{"id":3204,"date":"2024-06-25T07:20:10","date_gmt":"2024-06-25T05:20:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3204"},"modified":"2024-06-29T14:08:44","modified_gmt":"2024-06-29T12:08:44","slug":"bressan-intercettare-spazi-di-trasfigurazione-e-darvi-referenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/06\/25\/bressan-intercettare-spazi-di-trasfigurazione-e-darvi-referenza\/","title":{"rendered":"Bressan: Intercettare spazi di trasfigurazione e darvi \u201creferenza\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u00abPreoccupati e allo stesso tempo obbligati ad abitare le trasformazioni che stiamo conoscendo come Chiesa: Cosa fare? Cosa stiamo diventando?\u00bb. Con queste parole mons. <strong>Luca Bressan<\/strong>, vicario episcopale per la cultura, la carit\u00e0, la missione e l\u2019azione sociale (diocesi di Milano), ha introdotto alla sua relazione, che con metafora offre un metodo per porsi dinanzi alla citt\u00e0: non passa infatti inosservato nel titolo della sua relazione, quel \u00ab\u2026 <em>come Ninive<\/em>\u00bb. Argomenta: \u00abMissionari dentro una citt\u00e0 che non abbiamo generato, anzi che ci genera, allo stesso tempo capaci di ritrovare le tracce dello Spirito, che ci rende protagonisti in questa storia di piena trasformazione. Milano come Ninive \u00e8 una grande metafora per chi \u00e8 ambrosiano: si rif\u00e0 ad una lettera pastorale che il cardinal Martini rivolse alla citt\u00e0 di Milano agli inizi degli anni \u201990. \u00c8 una metafora che la Chiesa ambrosiana consegna ai lavori di questa Settimana, d\u2019invito ad imparare a guardare la citt\u00e0 come Giona guardava Ninive, ovvero una citt\u00e0 che mi pu\u00f2 sembrare estranea ma che \u00e8 gi\u00e0 abitata da Dio. Ritrovare le tracce di Dio che abita in questa citt\u00e0, in un momento in cui abbiamo la sensazione che la trasformazione invece ci \u201cespella\u201d dalla citt\u00e0. Lo possiamo fare accettando un metodo, che \u00e8 il rovesciamento di prospettiva, ovvero non guardare sempre a chi siamo noi dentro la citt\u00e0 ma a guardare chi \u00e8 la citt\u00e0, e come ci guarda. Un metodo che possiamo eseguire in tre tappe. Anzitutto aiutarci a capire perch\u00e9 la citt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec importante nella storia degli uomini. Abbiamo imparato che la citt\u00e0 \u00e8 un grande laboratorio: riesce a fare incrociare le libert\u00e0 delle persone e a generare effettivamente un soggetto collettivo in noi che \u00e8 capace di permettere alle persone che la abitano di scoprire il senso della storia e di accendere al senso spirituale. La citt\u00e0, quindi, \u00e8 un produttore di strumenti, spazi \u2013 eterotopie \u2013 che permette alla citt\u00e0 di interrogarsi sulle dinamiche profonde della propria esistenza, e di cogliere dove stiamo andando, chi siamo, come leggere la memoria che ci ha generato, qual \u00e8 il futuro che stiamo costruendo. In questo modo possiamo leggere che le citt\u00e0 sono effettivamente luoghi di trasformazione non necessariamente sempre positiva, anche metafora dell\u2019alienazione (si pensi alle grandi periferie). Possono essere anche metafore positive, metafore di trasfigurazione: molti dei nostri edifici, molte delle nostre azioni pastorali sono metafore di trasformazione. Occorre, dunque, prendere queste metafore, capire come funzionano, per poi interpretarle e vedere che strumenti ci possono dare per abitare il cambiamento. Come metafora di trasfigurazione pensiamo al sacramento cristiano e come esso si traduce nello spazio sociale. I sacramenti sono dei grandi processi di ordinazione simbolica dentro uno spazio disorganizzato, che crea ad esempio conflittualit\u00e0. L\u2019esperienza cristiana si colloca come una realt\u00e0 che sa mettere ordine, che permette alle persone di capire dov\u2019\u00e8 il fine, come ci si aggrega, dov\u2019\u00e8 il bene e come lo si riconosce. Le metafore di trasfigurazione sono luoghi in cui impariamo a dare carne alla fede, a comprendere che la fede diventa esperienza significativa se effettivamente permette alle persone di riconoscere come Ges\u00f9 ci ha cambiato, riconoscere che tutti abbiamo una traccia dentro di noi di questo Dio che ci ha cercato e ci ama. Per poi arrivare a capire come possiamo dare referenza. far vedere che la nostra esperienza cambia il quotidiano \u2013 che \u00e8 l\u2019esperienza della domenica \u2013. Il cristianesimo ha cambiato la storia introducendo un argomento nuovo, quello della resurrezione. Come torniamo oggi a quello che una volta chiamavamo \u201cprecetto festivo\u201d? \u00c8 tramontato perch\u00e9 lo abbiamo ridotto alla sua sola dimensione morale, facendo venir meno dimensioni fondamentali come l\u2019aggregazione, la costruzione di dinamiche simboliche, riconoscersi come comunit\u00e0, capire il senso della storia, generare un noi; solo alla fine \u00e8 diventato un principio etico. Oggi dobbiamo rifare tutto questo in modo nuovo, ed \u00e8 quello che ci viene consegnato, per scoprire che in realt\u00e0 ne abbiamo gi\u00e0 tanti di spazi rigeneratori del precetto festivo. Per rigenerare un cristianesimo anche nel XXI secolo\u00bb.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"1140\" height=\"641\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/z6n9_uA2w70?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen title=\"&quot;Milano come Ninive. Missionari metropolitani, pronti a riconoscere gli itinerari dello Spirito\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPreoccupati e allo stesso tempo obbligati ad abitare le trasformazioni che stiamo conoscendo come Chiesa: Cosa fare? Cosa stiamo diventando?\u00bb. Con queste parole mons. 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