{"id":3563,"date":"2025-01-13T09:19:07","date_gmt":"2025-01-13T08:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3563"},"modified":"2025-01-13T09:28:14","modified_gmt":"2025-01-13T08:28:14","slug":"il-giubileo-della-speranza-quali-spunti-pastorali-per-le-comunita-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2025\/01\/13\/il-giubileo-della-speranza-quali-spunti-pastorali-per-le-comunita-2\/","title":{"rendered":"Il Giubileo della speranza. Quali spunti pastorali per le comunit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p><em>Marco Gallo, docente di sacramentaria e liturgia a Fossano (ISSR), Torino (Universit\u00e0 salesiana) e Parigi (Institut Catholique), direttore della Rivista di Pastorale liturgica (Queriniana)<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Un giubileo dedicato alla speranza<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La pandemia aveva appena esaurito la sua stagione pi\u00f9 aggressiva ed erano ancora molto pesanti le sue conseguenze emotive, relazionali ed economiche, quando, l\u201911 febbraio 2022, il papa scrive a mons. Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, la lettera che annuncia il tema del giubileo ordinario del 2025. Il motto indicato, <em>pellegrini di speranza<\/em>, evoca pratiche giubilari tipiche (il pellegrinaggio) e insieme anticipa anche il tema dell\u2019Anno santo. Si possono facilmente intuire le ragioni che hanno portato alla scelta della speranza come dimensione alla quale dedicarsi: dopo l\u2019<em>Anno della fede<\/em> celebrato da Benedetto XVI (2012\/2013) e il <em>Giubileo della misericordia<\/em> (2015\/2016) su iniziativa di un appena eletto Francesco, per completare la terna delle virt\u00f9 teologali restava la speranza. Evidentemente, per\u00f2, pi\u00f9 che per volont\u00e0 sistematica, si tratta qui di un\u2019urgenza percepita e condivisa.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> La pandemia: una lezione inutile?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00abUn moscerino ha bloccato la macchina del mondo. Non quindi una bomba atomica, come si sarebbe potuto temere qualche decennio fa (e si potrebbe temere d\u2019altronde anche ora). Eppure, gli effetti sono paragonabili\u00bb: cos\u00ec in una meditazione straordinaria e lirica,<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a> il teologo e poeta francese Fran\u00e7ois Cassingena-Tr\u00e9vedy ha descritto la pandemia. Si ferma tutto, o quasi. La produzione industriale, la socialit\u00e0, la scuola, le liturgie religiose, gli spettacoli e lo sport. Anche quando si riprende, si devono osservare innaturali e rigide regole di distanziamento sociale: il contatto \u00e8 proibito, radunarsi \u00e8 pericoloso. Emergono lentamente i drammi che in tempi ordinari le relazioni sociali extradomestiche alleviano e si manifesta una diseguaglianza spirituale impressionante. Tante case sono troppo anguste, tante relazioni insopportabili, tante persone per et\u00e0 o condizione soffrono. Dalla fragilit\u00e0 umana \u00abi medici non ci guariranno\u00bb (Pascal, <em>Il mistero di Ges\u00f9<\/em>): non \u00e8 loro compito. Li abbiamo cantati come eroi, per poi smettere di sostenerli, e ora verso di loro si scatena persino un\u2019incredibile violenza. Se \u00e8 vero che \u00abpeggio di questa crisi, c\u2019\u00e8 solo il dramma di sprecarla\u00bb, come disse Francesco nel giorno di Pentecoste del 2020, l\u2019affanno di quei giorni che cosa ha lasciato?<\/p>\n<p>In termini sociologici si sostiene che questo traumatico evento mondiale abbia fatto da acceleratore del fenomeno gi\u00e0 in atto della secolarizzazione. Esso da solo non ha causato l\u2019abbandono delle liturgie che oggi vediamo, ma certamente molti di quelli che erano presenti non hanno fatto ritorno nelle parrocchie in occidente.<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a> Se qualcosa \u00e8 rimasto, come indica la lettera del papa, \u00e8 la percezione che l\u2019uomo \u00e8 essere fragile, che sa reagire al male in forma solidale se lo vuole, ma che pu\u00f2 anche potentemente cadere vittima dello scoraggiamento. Di qui, forse, la decisione di porre al centro la speranza. Esattamente 13 giorni dopo la pubblicazione di questa lettera, sarebbe poi iniziata l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, con la guerra sul suolo europeo che ancora continua.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Vivere \u00e8 sperare<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00abTutti sperano\u00bb, scrive Francesco all\u2019inizio della Bolla <em>Spes non confundit <\/em>(<em>SNC<\/em>). Il testo, pubblicato il 9 maggio 2024, risente delle ulteriori prove che l\u2019epoca ha fatto registrare. In senso generale, certamente influisce l\u2019aumentare violento dei conflitti armati; in ambito ecclesiale, si percepisce l\u2019effetto linguistico del processo sinodale in corso sulla forma della Chiesa e il suo senso nel mondo. Tutti sperano, ma i cristiani e l\u2019umanit\u00e0 in generale sembrano in debito proprio di ragioni per sperare, tentati da scetticismo e pessimismo, cio\u00e8 dal pensare che nulla potr\u00e0 offrirci felicit\u00e0. Il papa indica allora il Giubileo come un\u2019occasione opportuna, proprio perch\u00e9 la speranza, che \u00e8 desiderio e attesa del bene, non si d\u00e0 solo quando tutto va bene. Anzi, essa sorge anche nonostante l\u2019imprevedibilit\u00e0 del futuro, perch\u00e9 \u00e8 un atto connaturale con vivere umano. La sfiducia, infatti, manifesta il suo carattere di atto secondo, rispetto al venire al mondo con desiderio di bene e apertura alla felicit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio di salvezza consiste nel confermare questa originariet\u00e0 della speranza e nel far risuonare la Parola: \u00abla speranza non delude\u00bb (Rm 5,5)! Il fondamento dello sperare cristiano, infatti, \u00e8 nell\u2019azione di Dio che non ha posto condizioni alla nostra salvezza e la rinnova: la speranza si fonda sulla fede ed \u00e8 nutrita dalla carit\u00e0 (<em>SNC<\/em> 5). Di fronte allo scoraggiamento, la proposta di pratiche di speranza giubilari.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Di fronte al male, opere e canti di speranza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Una rilettura accurata della storia dei giubilei<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a> ci testimonia la variet\u00e0 di questa invenzione pastorale cattolica del II millennio. Attraverso questa vicenda, \u00e8 possibile rileggere in filigrana tutte le questioni che agitavano e animavano la Chiesa in ogni epoca. Ne emerge il profilo di un\u2019occasione che tante volte ha realmente dato voce alla fede del popolo, anche di fronte all\u2019angoscia e al male. Con la coscienza che l\u2019occasione e la pratica di dar voce \u00e8 pi\u00f9 fondamentale della sua necessit\u00e0. Perch\u00e9 la lotta tra morte e vita passa sempre per il linguaggio.<\/p>\n<p>Ugo di s. Vittore affermava, nella parte dedicata alla penitenza del <em>De sacramentis christianae fidei, <\/em>che il male ha bisogno di silenzio per esistere: \u00abla malizia degli uomini \u00e8 muta\u00bb. Se gli abusi e le dittature censurano le parole, \u00e8 vero anche il contrario: il bene insegna a parlare. Gli umani sanno cantare, scrivere, sognare, disegnare, pregare, gustare persino negli orrori.<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a> Cos\u00ec \u00e8 stato nei campi di concentramento, o a Kigali prima del massacro al machete, negli ospedali dei malati terminali, nelle carceri. L\u2019essere umano di fronte al male sente che non \u00e8 giusto ci\u00f2 che sta capitando. Certo, non pu\u00f2 gioire, ma nel suo lamento emergono graziosamente e sorprendentemente l\u2019arte, la bellezza, la speranza.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> Accelerazione o pazienza? Il Dio che insegna il riposo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Sperare si manifesta subito come atto di resistenza al male, che Francesco legge nella forma delicata della virt\u00f9 di <em>pazienza<\/em>. Si tratta di una forma di speranza particolare rispetto al nostro contesto sociologico. Il mondo dei consumi, infatti, vive 24\/7<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a> e accelera il suo tempo,<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a> vorrebbe tradurre ogni atto nelle categorie del tutto e subito, vive in fretta e mette in fuga la calma, ricevendo in cambio nervosismo, violenza gratuita, insoddisfazione e chiusura. Ma il creato resiste e timidamente parla ancora la lingua della pazienza, dello stupore. E, con lui, tutta una serie di esperienze umane si offre, solo come pazienza e scelta di non essere di fretta: educare, amare, gustare, pregare, meditare. \u00abRiscoprire la pazienza fa tanto bene a s\u00e9 e agli altri\u00bb (<em>SNC<\/em> 4).<\/p>\n<p>Il dato biblico<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a> del Giubileo custodisce questa radice. Mentre, infatti, il faraone \u00e8 il potere dispotico e distruttivo che comanda lo sfinimento del popolo, il Dio liberatore dell\u2019esodo comanda il riposo settimanale, l\u2019anno sabbatico e, nel cinquantesimo, il Giubileo in cui i debiti sono azzerati. Il faraone rende schiavi, il Giubileo restituisce le case e i campi agli spiantati, riequilibra i poteri, relativizza il valore mai assoluto della propriet\u00e0 privata: avrebbe senso accumulare campi e edifici che poi torneranno ai loro proprietari? Non aver rispettato i giubilei \u00e8 per i profeti una grave colpa che il popolo deve recuperare facendo riposare la terra durante l\u2019esilio. Ges\u00f9, nel suo primo discorso pubblico secondo Luca, nella sinagoga di Nazaret cita anche questo \u00abanno di grazia del Signore\u00bb (Lc 4,9) tra le opere che egli sta per compiere. La proposta cattolica di Giubileo ha tentato molto raramente di accogliere esplicitamente questo dato biblico \u2013 pensiamo alla campagna per l\u2019azzeramento dei debiti dei paesi pi\u00f9 poveri nel 2000. In questa prospettiva, Francesco coniuga la radice biblica in un senso ecologico integrale molto ampio, in un affresco dinamico composto da otto segni di speranza (<em>SNC<\/em> 7-15).<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong> La speranza esiste solo come azione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Immaginare il Giubileo come una pratica di speranza che sottragga gli individui alla sfiducia si concretizza per il papa nei seguenti <em>segni di speranza<\/em>:<\/p>\n<ol>\n<li>Il sogno della pace introdotto come resistenza alla tragedia della guerra.<\/li>\n<li>Il desiderio di fecondit\u00e0 che vince il calo della natalit\u00e0.<\/li>\n<li>La volont\u00e0 di reinserire chi si \u00e8 perso, citando per primi \u00abi detenuti che, privi della libert\u00e0, sperimentano ogni giorno, oltre alla durezza della reclusione, il vuoto affettivo, le restrizioni imposte e, in non pochi casi, la mancanza di rispetto\u00bb.<\/li>\n<li>Il risvegliare gratitudine con una cultura di prossimit\u00e0 agli ammalati.<\/li>\n<li>L\u2019aiutare l\u2019entusiasmo dei ragazzi, degli studenti e delle giovani generazioni, come cura al crollo dei sogni dei giovani, tentati da malinconia, noia ed effimero autodistruttivo.<\/li>\n<li>Il permesso di un futuro migliore aperto a esuli, profughi e rifugiati.<\/li>\n<li>I sogni degli anziani, vincendo insieme solitudine e senso di abbandono.<\/li>\n<li>Le enormi risorse del mondo ridistribuite per dare speranza ai miliardi di poveri, vittime e non colpevoli della loro situazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nominando questi segni, si crea un affresco che non tace i gorghi del nostro tempo, ma ne indica anche le luci. La Chiesa \u00e8 chiamata a un atto di fede molto esplicito e insieme non \u00e8 tratta fuori dal mondo ma profondamente inserita nella storia degli uomini. Si potrebbe dire che si sente risuonare il senso di <em>GS<\/em> 1: \u00abLe gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\u2019oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi \u00e8 di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong> La sfida pastorale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Perch\u00e9 la pastorale nell\u2019Anno giubilare non si risolva nel preparare e organizzare pellegrinaggi a Roma, occorre entrare solidamente nella sfida. Indicherei almeno quattro dimensioni che mi sembrano utili:<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li>Procurare e curare occasioni di catechesi tematica.<\/li>\n<li>Discernere alcune opere giubilari concrete, a partire dagli otto <em>segni di speranza <\/em>indicati da <em>SNC<\/em>.<\/li>\n<li>Tentare un rinnovamento delle pratiche rituali.<\/li>\n<li>Coraggiosamente vivere la preparazione, lo svolgimento e la cura del pellegrinaggio a Roma.<\/li>\n<li><strong> Predicare la speranza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La bolla di indizione del Giubileo indica chiaramente la Lettera ai romani come testo sorgivo per l\u2019annuncio. Come spesso fa il magistero, la proposta non limita al testo adottato ma inizia una riflessione che facilmente si pu\u00f2 ampliare. Il tema della speranza \u00e8 capace di diventare un primo annuncio e una rilettura esistenziale molto preziosa.<a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a> Un ciclo di catechesi pu\u00f2 strutturarsi attorno al tema del giubileo nella Bibbia, sul tema della salvezza dal male e, appunto pi\u00f9 precisamente, sulla speranza. L\u2019enciclica di Benedetto XVI del 2007, <em>Spe salvi<\/em>, \u00e8 un testo ancora molto interessante per la sua articolazione ampia e si presta a essere facilmente ripreso e riproposto. Segnaliamo in particolare i tre \u00abluoghi di apprendimento ed esercizio della speranza\u00bb da lui indicati come: preghiera, agire-soffrire e giudizio finale (32-48). Il magistero di Francesco ha offerto significative integrazioni a questo filone, nella dimensione dell\u2019ecologia integrale (<em>Fratelli tutti <\/em>e <em>Laudato si\u2019<\/em>).<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li><strong> Un discernimento sinodale: quale segno di speranza poniamo noi? <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le comunit\u00e0 possono poi essere sollecitate dalla lettura comune e approfondita dei numeri 7-15 di <em>Spes non confudit<\/em>. Come abbiamo visto, queste opere\/segno di speranza interrogano noi cristiani sul senso della nostra presenza sui territori, in mezzo alle altre donne e uomini con cui viviamo. Ogni opera \u00e8 fondamentale, ma non tutto si pu\u00f2 cambiare insieme: su quale aspetto come comunit\u00e0 cristiana sentiamo di doverci mettere in cammino? Da che cosa cominciamo? Dalla preghiera per la pace e dall\u2019educazione a vivere meglio i conflitti? Dalla cura dei giovani o degli anziani? Da attivit\u00e0 per i detenuti del nostro territorio? Dal dare sollievo e aiuto a chi ha appena generato dei bambini? Da un\u2019opera segno per i poveri o i migranti?<\/p>\n<p>Sarebbe importante fare tesoro del maturare odierno della sensibilit\u00e0 al metodo sinodale di conduzione della pastorale. Il metodo della <em>conversazione spirituale<\/em><a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a> adottato durante il Sinodo dei vescovi del 2023 si offre come molto adeguato. Dopo aver letto personalmente o insieme il testo e precisato molto bene la questione offerta al discernimento, va formulata con molta chiarezza una domanda (che pu\u00f2 essere ad esempio: \u00abQuale segno di speranza lo Spirito chiede di scegliere a noi nel nostro territorio come comunit\u00e0 cristiana?\u00bb). A ciascuno dei presenti, organizzati in piccoli gruppi, \u00e8 dato un tempo preciso da non oltrepassare mai e nel primo giro ognuno condivide e tutti ascoltano senza mai interrompere e se vogliono prendendo appunti. Segue un tempo di silenzio in cui tutti sono invitati a cercare che cosa li ha colpiti. Un secondo turno di parola fa emergere che cosa li ha colpiti, senza obbligo di parlare o necessit\u00e0 di iniziare una discussione, cercando piuttosto che cosa unisce i presenti, in ascolto dello Spirito. Dopo un ulteriore tempo di silenzio, in cui ognuno cerca degli elementi chiave emersi, si conclude cercando se possibile un punto comune e pregando insieme.<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li><strong> Celebrare il cambiamento<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Proprio del Giubileo \u00e8 l\u2019aiuto alla pratica della virt\u00f9 di penitenza. Per virt\u00f9 di penitenza si intende tutta quella dinamica che permette agli umani di lottare contro la colpa e il vizio personale e comunitario. Per s. Tommaso la virt\u00f9 di penitenza \u00e8 in realt\u00e0 un coro di virt\u00f9: per uscire dal male serve, infatti, temperanza, fortezza, prudenza, giustizia, fede, speranza, carit\u00e0. A servizio di questa virt\u00f9 sta l\u2019iniziazione cristiana, l\u2019educazione e l\u2019accompagnamento spirituale. E, soprattutto, sta il quarto sacramento della confessione con le altre opere rituali di conversione: la quaresima, le preghiere, i digiuni, gli esercizi spirituali, i programmi terapeutici mirati, i pellegrinaggi.<\/p>\n<p>Nelle comunit\u00e0 ci si interrogher\u00e0 sul modo in cui \u00e8 proposto e vissuto il sacramento della penitenza.<a href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a> In merito, celebrazioni penitenziali comunitarie, pur non secondo la III forma prevista dal rituale con l\u2019assoluzione ma non ritenuta opportuna in contesto italiano, possono realmente aiutare in modo sinergico la riscoperta del rito secondo la I forma, quella individuale. La disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto \u00e8 davvero un atto di misericordia e servizio costoso e delicato da parte dei ministri ordinati: lo facciamo abbastanza e in luoghi e momenti in cui \u00e8 utile alla comunit\u00e0?<\/p>\n<p>Solo entrando con un po\u2019 di profondit\u00e0 in merito al rapporto tra perdono di Dio e pratica faticosa della vittoria della colpa e delle sue conseguenze, si potr\u00e0 credibilmente presentare il tema delle indulgenze.<a href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a> La bolla di indizione non si impegna, come si fece, pur con difficolt\u00e0, in occasione del Giubileo del 1975 e del 2000, a riscriverne il senso. Dispiace la leggerezza con cui \u00e8 spesso trattata, sia da chi le ripropone senza lavorare con attenzione al loro rapporto con la penitenza, sia da chi semplicemente ne tace. Le indulgenze sono un atto che testimonia il carattere sempre anche collettivo del peccato, e la dimensione anche sempre comunitaria della solidariet\u00e0 verso chi ha sbagliato e cerca di uscire dal male. La conversione \u00e8 pi\u00f9 che faticosa: le indulgenze (come rito!) ne dicono la verit\u00e0 graziosa e aperta.<\/p>\n<ol start=\"11\">\n<li><strong> Roma<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>A differenza del Giubileo straordinario del 2015\/2016 non sono previsti, per questa edizione, luoghi di pellegrinaggio giubilare nelle chiese locali: il ruolo della citt\u00e0 di Roma torna nella sua unicit\u00e0 simbolica. Ricordiamo che il pellegrinaggio a cui si \u00e8 chiamati \u00e8 <em>ad limina apostolorum<\/em>, alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo, pi\u00f9 che per celebrare un rito con il papa: prova di questo \u00e8 il fatto che i giubilei del tempo avignonese si svolsero comunque nell\u2019Urbe e mai presso la residenza pontificia.<\/p>\n<p>Le tante occasioni di pellegrinaggio a Roma vanno certamente valutate, preparate e poi vissute con attenzione. Il post-moderno prova fascino per il tema del pellegrinaggio, ma ne scambia spesso le dinamiche nel senso spesso narcisistico della ricerca di s\u00e9, della prova emozionante o del turista comodo. In questo contesto mi sembra importante far precedere l\u2019invito da una catechesi che predisponga a mettersi in cammino per accompagnare un cambiamento vero,<a href=\"#_edn13\" name=\"_ednref13\">[13]<\/a> a servizio di quei segni di speranza che abbiamo pi\u00f9 volte citato. Il pellegrinaggio tocca una delle dimensioni proprie della fede ebraico-cristiana, nella sua identit\u00e0 di cammino, valorizzando la fatica del corpo che cammina.<\/p>\n<p>Come espressamente indicato in <em>SNC<\/em> in Roma<a href=\"#_edn14\" name=\"_ednref14\">[14]<\/a> sono previsti percorsi di spostamento a piedi, di ingressi nei luoghi nevralgici della memoria e del culto, le porte giubilari e i riti a esse connessi. Sarebbe utile che le diocesi e le parrocchie curassero in modo molto peculiare la dimensione del camminare, per quanto possibile insieme, dei pellegrini, magari con dei giorni di avvicinamento a piedi all\u2019Urbe quando si pu\u00f2. O almeno compiendo dei tratti attraverso la citt\u00e0.<\/p>\n<ol start=\"12\">\n<li><strong> Conclusione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Scrive Francesco in <em>SNC<\/em> 3: \u00abLa verit\u00e0 si fonda sulla fede ed \u00e8 nutrita dalla carit\u00e0, e cos\u00ec permette di andare avanti nella vita. Sant\u2019Agostino scrive in proposito: \u201cIn qualunque genere di vita, non si vive senza queste tre propensioni dell\u2019anima: credere, sperare, amare\u201d\u00bb. L\u2019occasione e il tema del Giubileo si prestano con grande profondit\u00e0 al lavoro pastorale delle nostre comunit\u00e0, per rinnovare il senso della loro presenza, forse pi\u00f9 sobria e finalmente umile, nel territorio.<\/p>\n<p>Sale e luce, cos\u00ec ci chiam\u00f2 il Signore.<\/p>\n<p><em>Tratto da Orientamenti Pastorali 11(2024), EDB. Tutti i diritti riservati.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> Mi permetto di rimandare al mio piccolo testo: M. Gallo, <em>Adesso non domani. Il giubileo della speranza<\/em>, EMP, Padova 2024.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> F. Cassing\u00e9na-Tr\u00e9vedy, \u00abInsegnamenti teologici e spirituali di una crisi sanitaria\u00bb, in <em>Rivista di Pastorale liturgica<\/em>, marzo 2021, edizione solo digitale fuori serie, pp. 54-64, reperibile online qui: https:\/\/bit.ly\/3YU2g0t.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Lo studio sulle cifre: Luca Diotallevi sembra dimostrare che in realt\u00e0 si tratta della continuazione coerente dello stesso trend di abbandono: cf. L. Diotallevi, <em>La messa \u00e8 sbiadita. La partecipazione ai riti religiosi in Italia dal 1993 al 2019<\/em>, Rubettino, Soveria Mannelli (CZ) 2024.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> A Melloni, <em>Il giubileo. Una storia, <\/em>Editori Laterza, Bari 2015; A. Abruzzese \u2013 A. Pollarini (a cura di), <em>Giubilei. Spiritualit\u00e0, storia, cultura<\/em>, Utet, Torino 2016 e L. Scaraffia, <em>Il giubileo<\/em>, il Mulino, Bologna 1999.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> F. Poulet, \u00abFace au myst\u00e8re du mal, la liturgie eucharistique: sommet de la vie \u00e9thique?\u00bb, in <em>Revue des sciences religieuses<\/em>, 1-2(2019), pp. 55-70.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> Illuminante J. Crary, <em>Il capitalismo all\u2019assalto del sonno<\/em>, Einaudi, Torino 2015.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> H. Rosa, <em>Accelerazione e alienazione. Per una teoria critica del tempo nella tarda modernit\u00e0<\/em>, Einaudi, Torino 2015: la critica \u00e8 alla societ\u00e0 dei consumi, posta su una china scivolosa, di una carestia di tempo, che \u00e8 norma sociale prevalente. L\u2019effetto \u00e8 alienante, che si manifesta in un grave difetto di coscienza. Si annuncia la necessit\u00e0 di oasi di decelerazione.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> R. Cavedo, \u00abAnno sabbatico e giubileo nell\u2019Antico Testamento\u00bb, in <em>La Rivista del Clero italiano<\/em>, 9(1998), 566-573 e G. Ravasi, <em>Il significato del Giubileo. L\u2019anno santo dalla Bibbia ai nostri giorni<\/em>, EDB, Bologna 2015.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a> Per continuare la riflessione sul tema della speranza si pu\u00f2 utilmente tornare a: Benedetto xvi,<em> Spe salvi. Lettera enciclica sulla speranza cristiana<\/em>, LEV, Roma 2007. Si veda anche il commento all\u2019enciclica di G. Ancona, <em>Sperare. Una scommessa di libert\u00e0<\/em>, Queriniana, Brescia 2018. Magistrale \u00e8 ancora: J. Moltmann, <em>Nella fine l\u2019inizio. Una piccola teologia della speranza<\/em>, Queriniana, Brescia 2004<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a> Si veda l\u2019ottima scheda predisposta in occasione del sinodo universale dei vescovi sulla sinodalit\u00e0 nella fase 2021-2023: https:\/\/bit.ly\/40HXcOd (accesso il 2 ottobre 2024).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a> Recente e molto significativo \u00e8 il numero 3 del 2024 di <em>Rivista di pastorale liturgica<\/em> dedicato a <em>Il rito e la penitenza<\/em>. Segnaliamo anche una proposta rituale pubblicata dalla stessa rivista nel 2021 nel numero digitale gi\u00e0 indicato, che \u00e8 adottabile e piena anche omettendo l\u2019assoluzione comunitaria, a quel tempo eccezionalmente permessa da alcune conferenze episcopali regionali.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a> Si vedano: K. Rahner, \u00abTrattatello teologico sull\u2019indulgenza\u00bb, in Id, <em>La penitenza nella Chiesa. Saggi teologici e storici<\/em>, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (MI) 1992, pp. 171-193. A. Catella \u2013 A. Grillo, <em>Indulgenza. Storia e significato<\/em>, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2015. B. Sesbo\u00fc\u00e9, <em>La questione delle indulgenze. Una proposta alla Chiesa cattolica<\/em>, EDB, Bologna 2017.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref13\" name=\"_edn13\">[13]<\/a> Utili letture possono essere: A. Gr\u00fcn, <em>In cammino. Una teologia del peregrinare<\/em>, EMP, Padova 2005. P. Asolan, <em>Il santo viaggio. Appunti di pastorale del pellegrinaggio<\/em>, Lateran University Press, Roma 2013. Si veda anche il numero monografico di <em>Orientamenti pastorali<\/em>, n.10 del 2024 dedicato proprio al tema del pellegrinaggio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref14\" name=\"_edn14\">[14]<\/a> \u00c8 ancora valida e utile questa breve guida ai luoghi fondamentali di Roma in cui vivere il Giubileo: A. Lonardo, <em>La Roma del Giubileo<\/em>, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Gallo, docente di sacramentaria e liturgia a Fossano (ISSR), Torino (Universit\u00e0 salesiana) e Parigi (Institut Catholique), direttore della Rivista di Pastorale liturgica (Queriniana) Un &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[1],"tags":[299,113,122],"class_list":["post-3563","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","tag-giubileo-2025","tag-pastorale","tag-speranza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3563","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3563"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3563\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3565,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3563\/revisions\/3565"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}