{"id":4466,"date":"2026-08-31T16:51:09","date_gmt":"2026-08-31T14:51:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4466"},"modified":"2026-08-31T16:51:09","modified_gmt":"2026-08-31T14:51:09","slug":"dalla-crisi-climatica-al-prezzo-della-benzina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/08\/31\/dalla-crisi-climatica-al-prezzo-della-benzina\/","title":{"rendered":"Dalla crisi climatica al prezzo della benzina"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Giuseppe Savagnone *<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; L\u2019eccezionale ondata di caldo che in queste settimane ha messo in ginocchio l\u2019Europa e l\u2019Italia \u00e8 stata oggetto di innumerevoli articoli e notiziari, ma \u00e8 stata variamente interpretata. Se ne \u00e8 spesso parlato come di una semplice ricorrenza periodica, gi\u00e0 verificatasi in passato e che rientra esclusivamente nelle fisiologiche oscillazioni dei cicli naturali.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Una narrazione che, per\u00f2, contrasta con quanto la comunit\u00e0 scientifica documenta da decenni. I dati e gli studi disponibili indicano con chiarezza che fenomeni di questo tipo rientrano in quel processo di progressivo riscaldamento del nostro pianeta che sta determinando lo scioglimento dei ghiacci sulle nostre montagne e, cosa assai pi\u00f9 grave, nei due poli, determinando un innalzamento del livello dei mari, con la prevedibile scomparsa di intere citt\u00e0 costiere. <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 ancora la comunit\u00e0 scientifica a spiegare che questo allarmantissimo fenomeno \u00e8 determinato \u2013 o almeno fortemente alimentato \u2013 dal ruolo dell\u2019uomo, in particolare dall\u2019uso dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale), che, quando vengono utilizzati, liberano grandi quantit\u00e0 di anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>) nell\u2019atmosfera. La CO<sub>2 <\/sub>produce infatti \u201cl\u2019effetto serra\u201d, lasciando entrare la luce del Sole, ma trattenendo il calore che la Terra sprigiona. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Il risultato di detto processo \u00e8 un aumento della temperatura media della Terra di circa 1,4\u00b0C rispetto all\u2019epoca preindustriale; il 2024 e il 2025 hanno addirittura superato la soglia di 1,5\u00b0C.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Se si parte da questa lettura, garantita dall\u2019autorit\u00e0 della grande maggioranza degli scienziati, oltre a registrare i disagi per la soffocante calura e per i suoi effetti immediati sull\u2019ambiente, \u00e8 necessario porsi la domanda su ci\u00f2 che gli esseri umani \u2013 e in concreto gli Stati \u2013 devono fare per fermare questa deriva. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Il problema \u00e8 politico. E sorprende che di questo aspetto sui nostri mezzi di informazione si sia parlato pochissimo. Ha avuto immensamente pi\u00f9 spazio, nell\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica, la questione dei flussi migratori, che, pur di grande rilievo, \u00e8 meno decisiva per le sorti del nostro pianeta di quella climatica, da cui peraltro in parte dipende (\u00e8 l\u2019avanzare della desertificazione che spinge intere popolazioni ad abbandonare la loro terra).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Risposte politiche diverse<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le risposte politiche alla questione del riscaldamento globale, per\u00f2, sono molto diverse. L\u2019amministrazione di Donald Trump considera il cambiamento climatico \u00abuna bufala\u00bb e ha perci\u00f2 incrementato la produzione di petrolio e gas, riducendo gli incentivi per le energie rinnovabili ed eliminando le normative federali che riconoscevano i gas serra come una minaccia per la salute e l\u2019ambiente. Una scelta, quest\u2019ultima, particolarmente grave, perch\u00e9 gli Stati Uniti sono al secondo posto, dopo la Cina, nell\u2019emissione di CO<sub>2. <\/sub><\/span><span style=\"color: #000000;\">Da qui anche la scelta del governo americano di uscire dalla Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici, a cui partecipano 198 Nazioni. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Opposta a questa linea \u00e8 quella dell\u2019Unione Europea, che nel 2019 ha lanciato il Green Deal, \u201cil Patto verde\u201d, fortemente voluto dalla Commissione Europea, sotto la guida della sua presidente Ursula von der Leyen, che ne ha fatto il pilastro centrale del proprio mandato politico. L\u2019obiettivo del Green Deal era di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e rendere l\u2019Europa il primo continente a impatto climatico zero al mondo. <\/span><span style=\"color: #000000;\">L\u2019idea di fondo era quella di poter svincolare la crescita economica dall\u2019uso delle risorse naturali nel campo dell\u2019energia, sostituendo i combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale, destinati prima o poi ad esaurimento) con le fonti energetiche rinnovabili (eolico e solare fotovoltaico).\u00a0 <\/span><span style=\"color: #000000;\">In linea con questo progetto, tutte le attivit\u00e0 produttive avrebbero dovuto essere progressivamente orientate all\u2019eliminazione delle emissioni di CO<sub>2. <\/sub>L\u2019esempio pi\u00f9 noto \u00e8 quello dell\u2019industria automobilistica, a cui veniva data la scadenza del 2030 per produrre nuove automobili che riducano del 55% queste emissioni, e quella del 2035 per una riduzione del 90%. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Di fatto l\u2019Europa si \u00e8 mossa con decisione in questa direzione. Oggi nel nostro continente circolano circa 5,7 milioni di auto elettriche. In Norvegia costituiscono praticamente la totalit\u00e0 delle nuove immatricolazioni; in Danimarca l\u201980,1%; in Finlandia il 52,6%; nei Paesi Bassi il 47,3%; in Belgio il 42,8%; in Svezia il 42,6%; in Francia il 35%; in Germania il 29,3%.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>La posizione del governo italiano<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel nostro Paese, invece, la quota \u00e8 del 5,9%. E non \u00e8 un caso. Perch\u00e9 il governo italiano \u00e8 stato di fatto il pi\u00f9 vicino alla linea di Trump nei confronti del problema del riscaldamento globale, spesso minimizzato come frutto di una visione ideologica, piuttosto che come un innegabile dato scientifico. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Di conseguenza, anche l\u2019adesione al Green Deal \u2013 che Meloni e Salvini hanno ereditato dai governi precedenti, dopo la vittoria elettorale del 2022 \u2013 \u00e8 stata costellata di riserve. La nostra <em>premier<\/em>, che gi\u00e0 aveva attaccato \u00abl\u2019ambientalismo ideologico\u00bb nel suo discorso all\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu, ha ripetutamente stigmatizzato con durezza le \u00abfollie verdi\u00bb che a suo avviso danneggiano l\u2019industria italiana ed europea. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Alla vigilia del Consiglio europeo del giugno 2026, Meloni ha dichiarato in Senato che l\u2019Italia continuer\u00e0 a sostenere un \u00abambizioso percorso di riduzione delle emissioni\u00bb. E, a questo proposito, la <em>premier<\/em> ha ritenuto di poter smentire le accuse di trascurare il problema: \u00abCon il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili\u00bb. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Dall\u2019altro, per\u00f2, ha aggiunto: \u00abNoi vogliamo abbandonare quell\u2019approccio ideologico che ha caratterizzato la stagione del Green Deal, per abbracciare un pragmatismo serio e ben ancorato al principio di neutralit\u00e0 tecnologica\u00bb (formula con cui si intende un approccio flessibile che permette l\u2019utilizzo di tutte le opzioni in maniera complementare, in base alla loro efficacia nel ridurre le emissioni). <\/span><span style=\"color: #000000;\">Molto pi\u00f9 esplicito il vicepremier Salvini, che in un\u2019intervista ha dichiarato senza mezzi termini: \u00abUn\u2019Europa sana, domani mattina, come ha fatto Trump, cancella il Green Deal\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>I fatti<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il risultato, di fatto, \u00e8 che l\u2019impulso dato da questo governo alle energie rinnovabili per produrre elettricit\u00e0 \u00e8 rimasto abbastanza debole. In base al principio di neutralit\u00e0 tecnologica il governo Meloni ha prorogato l\u2019utilizzo delle centrali a carbone fino al 2038; ha chiesto la sospensione dei cosiddetti ETS, il sistema europeo che impone un prezzo alle emissioni di CO<sub>2<\/sub> per ridurre l\u2019inquinamento e ha pressato l\u2019UE per ottenere il rinvio dello stop ai veicoli inquinanti nel 2035, considerandolo \u00abesempio di un approccio autodistruttivo\u00bb. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Il fatto che si sia raggiunto oggi \u00abil massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili\u00bb \u00e8 relativo all\u2019Italia, ma non pu\u00f2 far dimenticare il ritardo rispetto a ci\u00f2 che si \u00e8 fatto altrove. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Basta fare il confronto con un Paese per molti versi simile al nostro dal punto di vista climatico: in Spagna il fabbisogno di elettricit\u00e0 coperto da fonti rinnovabili, che era al 37% nel 2019, \u00e8 passato al 55% nel 2025. In Italia, nello stesso arco di tempo, dal 40% siamo arrivati solo al 48%. Cosicch\u00e9 il nostro Paese ha il 44% dell\u2019energia elettrica generata ancora da impianti a gas, contro il 19% della Spagna.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">La ricaduta sui consumatori \u2013 famiglie e imprese \u2013 non \u00e8 indifferente. Le energie rinnovabili consentono di abbassare molto i costi, e ci\u00f2 sarebbe ancora pi\u00f9 evidente per un Paese, come l\u2019Italia, che deve importare dall\u2019estero il 90% del gas che alimenta le sue centrali termoelettriche. Non stupisce che gli spagnoli paghino l\u2019elettricit\u00e0 fra il 30 e il 40% in meno rispetto agli italiani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Insomma, se l\u2019Italia paga l\u2019energia pi\u00f9 degli altri Paesi europei \u00e8 perch\u00e9 dipendiamo pi\u00f9 degli altri dalle fonti fossili, dal gas in particolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>La svolta dell\u2019Europa sul Green Deal e il permanere delle differenze<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il punto \u00e8 che anche l\u2019UE, ultimamente, ha molto diluito il progetto del Green Deal. Le cause sono state molte. La guerra in Ucraina ha scatenato una crisi energetica che ha spaventato molti governi, spingendoli, invece che a schiacciare l\u2019acceleratore sulle rinnovabili, a cercare nuovo gas in Algeria e negli Stati Uniti. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Nel frattempo, in seguito alle elezioni europee del giugno 2024, la composizione politica delle istituzioni dell\u2019Unione Europea \u00e8 cambiata, con una decisa virata a destra sia all\u2019interno del Parlamento che della Commissione, frammentando la maggioranza di governo su cui von der Leyen aveva potuto contare quando, cinque anni prima, aveva lanciato il Green Deal.\u00a0 Il suo stesso partito, il PPE, si \u00e8 sempre pi\u00f9 spostato a destra, sfruttando cos\u00ec la sua posizione cruciale per influenzare l\u2019agenda legislativa e moderare le ambizioni iniziali del \u201cPatto verde\u201d. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec, nel febbraio del 2025, l\u2019UE ha varato, in sostituzione del pi\u00f9 rigoroso piano precedente, il Clean Industrial Deal, che prevede una politica industriale pi\u00f9 sostenibile, alla luce delle gravi difficolt\u00e0 createsi per l\u2019Europa sul piano internazionale. Come chiedeva l\u2019Italia, la scadenza del 2035 per la conformit\u00e0 agli Standard sulle Emissioni \u00e8 stata spostata di due anni, dando pi\u00f9 tempo ai produttori di auto. Inoltre, con un importante cambio di rotta la Commissione ha approvato l\u2019uso dei fondi Recovery and Resilience Facility (RRF) \u2013 originariamente destinati a sostenere l\u2019azione per affrontare il cambiamento climatico, oltre che alla ripresa economica post-pandemia e alla digitalizzazione \u2013 per gli investimenti nella spesa militare, cosicch\u00e9 molti finanziamenti sono stati spostati sull\u2019industria bellica.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Sebbene il governo Meloni abbia presentato questi cambiamenti come un\u2019adesione alla linea dell\u2019Italia, resta una notevole distanza tra il punto di vista del nostro Paese e il modo in cui l\u2019Europa guarda alla questione climatica e alle priorit\u00e0 che essa comporta. Significativo il fatto che \u2013 cedendo alle reiterate pressioni del governo italiano, che chiedeva l\u2019autorizzazione a sforare il Patto di stabilit\u00e0 per far fronte alla crisi energetica determinata dalla guerra con l\u2019Iran \u2013\u00a0\u00a0 la Commissione europea l\u2019abbia concessa a patto che il maggiore <em>deficit<\/em> serva a promuovere investimenti volti ad accelerare la transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Un implicito ammonimento e una precisa indicazione a un governo che i soldi avrebbe preferito spenderli per obiettivi pi\u00f9 a breve scadenza.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Come quello di calmierare il prezzo della benzina, impennatosi in Italia pi\u00f9 che altrove, data la scelta di continuare a privilegiare le auto tradizionali rispetto a quelle elettriche, perch\u00e9 la benzina e il gasolio derivano dal petrolio, il cui prezzo \u00e8 molto aumentato con la guerra all\u2019Iran. Cos\u00ec il nostro governo \u2013 che ha sempre contestato come ideologica la corsa alla liberazione dalla dipendenza dal petrolio, invocando il primato dei nostri interessi nazionali rispetto al bene comune del pianeta \u2013 si sta trovando a spendere miliardi per tamponare, senza peraltro riuscirci, una situazione di emergenza, in larga misura effetto di quella linea.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un\u2019occasione, forse, per chiedersi se davvero la ricerca dell\u2019utile particolare a scapito del bene di tutti sia la scelta pi\u00f9 vantaggiosa, per gli Stati come per i singoli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>* responsabile del sito &#8220;Tuttavia&#8221; dell\u2019Ufficio per la Pastorale della cultura dell\u2019Arcidiocesi di Palermo<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">www.tuttavia.eu\/dalla-crisi-climatica-al-prezzo-della-benzina\/<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Savagnone * &#8211; L\u2019eccezionale ondata di caldo che in queste settimane ha messo in ginocchio l\u2019Europa e l\u2019Italia \u00e8 stata oggetto di innumerevoli articoli &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4455,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[430],"class_list":["post-4466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-inquinamento"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4466"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4467,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4466\/revisions\/4467"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}