{"id":4267,"date":"2026-05-01T09:37:55","date_gmt":"2026-05-01T07:37:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=4267"},"modified":"2026-05-01T09:51:42","modified_gmt":"2026-05-01T07:51:42","slug":"il-lavoro-umano-e-la-sua-valenza-biblico-teologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2026\/05\/01\/il-lavoro-umano-e-la-sua-valenza-biblico-teologica\/","title":{"rendered":"Il lavoro umano e la sua valenza biblico-teologica"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Giuseppe De Virgilio*<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8211; Sappiamo quanto sia attuale la riflessione sul lavoro, l\u2019attivit\u00e0 umana e l\u2019imprenditoria nell\u2019odierno sistema sociale e come il suo significato vada letto e interpretato nella pi\u00f9 ampia visione dell\u2019organizzazione produttiva dei gruppi sociali.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a> Poich\u00e9 la Bibbia \u00e8 Parola di Dio rivolta all\u2019uomo nella concretezza della sua realt\u00e0 esistenziale, tale relazione illumina il tema del lavoro umano e ci aiuta a cogliere la ricchezza del suo messaggio teologico<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a> e spirituale.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a> Cercando di offrire una riflessione il pi\u00f9 possibile unitaria e organica del lavoro umano nella Bibbia, proponiamo un percorso essenziale, cercando di focalizzare alcune tappe principali del tema nel suo sviluppo genetico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>L\u2019opera del lavoro nella progettualit\u00e0 dell\u2019atto creativo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nei brani genesiaci delle origini viene presentato il motivo del \u00ablavoro\u00bb secondo un doppio significato: il lavoro come \u00abopera di Dio\u00bb e il lavoro umano come \u00abcollaborazione\u00bb di <em>\u2018\u0101d\u0101m<\/em> all\u2019opera della creazione. La prospettiva teologica dei \u00abracconti di creazione\u00bb presenta <em>l\u2019opus creationis Dei<\/em> come espressione massima della fondazione della \u00abteologia del lavoro\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a> Il libro sacro si apre con il racconto di Gen 1,1-2,4a. In esso si presenta la settimana della creazione come lo svolgersi di una liturgia cosmica, che culmina nel \u00absabato\u00bb del riposo. Il racconto pone in stretta connessione \u00ablavoro e risposo\u00bb, come due componenti dell\u2019atto creativo di Dio. L\u2019opera dell\u2019Onnipotente nel creare (relazione tra parola e compimento: <em>dabar<\/em>\/<em>b\u0101r\u0101\u2019<\/em>) indica la volont\u00e0 positiva (dinamismo che si apre al futuro) impressa nel cosmo e segnata da un \u00abprogetto di vita\u00bb. Un equivalente significato si ritrova nel secondo racconto della creazione (Gen 2,4b-25), dove l\u2019opera creativa inizia con la plasmazione (<em>y\u0101\u1e63ar<\/em>) dell\u2019essere umano \u00abtratto dalla terra e vitalizzato dall\u2019alito divino\u00bb (Gen 2,7). Il lavoro, che comprende l\u2019opera di Dio e la collaborazione dell\u2019uomo (nel giardino perch\u00e9 lo coltivasse e lo custodisse: Gen 2,16), non \u00e8 presentato come una condanna, frutto di una maledizione e conseguenza di una punizione, ma costituisce il movimento della creazione.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a> Entrambi i racconti di creazione presentano Dio con sembianze umane, che agisce come un sapiente architetto (cf. Pr 8,22-31) mentre separa la materia caotica e la dispone secondo un ordine cosmico con leggi proprie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo atto di separazione \u00e8 definito \u00abopera di Dio\u00bb e riceve pi\u00f9 volte un giudizio positivo (Gen 1,12.18.21.25: \u00abvide che era cosa buona\u00bb). Il lavoro \u00e8 posto in relazione al progetto creativo e al dono stesso della vita, a tal punto che la vita \u00e8 frutto del lavoro divino. In questa prospettiva va letta anche la plasmazione della donna dalla costola di Adamo (cf. Gen 2,22). Proprio per segnare il valore del lavoro, Dio sceglie il sabato come \u00abgiorno di festa e di contemplazione\u00bb. Il valore intrinseco del lavoro \u00e8 confermato dal comando di riposare nel giorno di sabato: \u00abDio benedisse il settimo giorno e lo consacr\u00f2, perch\u00e9 in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto\u00bb (Gen 2,3).<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il dono della vita tra lavoro e riposo<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo sviluppo dell\u2019opera divina \u00e8 la creazione della coppia, punto di arrivo del processo della creazione (Gen 1,26). Nel creare l\u2019uomo e la donna viene posta anche la relazione tra lavoro e uomo in quanto umanit\u00e0 \u00e8 associata al progetto della creazione. Ecco perch\u00e9 nella benedizione iniziale Dio ordina alla coppia: \u00abSiate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate&#8230;\u00bb (Gen 1,28). Nel racconto jahvista (Gen 2,4b-25) la scelta di porre l\u2019uomo nel giardino di Eden \u00abperch\u00e9 lo coltivasse (<em>\u2018\u0101bad<\/em>) e lo custodisse (<em>\u0161\u0101mar<\/em>)\u00bb (Gen 2,15), non va interpretata come semplice attivit\u00e0 occupazionale, ma nell\u2019ottica di una realizzazione progettuale, di un compito che sorregge l\u2019identit\u00e0 stessa dell\u2019essere creato \u00abad immagine e somiglianza di Dio\u00bb. I due verbi ebraici qualificano il lavoro come un servizio e una sollecitudine dell\u2019uomo in rapporto con Dio, pi\u00f9 che come un potere sulle cose nella logica utilitaristica della produzione.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a> Pertanto, tra lavoro e riposo, Adamo ed Eva sono chiamati a realizzare s\u00e9 stessi collaborando all\u2019opera di Dio. Mediante il lavoro l\u2019uomo \u00e8 posto di fronte alla sua vocazione: il lavoro diventa espressione della vocazione dell\u2019uomo e strumento per il compimento del progetto di Dio.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Secondo la riflessione di Sir 38,34, tutti coloro che lavorano con il loro mestiere, sostengono la creazione. Questa linea interpretativa dell\u2019opera di Dio nel cosmo \u00e8 ripresa nei Salmi (Sal 8; 104,23; cf. Sir 7,15). Mediante diverse espressioni si vuole affermare che il lavoro umano \u00e8 come l\u2019effondersi della creazione di Dio e il compimento della sua volont\u00e0. Lavoro e riposo costituiscono i punti centrali della relazione con il Creatore, riassunti nel comandamento del sabato (Es 20,8-11): \u00abil sabato non lavorerai!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Il lavoro come fatica per l\u2019uomo segnato dal peccato<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il successivo racconto della caduta originaria (cf. Gen 3,1-24) schiude una nuova condizione dell\u2019essere umano in relazione al lavoro. Poich\u00e9 la disobbedienza dell\u2019uomo ha mutato la sua relazione con il Creatore, la collaborazione con Dio nella creazione viene reinterpretata nel quadro conflittuale generato dalla caduta. La terra non \u00e8 pi\u00f9 pacifica: essa produrr\u00e0 spine e cardi (3,18). Al giardino di Eden (segno dell\u2019ordine cosmico) subentra la terra incolta ed ostile (simbolo del caos), che richiede il lavoro con il sudore del volto (3,16). Dopo il giudizio di Dio l\u2019uomo e la donna sono chiamati a lavorare la terra \u00abfuori del giardino\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Occorre rileggere questa pagina di Gen 3,1-24 nella prospettiva della caduta complessiva della condizione creaturale dell\u2019essere umano e non in quella della \u00abmaledizione\u00bb del lavoro. Il peccato pone l\u2019uomo su un piano diverso e con esso l\u2019intera prospettiva del lavoro, cos\u00ec come per la donna l\u2019esperienza della maternit\u00e0 nel dolore. Il lavoro diventa un\u2019opera della creazione affidata all\u2019uomo in una \u00abterra divenuta ostile\u00bb per il suo peccato<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a>. In questo senso il lavoro \u00e8 una \u00abpena\u00bb in funzione della redenzione, come il parto per la donna \u00e8 un atto di vittoria della vita sulla morte.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a> In questa nuova situazione il lavorare costituisce una missione che \u00e8 allo stesso tempo collaborazione con l\u2019opera di Dio e processo di espiazione (cf. Pr 31,13; Sir 5,18; 9,9).<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a> A partire da Caino e Abele i racconti biblici descrivono le diverse occupazioni lavorative: Abele \u00e8 allevatore di bestiame, Caino \u00e8 coltivatore del suolo (cf. Gen 4,2). Nel presentare le diverse figure patriarcali (Enoch, Iabal, Iubal, Lamech, Tubal-Kain: cf. Gen 4,20-22) si accenna include alle funzioni lavorative di alcuni progenitori, designandone la discendenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong> Tradizioni normative e sapienziali sul lavoro<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00a0<\/em>Il motivo lavorativo si sviluppa ampiamente nella tradizione biblica profetica e sapienziale, con una chiara accentuazione sociale: viene condannata la divinizzazione del lavoro come anche la strumentalizzazione schiavista dei lavoratori (cf. Dt 24,14s.). Il lavoro che esclude la presenza di Dio (come quello dei Cainiti) \u00e8 ritenuto negativo (cf. Gen 4,17-24), cos\u00ec come l\u2019attivit\u00e0 umana che si propone in antitesi a Dio stesso (l\u2019esempio della torre di Babele: Gen 11,1-9).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Una singolare concezione del lavoro si trova nella \u00abteologia dell\u2019esodo\u00bb: i lavori forzati in Egitto (cf. Es 1,11ss) diventano una memoria storica e teologica della cultura della morte. Nel racconto esodale si nota come il lavoro diventa strumento di oppressione e di morte (cf. Es 5,4-23) e definisce negativamente la realt\u00e0 dell\u2019Egitto e il suo destino finale. \u00c8 soprattutto la tradizione della legge ebraica, con diverse norme, a difendere i diritti dei lavoratori e a richiamare i principi fondamentali della giustizia ni riguardi degli schiavi (cf. Lv 29; Dt 15; 18; 24). Si pensi alla legislazione sul sabato (cf. Es 23,12; Dt 5,14) e alle indicazioni legislative per proteggere i salariati (cf. Lv 19,13: \u00abNon opprimerai il tuo prossimo, n\u00e9 lo spoglierai di ci\u00f2 che \u00e8 suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo\u00bb). Il lavoro viene reinterpretato nella prospettiva della salvezza e \u00abDio benedir\u00e0 l\u2019opera delle sue mani\u00bb (Dt 14,29; 16,15; 28,12; Sal 128,2).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Considerando lo sviluppo narrativo dei racconti dell\u2019Antico Testamento constatiamo come il lavoro diventa un \u00abbanco di prova\u00bb per smascherare le ingiustizie. Cos\u00ec nei profeti frequentemente si allude alla ingiustizia nel lavoro: gli operai sono privati del salario (cf. Ger 22,13), i contadini pressati da imposte (cf. Am 5,11), popoli schiavizzati (cf. 2Sam 12,31), gli schiavi sono condannati e percossi (cf. Sir 3,25-29).<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a> Il lavoro assume una sua precisa funzione sociale: la diversit\u00e0 dei mestieri e dei ruoli permette la costruzione della societ\u00e0, lo sviluppo e il perfezionamento della creazione di Dio (Sap 14).\u00a0 Sono molto illuminanti i quadretti sociali espressi nel libro dei Proverbi: in Pr 13,4; 21,25 si ironizza sul modello dell\u2019uomo \u00abpigro che muore di fame\u00bb, mentre in Pr 16,26 su afferma che la fame stimola l\u2019appetito del lavoro. Troviamo ancora la satira del pigro in Pr 26,14 e in Sir 22,1-2<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn13\" name=\"_ednref13\">[13]<\/a>. Si ammira la donna che lavora (\u00abnon mangia il pane dell\u2019ozio\u00bb: Pr 31,27) e si apprezza il lavoro ben fatto in Sir 38,26.28.30. In questo contesto viene anche esaltata la funzione artistica del lavoro e con essa la figura di Salomone (cf. 1Re 7). Una riflessione \u00abteologica\u00bb circa il lavoro umano in relazione al senso della vita \u00e8 attestata nel libro del Qo\u00e8let.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn14\" name=\"_ednref14\">[14]<\/a>Tali prospettive ci permettono di cogliere la ricchezza del tema lavorativo, inquadrato nel pi\u00f9 ampio sistema di relazioni che il fedele israelita \u00e8 chiamato a vivere in relazione alla Legge di Dio e al rispetto del prossimo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong> Aspetti del lavoro nei vangeli<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Considerando lo sviluppo del tema nel Nuovo Testamento va evidenziata la variet\u00e0 del vocabolario relativo all\u2019attivit\u00e0 lavorativa.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn15\" name=\"_ednref15\">[15]<\/a> \u00c8 interessante notare come nei racconti evangelici si trovano diversi accenni al lavoro secondo una triplice prospettiva:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>a)<\/em> la persona storica di Ges\u00f9 di Nazaret;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>b)<\/em> la predicazione di Ges\u00f9: detti; le preghiere; la controversia sul sabato;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>c)<\/em> l\u2019insegnamento in parabole.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>a)<\/em> In primo luogo, \u00e8 Ges\u00f9 stesso ad essere definito figlio del falegname e (Mt 13,55) ed egli stesso \u00e8 \u00abfalegname\u00bb (Mc 6,3<em> tekt\u014dn<\/em>). L\u2019attestazione marciana potrebbe far pensare alla continuazione del lavoro di artigiano da parte di Ges\u00f9 fino alla sua missione pubblica, dopo la morte di Giuseppe.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn16\" name=\"_ednref16\">[16]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>b)<\/em> Nella predicazione di Ges\u00f9 si trovano diversi riferimenti indiretti al motivo lavorativo. Il <em>logion<\/em> sulla priorit\u00e0 del regno (cf. Mt 6,33; Lc 9,25) implica l\u2019impegno umano ordinato al progetto di Dio, dinanzi al quale l\u2019intera attivit\u00e0 produttiva dell\u2019uomo \u00e8 relativizzata. Il motivo lavorativo ritorna nell\u2019insegnamento della preghiera del \u00abPadre Nostro\u00bb (Mt 6,9-13) e nell\u2019invito a portare il giogo dolce e leggero del Signore (Mt 11,28-30). L\u2019allusione all\u2019\u00ab<em>unum necessarium<\/em>\u00bb contenuta nel racconto lucano di Marta e Maria va compreso in riferimento all\u2019attivit\u00e0 lavorativo che implica il rispetto del riposo contemplativo (cf. Lc 10,38-42).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>c)<\/em> Colpiscono alcune parabole che trattano dell\u2019operosit\u00e0 e del lavoro, soprattutto in relazione all\u2019impiego della metafora agricola (campo, vigna)<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn17\" name=\"_ednref17\">[17]<\/a> e commerciale (amministratore, talenti)<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn18\" name=\"_ednref18\">[18]<\/a>. All\u2019importanza del lavorare onestamente e del produrre frutti per il necessario sostentamento, si contrappone al monito circa la dimensione caduca del lavoro come \u00abpossesso egoistico\u00bb (idolo), a cui il credente \u00e8 chiamato a \u00abrinunciare\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn19\" name=\"_ednref19\">[19]<\/a> Contro l\u2019insegnamento degli scribi e dei farisei \u00abche dicono e non fanno\u00bb (Mt 23,3), chi segue Cristo deve saper coniugare il messaggio del vangelo con la sua attuazione pratica.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn20\" name=\"_ednref20\">[20]<\/a> In questa prospettiva si coglie il valore teologico della scena del giudizio universale (cf. Mt 25,31-46): il compimento dell\u2019opera di solidariet\u00e0 da parte di coloro che sono venuti incontro ai bisogni dei poveri \u00e8 il criterio della ricompensa finale.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn21\" name=\"_ednref21\">[21]<\/a>. Si sottolinea la stretta relazione tra la fede professata e le opere compiute. La portata \u00abetica\u00bb dell\u2019insegnamento di Ges\u00f9 nel primo vangelo non contraddice il principio secondo cui il credente pu\u00f2 salvarsi solo con le sue opere. Tale pretesa, che \u00e8 attestata nella logica legalistica del fariseismo (cf. Lc 18,9-14: la parabola del fariseo e del pubblicano) sarebbe in contraddizione con il messaggio di Ges\u00f9 e l\u2019interpretazione della comunit\u00e0 ecclesiale.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn22\" name=\"_ednref22\">[22]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel periodo post-pasquale i primi cristiani hanno proseguito e diffuso gli insegnamenti di Ges\u00f9, conferendo al lavoro e al riposo un valore testimoniale.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn23\" name=\"_ednref23\">[23]<\/a> Un aspetto peculiare del quarto vangelo \u00e8 dato dall\u2019uso teologico di <em>ergon\/ergazomai<\/em>. Il suo impiego delinea l\u2019attivit\u00e0 specifica di Ges\u00f9 nella sua missione terrena, che si aggancia in modo indissolubile all\u2019opera di Dio Padre (cf. Gv 4,34; 5,17; 17,4).<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn24\" name=\"_ednref24\">[24]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong> La riflessione paolina sul lavoro<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>\u00a0<\/strong>Pur non svolgendo una trattazione sistematica del tema, Paolo rielabora il motivo lavorativo conferendogli una valenza teologica in diversi contesti epistolari.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn25\" name=\"_ednref25\">[25]<\/a> Tale motivo \u00e8 supportato dalla testimonianza autobiografica che l\u2019apostolo utilizza nella sua argomentazione dottrinale e paracletica. Nel corso della sua missione apostolica, Paolo svolge il lavoro manuale di fabbricante di tende (cf. At 18,3: <em>sk\u0113nopoios<\/em>) e ne rivendica la valenza esemplare (At 20,18-35).<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn26\" name=\"_ednref26\">[26]<\/a> Egli ha esercitato il lavoro manuale nel progressivo sviluppo della sua missione, fin dal primo viaggio missionario (cf. At 13,1-14,25) e nei successivi itinerari pastorali. Non fa quindi meraviglia trovare indicazioni sul suo lavoro a Tessalonica (1Ts 2,9), a Corinto (1Cor 4,12; At 18,3), ad Efeso (At 19,11; 20,34), nella seconda permanenza a Corinto (2Cor 12,24) e, con buona probabilit\u00e0, anche nel corso della prigionia romana (cf. At 28,30). L\u2019apostolo non scinde mai la missione apostolica dalla sua attivit\u00e0 lavorativa. Essa diventa una testimonianza credibile dell\u2019impegno cristiano sia nelle relazioni ecclesiali, sia nel processo di evangelizzazione verso i lontani dalla <em>ekkl\u0113sia<\/em>. Scrivendo ai Tessalonicesi Paolo si presenta come modello (<em><u>typos<\/u><\/em>) da imitare anche nel lavoro (cf. 1Ts 2,9-12). L\u2019incisiva esortazione di 1Ts 4,10-12 conferma questa interpretazione: \u00abVi esortiamo, fratelli, a progredire ancora di pi\u00f9 e a fare tutto il possibile per vivere in pace, occuparvi delle vostre cose e lavorare con le vostre mani (<em>ergazesthai tais chersin hym\u014dn<\/em>), come vi abbiamo ordinato, e cos\u00ec condurre una vita decorosa di fronte agli estranei e non avere bisogno di nessuno\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In 2Ts la problematica del lavoro \u00e8 collegata probabilmente a una situazione specifica locale, che generava disagio e disordine tra i credenti, i quali non volevano lavorare e pretendevano di essere sostenuti dalla comunit\u00e0 locale. Per contrastare questa tendenza l\u2019apostolo richiama l\u2019esempio dei primi missionari che a Tessalonica hanno evangelizzato lavorando duramente per non essere di peso alla comunit\u00e0. Essi hanno rinunciato ad essere sostenuti, divenendo un modello per tutti i cristiani (cf. 2Ts 3,6-15). L\u2019attivit\u00e0 lavorativa non \u00e8 solo una realizzazione personale e familiare del credente che sa provvedere alla sua autonomia senza pesare sulla comunit\u00e0, ma anche un vincolo di comunione solidale, di giustizia sociale, di concordia e di testimonianza evangelica nei riguardi dell\u2019ambiente circostante. Oltre alla fatica propriamente pastorale, il lavoro come esercizio di un mestiere sociale \u00e8 un mezzo di santificazione (1Ts 4,3.7), espressione di \u00abamore fraterno\u00bb (4,9), motivo di onore e di decoro (4,11-12), testimonianza di speranza in attesa della <em>parousia<\/em><em>, <\/em>impegno di giustizia e forma di solidariet\u00e0 verso gli indigenti (2Ts 3,13).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ancora pi\u00f9 densa \u00e8 la riflessione sul lavoro nel carteggio corinzio. L\u2019apostolo rivendica la sua fatica lavorativa non solo nelle avversit\u00e0 sperimentate nel corso della missione<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn27\" name=\"_ednref27\">[27]<\/a>, ma soprattutto per legittimare la gratuit\u00e0 del suo ministero. Egli ha scelto di annunciare il Vangelo privandosi del \u00abdiritto (<em>exousia<\/em>)\u00bb dovuto ai predicatori cristiani (1Cor 9,15-18). L\u2019\u00abesempio\u00bb autobiografico proposto nella strategia retorica di 1Cor <a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn28\" name=\"_ednref28\">[28]<\/a> evidenzia l\u2019intreccio tra il motivo lavorativo ed alcuni temi importanti dell\u2019annuncio cristiano<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn29\" name=\"_ednref29\">[29]<\/a>. Con rara finezza Paolo dichiara di aver ricevuto il dono dell\u2019apostolato come \u00abultimo\u00bb, avendo faticato (<em>ekopiosa<\/em>) pi\u00f9 di tutti gli altri apostoli (1Cor 15,9-10). Nelle lettere dalla prigionia spiccano soprattutto due brani in cui si fa riferimento all\u2019attivit\u00e0 lavorativa: Fil 4,10-20 ed Ef 4,28. La testimonianza autobiografica di Fil 4,1-20 conferma la stretta connessione tra la capacit\u00e0 di vivere con il proprio lavoro (<em>autarcheia<\/em>) e l\u2019adempimento della missione di evangelizzazione. Gli aiuti finanziari ricevuti dalla comunit\u00e0 di Filippi (cf. 2Cor 11,9) vanno interpretati nella prospettiva solidaristica della partecipazione alla predicazione del Vangelo e all\u2019unit\u00e0 della Chiesa. Nell\u2019esortazione di Ef 4,28 l\u2019apostolo invita i credenti a lavorare \u00aboperando il bene con le proprie mani, per poter condividere con chi si trova nel bisogno\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un ultimo riferimento al lavoro si trova nelle Lettere pastorali, che evidenziano l\u2019attivit\u00e0 ministeriale delle guide della <em>ekkl\u0113sia<\/em>. Nel descrivere il dinamismo missionario degli evangelizzatori, l\u2019Apostolo ribadisce l\u2019importanza dell\u2019operosit\u00e0 associandola alla fatica e alla \u00ablotta spirituale\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn30\" name=\"_ednref30\">[30]<\/a> Oltre alla figura del pastore, l\u2019impegno lavorativo \u00e8 menzionato nell\u2019operosit\u00e0 dei credenti e nella capacit\u00e0 di realizzare le \u00abopere buone\u00bb.<a style=\"color: #000000;\" href=\"#_edn31\" name=\"_ednref31\">[31]<\/a> In particolare, l\u2019apostolo si riferisce all\u2019impegno lavorativo di due categorie di credenti: a) l\u2019operosit\u00e0 nel servizio delle vedove (1Tm 5,3-16); b) la fatica della predicazione dei presbiteri (1Tm 5,17-22).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il contributo che la riflessione paolina offre al motivo del lavoro umano \u00e8 consistente e pluridirezionale. Conferendo il fondamento teologico-cristologico al lavoro umano, Paolo ne segnala una triplice finalit\u00e0. Esso \u00e8 una chiamata a vivere nel mondo collaborando al processo di trasformazione e di santificazione secondo il progetto di Dio. In secondo luogo, il lavoro \u00e8 espressione dell\u2019identit\u00e0 creativa dell\u2019essere umano, delle sue potenzialit\u00e0 e della sua dignit\u00e0 fondata sull\u2019\u00abimmagine di Dio\u00bb (cf. Gen 1,26). Infine, il lavoro umano esprime un fondamentale valore relazionale e sociale di progresso civile e di pace, che implica un costante impegno per la giustizia e la solidariet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u00a0<\/em><strong>Conclusione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli elementi emersi dall\u2019analisi biblica relativa al lavoro umano si possono riassumere nei seguenti quattro punti:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">1) Il lavoro \u00e8 inteso nella Bibbia anzitutto come l\u2019azione posta nel creato dalla persona, chiamata da Dio ad esercitare la propria soggettivit\u00e0. Pertanto, il lavoro \u00e8 pensato \u00abper l\u2019uomo\u00bb e il soggetto che d\u00e0 valore all\u2019attivit\u00e0 lavorativa rimane sempre l\u2019essere umano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">2) Il concetto di lavoro nell\u2019Antico Testamento ha come riferimento l\u2019opera preveniente di Dio. Il comandamento di \u00abassoggettare\u00bb la terra rimane valido anche dopo il peccato, pur connotando il lavoro in un nuovo contesto di difficolt\u00e0 e di prova. Emerge il valore naturale del lavoro, insito nell\u2019essere stesso dell\u2019uomo creato, nella sua progettualit\u00e0 e il valore sociale del lavoro in funzione della crescita della comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">3) Nel corso della sua esistenza Ges\u00f9 ha santificato il lavoro anzitutto con la sua testimonianza personale. Egli lavor\u00f2 obbedendo al Padre e serv\u00ec la propria famiglia. Nell\u2019impegno della sua missione pubblica il Signore ha santificato il lavoro e ne ha esaltato la dignit\u00e0 attraverso la testimonianza di gratuit\u00e0, la predicazione del regno, la formazione dei discepoli, l\u2019insegnamento alle folle e la preghiera. Ai discepoli e ad ogni credente \u00e8 chiara l\u2019importanza dell\u2019operosit\u00e0 umana declinata nella logica della giustizia e del servizio. Rifuggendo ogni forma di egoismo, di utilitarismo e di parassitismo, sull\u2019esempio del Cristo venuto per servire (Mc 10,45), la comunit\u00e0 post-pasquale evangelizza il lavoro in tutte le sue forme. Esso diventa il \u00abterreno fecondo\u00bb per accogliere e formare i credenti secondo lo stile evangelico della famiglia ecclesiale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">4) La riflessione paolina sull\u2019importanza dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa conferma e rafforza l\u2019interpretazione cristologica del lavoro. Non solo lavorare con frutto significa ottemperare alla missione affidata dall\u2019uomo dal Creatore, ma l\u2019attivit\u00e0 lavorativa esprime il dinamismo della santificazione e si traduce in un autentico servizio di promozione della vita redenta nel mistero pasquale. Attraverso il lavoro umano si realizza l\u2019esercizio della carit\u00e0 ecclesiale. Nelle forme e nelle espressioni storiche della comunione, con i loro genio lavorativo i credenti concretizzano quella risposta vocazionale di santificazione, in vista dell\u2019edificazione della comunit\u00e0 cristiana e in attesa del compimento escatologico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>* Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce, Roma<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>L&#8217;intero articolo su Orientamenti Pastorali n. 4(2026), EDB. Tutti i diritti riservati.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> Cf. M. Toso, \u00abLa dignit\u00e0 del lavoro secondo la dottrina sociale della Chiesa\u00bb, in <em>Rassegna.Cnos<\/em>, 2(2010), pp. 185-199.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Cf. G. De Gennaro (a cura di), <em>Lavoro e riposo nella Bibbia<\/em>, Dehoniane, Napoli 1987; V. Mannucci, \u00abTeologia biblica del lavoro. A dieci anni dalla \u201cLaborem exercens\u201d\u00bb, in <em>Rassegna di Teologia<\/em>, 32(1991), pp. 443-468; S. Parisi, \u00abLavoro\u00bb, in <em>Temi teologici della Bibbia,<\/em> a cura di R. Penna \u2013 G. Perego \u2013 G. Ravasi, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2010, pp. 710-717; A. Mello, <em>Per una teologia del lavoro<\/em>, Qiqajon, Magnano \u2013 Bose 2021.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Cf. <em>Verso una spiritualit\u00e0 del lavoro professionale. Teologia, Antropologia e Storia a 500 anni dalla Riforma. <\/em>Atti del Convegno \u00abThe Heart of Work\u00bb, Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce. Roma, 19-20 ottobre 2017, Volume III\/5, a cura di J. L\u00f3pez D\u00edaz \u2013 F.M. Requena<em>, <\/em>Edusc, Roma 2018.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> Cf. L. Lucci, \u00abIl lavoro nei racconti biblici della creazione e nei miti mesopotamici\u00bb, in <em>Rivista Biblica<\/em>, 49(2001), pp. 3-41; A. W\u00e9nin \u00abLe \u201corigini\u201d del lavoro umano secondo Gen 1-11\u00bb, in <em>Parola Spirito e Vita<\/em>, 52(2005)2, pp. 9-20; F. Serafini, \u00abVocazione al lavoro dell\u2019uomo in Genesi 2\u00bb<em>,<\/em> in <em>Verso una spiritualit\u00e0 del lavoro professionale<\/em>, pp. 245-259: Pontificia Commissione Biblica, <em>Che cosa \u00e8 l\u2019uomo. Un itinerario di antropologia biblica<\/em>, LEV, Roma 2019, nn. 103-138.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> Il lavoro dell\u2019uomo \u00e8 conseguenziale all\u2019operare di Dio. L\u2019autore biblico usa solo al v. 4a un verbo esclusivo dell\u2019agire divino (<em>b\u0101r\u0101\u2019<\/em>, \u00abcreare\u00bb); gi\u00e0 a partire dal v. 4b, attribuendo a <em>Yhwh<\/em> il generico \u00abfare\u00bb (\u2018<em>\u0101s\u0101<\/em>), inizia a descrivere il Creatore in modo paragonabile all\u2019agire umano. \u00c8 noto, poi, che il verbo \u00abplasmare\u00bb (<em>y\u0101\u1e63ar<\/em>) di 2,7 descrive anche l\u2019attivit\u00e0 generatrice dell\u2019artigiano (cf. Is 29,16; Ger 18,4) e pi\u00f9 volte nell\u2019AT ha Dio come soggetto; cf. Serafini, <em>Vocazione al lavoro dell\u2019uomo in Genesi 2,<\/em> p. 252.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> Cf. Pontificia commissione biblica, <em>Che cosa \u00e8 l\u2019uomo,<\/em> nn. 113-116.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> Circa l\u2019approfondimento del verbo <em>&#8216;\u0101bad, <\/em>cf. A. Fanuli, \u00ab<em>&#8216;\u0101bad: <\/em>schiavit\u00f9 e servizio\u00bb<em>, <\/em>in <em>Parola Spirito e Vita<\/em> 52(2005)2, pp. 57-80.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> Cf. Pontificia commissione biblica, <em>Che cosa \u00e8 l\u2019uomo<\/em>, nn. 72; 106-108.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a> Cf. M. Barbero, \u00abLavoro\u00bb, in <em>Schede Bibliche Pastorali<\/em>. Volume 1: A-L, a cura di G. Barbaglio, EDB, Bologna 2014, p. 2119.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a> Per l\u2019esaltazione del lavoro della donna, cf. C. Carniti, <em>Il lavoro della donna<\/em>, in De Gennaro (a cura di), <em>Lavoro e riposo nella Bibbia<\/em>, pp. 109-124.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a> La fatica del lavoro evidenzia la vulnerabilit\u00e0 della persona umana dopo la caduta originaria e la sua condizione mortale; cf. Pontificia commissione biblica, <em>Che cosa \u00e8 l\u2019uomo<\/em>, nn. 319-321.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a> Cf. R. Virgili Dal Pr\u00e0, \u00abPer un lavoro secondo la giustizia: i richiami dei profeti\u00bb, in <em>Parola Spirito e Vita<\/em> 52,2 (2005) 81-100; Parisi, \u00abLavoro\u00bb, 714-715.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref13\" name=\"_edn13\">[13]<\/a> Cf. N. Calduch Benages, \u00abIl lavoro nei Proverbi e Siracide\u00bb, in <em>Parola Spirito e Vita<\/em> 52,2 (2005) 21-38.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref14\" name=\"_edn14\">[14]<\/a> Cf. L. Mazzinghi, \u00abIl lavoro umano tra illusione e realt\u00e0 nel libro del Qohelet\u00bb, in <em>Parola Spirito e Vita<\/em> 52(2005)2, pp. 39-56.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref15\" name=\"_edn15\">[15]<\/a> I verbi greci sono diversi: <em>prass\u014d<\/em> (fare, compiere); <em>poie\u014d<\/em> (fare, costruire), <em>ergazomai<\/em> (lavorare), <em>kopia\u014d<\/em> (faticare, stancarsi), <em>euergete\u014d<\/em> (beneficare). Tra i sostantivi\/aggettivi relativi al lavoro si evidenziano: <em>ergon<\/em> (opera), <em>ergat\u0113s<\/em> (operaio, lavoratore), <em>ergasia<\/em> (occupazione), <em>energeia<\/em> (forza, energia), <em>energ\u0113s<\/em> (attivo, operoso), <em>euergesia<\/em> (il fare bene); <em>poi\u0113ma<\/em> (opera artistica). In relazione all\u2019attivit\u00e0 di Cristo l\u2019impiego del termine <em>e<\/em><em>rgon<\/em> (opera) designa la missione pubblica del Figlio nel mondo (cf. Mt 11,2; Lc 24,19); cf. Parisi, \u00abLavoro\u00bb, p. 710.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref16\" name=\"_edn16\">[16]<\/a> Cf. E. Rasco, \u00abGes\u00f9: lavoro e riposo nei vangeli\u00bb, in De Gennaro (a cura di), <em>Lavoro e riposo nella Bibbia<\/em>, pp. 205-233.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref17\" name=\"_edn17\">[17]<\/a> Cf. Mc 4,1-20; Mt 13,24-30.36-43; Mt 20,28-32; Mc 12,1-12. Nei racconti si trovano espressioni riferite al datore di lavoro (Lc 18,1.9: <em>kyrios<\/em>; Mt 20,1.11: <em>oikodespot\u0113s<\/em>; <em>epitropos<\/em>; Lc 12,42: <em>oikonomoi<\/em>; Mt 10,10: <em>douloi<\/em>; <em>achreioi<\/em>).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref18\" name=\"_edn18\">[18]<\/a> Cf. Mt 20,1-16; Mt 24,45-51 (Lc 12,42-46); Mt 25,14-30 (Lc 19,12-27); Lc 16,1-8.19-31.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref19\" name=\"_edn19\">[19]<\/a> Ges\u00f9 richiama spesso il pericolo delle ricchezze: cf. Lc 12,16-20; 16,19-31; 10,23-27.28-31.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref20\" name=\"_edn20\">[20]<\/a> Il dovere di coniugare la fede con le opere \u00e8 attestato in Mt 7,24-27 (la parabola delle \u00abdue case\u00bb). L\u2019importanza dell\u2019impegno fruttuoso \u00e8 ulteriormente sottolineata dalla parabola dei talenti (Mt 25,14-30).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref21\" name=\"_edn21\">[21]<\/a> \u00c8 interessante sottolineare come il compimento delle sei opere di misericordia segnalate nel racconto matteano viene riassunto con il verso \u00abservire\u00bb: \u00abSignore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito? (<em>ou di\u0113kon\u0113samen so\u00ec<\/em>)\u00bb (Mt 25,44). Il fare le \u00abopere\u00bb di misericordia rientra nel dovere cristiano del \u00abservizio\u00bb (<em>diakonia<\/em>), configurato nell\u2019ottica del modello cristologico (cf. Mt 20,28).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref22\" name=\"_edn22\">[22]<\/a> Nella medesima linea interpretativa vanno i detti di Ges\u00f9 che criticano il legalismo farisaico (cf. Mc 2,23-28; 7,1-13): cf. J.P. Meier, \u00abThe Historical Jesus and the Plucking of the Grain on the Sabbath\u00bb, in <em>Catholic Biblical Quarterly<\/em> 56(2004), pp. 561-581.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref23\" name=\"_edn23\">[23]<\/a> Cf. B. Prete, <em>Lavoro e riposo nei dati degli Atti degli Apostoli<\/em>, in De Gennaro (a cura di), <em>Lavoro e riposo nella Bibbia<\/em>, pp. 235-284.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref24\" name=\"_edn24\">[24]<\/a> Cf. R. Heiligenthal, \u00ab<em>Ergon\u00bb<\/em>, in <em>Dizionario esegetico del Nuovo Testamento<\/em>, a cura di H. Betz \u2013 G. Schneider, Paideia, Brescia 1997, pp. 1371-1374; U. Vanni, <em>Le opere e l\u2019operare di Ges\u00f9 nel IV vangelo modello dell\u2019attivit\u00e0 umana,<\/em> in De Gennaro (a cura di), <em>Lavoro e riposo nella Bibbia<\/em>, pp. 285-297; R. Vignolo \u2013 M. Fossati, \u00abMio padre lavora sempre (Gv 5,17), L\u2019opera\/le opere come tratto della missione cristologica nel Vangelo di Giovanni\u00bb, in <em>Parola Spirito e Vita<\/em> 52(2005)2, pp. 117-148.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref25\" name=\"_edn25\">[25]<\/a> Cf. G. De Virgilio, \u00abAspetti antropologici e teologici del lavoro nell\u2019epistolario paolino\u00bb, in <em>Ricerche Storico-Bibliche<\/em> 1-2(2020), pp. 377-402.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref26\" name=\"_edn26\">[26]<\/a> Nelle lettere vi sono diversi riferimenti al lavoro e al sostentamento dell\u2019Apostolo: cf. 1Cor 4,12; 9,1-18; 2Cor 6,5; 11,23.27; 1Ts 2,9; 2Ts 3,8; cf. Barnett, \u00abFabbricazione di tende\u00bb, in <em>Dizionario di Paolo e delle sue Lettere<\/em>, a cura di G.F. Hawthorne \u2013 R.P. Martin \u2013 D.G. Reid, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo (MI) 1999, pp. 602-605.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref27\" name=\"_edn27\">[27]<\/a> Cf. 1Cor 4,10-12; 2Cor 6,4-6; 2Cor 11,26-27; cf. A. Gieniusz, \u00abPaolo: lavorare con le proprie mani e compiere fatiche apostoliche\u00bb, in <em>Parola Spirito e Vita<\/em>, 52(2005)2, pp. 175-196.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref28\" name=\"_edn28\">[28]<\/a> Cf. A. Pereira Delgado, <em>De ap\u00f3stol a esclavo. El exemplum de Pablo en 1Corintios 9<\/em> (AB 182), Gregorian &amp; Biblical Press, Roma 2010, pp. 65-115.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref29\" name=\"_edn29\">[29]<\/a> Tra i motivi evocati nell\u2019argomentazione lavorativa di 1Cor 9 si segnalano: la comunione ecclesiale, la legittimazione dell\u2019apostolato, l\u2019aiuto finanziario dovuto ai missionari, il ruolo delle comunit\u00e0 ospitanti, l\u2019ethos delle prime comunit\u00e0 cristiane.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref30\" name=\"_edn30\">[30]<\/a> Cf. 1Tm 4,10-11; 2Tm 2,1-7.14-16.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"#_ednref31\" name=\"_edn31\">[31]<\/a> Cf. R. Amici, <em>\u00abTutto ci\u00f2 che Dio ha creato \u00e8 buono\u00bb (1Tm 4,4). Il rapporto con le realt\u00e0 terrene nelle Lettere Pastorali<\/em> (SRB 48), Dehoniane, Bologna 2007, pp. 125-129.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe De Virgilio* &#8211; Sappiamo quanto sia attuale la riflessione sul lavoro, l\u2019attivit\u00e0 umana e l\u2019imprenditoria nell\u2019odierno sistema sociale e come il suo significato vada &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":4263,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[35,368],"class_list":["post-4267","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-lavoro","tag-parola-di-dio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4267","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4267"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4267\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4273,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4267\/revisions\/4273"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4263"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}