fosse un bene per la Chiesa, sotto questa protezione pienamente libera di esercitare la sua missione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Di conseguenza, pressoch\u00e9 tutte le pi\u00f9 importanti diocesi \u2013 e soprattutto quelle che disponevano di alte prebende \u2013 vennero a lungo affidate a cadetti della nobilt\u00e0 e comunque di elevato rango, escludendo cos\u00ec dall\u2019episcopato le forze nuove emergenti dalla base e relegate inevitabilmente in una posizione marginale. Non si pu\u00f2 spiegare l\u2019avversione profonda verso l\u2019alto clero, e i massacri che ne seguirono, se non facendo riferimento allo stretto legame, quasi sempre di rigida dipendenza, che leg\u00f2 a lungo ai regnanti l\u2019apparato ecclesiastico nei Paesi cattolici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il riscatto della modernit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Liberata dagli orpelli e dai luoghi comuni di certa superficiale storia della Chiesa, la stagione apertasi negli ultimi decenni pu\u00f2 essere considerata come quella della <em>riscoperta dell\u2019ambiguit\u00e0 del rapporto Chiesa-storia<\/em>. Ci si era illusi che l\u2019Europa fosse una \u00abcristianit\u00e0\u00bb, e conseguentemente si \u00e8 usciti disillusi dalla costatazione della \u00abfine della cristianit\u00e0\u00bb. Ma ci si \u00e8 accorti \u2013 e la notazione di papa Francesco sulla \u00abfine della cristianit\u00e0\u00bb, ulteriormente maturata nel cammino sinodale da lui promosso e proseguito sotto Leone XIV, rappresenta un salutare antidoto nei confronti di ogni sogno di Chiesa \u00abmassimalista\u00bb \u2212 del carattere inevitabilmente parziale e limitato della presenza della Chiesa nel mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il medioevo aveva coltivato questa sorta di \u00abillusione maggioritaria\u00bb \u2212 talora adoperando a questo fine la forza della coercizione \u2013 ma oggi, dopo duemila anni di storia della presenza cristiana nel mondo, si constata che \u00e8 necessario operare per un ritorno alle origini, al <em>pusillus grex<\/em> di evangelica memoria: non perch\u00e9 i cristiani siano o debbano essere un \u00abgregge\u00bb, e tanto meno \u00abpiccolo\u00bb, ma perch\u00e9 un cristianesimo <em>praticato<\/em> e, insieme, un cristianesimo <em>maggioritario<\/em> possono difficilmente coesistere. \u00c8 inevitabile, e forse provvidenzialmente necessario, che il grano e la zizzania \u2013 come ci ricordano inquietanti parabole evangeliche \u2013 coesistano sino alla fine dei tempi. Il \u00abgrano\u00bb non potr\u00e0 mai occupare pienamente tutto lo spazio del campo, e cio\u00e8 tutto il tempo della storia. Finisce il sogno della \u00abgrande cristianit\u00e0\u00bb e si apre la stagione delle \u00abpiccole\u00bb, ma non ininfluenti, \u00abcristianit\u00e0\u00bb. Un passaggio, forse per taluni drammatico, dalla maiuscola alla minuscola: ma nel segno della verit\u00e0 delle cose, non delle bardature e dei camuffamenti di una societ\u00e0 solo formalmente e forse ipocriticamente \u00abcristiana\u00bb. Di qui il necessario e inevitabile passaggio dalla <em>quantit\u00e0<\/em> alla <em>qualit\u00e0<\/em>: non pi\u00f9 i \u00abbattesimi di massa\u00bb ordinati da Carlo Magno (e non da pochi suoi successori) ma libere e responsabili scelte di campo di credenti disponibili a percorrere il cammino della storia, avendo come sicuro punto di riferimento il vangelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Bisogner\u00e0 sapere accettare, in questa ottica, <em>il radicamento e lo sradicamento<\/em>. Il cristianesimo si \u00e8 radicato in molte terre nelle quali ora viene sradicato; in altre parti del mondo avviene un nuovo radicamento di cui, dal particolare osservatorio dell\u2019ormai vecchio Occidente, si scorgono soltanto i primi segni. Ma ovunque, al tramonto o all\u2019alba delle \u00abpiccole cristianit\u00e0\u00bb, i cristiani sono ancora presenti alla storia: si abbandonano terre antiche e si scoprono terre nuove. Altre fedi e religioni \u2013 senza la severit\u00e0 e la ruvidezza del vangelo \u2013 possono trovare pi\u00f9 facilmente adepti e seguaci: l\u2019unica via da percorrere \u00e8 quella della totale dedizione a Dio, quella, se necessario, del \u00abpiccolo gregge\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non sono mancate, nella storia della Chiesa \u2013 anzi, sono ricorrenti, e non soltanto da oggi \u2013 le proposte di riduzione e di edulcorazione dell\u2019esigente messaggio evangelico, ma non \u00e8 questa la strada che la Chiesa, nel solco del pontificato di Francesco e nella nuova stagione aperta da Leone XIV, intende seguire: mai l\u2019attenzione alle persone, e il riconoscimento dei limiti di ogni uomo e di ogni donna, pu\u00f2 portare a una sorta di \u00absvendita\u00bb del vangelo: no, dunque, tanto ai rigorismi quanto ai permissivismi, e \u00abs\u00ec\u00bb convinto all\u2019evangelo nella sua integralit\u00e0: abbandonando la pretesa \u2013 per molti secoli, la tentazione \u2013 che tutti debbano passare dalla cruna dell\u2019ago, nella consapevolezza che molteplici sono le vie del Signore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Dalla \u00abgrande\u00bb alla \u00abpiccola\u00bb cristianit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ecco dunque, riprendendo la strada indicata da Mounier, la via da percorrere: a partire dalla constatazione che un\u2019autentica \u00abcristianit\u00e0\u00bb non \u00e8 mai esistita e non potr\u00e0 mai esistere, almeno negli scenari della storia, occorre impegnarsi a fondo per la costruzione e il rinvigorimento di \u00abpiccole cristianit\u00e0\u00bb, nelle quali la parola del vangelo sia presa autenticamente sul serio. Svanito il sogno (o l\u2019illusione) di un \u00abcristianesimo di massa\u00bb, occorre puntare su un cristianesimo <em>di qualit\u00e0<\/em>. Per circa 1700 anni \u2013 da Costantino al concilio Vaticano II \u2013 si \u00e8 coltivato il sogno di una societ\u00e0 interamente coincidente con il cristianesimo, ispirata alla sua concezione della vita, legata nella sua prassi ai suoi valori, e cos\u00ec via. Nel presente e negli anni a venire bisogner\u00e0 imparare a persistere, come minoranza creativa e non subalterna, in una fedelt\u00e0 a Dio che non sempre n\u00e9 necessariamente sar\u00e0 confortata dai numeri. Cristo <em>non ha voluto la cristianit\u00e0 ma i cristiani<\/em>, e su di essi, anche se in ipotesi \u00abpiccolo gregge\u00bb, la Chiesa dovr\u00e0 contare per rendere la sua testimonianza al mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In anni lontani Benedetto Croce affermava, da laico tuttavia attento al corso della storia, che \u00abnon possiamo dirci cristiani\u00bb, dal momento che, a suo avviso, l\u2019intero Occidente era impregnato, ne avesse o meno consapevolezza, di valori evangelici diventati essi stessi il fondamento di una cultura universalmente condivisa. Si trattava di un alto e nobile riconoscimento della <em>funzione storica<\/em> del cristianesimo. Ma altra cosa \u00e8 il cristianesimo <em>come fede<\/em>, assai al di l\u00e0 della sua valenza storica: questa sorta di \u00abfede civile\u00bb \u00e8 altra cosa di un\u2019autentica e operosa fede che ispiri e sostenga la vita degli uomini. La memoria di questa fede condivisa \u2013 ivi compresa la necessaria \u00abpassione per l\u2019uomo\u00bb \u2212 persiste nel mondo, soprattutto in Occidente, dentro una societ\u00e0 ormai pi\u00f9 pluralista, secolarizzata e segnata anche dalle culture digitali, nonostante la crisi della cristianit\u00e0; ma \u00e8 tutt\u2019altra cosa di quella fede che scuote le montagne e che \u00e8 tipica di cristiani autentici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 dunque finita \u2013 se mai vi \u00e8 stata \u2013 la \u00abgrande cristianit\u00e0\u00bb; ma restano fortunatamente in vita le \u00abpiccole cristianit\u00e0\u00bb, un \u00abpiccolo gregge\u00bb tuttavia non marginale, ancora capace di modificare il corso delle cose di un mondo nel quale le antiche radici cristiane convivono con appartenenze plurali, indifferenza religiosa e nuove domande di senso. L\u2019alternativa non \u00e8 pi\u00f9 \u2013 come ai tempi di Carlo Magno \u2013 fra il battesimo e la decapitazione, bens\u00ec tra la fede e l\u2019ateismo (o l\u2019indifferentismo). La \u00abcristianit\u00e0\u00bb \u00e8 definitivamente alle nostre spalle, ma il cristianesimo \u00e8 ancora, e sempre, avanti a noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">* <em>Universit\u00e0 di Parma<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Tratto da Orientamenti Pastorali n. 10(2026), EDB. Tutti i diritti riservati.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Per un quadro di insieme del dibattito svoltosi in Italia su questi temi si vedano le letture, differenziate, ma alla fine convergenti, operate in G. Campanini, <em>L\u2019utopia della nuova cristianit\u00e0<\/em>, Morcelliana, Brescia 1975, e P. Scoppola, <em>La \u00abnuova cristianit\u00e0\u00bb perduta<\/em>, Studium, Roma 1985.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cf. G. Lazzati, <em>La citt\u00e0 dell\u2019uomo<\/em>, Ave, Roma 1984 (con varie successive edizioni). Cf. inoltre, dello stesso autore, <em>Pensare politicamente,<\/em> Ave, Roma 1988.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Particolare attenzione \u00e8 stata accordata dagli storici al degrado dei costumi familiari: dai ricorrenti divorzi di fatto (in assenza di una legislazione sui matrimoni), agli infanticidi, all\u2019abbandono dei minori, e cos\u00ec via. Cf. al riguardo gli studi di Ph. Aries, <em>Padri e figli nell\u2019Europa medievale e moderna<\/em>, Laterza, Bari 1972 e J. Delumeau, <em>L\u2019histoire des p\u0115res et de la paternit\u00e9<\/em>, Larousse, Parigi 1990. Un quadro di insieme di queste problematiche in G. Campanini,<em> Famiglia, storia, societ\u00e0. Studi e ricerche<\/em>, Studium, Roma 2008.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Sulle ambiguit\u00e0 del rapporto Chiesa-politica nell\u2019et\u00e0 della \u00abcristianit\u00e0\u00bb cf. P. Prodi, <em>Il sacramento del potere<\/em>, Il Mulino, Bologna, <sup>2<\/sup>2016.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Campanini * &#8211; Merita di essere riletto \u2013 anche alla luce degli sviluppi ecclesiali successivi \u2013 il discorso pronunziato nell\u2019imminenza del Natale 2019 alla &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4508,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[438,239],"class_list":["post-4515","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-fine-della-cristianita","tag-modernita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4515","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4515"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4515\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4516,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4515\/revisions\/4516"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4508"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}