{"id":4491,"date":"2026-09-30T12:44:34","date_gmt":"2026-09-30T10:44:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4491"},"modified":"2026-09-30T12:51:10","modified_gmt":"2026-09-30T10:51:10","slug":"la-vita-consacrata-sostiene-gli-oratori-rafforzando-il-ruolo-di-guida-spirituale-e-di-servizio-alla-comunita-giovanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/09\/30\/la-vita-consacrata-sostiene-gli-oratori-rafforzando-il-ruolo-di-guida-spirituale-e-di-servizio-alla-comunita-giovanile\/","title":{"rendered":"La vita consacrata sostiene gli oratori, rafforzando il ruolo di guida spirituale e di servizio alla comunit\u00e0 giovanile"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">suor Carmela Busia* &#8211; suor Francesca Tamborrino**<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>&#8211; C\u2019\u00e8 una realt\u00e0 profetica nella periferia di Torino dove si prova a condividere la vita come Salesiani di don Bosco (SDB) e Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA): \u00e8 l\u2019oratorio Michele Rua. <\/em><em>Nel territorio da pi\u00f9 di un secolo sono presenti le due anime del carisma salesiano, ma solo nel 2023, anche a fronte delle richieste della gente e dei giovani, si \u00e8 iniziata l\u2019esperienza della condivisione della vita consacrata nella stessa struttura che si affaccia sullo stesso cortile. Pur mantenendo la specificit\u00e0 propria di ciascuna comunit\u00e0, abbiamo il dono di condividere insieme i pasti, la preghiera e la missione! <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo testo nasce dall\u2019esperienza e dalla riflessione di due Figlie di Maria Ausiliatrice inserite nell\u2019opera salesiana del Michele Rua, nel quartiere Barriera di Milano a Torino. \u00c8 questa un\u2019opera che vede la presenza di due comunit\u00e0 religiose: una maschile (i Salesiani di don Bosco) e una femminile (le Figlie di Maria Ausialitrice) e che sulla scia dei santi fondatori, don Bosco e Madre Mazzarello, condividono insieme a tanti laici la passione per i giovani. \u00c8 un testo discorsivo e narrativo che riporta, oltre a riflessioni generali, anche riferimenti puntuali a fatti di vita e a testimonianze personali. Il sostegno che la vita consacrata pu\u00f2 dare agli oratori parte dalla possibilit\u00e0 di annunciare con la vita quanto afferma san Giovanni nella sua lettera: \u00abNoi abbiamo riconosciuto l&#8217;amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>Suora! <em>Oltre lo stereotipo di un\u2019accezione negativa<\/em><\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Partiamo cos\u00ec, con questa parola che risuona nel cortile e che va oltre lo \u00abstereotipo\u00bb di un\u2019accezione negativa per riscoprire la carica di affetto e di senso. Spesso gli adulti che sentono i ragazzi pronunciare questa parola in oratorio credono che sia un loro modo poco rispettoso di rivolgersi a una religiosa. Per chi \u00e8 consacrata e vive il quotidiano gomito a gomito con loro, invece, \u00e8 una parola carica di affetto. Dentro quel \u00absuora!\u00bb c\u2019\u00e8 il grido di ragazzi e giovani che vedono in quel volto femminile una mamma, sorella, amica, compagna; e c\u2019\u00e8 uno sguardo che per tanti, restituisce alla vita, perch\u00e9 in quella relazione si sentono a casa, amati. I ragazzi sono carichi di domande e curiosit\u00e0 circa la vita di un consacrato: \u00abMa tu, vivi qui? Cosa fate tutto il giorno? Quanto guadagni al mese? Davvero non potete sposarvi e avere figli? Ma tu vai vestita cos\u00ec anche a fare la spesa? Puoi uscire? Come fai a credere in Dio? La tua vita non \u00e8 inutile?\u00bb. La nostra scelta di vita rimane anche oggi un forte interrogativo o, come avrebbe detto Madeleine <a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Madeleine_Delbr%C3%AAl\">Delbr\u00eal<\/a>, \u00absappiamo che per mezzo di Te noi siamo diventati la cerniera di carne, la cerniera di grazia verso il Padre di ogni vita\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[ii]\u00a0<\/a>\u00a0I ragazzi mettono a nudo, sanno cogliere, intuire la verit\u00e0 della tua vita e sono loro che ti ricordano chi sei e per chi sei! Come \u00e8 capitato poco tempo fa con M., 17 anni, che durante una conversazione sulla ricchezza mi ha detto: \u00abTaci tu che sei ricca solo d\u2019amore!\u00bb. O come quando i ragazzi pi\u00f9 <em>tamarri<\/em> del cortile delle superiori, alla fine di una giornata in oratorio, ti chiedono di accompagnarli a casa \u00abper poter stare ancora un po\u2019 insieme\u00bb. Risuonano le parole di Ges\u00f9: \u00abper loro io consacro me stesso!\u00bb (Gv 17,19); e allora quel grido, \u00absuora!\u00bb, diventa per noi una continua chiamata alla santit\u00e0, un continuo ritorno a Dio! Una suora in cortile diventa perci\u00f2 un appello all\u2019indicazione che il Signore consegna nella sua Parola: \u00abDate loro voi stessi da mangiare!\u00bb <em>(<\/em><em>Mt 14,16<\/em><em>) <\/em>e rende possibile l\u2019applicazione di uno dei criteri della pastorale giovanile, il dono di s\u00e9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <em>darsi di Dio a noi<\/em> deve corrispondere al nostro pieno e totale <em>darci a Dio e ai fratelli.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00abLa donazione rende conto della qualit\u00e0 della presenza in cortile, che non \u00e8 da pensarsi nella logica dell\u2019intrattenimento, ma di una testimonianza credibile capace di autentica perdita di s\u00e9 a favore dell\u2019altro\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iii]\u00a0<\/a><\/span><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong> La vita consacrata sostiene gli oratori o viceversa? Sono vere entrambe le affermazioni: non l\u2019una senza l\u2019altra.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chi entra in oratorio cerca qualcuno da cui essere visto. Certo, cerca prima di tutto un pallone, una racchetta da ping-pong, ma niente pu\u00f2 sostituire la forza di uno sguardo. \u00abChi sono se nessuno mi guarda?\u00bb. Per un po\u2019 di tempo, in una delle strade di Torino, \u00e8 rimasta questa scritta prima di essere coperta a causa di lavori stradali. \u00c8 una domanda che sfida potentemente tutta la societ\u00e0, la Chiesa e quanti con passione hanno a cuore il bene e l\u2019educazione dei giovani. L\u2019esperienza fondamentale della vita consacrata \u00e8 quella di uno sguardo ricevuto senza meriti ed \u00e8 per questo motivo che pu\u00f2 essere la risposta vera alla domanda presente nel cuore di ogni ragazzo che entra nel cortile dell\u2019oratorio. Significativa \u00e8 l\u2019esperienza di don Claudio Burgio che sintetizza il suo libro \u00abNon esistono ragazzi cattivi\u00bb in questa affermazione: \u00abI ragazzi \u2013 da sempre, ma oggi in modo particolare \u2013 hanno bisogno di essere visti. Molte delle loro condotte a rischio o devianti non sono altro che richieste di aiuto. A volte il male che fanno \u00e8 un modo per farsi notare\u00bb. Ecco allora che la presenza della vita consacrata negli oratori offre ai ragazzi ci\u00f2 di cui ha fatto esperienza: la gratuit\u00e0 di un amore ricevuto che diventa perci\u00f2 un amore donato, \u00absprecato\u00bb. \u00abLa vita si rafforza donandola e si indebolisce nell\u2019isolamento\u00bb<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[iv]<\/a>, scrisse papa Francesco. Lo specifico della vita consacrata infatti \u00e8 il perdere la propria vita. La nostra presenza in oratorio sconvolge proprio perch\u00e9 \u00absiamo nel mondo, ma non del mondo\u00bb (Gv 17,11-16) perch\u00e9 la nostra vita dice radicalit\u00e0 con un pizzico di follia, la follia dell\u2019amore. Il nostro esserci dice ai giovani, agli adulti, ai bambini che la loro vita \u00e8 degna di essere vissuta fino all\u2019ultimo respiro, fino al punto che qualcuno decide di donare la propria vita per loro, perch\u00e9 il Signore ha promesso \u00abVita in abbondanza\u00bb (Gv 10,10). In quanto educatori siamo chiamati, come ci insegnava don Bosco, ad accogliere ogni ragazzo sapendo che ha un punto accessibile al bene,<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[v]<\/a> per accompagnarlo a crescere integralmente. Non possiamo quindi accontentarci solo di educare il fisico con il gioco, o la mente con il doposcuola, o l\u2019anima con la preghiera, ma tutte queste dimensioni devono essere vissute e curate perch\u00e9 il giovane cresca armonicamente. Quindi, come il Signore ha donato la sua vita per ciascuno di noi, cos\u00ec un consacrato richiama con la propria scelta questa promessa di bene e la meta verso cui siamo chiamati: il Paradiso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Se \u00e8 vero tutto quello che abbiamo scritto, \u00e8 da richiamare l\u2019esperienza del Signore Ges\u00f9 che ha potuto darsi, perdersi, consumarsi solo nell\u2019amore del Padre, nel suo completo abbandono. Come diceva Chiara Corbella, la cosa pi\u00f9 importante nella vita \u00e8 \u00abamare e lasciarsi amare\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[vi]\u00a0<\/a>L\u2019oratorio per la vita consacrata diventa esperienza del lasciarsi amare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 il caso di R. che, per la sua storia familiare, non aspetteresti mai che ti dica: \u00abSuora, ti vorr\u00f2 per sempre bene!\u00bb. Oppure di M., un diciottenne <em>tamarro<\/em>, carrozziere, tatuato, che ti chiede di non andartene mai dall\u2019oratorio \u00abperch\u00e9 in fondo tu sei l\u2019unica con cui parlo davvero\u00bb! O ancora, quando vedi vite ripartire, ragazzi tornare a sorridere, sognare, desiderare, senza aver paura di sporcarsi le mani per raggiungere i loro obiettivi. In queste occasioni, si tocca con mano la Grazia, la Provvidenza di Dio che accompagna nel cammino; si sperimenta il profumo del Paradiso. Anche le sfide educative e gli insuccessi possono sostenere la vita consacrata se si imparano a viverli con il Signore. \u00c8 il caso di alcuni ragazzi del cortile poco rispettosi degli adulti, prepotenti con i pi\u00f9 piccoli; ragazzi buoni, ma capricciosi, con poche risorse emotive e cognitive. Rimanere in relazione con loro \u00e8 stato sfidante: siamo arrivati a convocare le famiglie e a stipulare un patto educativo per la preoccupazione che nutrivamo per loro. A distanza di un anno possiamo dire che ci\u00f2 che abbiamo vissuto insieme forse non ha portato i frutti che speravamo, o solo in minima parte. Anche questo ci ricorda che solo il Signore ha la chiave dei nostri cuori, ma non forza mai la nostra libert\u00e0; ci insegna ad amare come Ges\u00f9, senza fare affidamento sulle nostre forze d\u2019amore perch\u00e9 siamo poveri e solo l\u2019amore di Cristo pu\u00f2 portare ad amare i nemici, cio\u00e8 le persone con cui facciamo pi\u00f9 fatica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0 \u00a03. <\/strong><strong>Parole incomprensibili: castit\u00e0, povert\u00e0, obbedienza. <em>L\u2019attualit\u00e0 di queste parole nella vita del cortile<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong><em>Castit\u00e0<\/em>: non sei mio. Un amore che non lega<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><em>Povert\u00e0<\/em>: c\u2019\u00e8 spazio per te. Ti do quello che sono<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><em>Obbedienza<\/em>: sono qui per te. Accogliere la realt\u00e0 com\u2019\u00e8<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Possiamo immaginare il nostro mondo come il grande deserto del Sahara. La vita consacrata \u00e8 come le oasi, d\u00e0 la possibilit\u00e0 di guardare da un\u2019altra prospettiva e di avere cos\u00ec sete di vita vera. Il documento <em>Vita Consacrata<\/em>, al numero 87, definisce i consigli evangelici come una \u00abterapia spirituale\u00bb per l\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 rendono in qualche modo visibile il Dio vivente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La <em>castit\u00e0<\/em> conosciuta e abbracciata come la potenza dell\u2019amore di Dio nella nostra vita, di fronte alla cultura edonistica imperante, che riduce l\u2019amore all\u2019istinto, al possesso, all\u2019assenza di legami, pu\u00f2 ricordare la forza e la verit\u00e0 dell\u2019amore. \u00abIl voto di castit\u00e0 della vita consacrata testimonia come in Cristo sia possibile amare Dio con tutto il cuore, ponendolo al di sopra di ogni altro amore, e amare cos\u00ec, con la libert\u00e0 di Dio, ogni creatura\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[vii]\u00a0<\/a>I ragazzi che vediamo in cortile pensano all\u2019amore nella logica \u00abusa e getta\u00bb: le ragazze fanno le sfilate nel campo da calcio per farsi notare e i maschi le attirano illudendole. Talvolta assistiamo a litigi che non hanno una profonda motivazione, ma che sono sufficienti per far terminare amicizie anche di lunga data. La vita consacrata, invece, prova a scardinare questo modo di intendere l\u2019amore facendo sempre il primo passo per conoscere tutti i ragazzi che arrivano; essere mediatori di pace, riconciliazione, bont\u00e0 durante i litigi; provare a non reagire come alcuni adulti con poche risorse educative, anche davanti ai loro sbagli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>L\u2019obbedienza <\/em>accolta come la certezza di avere un Padre che si prende cura dei propri figli contrasta l\u2019uso distorto della propria libert\u00e0 intesa come l\u2019essere liberi da tutto. L\u2019obbedienza invece pu\u00f2 ricordare la forza e la verit\u00e0 della libert\u00e0 facendo esperienza della pienezza della vita solamente nel servizio, nel prendersi cura dell\u2019altro proprio come Ges\u00f9 ha fatto. \u00c8 facile incontrare in cortile ragazzi che \u00abbastano a s\u00e9 stessi\u00bb, che, in modo sfidante, si presentano come in grado di cavarsela da soli, molto spesso perch\u00e9 delusi da figure educative familiari a volte assenti. La vita consacrata pu\u00f2 perci\u00f2 raccontare nel concreto cosa voglia dire non tanto <em>essere liberi di<\/em> far tutto ci\u00f2 che si vuole, ma di <em>essere liberi per <\/em>far tutto ci\u00f2 che l\u2019amore e il bene degli altri richiede. \u00c8 camminare con i ragazzi per tornare a essere figli!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E infine la <em>povert\u00e0<\/em><strong>,<\/strong> intesa come possibilit\u00e0 di testimoniare Dio come vera ricchezza del cuore umano di fronte a un materialismo avido di possesso, disattento verso le esigenze e le sofferenze dei pi\u00f9 deboli. La povert\u00e0 pu\u00f2 aiutare a riflettere sulla <em>forza e la verit\u00e0 della propria debolezza.<\/em> La fatica pi\u00f9 grande dei giovani che si incrociano in oratorio \u00e8 quella di accogliere la propria storia con le possibili ferite e di mostrarsi perci\u00f2 agli altri senza maschere.<\/span><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong> Alle 17.30 tutto si ferma<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong>Nella tradizione degli oratori salesiani c\u2019\u00e8 un momento nel pomeriggio in cui tutto si ferma: \u00e8 la preghiera delle 17.30. \u00c8 sicuramente una sfida di oggi fermare un numero imprecisato di ragazzi di diversa provenienza geografica e diversa religione, per poter ascoltare insieme una buona parola e affidare tutto nella preghiera. A seconda delle usanze dell\u2019oratorio si alternano le voci degli educatori insieme a quelle dei religiosi. Si pu\u00f2 partire da un fatto concreto di cronaca, da una festa liturgica o legata alla famiglia religiosa o da una festa laica, da un\u2019esperienza personale, dal richiamare alcune buone prassi del posto o dal Vangelo stesso. Il tempo della preghiera \u00e8 l\u2019occasione per guardarsi in faccia, per riconoscersi figli e fratelli, per sapersi parte di una comunit\u00e0 che fa spazio a tutti!\u00a0Nel nostro contesto di periferia a prevalenza musulmana e ortodossa, perch\u00e9 pregare il Dio di Ges\u00f9 Cristo? Per ricordare a noi adulti il senso del tempo condiviso con i ragazzi che non pu\u00f2 fermarsi alla dimensione orizzontale della vita; per insegnare ai ragazzi \u2013 come gi\u00e0 accennato precedentemente \u2013, che la persona, qualunque sia il credo che professi, non \u00e8 solo corpo o mente, ma anche cuore, anima; per poterli raggiungere con un saluto e una buona parola; perch\u00e9 abbiano la possibilit\u00e0 di conoscere il Salvatore.<\/span><\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong> L\u2019 eredit\u00e0 di don Bosco: una passione per le anime, la sua passione, la sua creativit\u00e0, il metodo, lo stile<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00abDammi le anime e toglimi tutto il resto\u00bb<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[viii]<\/a>. Questa l\u2019insegna che don Bosco aveva in camera e che attir\u00f2 l\u2019attenzione di Domenico Savio. Il giovane intu\u00ec che in oratorio si faceva \u00abcommercio di anime\u00bb, ma non di certo per una scritta appesa a un muro. Era la persona stessa di don Bosco a dire con la sua vita che sarebbe stato disposto a tutto, \u00abpersino a strisciare la lingua fino a Superga\u00bb, pur di salvare un\u2019anima. Il Santo dei giovani sapeva attirarli guardando ai loro bisogni primari: una casa in cui sentirsi accolti, un cortile in cui giocare con gli amici, una scuola per imparare a vivere o un lavoro per potersi mantenere, e una Chiesa per conoscere il Dio della vita. Sicuramente il buon Dio ha donato a don Bosco un cuore grande come le arene del mare e doni soprannaturali. Era consapevole che nessuno amava i ragazzi come lui, con la sua dolcezza e fermezza. Ogni fibra del suo essere era per loro, al punto che tutti i ragazzi si sentivano i suoi preferiti! \u00abNon ebbe a cuore altro che le anime\u00bb<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[ix]<\/a>: chi l\u2019ha visto sul letto di morte testimonia di un uomo consumato per amore. Tra i tanti segreti educativi, nell\u2019eredit\u00e0 che raccogliamo di questo Padre dei giovani, ricordiamo in particolare la parola all\u2019orecchio. Una parola, cio\u00e8, detta al momento giusto, nel modo giusto, meglio se personalmente, a bassa voce, nell\u2019informalit\u00e0 del cortile. Questa parola all\u2019orecchio \u00e8 capace di grandi trasformazioni: \u00abCome stai? E di anima, come stai?\u00bb; \u00abPensa a Dio e sarai pi\u00f9 buono e contento\u00bb. Chi tra noi adulti ha sperimentato nella sua vita di ragazzo questa parola all\u2019orecchio, conosce veramente la potenza affettiva di una parola trasformante. Era il 2017, in missione in Romania. Ero fidanzata, ma vivevo una forte inquietudine interiore stando con i ragazzi, soprattutto i pi\u00f9 poveri. Avevo grandi domande, anche su Dio. Il giorno prima di tornare a casa, in cappellina, raccolta in preghiera, il salesiano che ci accompagnava mi disse \u00abPer stare in piedi davanti al mondo bisogna stare in ginocchio davanti a Dio\u00bb. Solo dopo tempo scoprii che era una frase di don Oreste Benzi, un altro santo, dedito ai pi\u00f9 poveri della strada!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche a distanza di dieci anni quelle parole non mi hanno mai lasciata in pace: sono diventate costante strumento di verifica e, soprattutto negli anni, nelle diverse situazioni incontrate, hanno assunto una verit\u00e0 tutta speciale!<\/span><\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong>Vita consacrata maschile e femminile insieme<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La vita consacrata femminile, all\u2019interno del carisma salesiano, \u00e8 chiamata a manifestare l\u2019amore materno e la sollecitudine di Maria. Don Bosco ha iniziato a interrogarsi sulla vita religiosa femminile al momento della morte di sua mamma, Margherita, che lo aiutava nelle faccende di casa e nella cura dei ragazzi. Il femminile in oratorio, soprattutto in un quartiere sfidante come quello di Barriera di Milano, chiede continuamente di custodire, di portare dentro <em>le vite<\/em> che ci vengono consegnate. Siamo chiamate a far fiorire la nostra consacrazione come madri e ad essere, anche per la comunit\u00e0 salesiana, delle sorelle. La nostra presenza di Figlie di Maria Ausiliatrice all\u2019interno dell\u2019opera ha la possibilit\u00e0 di raggiungere pi\u00f9 facilmente la sensibilit\u00e0 delle ragazze e di accorgerci, come ha fatto Maria, quando manca il \u00abvino buono\u00bb. II nostro essere pensate da don Bosco fin dall\u2019inizio come \u00abmonumento vivo di gratitudine a Maria Ausiliatrice\u00bb ci chiama ad essere presenza di pace per camminare insieme e per aiutarci a riconoscere la voce e il volto del Signore della vita. I salesiani, invece, sono chiamati a essere il volto di don Bosco che condivide il quotidiano e accompagna con forza e dolcezza verso Dio. Loro sono gli argini, il limite, il confine necessari per dare forma alla bellezza. Anche per la vita consacrata femminile sono mediazione di don Bosco e chiamati a custodire la nostra vocazione. Scegliere pastoralmente di vivere e lavorare insieme significa garantire ai ragazzi, alle famiglie, agli anziani, il calore di una casa in cui il maschile e il femminile sono tutelati.\u00a0Anche per la vocazione di consacrati questo tipo di condivisione \u00e8 profetico in quanto custodisce reciprocamente l\u2019unicit\u00e0 della propria chiamata.<\/span><\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><span style=\"color: #000000;\"><strong> Diverse vocazioni per il bene dei giovani<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00abLo sguardo attento di chi \u00e8 stato chiamato a essere padre, pastore e guida dei giovani consiste nell\u2019individuare la piccola fiamma che continua ad ardere, la canna che sembra spezzarsi ma non si \u00e8 ancora rotta. \u00c8 questa la capacit\u00e0 di individuare percorsi dove altri vedono solo muri, \u00e8 il saper riconoscere possibilit\u00e0 dove altri vedono solo pericoli. Cos\u00ec \u00e8 lo sguardo di Dio Padre, capace di valorizzare e alimentare i germi di bene seminati nel cuore dei giovani. Il cuore di ogni giovane deve pertanto essere considerato \u201cterra sacra\u201d, portatore di semi di vita divina e davanti al quale dobbiamo \u201ctoglierci i sandali\u201d per poterci avvicinare e approfondire il mistero.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[x]\u00a0<\/a>Come direbbe don Bosco, \u00e8 necessario coltivare \u00abi naturali\u00bb, cio\u00e8 quelle propensioni della persona attraverso cui \u00e8 possibile ascoltare la chiamata di Dio e attraverso cui la sua voce si fa pi\u00f9 chiara anche per altri. Ecco perch\u00e9 quando si educa \u00e8 importante non essere soli. I nostri ragazzi, la societ\u00e0, il mondo ci chiede comunione, unit\u00e0, umanit\u00e0! Ecco perch\u00e9 negli ultimi tempi del magistero di papa Francesco la parola sinodalit\u00e0 riecheggiava in modo speciale, persino insistente. Siamo tutti chiamati ad una conversione per tornare a essere chi siamo in quanto trinitari, cio\u00e8 relazione. Quindi, \u00e8 bene che a prendersi cura di un giovane che cresce ci sia tutta una comunit\u00e0, nella variet\u00e0 dei suoi carismi: consacrati, famiglie, giovani, adulti, laici nonni, uomini e donne in cammino e in ricerca, che si pongono accanto al ragazzo, e non davanti! Questa in fondo \u00e8 l\u2019esperienza che, in quanto esseri umani, viviamo fin dalla nascita: una mamma e un pap\u00e0 che si prendono cura del figlio, ben consapevoli che senza i nonni, gli zii, gli amici non resisterebbero! Cos\u00ec \u00e8 anche la Chiesa!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>* direttrice della comunit\u00e0 FMA del Michele Rua e coordinatrice della pastorale giovanile diocesi di Torino\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">**<em> juniores fma<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Tratto da Orientamenti Pastorali 9(2026). EDB. Tutti i diritti riservati<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> Benedetto XVI, <em>Deus caritas est<\/em>, n. 1.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a> M. Delbr\u00eal, <em>Il piccolo monaco<\/em>, Gribaudi, Torino 1990, cit. da <em>Liturgia laica<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iii]<\/a> S. Rossano, <em>Evangelizzazione e educazione dei giovani,<\/em> p. 202<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[iv]<\/a> Francesco, Esortazione apostolica <em>Evangelii gaudium<\/em> (24 novembre 2013), n. 223.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[v]<\/a> G. Bosco, <em>Memorie Biografiche di san Giovanni Bosco,<\/em> Vol. V, p. 367.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[vi]<\/a> C. Corbella Petrillo, <em>Lettera al figlio Francesco. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[vii]<\/a> Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica <em>Vita consecrata<\/em> (25 marzo 1996), n. 88.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[viii]<\/a> G. Lemoyne, <em>Memorie biografiche di don Giovanni Bosco<\/em>, vol. V, p. 478.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[ix]<\/a> <em>Ivi,<\/em> vol. XI, p. 45.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[x]<\/a> Francesco, Esortazione apostolica <em>Christus vivit<\/em> (25 marzo 2019), n. 67.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>suor Carmela Busia* &#8211; suor Francesca Tamborrino** &#8211; C\u2019\u00e8 una realt\u00e0 profetica nella periferia di Torino dove si prova a condividere la vita come Salesiani &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4492,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[434,158],"class_list":["post-4491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-oratorio","tag-vita-consacrata"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4491"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4497,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4491\/revisions\/4497"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}