{"id":3220,"date":"2024-06-25T08:32:26","date_gmt":"2024-06-25T06:32:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3220"},"modified":"2024-06-25T17:09:34","modified_gmt":"2024-06-25T15:09:34","slug":"brignoli-servire-senza-pretendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/06\/25\/brignoli-servire-senza-pretendere\/","title":{"rendered":"Brignoli: Servire senza pretendere"},"content":{"rendered":"<p>Mt 21,33-43<br \/>\n<em>33 Ascoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna.\u00a0La circond\u00f2\u00a0con una siepe, vi scav\u00f2 una buca per il torchio e costru\u00ec una torre.<br \/>\nLa diede in affitto a dei contadini e se<\/em>\u00a0<em>ne and\u00f2 lontano.\u00a034 Quando arriv\u00f2 il tempo di raccogliere i frutti, mand\u00f2 i suoi servi dai contadini a<\/em><br \/>\n<em>ritirare il raccolto.\u00a0 35 Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo<\/em><br \/>\n<em>lapidarono.\u00a0 36 Mand\u00f2 di nuovo altri servi, pi\u00f9 numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.\u00a0 37 Da<\/em><br \/>\n<em>ultimo mand\u00f2 loro il proprio figlio dicendo: \u00abAvranno rispetto per mio figlio!\u00bb.\u00a0 38 Ma i contadini, visto il<\/em><br \/>\n<em>figlio, dissero tra loro: \u00abCostui \u00e8 l&#8217;erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredit\u00e0!\u00bb.\u00a0 39 Lo presero, lo<\/em><br \/>\n<em>cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.\u00a0 40 Quando verr\u00e0 dunque il padrone della vigna, che cosa far\u00e0 a<\/em><br \/>\n<em>quei contadini?\u00bb.\u00a0 41 Gli risposero: \u00abQuei malvagi, li far\u00e0 morire miseramente e dar\u00e0 in affitto la vigna ad<\/em><br \/>\n<em>altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo\u00bb.<\/em><br \/>\n<em>42 E Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon avete mai letto nelle Scritture:<\/em><br \/>\n<em>La pietra che i costruttori hanno scartato<\/em><br \/>\n<em>\u00e8 diventata la pietra d&#8217;angolo;<\/em><br \/>\n<em>questo \u00e8 stato fatto dal Signore<\/em><br \/>\n<em>ed \u00e8 una meraviglia ai nostri occhi?<\/em><br \/>\n<em>43 Perci\u00f2 io vi dico: a voi sar\u00e0 tolto il regno di Dio e sar\u00e0 dato a un popolo che ne produca i frutti.<\/em><\/p>\n<p>Ci troviamo nell\u2019ultima delle parabole della cosiddetta \u201cTrilogia della Vigna\u201d, ovvero le tre<br \/>\nparabole di Matteo aventi come tema quello della vigna, intesa come Regno di Dio nel quale ognuno di<br \/>\nnoi \u00e8 chiamato a lavorare. La prima parabola (i vignaioli dell\u2019ultima ora) mette in guardia<br \/>\ndall\u2019atteggiamento della gelosia nei confronti di chi arriva alla fede in modalit\u00e0 e tempi diversi dai nostri;<br \/>\nla seconda (quella dei due figli invitati a lavorare nella vigna) ci mostra quanto sia sempre in agguato il<br \/>\npericolo dell\u2019apparenza, del fare le cose solo apparentemente, a parole o per metterci in mostra, evitando<br \/>\nil pi\u00f9 possibile di compiere il nostro dovere, ovvero la volont\u00e0 di Dio.<br \/>\nQui, l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 assume toni drammatici, anche perch\u00e9 riguardano la sua vicenda<br \/>\npersonale: \u00e8 lui, il figlio del padrone della vigna mandato dal padre a raccoglierne i frutti, per restare poi<br \/>\nucciso dai vignaioli malvagi, come capitato in precedenza a tanti profeti o testimoni inviati a parlare al<br \/>\npopolo d\u2019Israele in nome di Dio. Tutto questo, a causa del peggiore degli atteggiamenti che possa<br \/>\nverificarsi tra coloro che operano all\u2019interno di quella vigna che \u00e8 il Regno di Dio, ovvero la prepotenza<br \/>\ndi ritenersi non solo semplici servitori, bens\u00ec proprietari o padroni.<br \/>\nSe riferiamo questa parabola a noi, credenti di oggi, l\u2019insegnamento che ne dobbiamo trarre \u00e8 che<br \/>\nsiamo certamente costruttori del Regno di Dio, ma non ne siamo padroni; siamo operai della vigna del<br \/>\nSignore, ma non ne siamo proprietari: e ci\u00f2 che pi\u00f9 dovrebbe aiutarci a riflettere e a farci comprendere<br \/>\nquesto \u00e8 che nemmeno Colui che avrebbe tutto il diritto per dirsi Signore e Padrone del Regno \u2013 Ges\u00f9<br \/>\nCristo, appunto \u2013 si comporta come tale. Se nemmeno Cristo arroga a s\u00e9 il diritto &#8211; peraltro legittimo &#8211; di<br \/>\nessere padrone di questa vigna che \u00e8 il Regno di Dio, che pretese pu\u00f2 avanzare l\u2019uomo, in questo senso?<br \/>\nSe il Figlio di Dio accetta la sfida di essere simile agli uomini al punto da correre il rischio di essere da<br \/>\nloro disprezzato e rifiutato fino alla morte, che pretese abbiamo noi, semplici vignaioli con la testa da<br \/>\npadroni, di sentirci superiori a lui tanto da eliminarlo dalla nostra vita con il semplice intento di<br \/>\nimpadronirci di un Regno che nostro non sar\u00e0 mai?<br \/>\nPurtroppo, ancora oggi, la vita di fede per alcuni cristiani assume le caratteristiche di un privilegio<br \/>\nper pochi, pi\u00f9 che di un servizio in favore di tutti. A partire da noi uomini del clero, passando attraverso<br \/>\nchi ha fatto la scelta della vita consacrata, fino al laico impegnato che svolge un incarico in una comunit\u00e0,<br \/>\nil rischio di sentirci \u201cpadroni\u201d pi\u00f9 che servi della vigna del Signore \u00e8 sempre in agguato, e ci riguarda<br \/>\ntutti.<br \/>\nQuante volte anche noi rischiamo di cadere in questo errore, pur senza arrivare a essere vignaioli<br \/>\nomicidi! Quante volte ci sentiamo cos\u00ec gelosamente depositari delle verit\u00e0 di fede da disprezzare i nostri<br \/>\nfratelli! Quante volte crediamo di essere bravi solo noi! Quante volte il nostro modo di vivere la fede si<br \/>\nimpone su quello degli altri al punto di ritenere gli altri \u201ccristiani di poco conto\u201d!<br \/>\nQuante volte ci\u00a0sentiamo talmente autosufficienti da non lasciare pi\u00f9 spazio all\u2019iniziativa di Dio,<br \/>\nquasi eliminandolo dalla\u00a0nostra esperienza di fede\u2026 Eppure, grazie a Dio, il Regno non si ferma, non crolla, non smette di<br \/>\nprodurre buoni frutti, nonostante le nostre meschinit\u00e0.<br \/>\nCon questa parabola, Ges\u00f9 non ci vuol condannare. Ci vuole mettere in guardia da atteggiamenti<br \/>\nsbagliati che compromettono il nostro rapporto con lui, ma ci d\u00e0 anche un segno di grande speranza. Quel<br \/>\n\u201cfiglio ucciso fuori dalla vigna\u201d (come il Calvario era fuori dalla citt\u00e0) e quella \u201cpietra scartata e divenuta<br \/>\ntestata d\u2019angolo\u201d stanno a dirci che \u00e8 sempre possibile ricostruire vita, anche dagli episodi negativi, se<br \/>\nessi diventano per noi occasione di conversione, personale e comunitaria.<br \/>\nLeggendo questa parabola in chiave missionaria, penso alla necessit\u00e0, da parte di noi cristiani di<br \/>\nantica tradizione, di spogliarci dei nostri atteggiamenti da \u201cprivilegiati\u201d e da \u201cdepositari della fiaccola<br \/>\ndella fede\u201d, per aprirci all\u2019incontro con una fede cristiana che arriva da altre esperienze, a volte anche da<br \/>\naltri paesi del mondo, ma certamente anche da cristiani \u201cnostrani\u201d che non hanno alle spalle tutta quella<br \/>\ntradizione di vita parrocchiale ed ecclesiale che abbiamo noi.<br \/>\nSempre pi\u00f9, oggi, la fede cristiana (o meglio, quel poco che resta di essa) germoglia da situazioni<br \/>\nsociali e familiari che non sono pi\u00f9 quelle tradizionali nelle quali \u00e8 cresciuta la stragrande maggioranza di<br \/>\nnoi. Se una volta chi veniva da una famiglia cristiana veniva battezzato nei primi mesi di vita, poi faceva<br \/>\nil suo itinerario di fede con la celebrazione dei sacramenti dell\u2019iniziazione cristiana entro l\u2019adolescenza, e<br \/>\npoi si preparava a vivere la propria vita familiare all\u2019interno della celebrazione sacramentale del<br \/>\nmatrimonio, oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, neppure tra coloro che continuano a dirsi appartenenti alla religione<br \/>\ncristiana, condividendone i valori.<br \/>\nMa questo non significa che la fede cristiana e i valori del Vangelo vadano perduti: la parabola,<br \/>\nanzi, ci fa vedere chiaramente che la vigna del Signore non muore. La realizzazione del Regno di Dio non<br \/>\ndipende da noi, perch\u00e9 anche se il nostro atteggiamento ci porta a sentirci padroni e depositari della fede,<br \/>\nil Regno di Dio ci pu\u00f2 \u201cvenir tolto e dato ad altri contadini che consegneranno a lui i frutti a suo tempo\u201d,<br \/>\ncome \u00e8 stato al tempo della Chiesa degli Apostoli nei confronti del popolo d\u2019Israele!<br \/>\nPerch\u00e9 allora entrare in conflitto, invece di creare comunione con chi condivide con noi la stessa<br \/>\nfede, sia pur in modo diverso dal nostro? Perch\u00e9 litigare, discutere, creare contrapposizioni ed escludere<br \/>\nda una comunit\u00e0 di fede chi crede in maniera diversa da noi? Papa Francesco ce lo ricorda spesso: la<br \/>\nChiesa, la comunit\u00e0 dei credenti, non pu\u00f2 essere un luogo di ideologie polarizzate e contrapposte tra<br \/>\nconservatori e progressisti, ma un luogo di grazia, di comunione e di dialogo. Purch\u00e9 ognuno di noi, laici,<br \/>\nreligiosi e clero, accettiamo di liberarci da quella mentalit\u00e0 clericalista che non fa altro che inaridire la<br \/>\nvigna del Signore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mt 21,33-43 33 Ascoltate un&#8217;altra parabola: c&#8217;era un uomo che possedeva un terreno e vi piant\u00f2 una vigna.\u00a0La circond\u00f2\u00a0con una siepe, vi scav\u00f2 una buca &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3229,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[285,283],"tags":[],"class_list":["post-3220","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-25-giugno-2024","category-73a-snap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3220","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3220"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3260,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3220\/revisions\/3260"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}