{"id":4428,"date":"2026-07-26T20:25:56","date_gmt":"2026-07-26T18:25:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4428"},"modified":"2026-07-26T20:25:56","modified_gmt":"2026-07-26T18:25:56","slug":"annunciatori-di-una-vita-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/07\/26\/annunciatori-di-una-vita-nuova\/","title":{"rendered":"Annunciatori di una vita nuova"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Domenico Sigalini *<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Se vogliamo essere annunciatori di una vita nuova, \u00e8 necessario averla incontrata o almeno sognata o meglio ancora provata sulla nostra pelle, nei nostri giorni quotidiani. \u00c8 d\u2019obbligo allora rifarci a quel giovane del Vangelo di Marco (10,17-31), che pu\u00f2 essere la nostra immagine, che ha provato l\u2019ebbrezza di una vita nuova che significa piena, senza limiti, invasa dalla felicit\u00e0, da sogno, quella che produce la nostra immaginazione e ci sentiamo regalata da esperienze di completezza, di soddisfazione, di sorpresa, oltre ogni nostra immaginazione. Almeno l\u2019ha saputa immaginare e l\u2019ha voluta veramente. Ciascuno di noi si trova qualche volta a sognare, a immaginare come potrebbe essere bella la vita se\u2026, come potrebbe portare gioia a tutti se\u2026, come risulterebbe balsamo e forza per i tanti sfortunati che incontriamo se\u2026 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma, a ostacolare questi sogni, ci sono alcune sfide \u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La prima \u00e8 una domanda destabilizzante che tutti, prima o poi, ci poniamo: Io chi sono? Che cosa o chi \u00e8 che mi definisce? Sono almeno due gli elementi che ci aiutano a capire perch\u00e9 la domanda \u00e8 cos\u00ec insistente: la nostra relazione con Dio e quella con il prossimo. Chi ci ha preceduto, e forse anche noi nella fanciullezza e nella prima adolescenza, \u00e8 cresciuto con la profonda convinzione di essere fatti a immagine di Dio, come il tu di un Dio personale. Dio \u00e8 l\u2019essere in cui rispecchiarsi e a cui configurarsi, in cui trovare il senso della vita e della morte, della buona e della cattiva sorte, del presente e del futuro. Oggi, invece, viviamo un\u2019epoca nella quale l\u2019uomo non crede pi\u00f9 alla centralit\u00e0 di Dio nella storia, unico liberatore e salvatore. I salvatori si sono moltiplicati e, moltiplicandosi, si sono relativizzati e condizionati a vicenda. La conseguenza pi\u00f9 grave di questo smarrimento di Dio e indebolimento del suo concetto \u00e8 lo <em>smarrimento dell\u2019uomo e l\u2019indebolimento del suo concetto<\/em>. L\u2019uomo si \u00e8 divincolato dal rapporto con Dio ed \u00e8 diventato facile preda di altri uomini di potere e di sapere, che hanno colonizzato la sua coscienza. In questa societ\u00e0, che potremmo definire della postmodernit\u00e0, si assiste quasi inermi alla patologia e alla \u00abrottamazione\u00bb dell\u2019io, dissolto in mille maschere, simulacri, manichini. E quanto pi\u00f9 Dio si allontana nel tempo e nella storia, tanto pi\u00f9 cresce il bisogno di fonti di senso. Non trovandole pi\u00f9 in Dio, queste fonti di senso, l\u2019uomo le inventa, le costruisce, le cerca nella sfera immanente delle sue azioni e del suo mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019altra relazione che ci mette in difficolt\u00e0 \u00e8 quella con il prossimo. Siamo la generazione della globalizzazione, ma in fondo non abbiamo ancora fatto bene i conti con essa. Le nostre comunit\u00e0 sono trasformate in societ\u00e0 multietniche e multireligiose. Ieri, le distanze geografiche facevano convivere pacificamente le differenze di cultura, di religione, di etnia. Oggi, la globalizzazione ha fatto cadere queste staccionate, e questo, in s\u00e9, \u00e8 molto positivo. Lo straniero, l\u2019altro non \u00e8 pi\u00f9 uno oltre i nostri confini e con il quale tutt\u2019al pi\u00f9 ci confrontiamo per avere conferma di noi stessi e della nostra identit\u00e0 etnica. Lo straniero ora ci raggiunge nelle nostre citt\u00e0, \u00e8 lo straniero tra noi. E questo cambia tutto. La conseguente riduzione delle distanze di protezione, prodotta dai processi di immigrazione e dal pendolarismo culturale, costringe alla convivenza persone di diversa cultura, di diversa religione, di diversa etnia. La convivenza, oltre che occasione di arricchimento culturale, di creazione di rapporti di solidariet\u00e0, di allargamento di orizzonti sociali, diventa spesso confronto-scontro di convinzioni religiose e politiche, confronto-scontro di modelli e paradigmi di civilt\u00e0. Con le distanze lunghe, gli altri rimangono \u00abprossimo\u00bb. Con le distanze ravvicinate, i medesimi diventano concorrenti. Ma chi ha detto che lo straniero non abbia nella sua vita le risposte che tanto noi cerchiamo per la nostra?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>L\u2019altra sfida \u00e8 nelle precariet\u00e0:<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>&#8211; nella fede<\/em>, che non \u00e8 un fatto scontato o acquisito, ma \u00e8 un cammino fatto di dubbi, provocazioni e incertezze. A volte si tocca il cielo, altre si rinnega tutto, ma ci si pu\u00f2 anche sentire sostenuti da una mano invisibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>&#8211; in una vita sicura<\/em>, che diventa complicata ad esempio quando si decide di mettere su famiglia. \u00c8 l\u00ec che la vita si presenta come un insieme di domande senza risposta, un mistero che si fa pi\u00f9 grande di quanto si possa capire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>&#8211; in una vita tranquilla<\/em>, che diventa un\u2019esistenza che si svolge senza grandi slanci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>&#8211; in una vita lanciata alla carriera<\/em>, dove Ges\u00f9 non \u00e8 pi\u00f9 un riferimento reale, ma un\u2019idea poco presente nel linguaggio quotidiano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Spesso siamo tutte queste situazioni insieme. La vera sfida, in fondo, \u00e8 rendere la fede un dono gratuito, che si comunica con attenzione all\u2019altro, senza compiacimenti narcisistici. La comunicazione della fede richiede relazione, domande, confronto. La fede cresce con l\u2019interrogare, condividerla, pensarla, e si fa pi\u00f9 ricca nel dialogo. La fede che si comunica cambia la vita, altrimenti diventa vuota o retorica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Essere credenti significa saper andare controcorrente, vedere il mondo come lo vede Ges\u00f9, appassionarsi alle persone, sognare mondi migliori e pagare di persona per le proprie idee.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La cultura cristiana pu\u00f2 cambiare la societ\u00e0, se si impara a far incontrare vita e parola di Dio, ponendo domande e confrontandosi con le dottrine sociali della Chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00a0* presidente del COP<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00a0<\/em><em>Tratto da Orientamenti Pastorali 5(2026). EDB. Tutti i diritti riservati<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenico Sigalini * &#8211; Se vogliamo essere annunciatori di una vita nuova, \u00e8 necessario averla incontrata o almeno sognata o meglio ancora provata sulla nostra &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4432,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[419,330,420],"class_list":["post-4428","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-annuncio","tag-vangelo","tag-vita-cristiana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4428"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4434,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4428\/revisions\/4434"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}