{"id":3352,"date":"2024-08-03T10:49:52","date_gmt":"2024-08-03T08:49:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3352"},"modified":"2024-08-03T10:49:52","modified_gmt":"2024-08-03T08:49:52","slug":"lettera-a-un-caro-amico-tra-pubblico-e-privato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/08\/03\/lettera-a-un-caro-amico-tra-pubblico-e-privato\/","title":{"rendered":"Lettera a un caro amico, tra &#8220;pubblico&#8221; e &#8220;privato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Giancarlo Tettamanti &#8211; giornalista pubblicista, socio fondatore AGESC<\/em><\/p>\n<p>Caro amico,<\/p>\n<p>credo di aver gi\u00e0 risposto ad alcune tue osservazioni in modo abbastanza esauriente. E\u2019 evidente che tra noi c\u2019\u00e8 una impostazione diversa del problema scuola e educazione. Rispondo pertanto con queste sottolineature, che assicuro non sono affatto ideologiche.<\/p>\n<p>Mi sembra fuorviante accettare la distinzione fra scuole pubbliche statali e comunali e scuole private. Tale distinzione sembra voler catalogare la scuola \u201cpubblica\u201d come istituzione protesa verso l\u2019intera collettivit\u00e0, mentre la scuola \u201cprivata\u201d viene intesa come soggetto teso al soddisfacimento di interessi limitati. Cos\u00ec come \u2013 legislativamente \u2013 sembra non corretta la distinzione tra scuola di Stato e scuola dei Comuni.<\/p>\n<p>La scuola gestita dai Comuni \u2013 nidi e scuole per l\u2019infanzia \u2013 vede tali scuole aggregate al Ministero della Istruzione (PNRR e quindi di fatto responsabilit\u00e0 ministeriale come risulta dal documento recente inerente orientamenti e servizi per l\u2019infanzia), donde viene necessaria una normativa unica. E cos\u00ec la scuola privata (paritaria) \u00e8 parimenti riconosciuta \u201cpubblica\u201d (L. 62\/2000), per cui il discorso \u201cprivato\u201d non ha alcun senso.<\/p>\n<p>Quanto sopra chiama in causa il \u201cfinanziamento pubblico\u201d di tutto il sistema. Finanziamento che riguarda solo la forma: infatti \u00e8 un finanziamento \u201cprivato\u201d, essendo comunque l\u2019istruzione a pagamento della collettivit\u00e0, che prende forma dalle imposte che gravano sulla generalit\u00e0 dei contribuenti. I cittadini tutti \u2013 con le imposte \u2013 pagano i costi dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione: non si vede pertanto la differenza tra scuole pubbliche statali e comunali, e scuole pubbliche paritarie (la parola stessa ne indica l\u2019equivalenza).<\/p>\n<p>E\u2019 questo il grande paradosso \u2013 e la grande menzogna \u2013 costituzionale e legislativa che va superata e cancellata. Paradosso che obbliga la scuola \u201cpubblica paritaria\u201d ad accollare a coloro che la scelgono un doppio carico economico (rette in aggiunta a ci\u00f2 che pagano allo Stato, e ai Comuni, per l\u2019istruzione). E\u2019 questo fatto rilevante che si pone come antidemocratico e ingiusto. In quest\u2019ottica, lo Stato, e suoi organi periferici, \u00e8 obbligato a sostenere il sistema nazionale di istruzione ed educazione nella sua globalit\u00e0, sistema che con le scuole pubbliche statali, regionali e comunali, annovera anche le scuole pubbliche paritarie (questo termine indica pari dignit\u00e0 e pari considerazione).<\/p>\n<p>Parlando di istituti scolastici nessuno nega la loro posizione e funzione di servizio: ne consegue, giustamente, che i soggetti di diritto sono gli studenti, coloro che reclamano \u2013 come ben dici tu \u2013 il \u201cdiritto di apprendere\u201d. E lo Stato, se vuole essere giusto, non pu\u00f2 fare distinzioni di sorta, deve attendere\u00a0 a tutti i soggetti in questione, coloro che frequentano le scuole di qualsivoglia grado e di diversa dirigenza operativa, gestendo il gettito economico che raccoglie con tasse e tributi, e distribuendolo con oculatezza e giustizia, dando a tutti la possibilit\u00e0 concreta \u2013 non soltanto a parole \u2013 di scegliere quale scuola frequentare.<\/p>\n<p>La scuola viene cos\u00ec finanziata direttamente \u2013 con il costo standard dato dalla frequenza di ciascun alunno \u2013 con le imposte gravanti sulla collettivit\u00e0, e quindi con il \u201cbuono\u201d di spettanza a ciascun ragazzo\/ragazza frequentante. Questa ipotesi non viene mai messa in discussione. Ne consegue che il guadagno del bambino, dello studente, che ricava dall\u2019istruzione non ridonda solo a vantaggio dello stesso o dei suoi genitori, ma anche vantaggio degli altri membri della societ\u00e0. L\u2019educazione di un figlio contribuisce al benessere di tutti e a promuovere una societ\u00e0 stabile e democratica.<\/p>\n<p>Da qui la responsabilit\u00e0 delle famiglie alle quali viene richiesto di adempiere appieno il loro diritto\/dovere costituzionale di istruire e educare i loro figli. Se il termine \u201cfamiglia\u201d, nel tempo attuale, pone in essere qualche discrepanza, si parli decisamente di \u201cgenitori\u201d (pap\u00e0 e mamma, e non genitore1 o genitore 2) che sono i naturali ed insostituibili tutori dei loro figli.<\/p>\n<p>Ne consegue che parlare di\u00a0 \u201csussidiariet\u00e0\u201d significa evidenziare e capire la funzione dello Stato, il quale non \u00e8 soggetto di discriminazioni, ma dedito al \u201cbene comune\u201d di ciascuna entit\u00e0 culturale della comunit\u00e0, cio\u00e8 dei corpi intermedi. La sussidiariet\u00e0 non \u00e8 soggetto che conferma la discrezionalit\u00e0 dello Stato, ma pone lo Stato di fronte ai suoi veri doveri.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto, \u00e8 chiaro che i meno abbienti sono i soggetti che vanno aiutati nelle loro scelte, che hanno bisogno di sostegno, tuttavia la categoria dei non abbienti non \u00e8 circoscritta ai bambini dei nidi e della prima infanzia, bens\u00ec \u00e8 categoria che \u00e8 presente in tutti gli ambiti dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione scolastica. Perci\u00f2 ripeto che avere attenzione a tutti i non abbienti, non \u00e8 fatto ideologico, ma fatto concreto di giustizia.<\/p>\n<p>Non solo: lo Stato non deve fossilizzarsi sui termini Pubblico e Privato, ma pensare a scuole serie e scuole non serie, e metterle tutte alla prova dell\u2019Autonomia, consentendo la gestione di una cultura non monopolizzata dall\u2019intervento diretto dello Stato. Prendo in considerazione una frase di Antonio Martino \u2013 personaggio indiscusso della cultura e della politica, deceduto pochi mesi fa \u2013 che ha evidenziato come \u201cil sistema scolastico attuale \u00e8 contrario ai valori fondamentali della democrazia, mette in pericolo la libert\u00e0, viola le regole di giustizia sociale, e compromette l\u2019efficienza della scuola\u201d: credo che attualmente pochi siano coloro che dissentono su questa immagine di scuola\u201d.<\/p>\n<p>Caro amico, queste sono alcune sottolineature che vorrebbero chiarire meglio il mio \u2013 ma non soltanto mio \u2013 pensiero. Pensiero che certamente collima con alcune tue ipotesi, ma pongono il problema su una scala pi\u00f9 ampia, e ci\u00f2 in prospettiva di una scuola pi\u00f9 efficiente e di qualit\u00e0, e garante della soggettivit\u00e0 di scelta dei genitori e dei loro figli. Si parla di gradualit\u00e0, ma se questa, gi\u00e0 di per s\u00e9, \u00e8 discriminante, non se ne viene fuori. Parliamo sinceramente di gradualit\u00e0, ma poniamo il problema in misura globale, che copra le esigenze e le necessit\u00e0 di tutti coloro che ne hanno bisogno per esercitare il proprio diritto di scelta.<\/p>\n<p>Con sincera cordialit\u00e0.\u00a0 Giancarlo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giancarlo Tettamanti &#8211; giornalista pubblicista, socio fondatore AGESC Caro amico, credo di aver gi\u00e0 risposto ad alcune tue osservazioni in modo abbastanza esauriente. E\u2019 evidente &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3352","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3352","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3352"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3352\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3353,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3352\/revisions\/3353"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3352"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3352"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3352"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}