{"id":3248,"date":"2024-06-25T16:02:29","date_gmt":"2024-06-25T14:02:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3248"},"modified":"2024-06-29T14:14:42","modified_gmt":"2024-06-29T12:14:42","slug":"falavegna-reciprocita-dellaccoglienza-per-rigenerarsi-come-comunita-avere-il-coraggio-di-sconfinare-perche-gli-altri-possano-donarci-realta-nuova-da-abitare-come-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/06\/25\/falavegna-reciprocita-dellaccoglienza-per-rigenerarsi-come-comunita-avere-il-coraggio-di-sconfinare-perche-gli-altri-possano-donarci-realta-nuova-da-abitare-come-chiesa\/","title":{"rendered":"Falavegna:  Reciprocit\u00e0 dell\u2019accoglienza, per rigenerarsi come comunit\u00e0. Avere il coraggio di sconfinare, perch\u00e8 gli altri possano donarci realt\u00e0 \u201cnuova\u201d da abitare come Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><em>(Schema consegnato dall\u2019autore)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abFa rami cos\u00ec grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra\u00bb<\/em> (Mc 4,32).<br \/>\nNon grandi alberi, ma \u201crami grandi\u201d che possano accogliere.<\/p>\n<p>\u201cAccogliere\u201d \u00e8 un verbo che esprime bene ci\u00f2 che una comunit\u00e0 di fede, come la parrocchia, \u00e8\u00a0chiamata ad essere: un \u201craccogliere insieme verso\u201d.<br \/>\n\u00c8 questo \u201cinsieme\u201d che fa della comunit\u00e0 un paniere che \u201craccoglie\u201d, si fa contenitore della dignit\u00e0\u00a0in cui tutti e ciascuno si ritrovano (cf. Gal 3,28).<br \/>\nL\u2019accoglienza ha la forza di mostrare la bellezza umanizzante della fede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1. L\u2019accoglienza, una pagina riconoscibile del Vangelo<\/strong><br \/>\n\u00c8 lo stile accogliente uno dei tratti che raccontano la parrocchia quale comunit\u00e0 di cammini di fede.\u00a0La fede ha necessit\u00e0 del sostegno di Ges\u00f9 e di quanti, con il loro stile di vita e con la loro azione\u00a0accogliente, si fanno presenze che restituiscano lo stile accogliente di Ges\u00f9: uno stile caratterizzato\u00a0dall\u2019ascolto; dall\u2019attenzione alla libert\u00e0 dell&#8217;altro; da una empatia di sguardo; da un approccio\u00a0compassionevole e solidale (cf. Mc 9,24).<br \/>\nNell\u2019accoglienza c\u2019\u00e8 il racconto di come al cuore dell\u2019esperienza cristiana c\u2019\u00e8 una parola accogliente\u00a0per ciascuno di noi, un luogo dove risuona il primo annuncio: \u00abGes\u00f9 Cristo ti ama, ha dato la sua vita\u00a0per salvarti, e adesso \u00e8 vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti\u00bb<br \/>\n(EG 164), e su questo annuncio la comunit\u00e0 dei credenti \u00e8 chiamata a plasmarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2. Una stagione della vita da accogliere<\/strong><br \/>\nIn questo impegno, sentiamo che la prima accoglienza da vivere \u00e8 nei confronti del tempo e dello\u00a0spazio che ci sono offerti come luoghi in cui Dio opera salvezza(1).\u00a0Un tempo, il nostro, non facile, ma\u00a0non meno ricco di salvezza rispetto ad altri.<br \/>\nProprio qui sta la prima accoglienza che ci \u00e8 chiesta di vivere: la povert\u00e0 del nostro tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. L\u2019accoglienza, come \u201cscelta missionaria\u201d<\/strong><br \/>\nIl tessuto della parrocchia \u00e8 uno spazio di accoglienza decisiva: incontrare le persone l\u00e0 dove si\u00a0trovano e per quello che sono.<br \/>\nL\u2019accoglienza a cui le nostre comunit\u00e0 sono chiamate, \u00e8 parte di quella \u00abconversione pastorale\u00bb\u00a0fortemente declamata nella Evangelii gaudium. Un\u2019accoglienza che papa Francesco raccoglie in un\u00a0\u201csogno\u201d, quello della \u00abscelta missionaria\u00bb.<\/p>\n<p><strong>3.1. L\u2019accoglienza, nella forma del sogno<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abSogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perch\u00e9 le consuetudini,<\/em>\u00a0<em>gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato<\/em>\u00a0<em>per l\u2019evangelizzazione del mondo attuale [&#8230;]. La parrocchia non \u00e8 una struttura<\/em>\u00a0<em>caduca; proprio perch\u00e9 ha una grande plasticit\u00e0, pu\u00f2 assumere forme molto diverse<\/em>\u00a0<em>che richiedono la docilit\u00e0 e la creativit\u00e0 missionaria del pastore e della comunit\u00e0\u00bb (EG<\/em>\u00a0<em>27.28).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>C\u2019\u00e8 un forte invito a essere prossimi delle forme contemporanee di povert\u00e0 e fragilit\u00e0, sentendo viva\u00a0anche per la comunit\u00e0 l\u2019esortazione \u00abad una generosa apertura, che invece di temere la distruzione\u00a0dell\u2019identit\u00e0 locale sia capace di creare nuove sintesi culturali\u00bb. Proprio questa ospitalit\u00e0 \u00e8 capace di\u00a0dare bellezza alle nostre comunit\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abCome sono belle le citt\u00e0 che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti, e<\/em><br \/>\n<em> che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo! Come sono belle le citt\u00e0<\/em><br \/>\n<em> che, anche nel loro disegno architettonico, sono piene di spazi che collegano, mettono<\/em><br \/>\n<em> in relazione, favoriscono il riconoscimento dell\u2019altro!\u00bb (EG 210).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>3.2. L\u2019accoglienza, nel vigore della nudit\u00e0<\/strong><br \/>\nUn cambiamento narrato da una metafora dinamica, quella del \u201cdilemma dell\u2019aragosta\u201d(2): o rimaniamo in strutture che ci proteggono divenendo sempre di pi\u00f9 \u201cuna gabbia\u201d, oppure accettiamo\u00a0il rischio di una esposizione culturale, accogliendo ci\u00f2 che avvertiamo possa dare una nuova forma a\u00a0ci\u00f2 che siamo chiamati ad essere. Una crisi che pu\u00f2 essere una benedizione, in quanto permette di\u00a0riscoprire ci\u00f2 che \u00e8 realmente essenziale alla vita della stessa comunit\u00e0 (3).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4. L\u2019accoglienza, come apprendimento<\/strong><\/p>\n<p><strong>4.1. Accogliere&#8230; lasciandoci accogliere in una \u201cterra sacra\u201d<\/strong><br \/>\nLocalizzarsi \u00e8 per la chiesa una necessit\u00e0 che le deriva dalla sua natura profonda. Essa, infatti, \u00e8\u00a0chiamata a seguire la via dell\u2019incarnazione per servire il radicarsi della novit\u00e0 evangelica dentro il\u00a0concreto tessuto del vivere umano, grazie al soffio dello Spirito. Si tratta di rendere accessibile la vita\u00a0secondo lo Spirito negli spazi della quotidianit\u00e0 e secondo la globalit\u00e0 degli aspetti che concorrono a\u00a0costruire la trama della vita concreta.\u00a0La parrocchia non coincide con un territorio: \u00e8 piuttosto la comunit\u00e0 cristiana che vive in quel\u00a0territorio come attuazione della chiesa locale. Essa, dunque, si trova sollecitata a riconoscersi entro\u00a0figure pi\u00f9 vaste del localizzarsi della chiesa, che le consentano di comprendere e farsi presente entro\u00a0la trama complessa ed articolata (si pensi alla variet\u00e0 degli ambienti e degli stili di vita) della vita dei\u00a0propri membri e degli interlocutori ai quali deve l\u2019annuncio del Vangelo e la cura della fede.<\/p>\n<p><strong>4.2. Accogliere un nuovo compito<\/strong><br \/>\nLa sfida che ci \u00e8 consegnata \u00e8 quella di attivare correttamente il soggetto (la comunit\u00e0 cristiana),\u00a0accogliendo che la figura di parrocchia oggi sia in grado di realizzare la finalit\u00e0 che le \u00e8 propria.<br \/>\n\u27a2 reinvestire nella qualit\u00e0 dinamica-missionaria della comunit\u00e0.<br \/>\n\u27a2 Recuperare il primato dell\u2019annuncio come servizio al cammino della fede dentro la cultura.<br \/>\n\u27a2 Celebrare la comunione tramite lo sviluppo della partecipazione (sinodalit\u00e0) e il\u00a0riconoscimento-formazione dei ministeri nella loro pluriformit\u00e0 (ministerialit\u00e0);<br \/>\n\u27a2 Operare nella carit\u00e0 come ricentramento sul carattere di evento del Vangelo in quanto\u00a0attuazione dell\u2019amore di Dio in Ges\u00f9 Cristo e come conseguente capacit\u00e0 di farsi prossimi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>5. Condizioni di possibilit\u00e0 per rigenerare comunit\u00e0 accoglienti<\/strong><br \/>\nIl riferimento alla narrazione di Atti 10-11,18 pu\u00f2 aiutarci ad indicare alcune tappe nel compito di\u00a0\u201crigenerare comunit\u00e0\u201d, attraverso il dinamismo evangelico dell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p><strong>5.1. Lasciarci accogliere nello sconfinamento di Dio<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>\u00ab&#8230;un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta Italica [&#8230;]. 3Un giorno, verso le<\/em><br \/>\n<em> tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e<\/em>\u00a0<em>chiamarlo: \u201cCornelio!\u201d\u00bb (At 10,1.3).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p><em>\u00ab11vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra<\/em>\u00a0<em>per i quattro capi. [&#8230;] \u201cCi\u00f2 che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano\u201d\u00bb (At<\/em>\u00a0<em>10,11.15).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>5.2. Accoglierci (riconoscerci) in ci\u00f2 che \u00e8 umano<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abCornelio gli and\u00f2 incontro e si gett\u00f2 ai suoi piedi per rendergli omaggio. 26Ma Pietro lo rialz\u00f2,<\/em><br \/>\n<em> dicendo: \u201c\u00c0lzati: anche io sono un uomo!\u201d\u00bb (At 10,25-26)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>5.3. Accogliere i luoghi del Vangelo<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abPietro allora prese la parola e disse: In verit\u00e0 sto rendendomi conto che Dio non fa\u00a0preferenza di persone,\u00a0ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque\u00a0nazione appartenga.\u00a0Questa \u00e8 la Parola che egli ha inviato ai figli d&#8217;Israele, annunciando la\u00a0pace per mezzo di Ges\u00f9 Cristo: questi \u00e8 il Signore di tutti\u00bb (At 10,34-36).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>5.4. Accogliere nel lasciarci accogliere della comunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abquando Pietro sal\u00ec a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano [&#8230;].\u00a0All\u2019udire\u00a0questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: \u201cDunque anche ai pagani Dio\u00a0ha concesso che si convertano perch\u00e9 abbiano la vita!\u201d\u00bb (At 11,2.18).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Tutto ci\u00f2 chiede alle comunit\u00e0 di scommettere sulla possibilit\u00e0 di:<br \/>\n&#8211; assumere la missione dell\u2019annuncio rendendolo disponibile a tutti:<br \/>\n&#8211; qualificare il luogo della comunit\u00e0 nella forza della prossimit\u00e0, quale contributo per una\u00a0umanit\u00e0 inclusiva, pi\u00f9 fraterna(4);<br \/>\n&#8211; prendersi cura delle narrazioni di fede (At 11,4: \u00abAllora Pietro cominci\u00f2 a raccontare loro, con ordine [&#8230;]\u00bb);<br \/>\n&#8211; nutrire la vita di fede attraverso l\u2019ascolto della Parola;<br \/>\n&#8211; vegliare sulla crescita della comunit\u00e0;<br \/>\n&#8211; operare per essere \u201csegno\u201d (LG 1)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6. Verso una accoglienza generativa<\/strong><\/p>\n<p>Recuperare la reciprocit\u00e0 della dimensione accogliente generativa di ogni comunit\u00e0 significa\u00a0accompagnare i percorsi di fede che si attuano gradualmente, dentro un atto autenticamente\u00a0generativo e cio\u00e8 attraverso la qualit\u00e0 della relazione.<br \/>\nQuesto avviene tramite:<br \/>\n&#8211; lo stile di vita<br \/>\n&#8211; la capacit\u00e0 di ascoltare<br \/>\n&#8211; lo sguardo amoroso ed elettivo<br \/>\n&#8211; il percepire quando nasce la fiducia e saperla alimentare favorendone il racconto<br \/>\n&#8211; un amore generativo, che ama quello che c\u2019\u00e8, ma anche quello che potrebbe essere in una<br \/>\npersona<br \/>\n&#8211; l\u2019avere \u201ccuore per il misero\u201d (misericordia), per la fragilit\u00e0 umana<br \/>\n&#8211; il rispetto per la libert\u00e0 degli altri (\u201cse qualcuno vuole\u201d), dei loro tempi e dei loro cammini<br \/>\n&#8211; suscitare il desiderio, cogliere i veri bisogni che una persona porta dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>1 Tom\u00e1\u0161 HALIK, Pomeriggio del cristianesimo. Il coraggio di cambiare, Vita e Pensiero, Milano 2021.<\/p>\n<p>2 Stefano DE MATTEIS, Il dilemma dell\u2019Aragosta. La forza della vulnerabilit\u00e0, Meltemi editore, Milano 2021.<\/p>\n<p>3 Erio CASTELLUCCI, Benedetta crisi! Il contagio della fede nella Chiesa che verr\u00e0. Piemme, Milano 2022.<\/p>\n<p>4 Christoph THEOBALD, Un concilio in incognito? Il sinodo, via di riconciliazione e creativit\u00e0, EDB, Bologna 2024.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1140\" height=\"641\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cRfRJbtWWJU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen title=\"&quot;La parrocchia: luogo accogliere, dove fare comunit\u00e0&quot;\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Schema consegnato dall\u2019autore) \u00abFa rami cos\u00ec grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra\u00bb (Mc 4,32). 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