{"id":335,"date":"2017-06-27T17:00:33","date_gmt":"2017-06-27T15:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=335"},"modified":"2017-06-29T16:27:45","modified_gmt":"2017-06-29T14:27:45","slug":"ricca-ce-bisogno-di-voglia-di-lavoro-educativo-sul-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2017\/06\/27\/ricca-ce-bisogno-di-voglia-di-lavoro-educativo-sul-territorio\/","title":{"rendered":"Ricca. C\u2019\u00e8 bisogno di voglia di lavoro educativo sul territorio"},"content":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019\u00e8 tanta differenza tra il dentro e il fuori dei ragazzi? Sono i pregiudizi che fanno le differenze, le storie di vita dei ragazzi molte volte sono uguali\u201d. Lo ha affermato, oggi pomeriggio, don Domenico Ricca, cappellano del carcere minorile \u201cFerrante Aporti\u201d di Torino, parlando della sua quasi quarantennale esperienza ai partecipanti alla 67\u00aa Settimana nazionale di aggiornamento pastorale in corso a Pianezza (To) sul tema \u201cRi-partire dalle periferie\u201d. Don Ricca ha iniziato il suo intervento presentando la situazione delle carceri minorili in Italia. \u201cNel 2016 \u2013 ha spiegato \u2013 in Italia sono entrati nelle carceri 1141 ragazzi e ragazze, di cui 574 italiani (549 ragazzi e 25 ragazze) e 567 non italiani\u201d. \u201cIl 15 febbraio 2017, in Italia nelle carceri minorili c\u2019erano 444 tra ragazzi e ragazze\u201d, ha aggiunto, notando che \u201cnon \u00e8 vero che le carceri minorili italiane sono piene di stranieri, visto che il 15 febbraio 2017 erano 242 gli italiani\u201d. Ma \u201cle carceri minorili in Italia, in realt\u00e0, non sono pi\u00f9 carceri minorili poich\u00e9 i giovani adulti (18-25 anni) sono 428, il 37% degli ingressi\u201d, ha proseguito. Don Ricca ha poi sottolineato l\u2019importanza \u201cdel cappellano nominato, considerato che ci sono molte sedi nella quali c\u2019\u00e8 solo un cappellano volontario\u201d. \u201cLe carceri \u2013 ha ammonito \u2013 devono essere realt\u00e0 presidiate. Per i minori il cappellano \u00e8 una presenza forte, che non possiamo perdere. \u00c8 un presidio educativo\u201d. Per don Ricca, \u201c\u00e8 urgente che la pastorale delle nostre diocesi pensi anche ai giovani detenuti, non possiamo delegare questo mondo soltanto agli interventi caritativi ma dobbiamo fare in modo che ci siano interventi di accompagnamento, anche alla fede\u201d. A questo proposito, il cappellano si \u00e8 chiesto: \u201cCome la comunit\u00e0 cristiana si fa presente in carcere? Come traduciamo l\u2019opera di misericordia \u2018visitare i carcerati\u2019?\u201d. \u201cA volte, sembra prevalere la curiosit\u00e0 morbosa verso la realt\u00e0 del carcere\u201d, ha notato, evidenziando che per \u201candare oltre il volontariato in carcere, c\u2019\u00e8 bisogno di voglia di lavoro educativo sul territorio\u201d.<\/p>\n<p>Don Ricca ha anche rilevato che per chi ha commesso reati \u201cdobbiamo tentare la strada della riconciliazione e della mediazione, non c\u2019\u00e8 solo il carcere come pena\u201d anche perch\u00e9 \u201c\u00e8 sempre pi\u00f9 evidente l\u2019inadeguatezza di misure restrittive e punitive\u201d. E invece in questi ultimi anni \u201cle pene si sono inasprite e c\u2019\u00e8 molta difficolt\u00e0 a concedere i permessi\u201d. Rispetto all\u2019atteggiamento della comunit\u00e0 cristiana, il cappellano ha parlato dell\u2019importanza della \u201cpedagogia della presenza\u201d: \u201cQuanto conosciamo i nostri ragazzi, soprattutto quelli che non vengono ai campi scuola o stanno sulla soglia dell\u2019oratorio? Quanto sosteniamo le famiglie che fanno fatica con i loro figli adolescenti? Quanto spazio diamo all\u2019ascolto a queste storie di disagio?\u201d.<\/p>\n<p>(Fonte SIR)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019\u00e8 tanta differenza tra il dentro e il fuori dei ragazzi? 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