{"id":4505,"date":"2026-10-30T15:57:27","date_gmt":"2026-10-30T14:57:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4505"},"modified":"2026-10-30T16:58:46","modified_gmt":"2026-10-30T15:58:46","slug":"la-corresponsabilita-e-una-vocazione-esigente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/10\/30\/la-corresponsabilita-e-una-vocazione-esigente\/","title":{"rendered":"La corresponsabilit\u00e0 \u00e8 una vocazione esigente"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Domenico Sigalini *<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Inizierei questa riflessione con una successione di parole che scandiscono la collocazione dei laici nella vita della Chiesa, di una Chiesa che nel tempo \u00e8 passata dal ritenersi come la societ\u00e0 perfetta dei cristiani ad essere definita popolo di Dio, segno e strumento della comunione con Dio e degli uomini tra loro. Le parole sono appartenenza, partecipazione, partecipazione attiva, collaborazione, e, alla fine, la migliore che potrei dire \u00e8 corresponsabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Potrei pensare che il quadro sia cos\u00ec gi\u00e0 ben definito, che si tratti di chiarire solo come dover esercitare questo diritto-dovere, ma i significati possono essere molteplici. Prima che un diritto da far valere, quello della corresponsabilit\u00e0 \u00e8 un grande dovere da assolvere, \u00e8 dono di Dio, frutto di un percorso e di un tirocinio di crescita personale e comunitaria, \u00e8 un servizio evangelico che il cristiano \u00e8 obbligato a rendere alla vita quotidiana dell\u2019uomo, che \u00e8 lo stile unico di una vera evangelizzazione, un modo obbligato di vivere ogni dimensione della vita cristiana, un servizio alla comunione dei cristiani nel mondo.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000;\">La mentalit\u00e0 comune<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il primo punto di approdo \u00e8 la consapevolezza di quale mentalit\u00e0 si \u00e8 sedimentata nei nostri ambienti rispetto alla collocazione dei laici cristiani battezzati nella Chiesa e nel mondo. Non siamo in presenza di rivendicazioni di ruoli, di frustrazioni di vocazioni o di contrapposizioni intolleranti, quasi che in Italia si debba temere una sorta di \u00abindignazione\u00bb collettiva dei fedeli laici verso una Chiesa arroccata nella sua gerarchia, ma di una consapevolezza di una chiamata di Dio e di un ideale che sta davanti a tutti e la constatazione che le prassi ecclesiali, le strutture di corresponsabilit\u00e0, non sono ancora all\u2019altezza della posta in gioco. Da una parte emerge una dedizione generosa al Vangelo, un desiderio di comunione e di lavorare assieme, una tensione evangelizzatrice anche creativa, e dall\u2019altra la persistente consapevolezza che si pu\u00f2 fare molto di pi\u00f9 e meglio, essere molto pi\u00f9 fedeli al Vangelo e al Concilio ecumenico Vaticano II e al suo difficile impiantarsi nella mentalit\u00e0 generale. \u00c8 come se avessimo in mano una pietra preziosa, di cui sappiamo il grande valore e non sapessimo come valorizzarla, come incastonarla nell\u2019architettura della missione e dell\u2019evangelizzazione della Chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Addentrandoci di pi\u00f9 nell\u2019analisi della vita dei laici cristiani in Italia si possono mettere in evidenza alcune ragioni storiche e teologiche che ne determinano una sorta di afasia o adattamento al ribasso: per la tendenza alla autoreferenzialit\u00e0 sia laicale che di alcune componenti non marginali della istituzione ecclesiastica, ci si sbilancia pi\u00f9 sul versante laico-Chiesa che sul quello laico-mondo; infatti ci si rifugia spesso nel garantire servizi ecclesiali anzich\u00e9 lanciarsi nella trasformazione delle strutture della societ\u00e0, nell\u2019umanizzazione del lavoro, nel rendere pi\u00f9 abitabile la terra. Si stigmatizza, anche giustamente una serie di derive presenti in delicati ambiti della vita, della famiglia, di tanti temi sensibili e non si valorizza l\u2019impegno dei laici nella storia. Insomma, la composizione tra consapevolezza dei laici e fiducia delle gerarchie \u00e8 un equilibrio da far continuamente crescere. Non aiuta molto la riflessione teologica che per affermare la laicit\u00e0 di tutta la Chiesa tende a destituire ogni specificit\u00e0 del laico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il laicato \u00e8 apprezzato e talora rassegnato, \u00e8 carico di aspettative e nello stesso tempo lasciato a s\u00e9 stesso, senza stabili cammini formativi che lo aiutino a crescere. Si sa bene che le relazioni sono il perno della vita di una comunit\u00e0 cristiana, ma non vengono sviluppate nella direzione di una matura corresponsabilit\u00e0; c\u2019\u00e8 consapevolezza che il laicato \u00e8 la spina dorsale della vita di una Chiesa locale, ma forse \u00e8 ancora ai livelli di una splendida teoria. La nota pi\u00f9 negativa \u00e8 quella che fotografa il laicato in una sorta di apatia, favorita da un eccesso di esposizione della gerarchia in questioni pi\u00f9 attinenti alla identit\u00e0 secolare. Qualcuno ha scritto che manca il respiro, ma non siamo in cerca di bombole di ossigeno da applicare o respirazioni bocca a bocca, ma di un cuore che batta all\u2019unisono, perch\u00e9 l\u2019aria c\u2019\u00e8: lo Spirito Santo soffia e gonfia le vele della Chiesa sempre.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000;\">La corresponsabilit\u00e0 laicale<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dovendo continuamente parlare di corresponsabilit\u00e0 \u00e8 giusto attestarsi su un significato condiviso: corresponsabilit\u00e0 \u00e8 parte di una triade con altre due parole, comunione e collaborazione, e ne sta al vertice, ne \u00e8 la naturale completezza. \u00c8 l\u2019indicazione fondamentale che vogliamo assumere, quella che essere corresponsabili della missione della Chiesa significa innanzitutto evangelizzare nel mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Mondo significa immediatamente territorio, significa farsi carico di una terra sempre pi\u00f9 violentata e abitata da \u00abturisti e vagabondi\u00bb, da gente sempre pi\u00f9 sradicata per una mobilit\u00e0 lavorativa e da una fuga dagli orrori della fame, delle dittature, delle guerre. Significa farsi carico di un difficile equilibrio tra la prossimit\u00e0 di relazioni quotidiane, amicali e di collaborazione territoriale con le molteplici alterit\u00e0 che esigono riconoscimento. La religione cristiana non ha mai dato enfasi a contrapposizioni, ma ha sempre cercato comunione. Evangelizzare per i laici che si appassionano alla vita del mondo significa sposare i propri ambienti di vita, superare la tentazione della estraneit\u00e0 e abbandonare il recinto di una comunit\u00e0 autoreferenziale. L\u2019attitudine dello stare ad aspettare va cambiato con la decisione del mettersi in ricerca e del condividere mobilit\u00e0; passare da un\u2019evangelizzazione statica a un\u2019evangelizzazione dinamica implica inevitabilmente la corresponsabilit\u00e0 dei comuni cristiani, di tutto un popolo di Dio. In questo contesto la figura del presbitero pu\u00f2 essere ridimensionata non nella sua valenza teologica, ma nell\u2019impostazione della sua centralit\u00e0 nell\u2019organizzazione ecclesiastica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ne consegue anche una ridefinizione della ministerialit\u00e0 diffusa, specificamente laicale, non legata a nessuno specifico mandato, n\u00e9 esercitata in forma permanente. Una Chiesa tutta ministeriale non \u00e8 una Chiesa clericalizzata, ma popolata di laici chiamati a essere autentici evangelizzatori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A questa corresponsabilit\u00e0 laicale devono corrispondere anche alcuni luoghi in cui concretamente si esercita il discernimento e la stessa presa in carico di progetti e piani pastorali. C\u2019\u00e8 un\u2019opinione pubblica nella Chiesa che deve trovare spazi per dirsi e per corresponsabilizzarsi. Non si tratta di mettere in dubbio la responsabilit\u00e0 di governo dei pastori e tanto meno di non riconoscerla, ma di favorire il lavoro comune ciascuno con il suo livello di responsabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong> L\u2019esercizio della corresponsabilit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Affermato come punto di non ritorno che la corresponsabilit\u00e0 del laico \u00e8 pi\u00f9 estroversa, per intenderci, che legata alla staticit\u00e0 di una comunit\u00e0, \u00e8 uscire dalla logica della delega e obbedire alla propria vocazione di battezzato, prendersi le responsabilit\u00e0 nel territorio e vivere da adulto nella fede, evangelizzare nelle strutture sociali, politiche e amministrative, il prossimo passo importante da fare \u00e8 delineare lo stile della corresponsabilit\u00e0 e la prassi conseguente. Per cristiani impegnati nelle istituzioni corresponsabilit\u00e0 non significa distribuzione di compiti, ma confronto e convergenza tra cristiani che operano nel territorio. Non esiste oggi responsabilit\u00e0 senza corresponsabilit\u00e0, impegno nel mondo senza comunione. I laici cristiani purtroppo sono troppo divisi e la divisione non avviene per motivi di fedelt\u00e0 al vangelo, ma si insinua molto prima, per interessi banali di bottega, per assolutizzazione di visioni palingenetiche, per rivalit\u00e0 di parte politica cui si \u00e8 pi\u00f9 legati che al vangelo. Non diamo al mondo una bella immagine se all\u2019interno delle nostre Chiese siamo divisi per gli interessi personali e per le appartenenze a una parte politica prima che alla dottrina sociale della chiesa e al vangelo. Non si sperimenta n\u00e9 responsabilit\u00e0, n\u00e9 corresponsabilit\u00e0, ma irresponsabilit\u00e0. Si impone il superamento di particolarismi, chiusure, piccoli recinti, per costruire nel territorio percorsi di vera fraternit\u00e0 e comunione. C\u2019\u00e8 un forte spirito ecclesiale e una capacit\u00e0 di agire insieme per il bene comune da ricuperare. E questo \u00e8 un martirio silenzioso da affrontare. Diceva papa Benedetto che \u00abla Chiesa non \u00e8 il risultato di una somma di individui, ma una unit\u00e0 di coloro che sono nutriti dall\u2019unica parola di Dio e dall\u2019unico pane di vita. Dobbiamo sempre nuovamente imparare a custodire e difendere questa unit\u00e0 da rivalit\u00e0, da contese e gelosie che possono nascere nelle e tra le comunit\u00e0 ecclesiali\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ancora di pi\u00f9: chi si impegna politicamente non deve sentirsi un appestato, ma deve saper sperimentare che la sua casa \u00e8 la Chiesa che, come compito primario per costruire percorsi di corresponsabilit\u00e0, offre al cristiano ascolto della parola ed esperienza di fede, l\u00ec riceve forza per la testimonianza, anche rimprovero per l\u2019infedelt\u00e0, perdono per gli errori. Nella vita quotidiana non siamo esenti dal pericolo di falsi profeti, di miraggi magari di efficace impatto sociale ma che potrebbero falsificare il vangelo. Il segno dei frutti e la loro corrispondenza allo spirito delle beatitudini diventa il luogo della verifica della coerenza che ogni corresponsabilit\u00e0 presuppone, se vuole davvero contribuire alla manifestazione del regno di Dio. Ricordiamo gli altri due termini della terna cui ci siamo affidati nel definire la corresponsabilit\u00e0: comunione e collaborazione. Non pu\u00f2 esserci vero servizio se non nel contesto di un legame di comunione. In questa prospettiva appare evidente come la dimensione ecclesiale, intesa come luogo di esercizio della comunione, e la dimensione storica della vita credente si implichino vicendevolmente. Solo un cuore aperto all\u2019incontro e alla comunione pu\u00f2 diventare sorgente di testimonianza e di servizio verso il mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>La corresponsabilit\u00e0 nella vita quotidiana<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell\u2019aver collocato la corresponsabilit\u00e0 pi\u00f9 sbilanciata nella missione del cristiano nel mondo, la corresponsabilit\u00e0 andrebbe cos\u00ec declinata non riferendosi a eventuali uffici ecclesiastici, che hanno il compito prezioso di curare le dimensioni vere della vita di un cristiano, ma di vivere tali dimensioni nelle pieghe della vita, della educazione della affettivit\u00e0, nel soccorso alle fragilit\u00e0, nella inclusione di ogni uomo e donna, soprattutto del mondo giovanile, nella realt\u00e0 del lavoro. Corresponsabilit\u00e0 in questi campi significa anche che non siamo per la fortissima specializzazione che caratterizza il tempo presente se spinge alla perdita di visione dell\u2019insieme e si blocca sul particolare. Vuol dire che il cristiano con lo stile della sua corresponsabilit\u00e0 rimette ogni parte all\u2019interno di un percorso che permette sempre di riscoprire il senso del tutto, ha un modo di affrontare le fragilit\u00e0 che \u00e8 di offrire sempre un cuore, di mettere al centro la vita intera e non solo schegge di essa, di sperimentare il limite e per questo la necessit\u00e0 di un lavoro in massima collaborazione con tutti. Si apre a un\u2019accoglienza infinita, a una pazienza che non ha niente a che vedere con la cortesia degli sportelli che rispondono ai bisogni e alle fragilit\u00e0 ad orari e non nei giorni festivi. \u00c8 capace di andare controcorrente nella cultura di un\u2019affettivit\u00e0 incagliata in emozioni da vendere e comperare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong> Corresponsabilit\u00e0 nella cultura e nell\u2019educazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La sfida della corresponsabilit\u00e0 in questo campo \u00e8 di dar vita a progetti, esperienze, iniziative in grado di raccogliere le sfide del tempo, con esperienze popolari disseminate sul territorio, capaci di fare opinione e di generare un tessuto ecclesiale e culturale vivo. Si tratta di superare l\u2019inerzia del cristiano medio, di assumersi il rischio di operare scelte spesso impopolari anche nei nostri ambienti, imitando l\u2019intraprendenza del laicato del primo Novecento, che ha aperto pure la strada a tante decisioni del Vaticano II.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La scelta urgente da fare \u00e8 di elaborare un nuovo modello educativo, consapevole, esplicito, intenzionale, globale, integrale. Questo \u00e8 fatto da un\u2019idea di educazione viva, che si mette in ascolto, che sa interpretare<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il progetto di Dio scritto nel cuore delle persone, che ha una grande stima e capacit\u00e0 non solo di leggere, ma di sostenere e rinforzare un\u2019autentica libert\u00e0. \u00c8 un progetto esplicito che \u00e8 insieme pensiero e decisione, capace di costruire alleanze educative, comunit\u00e0 educanti, perch\u00e9 va risvegliata una corresponsabilit\u00e0 nell\u2019educare, fatta di pazienti legami senza deleghe. Alla base ci sta una grande passione educativa. Educare non \u00e8 una penitenza, un supplizio, come lo fanno capire tanti educatori, insegnanti, genitori stessi, ma una bellezza e una passione. Educare fa crescere anche te, ti restituisce il centuplo, ti pone sempre nella prospettiva di un cambiamento e di una novit\u00e0. Non si deve chiudere la schiera di santi educatori che hanno popolato la comunit\u00e0 cristiana e civile nei secoli passati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong> Formazione degli adulti<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Restituire alla comunit\u00e0 cristiana la possibilit\u00e0 di vedere protagonisti i laici passa attraverso quella particolare produzione di cultura che \u00e8 costituita dalla formazione degli adulti. Formazione, per gli adulti significa possibilit\u00e0 di interpretare la propria esistenza quotidiana e le esperienze che la scandiscono, potendo fare di essa una rivisitazione critica, libera e credente. Questo non avviene con proposte modellate sull\u2019esperienza scolastica e con la raccomandazione agli adulti di interessarsi dei piccoli. La formazione degli adulti \u00e8 una vera e propria forma di elaborazione culturale, di ricerca condivisa che sa indugiare su tutti gli spazi della vita per raggiungere gli spazi della fede e non sentirsi sempre solo. La cultura non segue le vie dell\u2019omologazione o dell\u2019organizzazione, ma della libert\u00e0 e della creativit\u00e0. Qui la corresponsabilit\u00e0 si impara provandola, sperimentando s\u00e9 stessi nel proprio rapporto con gli altri e con gli ideali alti, rischiando anche di sbagliare, dando fiducia sempre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong> Corresponsabilit\u00e0 per lavoro, nella pastorale, con la famiglia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un modo intelligente di vivere la corresponsabilit\u00e0 \u00e8 stata ed \u00e8 tuttora l\u2019esperienza chiamata Progetto Policoro (a cui abbiamo dedicato uno degli ultimi numeri di questa rivista), dove si sono alleati uffici pastorali (giovani, caritas e pastorale sociale), associazioni ecclesiali, istituti di ricerca, associazioni professionali ed enti statali, nel tentativo di rompere quella assuefazione del mondo del Sud alla mancanza di lavoro e difficolt\u00e0 nella imprenditorialit\u00e0. Si sono verificati miracoli di collaborazione, filiere (cos\u00ec le chiamava don Operti) impensabili, risorse sepolte e portate alla luce e alla operativit\u00e0. Vengono preparati giovani capaci di fare gli imprenditori, non pi\u00f9 passivi nella ricerca del lavoro, orientati a dare alla fede lo spazio di una formazione integrale a partire dalla vita. Questo ha fatto capire che non ci pu\u00f2 essere vera corresponsabilit\u00e0 laicale se questa non viene vissuta anche all\u2019interno delle curie, o meglio, della settorializzazione delle pastorali. Corresponsabilit\u00e0 allora non \u00e8 solo compito o dovere del laico, ma \u00e8 stile nuovo di tutta la Chiesa. La fatica a far collaborare uffici pastorali \u00e8 pi\u00f9 grande spesso che quella del far lavorare assieme realt\u00e0 pubbliche. Coprogettazione e comunicazione interna alla Chiesa \u00e8 oggi un obbligo dovuto. Siamo tutti convinti che le parrocchie oggi non sono autosufficienti, ma non lo sono nemmeno le diocesi e le stesse conferenze episcopali nazionali. Essere cattolici \u00e8 ancora una visione di l\u00e0 da venire nelle nostre ristrette visioni territoriali. Non si pu\u00f2 stare alla finestra pensando che sono solo i laici che devono fare comunione e vivere da corresponsabili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un altro versante decisivo e un campo assolutamente determinante \u00e8 la corresponsabilit\u00e0 della famiglia e per la famiglia, sia come esperienza che deve arricchire della sua esemplarit\u00e0 tutta l\u2019organizzazione della Chiesa, sia per la necessit\u00e0 di renderla protagonista di s\u00e9 stessa e corresponsabile in tutti i campi della vita umana e dell\u2019educazione alla fede. Una comunit\u00e0 cristiana che si modella sulla famiglia ha tutto da guadagnare e soprattutto ha da imparare. Perch\u00e9 la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 costruita da due sacramenti, quello dell\u2019ordine e del matrimonio. Non basta l\u2019ordine e nemmeno il matrimonio da solo. Corresponsabilit\u00e0 della famiglia significa un nuovo modo di fare iniziazione cristiana, di accogliere e dare senso alle relazioni quotidiane, naturalezza di un rapporto preti famiglie, mutua comprensione degli errori e condivisione dei percorsi di rinascita.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000;\">Conclusione<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il laico non \u00e8 sospeso tra due sponde, il mondo e la Chiesa, ma sta nel cuore della Chiesa e nello stesso tempo nel cuore del mondo, senza prendere distanze da nessuno. Lo esige il suo battesimo che:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">\u00e8 regalit\u00e0 e non corsa alla carriera, sia nei preti che nei laici. Non \u00e8 avere potenza, essere forti, dire \u00abqui ci siamo noi. Cristo ha rifiutato sempre il titolo di re, se non davanti alla condanna di Pilato. Regalit\u00e0 per la verit\u00e0 e che in nome di essa si fa esplicita. L\u2019unico vero re \u00e8 Dio. La vera regalit\u00e0 del cristiano \u00e8 quella crocifissa;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">\u00e8 profezia: una parola incarnata nelle situazioni, non esegesi asettica, ma il punto di collegamento tra parola e situazioni reali. Questo esige una formazione e una crescita del laicato. Contribuire alla formulazione delle grandi verit\u00e0 cristiane \u00e8 compito di tutti. Il Vangelo va detto laicamente tutto. I laici non sono il portavoce della gerarchia, devono fare un percorso con chi non crede;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">\u00e8 nuovo sacerdozio, in due realt\u00e0 distinte ambedue di serie A, e ha come vittima il proprio corpo. Ci\u00f2 vuol dire che ciascuno deve offrire s\u00e9 stesso, il proprio effimero, qualunque cosa il laico viva e faccia. La vita di ogni laico \u00e8 sacramento dell\u2019eterno.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il quadro della corresponsabilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 ricco di una rivendicazione, \u00e8 pi\u00f9 vivo di un dovere, \u00e8 pi\u00f9 aperto di un impegno, \u00e8 pi\u00f9 concreto di un sogno, \u00e8 pi\u00f9 vero di un\u2019illusione, \u00e8 una vocazione esigente cui Dio chiama tutti i battezzati, nessuno escluso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">* Presidente del COP<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Tratto da Orientamenti Pastorali n. 7\/8(2026), EDB. Tutti i diritti riservati<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenico Sigalini * &#8211; Inizierei questa riflessione con una successione di parole che scandiscono la collocazione dei laici nella vita della Chiesa, di una Chiesa &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4511,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[212],"class_list":["post-4505","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-corresponsabilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4505"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4505\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4523,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4505\/revisions\/4523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}