{"id":3748,"date":"2025-06-02T09:31:23","date_gmt":"2025-06-02T07:31:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3748"},"modified":"2025-06-02T21:11:44","modified_gmt":"2025-06-02T19:11:44","slug":"la-parrocchia-che-verra-meno-progettualita-piu-spiritualita-quale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2025\/06\/02\/la-parrocchia-che-verra-meno-progettualita-piu-spiritualita-quale-2\/","title":{"rendered":"La parrocchia che verr\u00e0. Piccole-medie comunit\u00e0 coordinate da laici (da formare)"},"content":{"rendered":"<p><em>Giacomo Ruggeri &#8211; pastoralista<\/em><\/p>\n<p>Non scopro nulla di nuovo. Quello delle piccole-medie comunit\u00e0 in assenza del parroco residente \u00e8 un tema che si discute da tempo nella Chiesa in Italia. Nella geografia delle diocesi italiane sono in forte aumento le piccole-medie parrocchie che, da anni, vedono il sacerdote solo per la Messa domenicale e, una volta alla settimana (quando va bene) per quella feriale.<\/p>\n<p><strong>Formazione diversificata dei laici che coordinano la propria parrocchia<\/strong><\/p>\n<p>Formare \u00e8 un verbo che definisco <em>nomadico<\/em>, ovvero: che si muove con gli spostamenti e le molteplici mutazioni del proprio tempo sociale, politico, culturale, religioso. La formazione non \u00e8 un caschetto statico da indossare valevole per ogni stagione. Qui di seguito offro alcuni punti prospettici a mo\u2019 di elenco per imbastire un percorso formativo sul territorio diocesano, zona per zona.<\/p>\n<p><em>Decentrare la centralit\u00e0 del prete<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un problema concreto. \u201cCi penser\u00e0 il prete\u201d. \u00c8 il mantra in ogni parrocchia. Ma la colpa \u00e8 del prete stesso che ha forgiato, per decenni, la cultura del ruotare tutto a torno a lui, dal cercare i rami d\u2019ulivo per la processione delle Palme all\u2019acquisto delle ostie per le Messe. Oggi questa cultura centralista presenta un conto pesante. I sacerdoti ora defunti che per anni hanno servito le piccole parrocchie hanno lasciato un enorme buco (a volte anche economico) soprattutto di corresponsabilit\u00e0. Il sacerdote in parrocchia doveva avere l\u2019ultima parola su tutto, con la conseguenza che la gente alla fine ha tirato una linea e gli ha detto: \u201cAllora pensaci tu!\u201d.\u00a0Per formare laici che in un futuro breve dovranno coordinare la propria parrocchia, bisogner\u00e0, innanzitutto, riconoscere e ammettere (nobis culpa, almeno come dovere morale) che questa centralit\u00e0 del sacerdote \u00e8 stata frenante su pi\u00f9 ambiti. Per molti sacerdoti essere riconosciuti dalla gente come status sociale, al pari del sindaco, del maresciallo, del dottore era una necessit\u00e0. Per questo, l\u2019avere tutto sotto controllo permetteva a tale status di esistere. A chi come sacerdote \u00e8 venuto dopo di lui, con un\u2019et\u00e0 diversa e una formazione teologica e culturale diversa, questi si \u00e8 trovato il deserto relazionale, al di l\u00e0 del saluto e della cortesia formale da parte della gente.<\/p>\n<p><em>Servizi diversificati: dall\u2019aprire la chiesa, alla catechesi dei bambini, al comperare ostie e candele<\/em><\/p>\n<p>In una piccola-media parrocchia dove il parroco non vi risiede, sono molteplici i servizi che richiedono di essere preparati e formati. L\u2019aprire la chiesa, ad esempio, non ha solo un fine pratico, ma \u00e8 un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 da parte del laico che quotidianamente (mattina e sera) compie questo gesto. Aprire una porta \u00e8, in s\u00e9, molto di pi\u00f9 di un gesto meccanico: \u00e8 avere a cuore la propria chiesa, il luogo dove sono cresciuto, dove tanti paesani sono stati congedati con le esequie, dove l\u2019entrare per accendere un lumino raccoglie in s\u00e9 una poliedrica vita interiore e spirituale (una richiesta di aiuto, di ringraziamento, ecc). Le catechiste (al femminile, perch\u00e9 assai rari sono al maschile) di una piccola-media parrocchia non sono eterne. Bisogna adesso preparare il ricambio, anche per non sfibrarle sino all\u2019osso e poi non trovare un sostituto. Le mamme di chi ha figli e figlie in et\u00e0 sacramenti (elementari e medie) solitamente (ma non \u00e8 la prassi) sono quelle che pi\u00f9 si spendono nel servizio della catechesi. Giovani mamme catechiste che hanno a cuore la formazione cristiana dei propri figli, per questo si donano settimanalmente, perch\u00e9 i propri figli e i loro coetanei abbiano una formazione integrale. Poi vi sono le catechiste veterane (soventi maestre, insegnanti), quelle che per diverse generazioni hanno scelto di servire in parrocchia in questo preciso tassello della comunit\u00e0. Lo snodo catechesi e iniziazione cristiana \u00e8 uno dei nodi per la Chiesa italiana: sacramentalizzare senza una consapevolezza di chi \u00e8 Ges\u00f9, di cosa sia il Vangelo, che cosa voglia dire vivere la Messa. Formare laici nelle piccole-medie parrocchie dove la catechesi ha un suo percorso senza la necessit\u00e0 del sacerdote residente. Questi offre il suo unicum di prete, ma il resto \u00e8 coordinato dal gruppo di catechiste. Inoltre, per l\u2019acquisto delle ostie non serve il sacerdote. \u00c8 sufficiente a chi apre la chiesa, aprire anche l\u2019armadio in sacrestia e vedere quante ostie piccole e grandi bisogna ordinare dal fornitore e la cosa \u00e8 fatta. Cos\u00ec dicasi per altri oggetti come candele, lumini, cera liquida, vino, ecc. se continua a pensarci il sacerdote si perpetua la sua centralit\u00e0 a danno della corresponsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Lodi e Vespri in chiesa quando non c\u2019\u00e8 la Messa feriale<\/em><\/p>\n<p>La fede si nutre dei sacramenti, ma non solo di essi. Generazioni di sacerdoti ora defunti hanno inculcato la partecipazione alla Messa come unico modo per coltivare la propria fede. Per di pi\u00f9 il binomio del defunto da ricordare, facendogli celebrare la Messa, ha radicato questa mentalit\u00e0. Al posto della Messa feriale, avviare la preghiera comunitaria delle Lodi al mattino e dei Vespri al pomeriggio, con un piccolo gruppo che apre la strada, nel ritrovarsi in chiesa (in inverno in una piccola stanza riscaldata adiacente) \u00e8 una via da esercitare sin d\u2019ora nelle piccole-medie parrocchie. Un piccolo gruppo che, con il libro delle Lodi e dei Vespri (a caratteri grandi per favorire gli anziani) crea ferialit\u00e0, familiarit\u00e0, crea la mentalit\u00e0 dell\u2019appuntamento quotidiano, del ritrovarsi per pregare insieme senza il sacerdote nella propria chiesa parrocchiale dove si celebra la Messa solo la domenica. A questa preghiera quotidiana della Liturgia delle Ore, specie nel pomeriggio, invitare i ragazzi del catechismo per introdurli nella preghiera della Chiesa, mostrando loro che oltre alla Messa sono diversi i modi per nutrire la fede personale e comunitaria. Formare i laici a coordinare piccole-medie parrocchie senza il sacerdote residente richiede pazienza, preghiera, costanza. Vi sar\u00e0 una prima fase di continuit\u00e0 ecclesiale (\u201csino ad oggi abbiamo fatto&#8230;\u201d) per una successiva fase esplorativa-laboratoriale dove i laici sperimentano, provano, correggono il tiro, ecc. Quando il sacerdote si esercita, ed \u00e8 aiutato anche dai laici, a de-centrarsi, mettendosi a lato affinch\u00e9 si possa \u00abiniziare processi pi\u00f9 che di possedere spazi\u00bb (<em>Evangelii Gaudium<\/em> 223), \u00e8 allora che le migliori esperienze e proposte nascono, fioriscono nella piccola-media parrocchia senza il sacerdote residente. E portano frutto.<\/p>\n<p><em>Tratto da Orientamenti Pastorali n.6(2025), EDB. Tutti i diritti riservati<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giacomo Ruggeri &#8211; pastoralista Non scopro nulla di nuovo. 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