{"id":3688,"date":"2025-04-30T22:00:45","date_gmt":"2025-04-30T20:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3688"},"modified":"2025-04-30T22:00:53","modified_gmt":"2025-04-30T20:00:53","slug":"processi-di-pastorale-digitale-per-formare-alla-sinodalita-e-alla-corresponsabilita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2025\/04\/30\/processi-di-pastorale-digitale-per-formare-alla-sinodalita-e-alla-corresponsabilita-2\/","title":{"rendered":"Processi di pastorale digitale,  per formare alla sinodalit\u00e0 e alla corresponsabilit\u00e0 \/ 2"},"content":{"rendered":"<p><em>Fortunato Ammendolia &#8211; informatico, studioso di pastorale digitale, intelligenza artificiale ed etica, docente invitato in istituzioni accademiche<\/em><\/p>\n<p>\u00abMettere in comunione pi\u00f9 che in rete\u00bb. \u00c8 questo lo slogan che dal 2014 segna la prassi <em>Pastorale Digitale 2.0<\/em>, declinazione di pastorale digitale della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Uno slogan, profetico, coniato dal vescovo diocesano Gerardo Antonazzo. Con Pastorale Digitale 2.0 si \u00e8 di fatto passati dall\u2019informare, che passa attraverso il Web, a una comunicazione <em>onlife<\/em>, dal cosiddetto sito vetrina del Web 1.0 al far partecipare e coinvolgere le persone in termini di vita di fede o, pi\u00f9 largamente, a promuovere dialogo. \u00c8 questa la genesi di un processo che \u00e8 opportuno introdurre con una \u00abvisione\u00bb \u2013 quella di tre giovani studenti universitari poco pi\u00f9 che ventenni \u2013 e un \u00absogno\u00bb \u2013 quello di una Chiesa locale e del suo vescovo \u2013.\u00a0Partiamo dalla \u00abvisione\u00bb, che graffiamo da un libro in cui l\u2019esperienza \u00e8 stata messa in narrazione. Riccardo Petricca scrive: \u00abCorreva l\u2019anno 1998. Era il mesozoico informatico: si iniziavano a diffondere i primi personal computer con Windows; Google non era stata ancora fondata e Facebook non esisteva nemmeno nella mente di un bambino di nome Mark Zuckerberg. In un tiepido sabato pomeriggio di primavera (tre giovani universitari di ingegneria) organizzarono un incontro dal titolo: \u201cUtilizzo di internet nella Chiesa\u201d. Dopo una breve spiegazione dal punto di vista tecnico\/informatico e di cosa fosse internet e di come si utilizzasse, si inizi\u00f2 a parlare delle sue possibili applicazioni in ambito ecclesiale. Si inizi\u00f2 a parlare di <em>netiquette<\/em> e soprattutto della creazione di stanze virtuali in cui discutere di religione, fare pastorale e, in particolare, coinvolgere giovani che erano gli abitanti di questo nuovo mondo virtuale chiamato <em>cyberspazio<\/em>. Fu quello probabilmente il peggiore degli incontri mai visti e organizzati. Molti andarono via dopo pochi minuti, non comprendendo [\u2026] di cosa si stesse o si volesse parlare. Qualcuno che intu\u00ec l\u2019argomento rimase scandalizzato da quei pazzi visionari \u2026\u00bb.<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>\u00a0Queste parole, rilette oggi alla luce del documento <em>Comunicazione e missione. Direttorio sulle comunicazioni sociali <\/em>(CEI, 2004), ci permettono di affermare che in quei tre giovani ingegneri c\u2019erano gi\u00e0 i tratti caratteristici dell\u2019<em>animatore della comunicazione e della cultura<\/em> (= AniCeC, figura che la CEI nella scheda n. 3 dello Strumento di lavoro per la fase profetica del cammino sinodale delle chiese in Italia, ha rimesso in evidenza).<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a> L\u2019AniCeC, con il genio della fede, incoraggia e aiuta la propria comunit\u00e0 ad ascoltare gli odierni contesti culturali e a ripensare ed esprimere in essi l\u2019annuncio del vangelo; \u00e8 attento ai linguaggi della cultura mediatica, senza perdere di vista i codici comunicativi religiosi; nel suo agire educa alla relazione autentica accogliendo gli altri, considerandone la vita, rendendoli protagonisti. Uomo della consapevolezza integrale, tiene insieme tecnica e fede.<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>\u00a0In quel sabato pomeriggio del 1998, quei tre giovani di cui si parla nel testo di Petricca, non ebbero sorte migliore dell\u2019apostolo Paolo nell\u2019are\u00f2pago di Atene: anche il loro fu un apparente fallimento, ma piuttosto una \u00abvisione\u00bb che sedici anni dopo avrebbe incrociato un \u00absogno\u00bb.<\/p>\n<p>Si \u00e8 parlato di \u00absogno\u00bb di una Chiesa locale e del suo vescovo, reso bene dalla frase \u00abunit\u00e0 nella diversit\u00e0\u00bb e ritrovato nelle parole del vescovo Gerardo Antonazzo: \u00abRitorno con la mente al 23 ottobre 2014, giorno in cui \u00e8 stata eretta la diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Per questa Chiesa locale il valore della sinodalit\u00e0 \u00e8 andato di pari passo con l\u2019urgenza di integrare le parrocchie provenienti dall\u2019abbazia territoriale di Montecassino con quelle della diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo. Direi che la pastorale digitale ha contribuito in modo rilevante alla conoscenza del pi\u00f9 vasto territorio, promuovendo l\u2019integrazione attraverso una forma di \u201cesplorazione\u201d e di \u201caccoglienza\u201d delle rispettive risorse ecclesiali, caratterizzata dal racconto digitale\u00bb. Il presule evidenzia che la prassi <em>Pastorale digitale 2.0<\/em> \u2013 la cui piattaforma informatica \u00e8 costituita da un sito<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a> e social opportunamente integrati \u2013 \u00e8 una forma di \u00abautobiografia\u00bb della Chiesa locale: \u00abHa educato e continua a educarci \u201cal noi\u201d aprendo la \u201cparte\u201d al \u201ctutto\u201d\u00bb. Ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 evidente in quell\u2019area del sito ufficiale della diocesi che ne racconta la vita con parole e immagini, piattaforma in cui ogni comunit\u00e0 particolare o realt\u00e0 presente in diocesi pu\u00f2 narrare di s\u00e9 e condividere con l\u2019intera Chiesa locale le proprie esperienze: per Antonazzo, \u00ab\u00e8 la stessa possibilit\u00e0 di partecipare a questa espressione digitale della diocesi a destare e a far crescere il senso di appartenenze a un\u2019unica Chiesa\u00bb.<\/p>\n<p>Pastorale digitale 2.0 \u00e8 tesa sempre pi\u00f9 a implementare un <em>uscire<\/em> in senso pieno \u2013 con misericordia e aprendo alla speranza \u2013, ovvero a essere presenza che diviene ascolto delle differenze, dialogo, prossimit\u00e0-missione. Nell\u2019orizzonte della formazione alla sinodalit\u00e0 e alla corresponsabilit\u00e0 questa prassi ha fatto sua l\u2019affermazione di Francesco: \u00abL\u2019accesso alle reti digitali comporta una responsabilit\u00e0 per l\u2019altro, che non vediamo ma \u00e8 reale, ha la sua dignit\u00e0 che va rispettata. La rete pu\u00f2 essere ben utilizzata per far crescere una societ\u00e0 sana e aperta alla condivisione\u00bb.<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>\u00a0Il vescovo Gerardo afferma: \u00abPastorale digitale 2.0 provoca opinione e ne permette l\u2019espressione. Partecipa, cio\u00e8, allo sforzo di una Chiesa che, a ogni costo, desidera essere sempre pi\u00f9 \u201cdi popolo\u201d, coinvolgendo le persone e coinvolgendosi nella loro vita reale\u00bb.<\/p>\n<p>Ho posto al vescovo Gerardo questo interrogativo: \u00abDallo sbilanciamento nel digitale di \u201cspazi della vita pastorale\u201d che in modo diffuso ha preso forma nel tempo del lockdown, agli emendamenti del Sinodo dei vescovi sulla sinodalit\u00e0, e in attesa degli emendamenti del cammino sinodale delle Chiese in Italia, in quale orizzonte e priorit\u00e0 andrebbe inquadrata la prassi della pastorale digitale diocesana dell\u2019immediato futuro?\u00bb. Questa la sua risposta: \u00abOccorre essere capaci di \u201cnovit\u00e0\u201d, mossi dalla speranza\u00bb, e, citando qualche passaggio di una sua lettera alla comunit\u00e0 diocesana, ha evidenziato che: \u00absenza la profezia nessuna storia, n\u00e9 personale n\u00e9 comunitaria, potrebbe diventare \u201cstoria di salvezza\u201d. La profezia biblica \u00e8 sempre orientata a un futuro di speranza: a partire da un processo di revisione e ripensamento della storia; si pu\u00f2 intravedere l\u2019apertura a un diverso futuro, facendo tesoro dell\u2019immaginazione, della creativit\u00e0 e dell\u2019iniziativa provocate dallo Spirito di Dio. C\u2019\u00e8 una profezia che la Chiesa esercita sul mondo, e c\u2019\u00e8 una profezia che la Chiesa deve esercitare su s\u00e9 stessa. E quest\u2019ultima, mi sembra, la priorit\u00e0\u2026\u00bb. Quindi, il presupposto fondamentale per l\u2019autenticit\u00e0 e la fecondit\u00e0 di una riforma pastorale \u00e8 trasformarsi rinnovando il modo di pensare. Da questa trasformazione pu\u00f2 nascere una diversa forma di Chiesa, anche delle sue strutture istituzionali. Infatti: \u00absolo da questa profondit\u00e0 pu\u00f2 emergere una forza che, invece di conformarsi in modo passivo e acritico al mondo o di proporre \u201cguerre culturali\u201d perse in partenza contro di esso, pu\u00f2 anche contribuire a plasmare e coltivare questo mondo. Per ogni riforma \u00e8 necessario chiedersi quali siano le sue fonti teologiche e spirituali e se ci siano persone in grado di comprenderle, accettarle e metterle in atto\u00bb.<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a><\/p>\n<p>Si \u00e8 cos\u00ec evidenziata l\u2019urgenza espressa dall\u2019inscindibile trinomio \u00abformazione, comunione, corresponsabilit\u00e0\u00bb, da collocarsi nel solco tracciato dal n. 147 del documento finale del Sinodo 2021\/2024,<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a> nella consapevolezza che la ricaduta in termini di pastorale digitale non \u00e8 mai da intendersi come strumentale \u2013 cio\u00e8 in un \u00abattrezzarsi\u00bb per l\u2019utilizzo di nuove modalit\u00e0 divulgative capaci di capillarit\u00e0 \u2013, ma pi\u00f9 propriamente come attivazione di opportuni processi in una Chiesa che \u00e8 chiamata e ripensare il suo essere missione nella condizione <em>onlife <\/em>dell\u2019esistenza dell\u2019uomo, e pi\u00f9 largamente del creato.\u00a0<em>Pastorale digitale 2.0<\/em>, quindi, dovr\u00e0 attivare processi in questa direzione, e si potr\u00e0 parlare pi\u00f9 propriamente di <em>Pastorale digitale 3.0<\/em>, visto il suo rafforzarsi in termini di tecnologia di comunit\u00e0 (capacit\u00e0 delle tecnologie digitali di ricostruire una comunit\u00e0 concreta<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a>).<\/p>\n<p><em>Tratto da Orientamenti Pastorali n.4(2025), EDB. Tutti i diritti riservati.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> R. Petricca, <em>Pastorale digitale 2.0<\/em>, Gruppo Albatros Il Filo, 2015, p. 15.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Cf. F. Ammendolia, \u00abPer una Chiesa che si ripensa onlife: proposta di lettura della scheda n. 3 per la fase profetica\u00bb, in<em> Orientamenti Pastorali<\/em>, 1-2(2025), EDB, p. 89-96.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> \u00abQuanto mai urgente appare quindi individuare nuove figure di animatori nell\u2019ambito della cultura e della comunicazione che affianchino quelle ormai riconosciute del catechista, dell\u2019animatore della liturgia e della carit\u00e0. In questo campo servono operai che, con il genio della fede, sappiano farsi interpreti delle odierne istanze culturali, impegnandosi a vivere questa epoca della comunicazione non come tempo di alienazione e di smarrimento, ma come tempo prezioso per la ricerca della verit\u00e0 e per lo sviluppo della comunione tra le persone e i popoli. La loro azione da un lato dovr\u00e0 svilupparsi verso chi \u00e8 gi\u00e0 attivamente impegnato nella pastorale, per aiutarlo a meglio inquadrare il suo operato nel nuovo contesto socioculturale dominato dai media; dall\u2019altro dovr\u00e0 aprire nuovi percorsi pastorali, nell\u2019ambito della comunicazione e della cultura, attraverso i quali raggiungere persone e ambiti spesso periferici, se non estranei, alla vita della Chiesa e alla sua missione\u00bb, in CEI, <em>Comunicazione e missione. Direttorio sulle comunicazioni sociali<\/em>, n. 121.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> www.diocesisora.it (ultima consultazione, 24 aprile 2025). Il sito, seppur rinnovato nel dicembre 2021 con una veste grafica definita \u00abintuitiva e accattivante\u00bb, mantiene in s\u00e9 quell\u2019idea di due macro ambiti \u2013 istituzionale e vita della diocesi \u2013 che si richiamano l\u2019un l\u2019altro, pur avendo nella <em>home page<\/em> una visione d\u2019insieme opportunamente strutturata. Cf. https:\/\/bit.ly\/44JOYa7 (ultima consultazione, 24 aprile 2025).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> Francesco, <em>Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo<\/em>, Messaggio per la 50a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 24 gennaio 2016.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> T. Hal\u00edk, <em>Quel profondo desiderio di spiritualit\u00e0<\/em>, Avvenire (20 settembre 2024).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> \u00abLa formazione sinodale condivisa per tutti i Battezzati costituisce l\u2019orizzonte entro cui comprendere e praticare la formazione specifica necessaria per i singoli ministeri e per le diverse forme di vita. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga \u00e8 necessario che questa si attui come scambio di doni tra vocazioni diverse (comunione), nell\u2019ottica di un servizio da svolgere (missione) e in uno stile di coinvolgimento e di educazione alla corresponsabilit\u00e0 differenziata (partecipazione). Questa richiesta, emersa con forza dal processo sinodale, esige non di rado un impegnativo cambio di mentalit\u00e0 e una rinnovata impostazione degli ambienti e dei processi formativi. Implica soprattutto la disponibilit\u00e0 interiore a lasciarsi arricchire dall\u2019incontro con fratelli e sorelle nella fede, superando pregiudizi e visioni di parte. La dimensione ecumenica della formazione non pu\u00f2 che favorire questo cambio di mentalit\u00e0\u00bb. Francesco, <em>Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione. Documento finale<\/em> <em>XVI della Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi,<\/em> Citt\u00e0 del Vaticano 24 novembre 2024, <em>\u00a0<\/em>n. 147<em>.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> Cf. P.C. Rivoltella, <em>Quale presenza ecclesiale nell\u2019attuale contesto comunicativo<\/em>, Atti della 71a Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, Roma, 21-24 maggio 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fortunato Ammendolia &#8211; informatico, studioso di pastorale digitale, intelligenza artificiale ed etica, docente invitato in istituzioni accademiche \u00abMettere in comunione pi\u00f9 che in rete\u00bb. \u00c8 &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3673,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[212,59,12],"class_list":["post-3688","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-corresponsabilita","tag-pastorale-digitale","tag-sinodalita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3688"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3688\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3690,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3688\/revisions\/3690"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3673"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}