{"id":4403,"date":"2026-06-25T11:18:27","date_gmt":"2026-06-25T09:18:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4403"},"modified":"2026-06-25T11:54:24","modified_gmt":"2026-06-25T09:54:24","slug":"sigalini-le-prospettive-pastorali-della-settimana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/06\/25\/sigalini-le-prospettive-pastorali-della-settimana\/","title":{"rendered":"Sigalini: Le prospettive pastorali della Settimana"},"content":{"rendered":"<p>La 75\u00aa Settimana Nazionale di Aggiornamento Pastorale del Centro di Orientamento Pastorale si \u00e8\u00a0 svolta in un tempo ecclesiale che chiede ascolto, discernimento e coraggio. Il tema che ha guidato questi giorni \u00e8 chiaro e impegnativo: \u00ab<strong>Dopo la cristianit\u00e0: quale cristianesimo? Sulle orme di San Francesco, per un mondo di fraternit\u00e0 e di pace\u00bb. <\/strong>Non \u00e8 stato fatto siamo stati\u00a0 semplicemente un convegno di studio, n\u00e9 un aggiornamento tecnico di prassi ecclesiali. Siamo stati immersi in una domanda che tocca il nervo vivo della Chiesa in questo tempo storico: \u00abDopo la cristianit\u00e0, quale cristianesimo?\u00bb. \u00c8 una domanda che nasce da una trasformazione profonda che stiamo vivendo. Papa Francesco ci ha aiutato a leggere questa condizione con una parola ormai decisiva per il nostro discernimento: \u00abNon siamo in un\u2019epoca di cambiamenti, ma in un cambiamento d\u2019epoca\u00bb. Questa affermazione non descrive solo ci\u00f2 che accade fuori dalla Chiesa, ma anche ci\u00f2 che avviene all\u2019interno di essa. Cambiano il modo di credere, il linguaggio della fede, la trasmissione dell\u2019esperienza cristiana, le forme delle comunit\u00e0. E proprio in questo passaggio non siamo chiamati alla nostalgia, ma al discernimento.<\/p>\n<p>La Settimana si colloca nel solco degli orientamenti del cammino sinodale delle Chiese in Italia e riprende anche le indicazioni emerse nel recente magistero ecclesiale, in particolare il discorso di Papa Leone XIV rivolto ai Vescovi italiani ad Assisi (20 novembre 2025). \u201cDopo la cristianit\u00e0\u201d non \u00e8 una formula sociologica, ma una soglia teologica: una chiamata a interrogarsi su come il Vangelo possa abitare oggi il mondo, generando una presenza cristiana pi\u00f9 essenziale, pi\u00f9 fraterna, pi\u00f9 evangelica. In questo orizzonte, la figura di san Francesco d\u2019Assisi non \u00e8 evocata come icona, ma come criterio ecclesiale. Francesco non ha \u201cgestito\u201d la crisi della cristianit\u00e0 del suo tempo; ha scelto il Vangelo. E il Vangelo, quando viene preso sul serio, genera vita: la Parola \u2014 ricorda l\u2019Evangelii Gaudium n. 22 \u2014 ha in s\u00e9 una potenzialit\u00e0 che non possiamo prevedere.<\/p>\n<p>Il percorso che abbiamo vissuto in questi giorni non \u00e8 stato una sequenza di interventi indipendenti, ma un cammino progressivo di discernimento ecclesiale. Tre domande ci hanno accompagnato idealmente:<br \/>\n\u2022 Che tempo stiamo vivendo?<\/p>\n<ul>\n<li>Quale Vangelo \u00e8 chiamato a emergere in questo tempo?<\/li>\n<li>Quale forma di Chiesa pu\u00f2 abitare questo tempo e quali scelte pastorali ne derivano?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il COP, nella sua storia, ha sempre cercato di essere luogo di ricerca e servizio per le Chiese particolari in Italia: nato nel 1953 per intuizione di mons. Grazioso Ceriani, ha accompagnato il cammino pastorale italiano nel pre e post Concilio. Oggi continua questa missione in un contesto nuovo, segnato da trasformazioni profonde che chiedono non risposte immediate, ma processi di discernimento condiviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Il cambio d\u2019epoca<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La fine della cristianit\u00e0 \u00e8 emersa nel cammino sinodale delle Chiese in Italia, con differenze geografiche: pi\u00f9 al nord che al sud. La saldatura tra i principi portati avanti dalla Chiesa e quelli della societ\u00e0 \u00e8 venuta meno. Tutti gli indicatori (ricerche sociologiche) parlano di crisi della Chiesa. La pandemia, certamente, ha accelerato processi gi\u00e0 in atto, con evidenti cali. Ma ci sono crisi pi\u00f9 ampie, a livello planetario: crisi economiche, ambientali, demografiche, sanitarie e geopolitiche. Esistono anche crisi alimentate da strumentalizzazioni religiose, che rafforzano \u201cragioni\u201d. Viviamo quindi in una realt\u00e0 \u201cinquinata\u201d, a cui anche noi contribuiamo.<\/p>\n<p>Oltre alle crisi da peccato, che vanno combattute con la conversione del cuore, occorre interrogarsi: \u00abSe la Chiesa italiana non fosse in crisi, sarebbe davvero la Chiesa di Ges\u00f9?\u00bb. Probabilmente no. Perch\u00e9 la Chiesa di Ges\u00f9 \u00e8 fatta da discepoli e discepole non chiusi in una bolla, ma aperti a cammini di incontro con persone ed eventi nelle pieghe della storia, mettendo testa, cuore e piedi. \u00c8 bene ricordare l\u2019incipit della Gaudium et Spes: la Chiesa \u00e8 la gente concreta che guarda con fede a Ges\u00f9 Salvatore; \u00e8 un innesto vivo dei cristiani nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Come allora uscire dalla crisi migliorati? \u00c8 necessario guardare ai gesti quotidiani, spesso nascosti, che hanno a che fare con la relazione pi\u00f9 che con l\u2019organizzazione di eventi. Gesti di solidariet\u00e0, frutti dello Spirito (Gal 5,22): gioia, pace, pazienza, dominio di s\u00e9. \u00c8 importante osservare ci\u00f2 che \u00e8 buono: questo \u00e8 il criterio d\u2019incontro con i \u201csanti della porta accanto\u201d. Occorre andare oltre le statistiche, che descrivono bene ma non ci dicono nulla dell\u2019opera dello Spirito; questa, infatti, va oltre le finalit\u00e0 descrittive.<\/p>\n<p>Bisogna superare il lamento, spesso amplificato da ultr\u00e0 cattolici sui social: sono pi\u00f9 rumorosi che numerosi, e spesso cercano di riportare indietro le lancette del passato. La preghiera rimane la migliore risposta e il fondamento della comunione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Quali comunit\u00e0 cristiane per il futuro?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Benedetto XVI vedeva le comunit\u00e0 del futuro (spoglie di strutture) come minoranze creative, lievito di fermento. Qualcosa di piccolo, inserito in qualcos\u2019altro. Il Regno di Dio, come sappiamo, \u00e8 simile al lievito: un seme piccolo che si radica, senza esplodere.<\/p>\n<p>Tre sono i possibili movimenti, intrecciati tra loro:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Conversione comunitaria:<\/strong> la vera cultura \u00e8 evangelica, profetica. Non si tratta di elaborare contenuti accademici, ma di capacit\u00e0 di lettura critica dell\u2019esperienza, partendo dall\u2019esperienza stessa, in un continuo intreccio di teoria e prassi, pensiero e realt\u00e0.<\/li>\n<li><strong>Conversione personale:<\/strong> non basta trasmettere nozioni; \u00e8 necessario vivere, credere, celebrare e pregare la fede in modo integrato.<\/li>\n<li><strong>Conversione strutturale:<\/strong> si traduce in corresponsabilit\u00e0, apertura ai ruoli femminili, ministeri pi\u00f9 estroversi e missionari che scomodano alcune dimensioni, guida sinodale delle comunit\u00e0 (partecipazione effettiva alle responsabilit\u00e0, effettiva \u201ccondecisione\u201d).<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019immagine di Michea 7, \u201cspigolare\u201d, significa andare oltre il lamento (che spesso ci appartiene), e far emergere ci\u00f2 che c\u2019\u00e8. Una mentalit\u00e0 che va oltre la \u201ccristianit\u00e0\u201d non si arrocca sulle norme e sulle strutture esistenti. Riconvertirci significa mettere al centro l\u2019ascolto. Non si tratta di una pastorale della perdita, ma di cogliere le opportunit\u00e0 che lo Spirito ci offre. \u00c8 questione di fede. La spigolatura, cos\u00ec, diventa un esercizio che dona gioia.<\/p>\n<p><em>2.1. La condizione preliminare per l\u2019annuncio oggi \u00e8 l\u2019ascolto. <\/em><\/p>\n<p>L\u2019attuale crisi della cristianit\u00e0 ha aperto una condizione fondamentale: l\u2019ascolto. Ascolto dei linguaggi altrui per imparare ad annunciare anche a s\u00e9 stessi e agli altri. \u00c8 da qui che parte l\u2019annuncio: intercettare \u201cmondi\u201d, non stando in cattedra, ma mettendosi in ascolto reciproco \u2014 come nei cantieri emersi nel cammino sinodale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Ridisegnare la comunit\u00e0 partendo dai vissuti. Ripensare la pastorale nel sociale, con audacia (Castellucci)<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La questione sociale va intesa come luogo di evangelizzazione e come punto di partenza per incontrare i vissuti. \u00c8 nell\u2019incontro con l\u2019altro, con l\u2019alterit\u00e0 che si comprende l\u2019evangelizzazione. Le ultime encicliche sono tutte sociali: il vissuto parla e le esperienze umane sono fondamentali per essere illuminati dal Vangelo. \u00c8 indispensabile tornare alle origini della comunit\u00e0 cristiana, come in Atti 3, dove Pietro e Giovanni incontrano lo storpio alla porta del Tempio. Il segno messianico non \u00e8 solo di Cristo, ma di una comunit\u00e0 che comprende la parola e la vive nell\u2019alterit\u00e0, scommettendo in un oltre la persona. Il tema sociale \u00e8 parte integrante dell\u2019esperienza: la Chiesa abilita a una vita sociale piena. Riammettere alla pienezza di vita \u00e8 il compito della Chiesa. Quando il cristianesimo si riduce alla forma della liturgia, perde la sua essenza e la comunit\u00e0 cristiana si impoverisce. La centralit\u00e0 del povero, dai Padri fino ad oggi, \u00e8 il cuore della fede cristiana. Nella Gaudium et Spes (GS 67), l\u2019unica via di uscita \u00e8 essere come il buon Samaritano: rifare la comunit\u00e0 attraverso l\u2019incontro, partendo da uomini e donne che fanno propria la fragilit\u00e0 degli altri, per accoglierli e aiutarli a rialzarsi.<\/p>\n<p>Secondo la FT 54, nessuno si salva da solo: nella pandemia, categorie che vivono il lavoro di \u201csoccorso\u201d con dedizione hanno fatto risuonare il Vangelo. Il problema, invece, \u00e8 una societ\u00e0 che premia \u201cl\u2019estetica\u201d pi\u00f9 che \u201cl\u2019etica relazionale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione ai poveri deve essere strutturata anche \u201cpoliticamente\u201d: questa \u00e8 una priorit\u00e0 della Chiesa, oltre l\u2019assistenzialismo. Sociale e politico sono il cuore del cristianesimo odierno.<\/p>\n<p>La Dottrina sociale della Chiesa ci invita ad essere come genitori generativi nelle crisi. Non abbiamo ricette pronte, ma possiamo trovarle dialogando con gli altri.<\/p>\n<p>La questione del lavoro \u00e8 centrale, in un contesto di tecnologie (IA, robotica): il rischio \u00e8 una \u201cmacchinizzazione\u201d dell\u2019umano, un controllo che lo svaluta. Dietro la tecnologia, spesso si nasconde una massa di lavoratori a basso costo, sfruttati e invisibili. \u00c8 necessario promuovere trasparenza e contrastare l\u2019opacit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche l\u2019abitabilit\u00e0 \u00e8 un problema radicale nel nostro Paese: rimanere in un luogo riconosce il valore del proprio lavoro. Abitare significa esprimere esperienze di comunit\u00e0, senza scindere la comunit\u00e0 da tutto il resto.<\/p>\n<p>Il tema della pace, infine, evidenzia una questione sociale: occorre abitare i conflitti, per evitare che si cronicizzino. Il sociale, come presenza dello Spirito, \u00e8 anche un luogo per interpellare la vocazione di ciascuno, con ricadute nel vissuto personale e sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Lo stile evangelico: s. Francesco come modello di cristianesimo essenziale (Piloni)<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Frate Masseo chiede a Francesco: \u00abPerch\u00e9 a te tutto il mondo viene dietro? Tu non sei bello, non sei di grande scienza, non sei nobile\u00bb (FF 1838)\u00bb. Nonostante le sfide, quest\u2019uomo rimane provocazione (a favore della tua vocazione): restare umani. Francesco era libero dall\u2019esito dei risultati. Questo tempo riflette l\u2019uomo d\u2019oggi, meravigliosamente imperfetto, un tempo nel quale riversare tutto l\u2019amore che abbiamo. Leone XIV sulla complessit\u00e0 invita: \u00aba passare dalle sterili semplificazioni all\u2019apprezzamento fecondo della complessit\u00e0. Non negarla, ma abitarla come una benedizione\u00bb. Vivere, posizionarsi da persone benedette in questo tempo.<\/p>\n<p>Francesco rappresenta una forza umile di contraddizione alla mentalit\u00e0 del mondo, all\u2019agitazione inoperosa e alla stanca inquietudine. L\u2019inquietudine \u00e8 nostalgia di Dio. Francesco propone di vivere secondo la forma del Vangelo: questa sarebbe oggi la sua sfida. Vivere il Vangelo, <em>sine glossa<\/em>.<\/p>\n<p>Guardando oltre le strumentalizzazioni operate nel tempo su Francesco, egli si presenta come \u201cfigura di frontiera\u201d: un ponte tra medioevo e modernit\u00e0, tra Chiesa e mondo, tra istituzione e l\u2019inedito della profezia, una cerniera \u2014 \u201cil conciatore\u201d \u2014 che cuce insieme. Le figure di profezia non si lasciano mai possedere; Francesco \u00e8 un grande disturbatore della quiete pubblica.<\/p>\n<p>Ubertino da Casale, frate del XII secolo, ci d\u00e0 un\u2019immagine di Francesco non inquinata dai nostri riduzionismi, due obiettivi pastorali del Santo:<\/p>\n<ol>\n<li>Rinnovare in s\u00e9 e negli altri le orme di Cristo, spesso coperte e dimenticate;<\/li>\n<li>Donare alla Chiesa la vita di Ges\u00f9 sotto forma comunitaria.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Rinnovare <\/em>\u00e8 una parola chiave del Vaticano II. L\u2019apertura richiesta \u00e8 in funzione del radicamento nell\u2019essenziale. Rinnovamento e fedelt\u00e0 vanno di pari passo. Per Francesco, l\u2019essenziale \u00e8 desiderare lo Spirito Santo e la santa operazione dello Spirito: l\u2019agire \u00e8 il luogo dello Spirito; si trova facendo, non solo pensando. \u00c8 la prassi che modifica pensiero e azione. Oggi siamo in un tempo di esploratori (Libro dei Numeri). Il nuovo \u00e8 ancora da scoprire. Per Francesco, l\u2019essenziale \u00e8 piacere al Signore e seguire le sue orme: questo \u00e8 il discepolato ordinario, non straordinario. Piacere al Signore, al di l\u00e0 di ogni risultato. Rendere la propria vita una dimora di Dio.<\/p>\n<p>Riparare la casa, e prima di tutto la propria coscienza (Lc 11,24-26). Un rinnovamento si realizza partendo dal \u201cpiacere a Dio\u201d. Vigilare sul cuore, perch\u00e9 da esso sgorga la vita. Le riforme di struttura non sono il movimento primario: il vero cambiamento \u00e8 interiore. \u00c8 come scolpire Dio nel cuore e negli altri; Dio \u00e8 gi\u00e0 nel cuore, ma occorre tirarlo fuori dal blocco di marmo.<\/p>\n<p><em>La forma comunitaria <\/em>\u00e8 riprendere il Vangelo in modo comunitario, con cinque verbi suggeriti da papa Francesco:<\/p>\n<ul>\n<li>prendere l\u2019iniziativa<\/li>\n<li>coinvolgere<\/li>\n<li>accompagnare<\/li>\n<li>fruttificare<\/li>\n<li>festeggiare<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il debito della Chiesa nei confronti del mondo \u00e8 l\u2019evangelizzazione: \u00e8 il tempo di osare, di ricominciare a credere nella risurrezione di Cristo, <em>di prendere l\u2019iniziativa<\/em>. C\u2019\u00e8 il rischio di fare le cose di Dio senza Dio. \u00c8 importante partire dal mistero pasquale e la parola annuncia ci\u00f2 che il sacramento realizza. Pochi, poveri e insignificanti: andando oltre l\u2019ottica della minoranza, nella logica del Vangelo, siamo perfetti se ci vestiamo di coraggio. Occorre andare oltre il miracolismo e la mediocrit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Coinvolgersi<\/em>: mostrare la vita di Dio in noi. Francesco invia i frati tra gli \u201cinfedeli\u201d con la raccomandazione di essere segno di relazioni gioiose. La vocazione della Chiesa \u00e8 epifanica, oltre l\u2019amministrazione e l\u2019organizzazione. Non si tratta di ripetere, ma di mostrare la vita di Dio in noi: un coinvolgimento che si sporca le mani di umanit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Accompagnare<\/em>: come Filippo con l\u2019eunuco (At 8,26-39). Filippo segue lo Spirito e, a chi passa, salta sul carro, ponendo le domande giuste. La domanda va evangelizzata.<\/p>\n<p><em>Fruttificare<\/em>: lasciar perdere l\u2019ansia dei risultati. La Chiesa oggi deve seminare tra la gente, perch\u00e9 sotto le ferite e le stratificazioni c\u2019\u00e8 un cuore pronto. Ricordiamoci: avete un Padre, una casa, c\u2019\u00e8 cibo in abbondanza. Siamo chiamati a essere generativi, in risposta all\u2019invito di Genesi: \u201cSiate fecondi, moltiplicate e crescete\u201d.<\/p>\n<p><em>Festeggiare:<\/em> La mistica del vivere insieme (EG 87). La gioia del Vangelo \u00e8 per te e per il mondo che cerca, anche se non sempre sa dove andare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong>Una chiesa che si ripensa tra mondo fisico e digitale (Ammendolia)<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Occorre partire dal cambiamento d\u2019epoca gi\u00e0 evidenziato da papa Francesco nel discorso alla Curia romana del 2019, quando affermava che \u00absiamo, dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono pi\u00f9 lineari, bens\u00ec epocali; costituiscono scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, relazionarsi, comunicare, elaborare il pensiero, rapportarsi tra generazioni e comprendere e vivere fede e scienza\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi viviamo in una situazione ibrida, tra mondo fisico e digitale, definita \u201conlife\u201d, e in essa le Tecnologie dell\u2019Informazione e della Comunicazione (TIC), forze ambientali pi\u00f9 che strumenti. impattano su quattro fronti:<\/p>\n<ul>\n<li>la nostra \u00abconcezione del s\u00e9\u00bb (chi siamo),<\/li>\n<li>le nostre \u00abinterazioni reciproche\u00bb (come socializziamo),<\/li>\n<li>la nostra \u00abconcezione della realt\u00e0\u00bb (la nostra metafisica),<\/li>\n<li>la nostra \u00abinterazione con la realt\u00e0\u00bb (agency: il nostro scegliere e agire).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel 2020, Francesco affermava: \u00abPotremmo dire che la \u201cgalassia digitale\u201d, e in particolare l\u2019intelligenza artificiale, si trova al cuore del cambiamento d\u2019epoca che stiamo attraversando. L\u2019innovazione digitale coinvolge tutti gli aspetti della vita, personali e sociali, incidendo sul nostro modo di comprendere il mondo e noi stessi. Essa \u00e8 presente nelle decisioni umane \u2014 anche le pi\u00f9 importanti \u2014 che sono frutto di volont\u00e0 umana e di contributi algoritmici. L\u2019atto personale si trova al crocevia tra apporto umano e calcolo automatico, rendendo difficile comprenderne l\u2019oggetto, prevederne gli effetti, determinarne le responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il magistero di Leone XIV, con <em>Magnifica Humanitas<\/em>, va proprio in questa direzione. Egli ci invita a non fuggire dalla complessit\u00e0: \u00abL\u2019atteggiamento sano \u00e8 quello di lasciarsi interrogare dalle sfide del tempo presente e di coglierle con virt\u00f9 di discernimento, parresia e hypomon\u00e9. Il cambiamento, in questo caso, assumerebbe un altro aspetto: da elemento di contorno, da paesaggio esterno, diventerebbe pi\u00f9 umano e pi\u00f9 cristiano\u00bb.<\/p>\n<p>Da questo si ricava che la pastorale digitale \u00e8 quell\u2019insieme di processi che fanno interagire in modo adeguato la pastorale e le tecnologie digitali, affinch\u00e9 si realizzi un\u2019uscita, un annunciare, un abitare e un educare nella prospettiva \u201conlife\u201d. Celebrazione, catechesi e carit\u00e0 devono considerare cultura e comunicazione digitale. La pastorale digitale non \u00e8 una pastorale \u201cd\u2019\u00e9lite\u201d, ma una sua naturale declinazione, parte integrante della presenza e dell\u2019impegno ecclesiale. Si colloca trasversalmente, interrogandosi sul rapporto tra pastorale e tecnologia, e sui diversi livelli del sapere umano: teologico, filosofico, sociale e scientifico.<\/p>\n<p>Per dimostrare che la pastorale digitale \u00e8 questione pi\u00f9 ampia della semplice comunicazione mediata, occorre considerare il cambiamento d\u2019epoca nel suo insieme: i processi di discernimento devono andare oltre e abbracciare il mutamento totale.<\/p>\n<p>Si tratta di attivare prossimit\u00e0 \u201conlife\u201d: la periferia digitale rappresenta spesso una manifestazione, pi\u00f9 o meno evidente, di una periferia esistenziale nel continente digitale. Pu\u00f2 manifestarsi anche in esperienze di uso scorretto della rete, che finiscono per sconvolgere la vita di qualcuno.<\/p>\n<p>Papa Francesco, nel messaggio della XLVIII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, scriveva che: \u00abla testimonianza cristiana, grazie alla rete, pu\u00f2 raggiungere le periferie esistenziali. Lo ripeto spesso: tra una Chiesa accidentata che esce per strada e una Chiesa autoreferenziale, preferisco la prima. Le strade sono quelle del mondo dove la gente vive, dove si pu\u00f2 essere effettivamente raggiunti e incontrati. Tra queste strade ci sono anche quelle digitali, affollate di umanit\u00e0 spesso ferita: uomini e donne che cercano salvezza e speranza\u00bb.<\/p>\n<p>In questo orizzonte si inserisce la figura del \u201cmissionario digitale\u201d, che non si limita a produrre contenuti o metacontenuti, ma si impegna a \u201csamaritanizzare\u201d, ovvero a farsi prossimo, accorgendosi del dolore e prendendosi cura, come il Buon Samaritano della parabola evangelica. \u00abL\u2019attenzione al dolore dell\u2019altro \u00e8 il punto chiave della missione, perch\u00e9 rende presente la misericordia di Dio\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong>Riconoscerne la presenza gi\u00e0 operante nella vita del giovane. Dai giovani non strategie, ma conversione di sguardo (Pincerato)<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Dedicando l\u2019intervento al rapporto tra Chiesa e nuove generazioni, don Riccardo Pincerato ha proposto una riflessione sul necessario \u201cripensamento\u201d dell\u2019azione ecclesiale a partire dall\u2019incontro con i giovani. Non una Chiesa che opera semplicemente per i giovani, ma una Chiesa che si rilegge con loro, prendendo atto del cambiamento culturale in cui l\u2019esperienza cristiana non \u00e8 pi\u00f9 garantita dal contesto sociale. I giovani non devono essere considerati soltanto come destinatari delle iniziative pastorali o come categoria problematica, ma come interlocutori che contribuiscono a mettere in discussione e rinnovare le forme della presenza ecclesiale. In questo senso, essi rappresentano il presente della Chiesa e non soltanto il suo futuro.<\/p>\n<p>Un primo passaggio riguarda il superamento dell\u2019approccio che chiede \u201ccosa fare per i giovani\u201d. Tale impostazione rischia di collocare adulti e giovani su piani distinti e ridurre i giovani a oggetto di intervento pastorale. La proposta, invece, \u00e8 quella di interrogarsi su \u201ccosa diventare con loro\u201d, riconoscendo che la relazione educativa e pastorale implica un mutuo cambiamento.<\/p>\n<p>La seconda sottolineatura riguarda il passaggio dall\u2019appartenenza alla testimonianza. In un contesto in cui la fede non viene pi\u00f9 trasmessa automaticamente, molti giovani si allontanano senza conflitti espliciti, perch\u00e9 non accompagnati verso una maturazione dell\u2019esperienza cristiana. Ne deriva l\u2019esigenza di una Chiesa meno centrata sui numeri e pi\u00f9 capace di rendere visibile l\u2019incontro con Cristo attraverso la testimonianza.<\/p>\n<p>La terza sottolineatura riguarda la presenza di Dio nella vita dei giovani. La ricerca di senso, le relazioni e le esperienze di profondit\u00e0 indicano una domanda spirituale reale, anche se espressa con linguaggi diversi. Il compito ecclesiale non \u00e8 quindi quello di \u201cportare Dio\u201d, ma di riconoscerne la presenza gi\u00e0 operante nella vita delle persone.<\/p>\n<p>Riguardo poi la loro corresponsabilit\u00e0 ecclesiale, i giovani, in virt\u00f9 del battesimo, sono gi\u00e0 soggetti attivi della vita della Chiesa e non semplici destinatari di spazi loro concessi. La corresponsabilit\u00e0 non pu\u00f2 essere intesa come concessione, ma come dimensione strutturale della Chiesa.<\/p>\n<p>\u00c8 utile un richiamo a san Francesco d\u2019Assisi e san Carlo Acutis, figure che, in epoche diverse, hanno invitato la Chiesa a un ritorno all\u2019essenziale della fede e alla sua capacit\u00e0 di incarnarsi nel proprio tempo. In questa prospettiva, una Chiesa che si ripensa con i giovani non si limita a definire nuove strategie pastorali, ma si lascia interpellare dalle nuove generazioni nel suo stesso modo di comprendere e vivere la missione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong>Quali sfide per la comunit\u00e0 cristiana che annuncia il vangelo oggi (Tonello)<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il dibattito sulla presenza della chiesa si sta spostando da una posizione difensiva e rassegnata, a una \u201cpresenza critica\u201d in una societ\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 cristiana, ma che cerca un senso. Davanti alle molteplici sfide di una societ\u00e0 profondamente cambiata, che non si riconosce pi\u00f9 nella tradizione cristiana, si chiede alla parrocchia di avviare un profondo rinnovamento.<\/p>\n<p>Il fenomeno urbano ha avviato un processo di frammentazione nel rapporto delle persone con i propri luoghi d\u2019origine, nei criteri di appartenenza e di identit\u00e0 che prima sostenevano la \u201ccivilt\u00e0 parrocchiale\u201d quando il villaggio coincideva con il campanile. Il connubio delle due realt\u00e0, villaggio e campanile, aveva dato origine a un\u2019identit\u00e0 collettiva capace di sostenere fortemente il tessuto di quel mondo e dei suoi abitanti, dove tutti si riconoscevano cristiani.<\/p>\n<p>La perdita di rilevanza della parrocchia e la sua crisi nella societ\u00e0 moderna vanno ricercati attorno ad alcuni nuclei, passando dal concetto di crisi a quello di sfida:<\/p>\n<ol>\n<li>a) sfida di significato;<\/li>\n<li>b) sfida d\u2019identit\u00e0;<\/li>\n<li>c) sfida di autorevolezza;<\/li>\n<li>d) sfida missionaria;<\/li>\n<li>e) sfida generativa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>Sfida di significato<\/em>. Ha ancora senso parlare di parrocchia? Esister\u00e0 ancora la parrocchia?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Perch\u00e9 continuare a designare con il termine \u2018parrocchia\u2019 (para-oikia) una istituzione che si sta trasformando nel suo funzionamento, nella sua struttura istituzionale, nel modo di immaginare la sua presenza dentro la societ\u00e0?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>Sfida di identit\u00e0<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cosa \u00e8 oggi la parrocchia? Chi \u00e8 oggi la parrocchia? Sia di fronte alle trasformazioni che alla missione\/ruolo&#8230; Si tratta di ritrovare l\u2019identit\u00e0 sia strutturale che di missio per affrontare la sfida sul significato del proprio esistere, sul senso del proprio esistere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>Sfida di autorevolezza<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La Chiesa attraverso le parrocchie (dal Concilio di Trento) aveva un controllo attivo sul territorio e sulle persone (pastorale di \u201cinquadramento\u201d). Questo pilastro del cattolicesimo \u00e8 venuto meno sia per la pluralit\u00e0 di soggetti influenti sia per la minor presenza del prete. C\u2019\u00e8 una perdita del valore e del ruolo simbolico della chiesa sul territorio. L\u2019accorpamento di pi\u00f9 parrocchie non garantisce la persistenza del ruolo della Chiesa in quel territorio. Rischia di essere entit\u00e0 tra le altre, specialmente nei centri urbani, dove sparisce anche visivamente. Tra le attivit\u00e0 che maggiormente richiedono una dose di autorevolezza troviamo i percorsi di iniziazione cristiana. La domanda \u00e8: quanto incidono? Iniziano alla vita di fede? I sacramenti sono punti di partenza o di arrivo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>Sfida missionaria<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non si \u00e8 mai pensata come missionaria, non \u00e8 mai stata missionaria in senso proprio. Solo dal Vaticano II l\u2019annuncio del Vangelo non \u00e8 solo compito dei missionari o degli istituti religiosi, ma responsabilit\u00e0 di tutti i battezzati. Le modifiche, i cambiamenti strutturali e organizzativi sono finalizzati all\u2019annuncio del Vangelo: non sono solo strumentali ma rivelativi delle Parole del vangelo, del volto di Chiesa. Un ambito rilevante \u00e8 quello dei \u201ccristiani della soglia\u201d: il credere non si misura solo sulla partecipazione alla Messa domenicale. Ci sono soglie diverse di credenza. Obiettivo: \u00c8 necessario far crescere la \u201ccorresponsabilit\u00e0\u201d ecclesiale di tutti (empowerment) valorizzando doni e carismi. \u00c8 necessario sviluppare la ministerialit\u00e0 dei battezzati prendendo sul serio i nuovi ministeri non solo per la comunit\u00e0 ma per la societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em>Sfida generativa<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019emergenza oggi \u00e8 conservare l\u2019esistente, salvare quello che \u00e8 rimasto, rifugiandosi in prassi consolidate e stili tradizionali. Il Regno \u00e8 gi\u00e0 presente, \u00e8 gi\u00e0 all\u2019opera nelle pieghe della storia umana. Va valorizzato il bene che c\u2019\u00e8, comunit\u00e0 rabdomanti (Theobald), ricercatrici del bene, ponendo attenzione ai luoghi ecclesiali tradizionali, integrandoli con altri luoghi simbolici (eteropici), come \u201cluogo altro\u201d del Regno. Le strutture ecclesiali non sono mai state pensate solamente come \u201cspazi\u201d funzionali ma come \u201cluoghi\u201d che ispirano, che si configurano come spazio di ospitalit\u00e0 evangelica per \u201cchiunque\u201d. Obiettivo: mantenere la presenza di un cattolicesimo popolare: \u00abper tutti\u00bb anche se non \u00abdi tutti\u00bb. Mantenere l\u2019autorevolezza dentro la cultura italiana per contrastare l\u2019esculturazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La 75\u00aa Settimana Nazionale di Aggiornamento Pastorale del Centro di Orientamento Pastorale si \u00e8\u00a0 svolta in un tempo ecclesiale che chiede ascolto, discernimento e coraggio. &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":4417,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[416,412,417],"tags":[],"class_list":["post-4403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-25-giugno-2026","category-75a-snap","category-le-consegne-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4403"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4408,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4403\/revisions\/4408"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}