{"id":4500,"date":"2026-09-30T13:23:03","date_gmt":"2026-09-30T11:23:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4500"},"modified":"2026-09-30T13:23:03","modified_gmt":"2026-09-30T11:23:03","slug":"impegno-per-il-diaconato-permanente-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/09\/30\/impegno-per-il-diaconato-permanente-in-italia\/","title":{"rendered":"Linee di impegno per il diaconato permanente in Italia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Domenico Sigalini *<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Il COP \u00e8 da sempre attento allo svilupparsi della vita di una comunit\u00e0 cristiana, alla sua capacit\u00e0 di vivere il Vangelo e di comunicarlo a tutti. In essa tutti sono soggetti di conversione, di comunione e di missione, ciascuno con una sua chiamata personale, che diventa compito, incarico, ruolo, ministero. Una figura che abbiamo spesso studiato a fondo \u00e8 quella del diacono. Purtroppo, al sostantivo \u00abdiacono\u00bb occorre aggiungere l\u2019articolo \u00abpermanente\u00bb, perch\u00e9 nella prassi della Chiesa esiste un diaconato nel quale si resta poco tempo, in attesa di essere ordinati presbiteri, una specie di gradino verso una sorta di completezza, che non aiuta a definire la figura del diacono cos\u00ec come \u00e8 stato ripristinato nella vita della Chiesa a partire dal Concilio ecumenico Vaticano II. Nella grande attenzione alla vita delle comunit\u00e0 cristiane pi\u00f9 concrete, come sono le parrocchie, che qualifica questo tempo della Chiesa italiana, \u00e8 importante allora porre l\u2019attenzione sull\u2019esperienza del diaconato, per poter superare alcune difficolt\u00e0 (anche per certi pastoralisti) e anche qualche situazione di stallo, se non altro per cambiare le domande sul diaconato. Non si ragiona per vedere se \u00e8 utile, ma per coglierlo come un dono di Dio e come rispondervi con il massimo di obbedienza allo Spirito e alla progettualit\u00e0 della Chiesa, concretizzata in non pochi interventi magisteriali sull\u2019argomento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Proprio per andare oltre le impressioni, il sentito dire, la stanchezza di alcune esperienze, \u00e8 obbligatorio fare un\u2019indagine socio-pastorale (assolutamente a volo d\u2019uccello),<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> con una sua scientificit\u00e0, ma da leggere in chiave pastorale, per andare oltre i luoghi comuni, enucleare i nodi problematici, le domande e orientare l\u2019impegno della Chiesa nella direzione giusta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">I nodi principali potrebbero essere:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">la necessit\u00e0 di un approfondimento della teologia del diaconato, per poterlo definire meglio in s\u00e9 stesso, nella sua sacramentalit\u00e0 e ministerialit\u00e0, differenziata dalla teologia del presbiterato, e nella sua correlazione con il sacramento del matrimonio.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Urgenza di riqualificare la formazione, sia quella della preparazione, sia quella permanente, attraverso opportuni percorsi spirituali, teologici e culturali, <em>declericalizzati<\/em>, capaci di collocarsi dentro la cultura odierna, per la vocazione specifica non di <em>prete a met\u00e0<\/em>, ma di animatore del servizio di comunione e di carit\u00e0 nella comunit\u00e0 cristiana e nel mondo.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Rinnovamento del clima di relazioni fraterne ed ecclesiali all\u2019interno della Chiesa, con i laici e i presbiteri, e superamento di ruoli sostitutivi o concorrenziali.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Sbilanciamento del servizio pastorale dalla vita parrocchiale, intesa ancora troppo come cura delle anime e non come missione, alle relazioni con il territorio.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">L\u2019urgenza di esprimere il servizio diaconale come ponte tra la comunit\u00e0 cristiana e il mondo, mentre la maggior parte del tempo e delle energie il diacono medio italiano lo spende per le assemblee liturgiche e per attivit\u00e0 strettamente interne alla vita dell\u2019organizzazione pastorale.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Non secondario \u00e8 il rapporto del diacono con la moglie e tutto il tessuto famigliare<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Da questa ricerca non emerge una smobilitazione della Chiesa nei confronti del laicato, anzi gi\u00e0 da alcuni anni \u00e8 in atto una presa di coscienza sempre pi\u00f9 diffusa in tutte le diocesi della realt\u00e0 diaconale e una presa in carico da parte dei vescovi e delle conferenze episcopali regionali di un minimo di coordinamento.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il problema pi\u00f9 vero \u00e8 sempre la definizione di diacono che nella teologia deve essere pi\u00f9 chiara e accessibile. Ad essa si arriva con un\u2019attenta lettura della Parola di Dio, della prassi delle Chiese primitive e dei documenti che, dal Concilio ecumenico Vaticano II in poi, si sono prodotti su questo tema.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Senza avere la pretesa di dire cose nuove, mi pare utile sottolineare alcuni elementi dell\u2019identit\u00e0 del diacono.<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Di fronte ai doni di Dio non ci dobbiamo mai fare la domanda: a che cosa serve? quasi potessimo selezionare i doni pi\u00f9 utili, ma dobbiamo accoglierli tutti, nella convinzione che il Signore sa quali siano pi\u00f9 efficaci alla vita della Chiesa e del mondo, anche se a volte non appaiono i pi\u00f9 efficienti. Il diaconato evidenzia la fisionomia di Cristo servo, accogliendo, incarnando e testimoniando a tutti che la forza e lo stile del servizio autentico vengono da Cristo. Il diacono non tanto o soprattutto per ci\u00f2 che pu\u00f2 fare, ma per ci\u00f2 che \u00e8, rappresenta il richiamo alla centralit\u00e0 e alle modalit\u00e0 del servizio nella vita umana e cristiana. \u00c8 il segno che la carit\u00e0 non avr\u00e0 mai fine e che \u00e8 la sostanza della vita. Quindi i diaconi sono questo segno per i vescovi, per i preti, per tutti i battezzati, per tutti gli uomini e lo fanno dall\u2019interno del sacramento dell\u2019ordine.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">La formulazione che dice che il diacono \u00e8 ordinato \u00abper il ministero del vescovo\u00bb, suggerisce l\u2019immagine che il diacono \u00e8 una delle due braccia dell\u2019episcopato, accanto all\u2019altra che \u00e8 il presbitero, non in concorrenza o in sovrapposizione, ma dentro lo stesso sacramento dell\u2019ordine. Il linguaggio dei <em>gradi<\/em> non deve scivolare nell\u2019immagine dei <em>gradini<\/em>. L\u2019idea che il diaconato \u00e8 il terzo grado dell\u2019ordine significa solo che, dal punto di vista dei poteri o compiti derivanti dall\u2019ordine, il diacono ne assume alcuni che vengono poi eventualmente inglobati nel presbiterato e quelli del presbitero nell\u2019episcopato. Sono tre cerchi concentrici dei quali il diaconato \u00e8 il pi\u00f9 stretto e l\u2019episcopato il pi\u00f9 largo. Il codice di diritto canonico pone il diaconato sullo stesso piano del presbiterato e dell\u2019episcopato. Sono tre gradi che riposano ciascuno per la sua parte, su un\u2019ordinazione, che \u00e8 una consacrazione, e su una missione, per rappresentare sacramentalmente il Cristo. \u00c8 per aiutare ciascun fedele a vivere il proprio sacerdozio comune che Cristo ha \u00abinventato\u00bb anche i diaconi, oltre che i preti e i vescovi. Il compito del diacono \u00e8 soprattutto riferito al servizio della carit\u00e0. Con questo servizio d\u00e0 il suo originale contributo alla vita dei credenti. E la <em>Gaudium et spes<\/em> diventa il documento pi\u00f9 significativo per approfondire la vita e il ministero dei diaconi.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Va inoltre evitata l\u2019idea che il diacono e il vescovo si relazionino attraverso il presbitero; il diacono, anche quando svolge il suo ministero in una comunit\u00e0 territoriale presieduta dal presbitero, \u00e8 l\u00ec come inviato direttamente dal vescovo; \u00e8 segno originale della premura del vescovo verso chi ha pi\u00f9 bisogno.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Il servizio che svolge il diacono si delinea come un ministero della soglia, uno stimolo, una sveglia perch\u00e9 la Chiesa passi decisamente dalla pastorale della conservazione alla pastorale della missione. \u00c8 un compito di snodo. \u00c8 solo la carit\u00e0 che fa da ponte per traghettare le comunit\u00e0 cristiane dalla pastorale del restauro a quella dell\u2019annuncio, proprio perch\u00e9 la carit\u00e0 \u00e8 provocatoria e scomoda, ma imprescindibile se vogliamo seguire Cristo servo.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si \u00e8 quindi tutti d\u2019accordo che occorre uscire da una sorta di declassamento del diacono quando \u00e8 visto solo come un gradino di passaggio, un breve periodo di esperienza per poi diventare preti. Non esistono indicazioni di teologia sacramentaria che obbligano a ordinare prima diaconi coloro che saranno entro breve tempo ordinati presbiteri. \u00c8 una tradizione che ha una sua buona esperienza pedagogica alle spalle, che \u00e8 servita ad aiutare i futuri preti ad acquisire lo stile del servizio per il futuro compito presbiterale, ma oggi che esistono diaconi che vivranno questo ministero per tutta la vita, sembra molto utile puntare tutto solo su questo diaconato per farne emergere il valore teologico e pastorale in s\u00e9 stesso, per definirne meglio i compiti e la collocazione nella vita della Chiesa, per esaltarne la tensione missionaria, per aiutarlo a uscire anche da alcune ingessature ecclesiastiche.<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Oggi sembra che i motivi sacramentali ed ecclesiologici possano prevalere su quelli psicologici e pedagogici. Per arrivare a far risplendere di luce propria il diaconato e non di luce riflessa del presbitero occorre ben altro, ma questo aiuterebbe la comunit\u00e0 cristiana a focalizzare e a proporre con pi\u00f9 decisione e larghezza la stessa vocazione diaconale. Ci\u00f2 toglierebbe anche quel timore che il diaconato diventi una sorta di Cavallo di Troia per introdurre nel sacerdozio ministeriale esperienze su cui la Chiesa si \u00e8 gi\u00e0 pronunciata con chiarezza. Si tratter\u00e0 di una gradualit\u00e0 ben studiata e progettata, maturata nei livelli di responsabilit\u00e0 competenti, entro una comunione ecclesiale veramente cattolica.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\">Un\u2019altra scelta \u00e8 di <em>non irrigidire la figura del diacono entro schemi troppo strett<\/em>i, perch\u00e9 proprio il servizio della carit\u00e0 ha bisogno di farsi interprete di tante nuove povert\u00e0 e di delinearsi in modi diversificati sotto la guida dello Spirito, prima che di un codice. \u00c8 ancora troppo giovane il diaconato ripristinato per potersi dire conclusa la ricerca, ed \u00e8 ancora troppo liquida la societ\u00e0 perch\u00e9 si possa codificare una risposta generosa a una vocazione che fa del servizio il suo punto qualificante. Ci\u00f2 non significa che stiamo navigando a vista, ma che siamo coscienti che esistono veri nuovi percorsi che lo Spirito sta offrendo alla Chiesa del terzo millennio per inserivi figure che hanno come scopo del loro servizio ecclesiale la dimensione della carit\u00e0 verso gli ultimi.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><em>Il diacono che si rifugia nel liturgismo \u00e8 un tradimento di queste prospettive. <\/em>Anche per lui l\u2019eucaristia \u00e8 <em>culmen<\/em> <em>et<\/em> <em>fons<\/em>, ma il diacono si deve preoccupare perch\u00e9 ci sia un cammino di avvicinamento al <em>culmen<\/em> e di partenza dalla fonte. \u00c8 lo specialista dei due cammini, non della statica celebrativa. Proprio perch\u00e9 ha compiti nella celebrazione ha la capacit\u00e0 di portare il mondo alla Chiesa e la Chiesa al mondo. Quando i diaconi sono tentati di rifugiarsi nella liturgia debbono avere a mente che la loro specificit\u00e0 la trovano nella <em>Guadium et spes<\/em>.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><em>Puntare su un servizio diaconale pi\u00f9 estroverso.<\/em> Lo vogliono i diaconi, ma spesso si entra nei ranghi troppo stretti di servizi di conservazione, soprattutto quando il diacono \u00e8 chiamato a riempire la mancanza del prete e non viene collocato entro una progettualit\u00e0 pi\u00f9 ampia. Da alcune esperienze ascoltate si coglie che il diacono pu\u00f2 per natura sua essere pi\u00f9 disponibile al territorio, anche se mantiene un contatto di appartenenza a una comunit\u00e0 cristiana concreta. Proprio la forma laicale di vita che conduce e l\u2019appartenenza alla concretezza di una vita di coppia e di famiglia in cui vive gli pu\u00f2 permettere di fare da ponte, di trascinare tutta la comunit\u00e0 verso la gente, i problemi veri, le domande inespresse e inscrivere nella vita l\u2019esperienza credente.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><em>La formazione.<\/em> Siamo tutti convinti che la formazione dei diaconi non si identifica con la formazione dei presbiteri, ed \u00e8 rivolta a soggetti che hanno storie di vita diverse da quelle dei seminaristi. La maggioranza di essi \u00e8 sposata, vive di un suo lavoro e di una professionalit\u00e0 gi\u00e0 avviata e da continuare e migliorare. La metodologia deve essere per lo meno diversa, pi\u00f9 legata alla vita, pi\u00f9 interagente, pi\u00f9 distribuita su tirocini seguiti da tutor. Un certo coinvolgimento delle famiglie \u00e8 necessario. Soprattutto per\u00f2 oltre al metodo occorre prevedere anche la preparazione a una sorta di professionalit\u00e0 diversa, che giustamente si chiama ministero diaconale. Il diacono non \u00e8 un operatore in proprio della carit\u00e0, ma uno che offre una figura spirituale di servitore e di imitatore di Cristo servo. Per questo la dimensione spirituale della sua preparazione \u00e8 sempre da approfondire. \u00c8 colui che stana dalla comunit\u00e0 tutte le energie possibili da orientare al servizio e le mette in condizione di convertirsi alla carit\u00e0 di Cristo e di mettersi al servizio degli ultimi. Ricostruisce il tessuto della comunit\u00e0, fa dialogare, sta sulla soglia, apre la Chiesa al territorio; non risolve i problemi, ma aiuta le persone a risolverli con la propria creativit\u00e0. Molte diocesi non possono essere autosufficienti per la formazione dei diaconi ed \u00e8 necessario mettersi assieme, scambiare esperienze, togliere il diaconato dal genericismo di interventi occasionali.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><em>La famiglia.<\/em> \u00c8 chiamata ad essere testimone di vita cristiana insieme con il marito e padre diacono e non a prescindere dal suo ministero. Essa va coinvolta ancora al momento della preparazione e in seguito del servizio. Anche per una corretta vita coniugale, \u00e8 necessario stabilire convenzioni tra parrocchia e diaconi per un minimo di compenso, che fa giustizia e offre dignit\u00e0 del lavoro svolto. Nessuno \u00e8 una pedina da spostare per l\u2019efficienza dell\u2019organizzazione, tanto meno quando gli spostamenti coinvolgono oltre che la persona la famiglia.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><em>Le unit\u00e0 pastorali.<\/em> Da quasi trent&#8217;anni il COP ha dato inizio alla sua riflessione sulle unit\u00e0 pastorali. Ne abbiamo cominciato a valutare l\u2019esperienza, a trovare criteri pastorali per definirla meglio e per orientarla. Abbiamo fin da subito capito che avrebbero avuto futuro positivo nella vita della Chiesa se non si fossero ridotte a essere una concentrazione di servizi ecclesiastici, ma lo spazio per ridefinire la ricchezza di tutti i soggetti della Chiesa. Abbiamo riflettuto sui presbiteri, sui laici, sui religiosi e le religiose, sulle aggregazioni ecclesiali, sulla figura del vescovo e il suo modo di governare la Chiesa.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E abbiamo anche riflettuto sui diaconi, che, come fu all\u2019inizio per i preti, rischiano nelle unit\u00e0 pastorali di fare da tappabuchi, di essere usati solo per l\u2019efficienza, di essere piegati a un\u2019organizzazione e non a una comunione per la missione. Per questo ne va prima valorizzato il dono che essi sono per la Chiesa, prima del ruolo possono assumere. Non sono pochi i diaconi che oggi sono impegnati nelle unit\u00e0 pastorali, ma \u00e8 importante che in esse non siano visti come preti a met\u00e0, o come un buon sostituto, ma come coloro che, proprio perch\u00e9 sbilanciati verso il territorio, animano l\u2019unit\u00e0 pastorale per far riscoprire a tutti il loro posto, esprimono il loro ministero di frontiera che porta la Parola di Dio e la carit\u00e0 l\u00e0 dove la gente vive, per aiutare a dare un senso alla vita, far arrivare la carit\u00e0 di Cristo ai pi\u00f9 deboli. \u00c8 il diacono che s\u2019impegna a fare esperienza di preghiera e a introdurre alla celebrazione dell\u2019eucaristia. Non sar\u00e0 un assistente sociale, ma colui che non pu\u00f2 non chinarsi a servire tutto l\u2019uomo senza separazioni artificiali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>* presidente del COP<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00a0* <\/em><em>Tratto da Orientamenti Pastorali 6(2026). EDB. Tutti i diritti riservati<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> L\u2019identikit che emerge \u00e8 che il diaconato italiano ha una et\u00e0 media di 59 anni, \u00e8 per met\u00e0 fatto da pensionati, \u00e8 sposato, con una media di due figli. \u00c8 costituito per lo pi\u00f9 da diplomati e laureati, impiegati, insegnanti, professionisti. Provengono in genere dalla vita parrocchiale o di associazione e movimento<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenico Sigalini * &#8211; Il COP \u00e8 da sempre attento allo svilupparsi della vita di una comunit\u00e0 cristiana, alla sua capacit\u00e0 di vivere il Vangelo &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4489,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[167],"class_list":["post-4500","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-diaconato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4500","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4500"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4503,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4500\/revisions\/4503"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}