{"id":3465,"date":"2024-10-27T17:41:06","date_gmt":"2024-10-27T16:41:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3465"},"modified":"2024-10-31T21:47:36","modified_gmt":"2024-10-31T20:47:36","slug":"antropologia-e-spiritualita-del-pellegrinaggio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/10\/27\/antropologia-e-spiritualita-del-pellegrinaggio-2\/","title":{"rendered":"Antropologia e spiritualit\u00e0 del pellegrinaggio"},"content":{"rendered":"<p><em>Franco Giulio Brambilla &#8211; vescovo di Novara<\/em><\/p>\n<p>Suggerisco alcune piste di riflessione per svolgere il tema dell\u2019antropologia e della spiritualit\u00e0 del pellegrinaggio. Esso contiene due aspetti: da un lato, il pellegrinaggio \u00e8 un <em>cammino<\/em> di uscita da s\u00e9 che, per\u00f2, fatica oggi a trovare una direzione e un traguardo; dall\u2019altro, il pellegrinaggio ha continuamente mutato figura nella storia, passando dal pellegrino all\u2019esploratore, dal viaggiatore al bighellone contemporaneo. A questi due aspetti della necessit\u00e0 del pellegrinare e della sua mutevole forma storica sono dedicate le brevi riflessioni che seguono.<\/p>\n<ol>\n<li><strong> La natura estroversa della ricerca di identit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>In primo luogo, una riflessione antropologica e spirituale sul pellegrinaggio deve prendersi cura di leggere tutte le forme con cui l\u2019uomo \u2013 per trovare la propria identit\u00e0 \u2013 deve attingere a una riserva di senso che colmi la sua natura estroversa, eccentrica, itinerante. Egli deve abitare uno spazio e un tempo \u00abaltro\u00bb e incontrare \u00abaltri\u00bb per ritrovare s\u00e9 stesso. La sua <em>identit\u00e0<\/em> si costruisce nella sua relazione all\u2019<em>al\u00adterit\u00e0<\/em>, la sua identit\u00e0 \u00e8 transitiva e drammatica. L\u2019uomo si forma nella sua relazione all\u2019altro e si media attraverso il racconto di un\u2019esperienza e un incontro con l\u2019altro. L\u2019<em>homo faber<\/em> che produce e trasforma, calcola e costruisce, quantifica e accumula, ha bisogno dell\u2019<em>homo viator<\/em> che si meraviglia e incontra, che perde tempo per trovare il proprio ritmo temporale, che esce da s\u00e9 per ritrovare s\u00e9 stesso. Tutte le forme dell\u2019estrover\u00adsione, dell\u2019uscita della casa, dell\u2019evasione dalla vita feriale, dell\u2019andare verso l\u2019altro, dell\u2019in\u00adcontro con il diverso, del confronto multiculturale, della sfida spirituale, dell\u2019esercizio corporeo, sono modi necessari per strutturare la propria identit\u00e0. Anzi, essi sono modi per ritrovare anche la propria identit\u00e0 perduta, la propria umanit\u00e0 ferita, la relazione infranta, la comunit\u00e0 frammentata, per fare esperienza del corpo sciolto, della vita leggera e della speranza viva.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> La forma postmoderna dell\u2019estroversione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Ora, questa struttura fondamentale riceve una particolare configurazione nel tempo moderno e soprattutto postmoderno. Occorrerebbe descrivere, da un lato, le figure antropologiche con cui si realizzano le forme estroverse della ricerca dell\u2019identit\u00e0 e, dell\u2019altro, le possibilit\u00e0 di senso che esse dischiudono o rendono possibili. Certamente, la forma attuale con cui l\u2019uomo cerca di sfuggire alle maglie della societ\u00e0 strumentale e pianificata, razionale e produttiva, consumistica e competitiva, ha forti tratti di evasione, di interruzione dell\u2019attivit\u00e0 ripetitiva, di ricerca dell\u2019esoterico e dell\u2019esagerato, dell\u2019esperienza-limite e della sfida all\u2019im\u00adpossibile. Soprattutto nel campo del tempo libero, questa ricerca di esperienze estreme appare assai evidente. Anche il turismo contemporaneo, persino quello religioso, appare come la moneta battuta dal conio stressante e iperattivistico della vita moderna, cos\u00ec che assume i tratti dell\u2019esotico, dello stravagante, del notturno. Pensiamo alla vacanza: riveste i modi del <em>last-minute<\/em>, della vacanza breve e ripetuta, come fosse il respiro affannoso di una vita concitata e defatigante. Fatica a essere tempo dell\u2019in\u00adcontro, della cura, della curiosit\u00e0 intellettuale, dello scambio culturale, dell\u2019interes\u00adse ad altri modi di vita, dello spazio per la famiglia, del dialogo con il partner, dell\u2019ascolto dei figli e, alla fine, del ritrovamento di s\u00e9 stessi. \u00c8 un turismo (anche quello religioso), che ha i tratti del fenomeno di massa, dai forti aspetti mimetici. Certo, esiste pure un pellegrinare che ha modi pi\u00f9 rilassati e riflessivi, ma anche in quel caso si ha l\u2019impressione che la forza del costume vinca sulla voglia di poter fare un cammino capace di percorrere gli spazi dell\u2019anima, della relazione e della passione culturale, della coltivazione religiosa. Cos\u00ec abitando in un paese che non \u00e8, come si dice, un \u00abmuseo\u00bb a cielo aperto, ma piuttosto una \u00abmemoria viva\u00bb che ci parla a ogni angolo di strada, accade che si solchino altri mari, si attraversino altri cieli, e non ci si accorge della meraviglia che sta sotto i nostri occhi.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Le figure della ricerca d\u2019identit\u00e0 nel tempo <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>\u00a0<\/em>Potremmo persino stabilire un confronto tra le diverse figure di uomo nella ricerca della propria identit\u00e0 attraverso le successive epoche della storia: l\u2019uomo medievale \u00e8 stato il \u00abpellegrino\u00bb, perch\u00e9 ha coltivato la sua estroversione e desiderio di cambiamento di vita nella forma del viaggio con una meta religiosa (Gerusalemme, Roma, Santiago), alzando lo sguardo verso l\u2019alto; l\u2019uomo moderno \u00e8 divenuto l\u2019\u00abesplo\u00adratore\u00bb, perch\u00e9 ha scoperto nuovi mondi e continenti, solcando mari e visitando paesaggi inesplorati e inviolati, drizzando sguardo verso l\u2019oltre (America,\u00a0 le Indie, ecc.); l\u2019uomo del Settecento e dell\u2019Ottocento (fino al Novecento inoltrato) si \u00e8 fatto \u00abviaggiatore\u00bb, accostando popoli nuovi e curiosando in culture diverse,\u00a0 dirigendo lo sguardo verso il mondo (si ricordi tra tutti il <em>topos<\/em> del \u00abviaggio in Italia\u00bb, che ha influito persino sulla letteratura, ma anche il \u00abviaggio in Oriente\u00bb, e ci\u00f2 ha consentito di scoprire l\u2019evoluzione). Nel (secondo) Novecento, a partire dagli anni \u201960, dopo l\u2019esperienza terribile delle due guerre e con l\u2019affer\u00admarsi del boom economico, il turismo (anche quello religioso) \u00e8 diventato un caotico fenomeno di massa, dai forti tratti mimetici e consumistici, cos\u00ec che l\u2019uomo \u00e8 diventato il \u00abvagabondo\u00bb, il \u00abbighellone\u00bb che si sposta quasi senza meta e scopo, se non quello di <em>divertere<\/em> (evadere dalla vita quotidiana) e di <em>divertirsi<\/em> (evadere da s\u00e9 stesso). Egli tenta di allontanarsi dall\u2019immagine di s\u00e9 che non riesce a plasmare dentro le forme dell\u2019agire quotidiano, ridotto a un agire tecnico senza posa e con scarso significato per la costruzione della propria identit\u00e0. Anche la sua uscita da s\u00e9 stesso verso l\u2019altro e verso il mondo resta senza meta, vagabonda da un luogo all\u2019altro senza una bussola, cos\u00ec che l\u2019incontro con altre culture, la visita di luoghi carichi di storia, non \u00e8 capace di interrogarne l\u2019identit\u00e0 e di penetrare nell\u2019anima. In ogni epoca storica l\u2019uomo afferma, nelle forme con cui esce dalla sua casa, dal suo paese, dalla sua patria, l\u2019immagine di s\u00e9 e la ricerca del suo destino: il \u00abpellegrino\u00bb si rivela come bisognoso di redenzione e cerca una purificazione trascendente: l\u2019\u00abesplo\u00adratore\u00bb si comprende come l\u2019uomo microcosmo e insegue orizzonti inesplorati; il \u00abviaggiatore\u00bb si manifesta come un\u2019anima curiosa e percorre i paesaggi della cultura umana; il \u00abvagabondo\u00bb si manifesta nella sua identit\u00e0 fluida e si perde in un vagare senza meta.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> L\u2019homo viator e l\u2019identit\u00e0 a caro prezzo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 a questa dinamica che deve rispondere anzitutto la coscienza cristiana con un soprassalto di speranza. Dovremmo far scoprire che dentro le forme differenti dell\u2019estroversione umana \u2013 e che potrebbe essere descritta con pi\u00f9 cura di quanto io non abbia fatto sopra \u2013 occorre far scoprire il tratto escatologico che l\u2019an\u00adnuncio del vangelo ci ricorda. Noi siamo \u00abstranieri e pellegrini\u00bb \u2013 ci ricorda la Prima lettera di Pietro \u2013 che \u00abdobbiamo rendere conto della speranza che \u00e8 in noi\u00bb (1Pt 3,15) in un tempo di difficile speranza. Dovremmo quindi far scoprire, dentro le forme tentacolari e disperse con cui si vive oggi la partenza da casa e la ricerca di nuovi approdi, la nostalgia dell\u2019<em>homo viator<\/em>; bisogna essere capaci di rivelare il pellegrino dell\u2019As\u00adsoluto dentro le forme fragili e la necessit\u00e0 di legami profondi della vita odierna. Questa \u00e8 la speranza che possiamo e dobbiamo trasmettere attraverso la \u00abspiritualit\u00e0\u00bb del pellegrinaggio, di cui conviene inventare nuove forme culturali e spirituali, che mettano alla prova l\u2019identit\u00e0 sempre da capo da ricostruire e restaurare.<\/p>\n<p>Per questo al pellegrinaggio \u00e8 sempre stata collegata la fatica, il viaggio anche avventuroso, talvolta fino a pericolo mortale. Il pellegrinare deve incidere sul corpo, sull\u2019immaginario, sui desideri, deve mettere alla prova perch\u00e9 si provi s\u00e9 stessi. Il pellegrinaggio ha un carattere agonistico e agonico, \u00e8 sfida al tempo che passa, alla morte che affligge il nostro quotidiano corroso dal consumismo e dall\u2019iperattivismo. Il pellegrinaggio alla fine \u00e8 luogo della \u00abconversione\u00bb, della guarigione delle ferite dell\u2019io, della redenzione dei blocchi comunicativi, del ritrovamento dell\u2019uomo come essere di relazione. Per questo l\u2019uomo non smetter\u00e0 mai di essere viaggiatore, non solo per bisogno e commercio, non tanto per curiosit\u00e0 e ricerca dell\u2019inesplorato, ma per sondare nuovi orizzonti e riscoprire la perla preziosa dell\u2019interiorit\u00e0 e della sua anima.<\/p>\n<p>L\u2019uomo esce da s\u00e9, va verso l\u2019altro, per ritrovare veramente s\u00e9 stesso!<\/p>\n<p><i>Tratto da Orientamenti Pastorali n. 10(2024), EDB. Tutti i diritti riservati<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Giulio Brambilla &#8211; vescovo di Novara Suggerisco alcune piste di riflessione per svolgere il tema dell\u2019antropologia e della spiritualit\u00e0 del pellegrinaggio. 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