{"id":3192,"date":"2024-06-21T17:16:30","date_gmt":"2024-06-21T15:16:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3192"},"modified":"2024-06-21T17:16:30","modified_gmt":"2024-06-21T15:16:30","slug":"il-postumanesimo-sfide-rischi-opportunita-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/06\/21\/il-postumanesimo-sfide-rischi-opportunita-3\/","title":{"rendered":"Il postumanesimo. Sfide, rischi, opportunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Giuseppe Zeppegno &#8211;\u00a0<em>docente di bioetica presso la Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Settentrionale, sezione di Torino<\/em><\/p>\n<p>La modernit\u00e0, convenzionalmente fatta coincidere da molti studiosi con la scoperta dell\u2019America, ha segnato la rottura con l\u2019universalismo dogmatico medioevale e ha proposto una nuova visione della condizione umana. L\u2019uomo, infatti, ha cominciato a percepirsi sempre pi\u00f9 al centro dell\u2019universo, autonomo signore della propria esistenza, padrone del reale, artefice del progresso e del suo destino, garante della propria salvezza. L\u2019illuminismo, movimento culturale e politico sviluppatosi in Europa nel XVIII secolo, ha portato alle estreme conseguenze questo modo di pensare proponendo la ragione come norma unica del comportamento. A met\u00e0 Ottocento il positivismo, sorto in Francia e ben presto diffusosi in gran parte del mondo occidentale in un tempo in cui era notevole lo sviluppo delle scienze empiriche, ha contribuito ad alienare ogni riferimento alla trascendenza nella convinzione che il progresso tecno-scientifico poteva da solo diventare normativo per ogni dimensione dell\u2019umano.<\/p>\n<p>Il secolo XX, definito \u00abet\u00e0 degli estremi\u00bb, caratterizzato da drammi umani e sociali, inquietudini e contraddizioni spesso laceranti, port\u00f2 al crollo delle grandi sintesi del pensiero moderno e al declino delle facili sicurezze sociali.<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a> Si determin\u00f2 una generale sfiducia<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a> e si inaugur\u00f2 un\u2019epoca caratterizzata da un mutato regime di significazione del reale. Le istanze della modernit\u00e0 sono cos\u00ec venute meno e hanno avuto il sopravvento nuove teorie filosofiche che hanno trovato una fonte di ispirazione soprattutto nel pensiero di Friedrich Wilhelm Nietzsche, Martin Heidegger e Ludwig Josef Johann Wittgenstein.<\/p>\n<p>Nietzsche ha contribuito pi\u00f9 di ogni altro ad avviare il processo di disgregazione delle certezze di cui era fiero il razionalismo moderno.<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a> Animato dalla volont\u00e0 di distruggere il vecchio ordine e creare un mondo nuovo senza autorit\u00e0, orientato unicamente agli interessi mondani, capace di plasmare un nuovo uomo senza storia e regole, ritenne virtuoso tutto ci\u00f2 che gratifica senza condizionamenti la vita. Immagin\u00f2 inoltre la possibilit\u00e0 di superarsi (<em>\u00fcbermensch<\/em> \u2013 superuomo) incarnando la \u00abvolont\u00e0 di potenza\u00bb che rende liberi di decidere del proprio destino e di ergersi sul nulla. Pose altres\u00ec l\u2019accento sull\u2019opacit\u00e0 di un mondo messo a disposizione dell\u2019uomo grazie al potere della tecnica, ma ancora incomprensibilmente ostile e apparentemente cos\u00ec a-causale da sembrare completamente privo di senso.<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>La nuova sensibilit\u00e0 culturale, sorta con questi presupposti dalle ceneri della modernit\u00e0, fu definita \u00abpostmoderna\u00bb (dal latino <em>post <\/em>\u00abdopo\u00bb e <em>moderna <\/em>\u00abnuova\u00bb) da Jean-Fran\u00e7ois Lyotard nell\u2019opera <em>La condition postmoderne <\/em>(1979)<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>. Il noto filosofo francese intendeva con questo suo lavoro descrivere il nuovo modello sociale che stava emergendo e che si caratterizzava per forme deboli di razionalit\u00e0, valorizzava principalmente l\u2019affettivit\u00e0 e la sensibilit\u00e0, promuoveva un diversificato e soggettivo approccio al reale e una indiscussa tolleranza verso la pluralit\u00e0 delle opinioni. Questo procedere afinalistico induceva a negare la possibilit\u00e0 di riconoscere una tavola universale di valori oggettivamente fondanti, sosteneva l\u2019incomunicabile pluralismo d\u2019approcci etici e accordava validit\u00e0 a tutto ci\u00f2 che \u00e8 singolarmente pensato.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Dalla postmodernit\u00e0 al postumanesimo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>In un tempo di svolta in cui predominano i \u00abpost\u00bb (post-moderno, post-coloniale, post-industriale, post-femminista, post-raziale, ecc.) perch\u00e9 si vuole lasciare alle spalle quanto ha caratterizzato il passato, si \u00e8 imposto il \u00abpost-umanesimo\u00bb. Comparve per la prima volta in un articolo di Ibad Hassan pubblicato nel 1977. L\u2019autore indicava con questo termine una nuova fase dell\u2019umanit\u00e0 condizionata dal vertiginoso progresso tecno-scientifico che aveva precipitosamente modificato il vivere comune.<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a> Qualche anno dopo, fece scalpore la pubblicazione di una foto sul <em>Time<\/em>. Questo settimanale statunitense \u00e8 solito dedicare la prima copertina di ogni annata alla persona che si \u00e8 distinta per le sue qualit\u00e0 nell\u2019anno precedente. Nel 1983 per\u00f2 non fu segnalata una persona in carne e ossa, ma un computer, premiato per la sua affidabilit\u00e0, silenziosit\u00e0 e intelligenza.<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a> Anche questa scelta \u2013 secondo Neil Badmington, docente di letteratura inglese \u2013 dava risalto alla crisi dell\u2019uomo, legato anche per le piccole attivit\u00e0 alla potenza incontrollabile della tecnica.<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a> Il termine trov\u00f2 successivamente dignit\u00e0 accademica nel campo della critica letteraria. Si distinsero Donna Haraway, filosofa statunitense, capo-scuola della teoria <em>cyborg<\/em>, e Katherine Hayles, critico letterario, docente di letteratura presso la <em>Duke Universitty <\/em>di Durham. Nei loro scritti evidenziarono che i progressi delle scienze, dell\u2019<em>enhancement<\/em> e dell\u2019informatica, offrono la possibilit\u00e0 di ripensare la natura stessa dell\u2019essere umano, non pi\u00f9 necessariamente costituito di un corpo fatto di carne e ossa, ma potenziato da supporti artificiali che ne ampliano l\u2019efficienza.<a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a> Fu per\u00f2 Jeffrey Deitch, famoso gallerista americano, a rendere noto questo nuovo termine al grande pubblico grazie alla mostra che propose nel 1992 presso il museo di arte contemporanea di Losanna e nell\u2019anno successivo al castello di Rivoli in provincia di Torino. L\u2019idea di realizzare le due mostre fu stimolata dalla stupita constatazione del mutamento del modo di fare arte e di interpretare la corporeit\u00e0 umana.<a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Il nostro \u00e8 effettivamente un tempo dove l\u2019umanit\u00e0, posta di fronte agli sviluppi dell\u2019astrofisica, della cosmologia, della fisica quantistica e all\u2019inarrestabile progresso tecno-scientifico (nano-bio-info e cogno-tecnologie), affronta un nuovo modo di considerare il vivere. I sempre nuovi interventi e ausili medici (protesi, pacemaker, chirurgia plastica ricostruttiva, ecc.), destinati a colmare le deficienze patologiche, inducono a guardare a un continuo oltre che fa supporre anche nuovi sviluppi per la dimensione corporale. A titolo di esempio, si pu\u00f2 ricordare il progresso nella conoscenza del cervello dovuto agli sviluppi delle neuroscienze. Alcuni scienziati, operanti in questa branca della scienza, interpretando a loro modo le recenti scoperte, asseriscono che il comportamento umano \u00e8 unicamente frutto di reazioni fisico-chimiche che possono essere modificabili dall\u2019esterno.<a href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Correnti postumane<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Non si pu\u00f2 dare del postumanesimo una definizione onnicomprensiva perch\u00e9 dal suo sorgere il movimento si \u00e8 contraddistinto in molteplici correnti: l\u2019antiumanesimo, le postumanit\u00e0, la metaumanit\u00e0; il nuovo materialismo; il postumanesimo culturale, critico e filosofico e il transumanesimo nelle sue diverse accezioni (estropianesimo, transumanesimo liberale e democratico).<a href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a> Queste declinazioni hanno apportato \u00abgrande confusione sia in ambito accademico specializzato che nel pubblico generalista\u00bb.<a href=\"#_edn13\" name=\"_ednref13\">[13]<\/a> Sono comunque degne di particolare attenzione perch\u00e9 hanno notevole presa tra le <em>\u00e9lite<\/em> culturali del nostro tempo e stanno penetrando gradualmente anche nel sentire comune tanto che il postumanesimo \u00e8 stato definito \u00abla filosofia del nostro tempo\u00bb,<a href=\"#_edn14\" name=\"_ednref14\">[14]<\/a> Alcune correnti, come il nuovo materialismo, sono difficilmente inquadrabili in una comprensione unitaria perch\u00e9 hanno come protagonisti un insieme di filosofi che, con percorsi diversi, si oppongono all\u2019antropocentrismo occidentale e propongono nuove interpretazioni della materia. Altrettanto vaghe sono le idee della postumanit\u00e0 e della metaumanit\u00e0, accumunate dall\u2019interesse a ipotizzare la creazione di esseri umani con abilit\u00e0 oltrepassanti i limiti naturali.<\/p>\n<p>Un impianto pi\u00f9 articolato \u00e8 invece offerto dall\u2019nntiumanesimo che ha in Michel Foucault il suo pi\u00f9 significativo esponente. Rielaborando a suo uso la riflessione nietzschiana, nell\u2019opera <em>Les Mots et les Choses<\/em>, il filosofo e sociologo francese annuncia la \u00abmorte dell\u2019uomo\u00bb. Accusa le scienze umane di aver perseguito l\u2019obiettivo di studiarlo considerandolo a partire dal suo s\u00e9, dal suo linguaggio e dalle sue azioni. A suo avviso, questo metodo di lavoro ha prodotto teorie che hanno condizionato la gestione della corporeit\u00e0 e hanno provocato un \u00absonno antropologico\u00bb, cio\u00e8 la tendenza a considerare l\u2019uomo un essere finito mentre \u2013 secondo Foucault \u2013 \u00e8 un prodotto culturale risalente alla fine del XVIII secolo e ancora in costruzione.<a href=\"#_edn15\" name=\"_ednref15\">[15]<\/a> Partendo dai medesimi presupposti, si muove anche il filosofo francese Gilles Deleuze. Nelle sue numerose opere, scritte spesso in collaborazione con F\u00e9lix Guattari, esprime il convincimento che sia necessario avviare un processo di superamento dell\u2019attuale condizione umana servendosi del potere della tecnologia. Il suo progetto mira a far passare l\u2019uomo dalla condizione di \u00abessere\u00bb (<em>sein<\/em>) a quella di \u00abcon-essere\u00bb (<em>mit-sein<\/em>), cio\u00e8 di ibrido (uomo, animale, macchina). Si troverebbe cos\u00ec connesso con ambiti che esulano dalla sua natura ontologica e lo pongono in una dimensione di continuo divenire e di incessante provvisoriet\u00e0.<a href=\"#_edn16\" name=\"_ednref16\">[16]<\/a><\/p>\n<p>Seguendo le pi\u00f9 disparate strategie, le molteplici teorie si propongono comunque di superare, o almeno di ridefinire, l\u2019impianto culturale umanistico e arrivano, nelle correnti pi\u00f9 spinte, a prospettare la creazione di una nuova e superiore specie umana. Si collocano in un tempo di svolta dove \u2013 come ricorda la filosofa del postumanesimo Francesca Ferrando \u2013 si \u00e8 imposto l\u2019antropocene, prima era in cui l\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 spettatore, ma attore degli sconvolgimenti climatici a causa delle sue attivit\u00e0 che incidono notevolmente sui processi geologici. Mettono anche \u00abin discussione il biocentrismo, il sensiocentrismo, il vitalismo e il concetto di vita stesso, sfumando i confini tra l\u2019animato e l\u2019inanimato\u00bb.<a href=\"#_edn17\" name=\"_ednref17\">[17]<\/a> Hanno in comune \u2013 aggiunge l\u2019antropologo Michele Farisco \u2013 \u00abuna concezione \u201caperta\u201d della soggettivit\u00e0 umana, i cui confini di separazione rispetto all\u2019alterit\u00e0, sia animale (a livello di ecosistema naturale) sia meccanica (a livello di sistemi \u201cartificiali\u201d), divengono delle vere e proprie \u201csoglie\u201d di reciproco scambio, le quali rendono possibili delle pratiche di coniugazione\u00bb.<a href=\"#_edn18\" name=\"_ednref18\">[18]<\/a> Ricavano i loro ascendenti filosofici anche dalla <em>Neue Anthropologie<\/em>. \u00c8 una corrente antropologica sorta in Germania nei primi decenni del Novecento, e ha nel fenomenologo Max Scheler uno dei suoi massimi esponenti. Egli, interprete critico di Nietzsche, pur riconoscendo l\u2019importanza dell\u2019apporto delle scienze per la conoscenza dell\u2019uomo, evidenzi\u00f2 che esse non sono in grado di indicarne l\u2019essenza.<a href=\"#_edn19\" name=\"_ednref19\">[19]<\/a> Arnold Gehlen, attento studioso di Scheler, scostandosi dall\u2019autore studiato, defin\u00ec l\u2019uomo come un animale non definito e un progetto incompiuto, incapace di una specializzazione strutturale che lo renda particolarmente adatto a un determinato ambiente. \u00c8, al contempo, capace di riflettere su di s\u00e9 e tende a fare della cultura la sua seconda natura, traendo dall\u2019osservazione e dall\u2019esperienza sempre nuove conoscenze da mettere in atto con l\u2019ausilio della tecnica.<a href=\"#_edn20\" name=\"_ednref20\">[20]<\/a> Da questi pensatori, soprattutto da Gehlen, \u00abemergono alcuni elementi rispetto ai quali la filosofia del postumano si delinea in termini di esplicita presa di distanza, ma anche di implicita continuit\u00e0\u00bb.<a href=\"#_edn21\" name=\"_ednref21\">[21]<\/a><\/p>\n<p>I postumanisti apprezzano la convinzione secondo cui l\u2019essere umano non \u00e8 da interpretare in modo statico ma dinamico, non solo perch\u00e9, come sosteneva Darwin, \u00e8 caratterizzato da una continua evoluzione, ma perch\u00e9 \u00e8 in grado di esprimere pienamente s\u00e9 stesso uscendo da s\u00e9 e divenendo protagonista della sua co-evoluzione.<a href=\"#_edn22\" name=\"_ednref22\">[22]<\/a> Questo modo di pensare \u00e8 condiviso da Roberto Marchesini, studioso di scienze biologiche e di epistemologia, ritenuto il maggiore teorico italiano del postumanesimo evoluzionista. Nel suo volume <em>Post-human. Verso nuovi modelli di esistenza<\/em> sostiene, infatti, l\u2019importanza di superare \u00abalcuni pregiudizi culturali, quali l\u2019essenzialismo, il teleologismo, il sostanzialismo, il determinismo, l\u2019istruzionismo assoluto\u00bb,<a href=\"#_edn23\" name=\"_ednref23\">[23]<\/a> nella convinzione che \u00abl\u2019uomo, grazie allo sviluppo culturale e scientifico degli ultimi decenni, pu\u00f2 persino mettere le mani nel segreto del fenotipo e reimpostare la vita\u00bb.<a href=\"#_edn24\" name=\"_ednref24\">[24]<\/a><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Dal postumanesimo al transumanesimo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il postumanesimo culturale e critico ha avuto il suo recente sviluppo nel postumanesimo filosofico. \u00c8 un approccio \u00abancora in divenire\u00bb<a href=\"#_edn25\" name=\"_ednref25\">[25]<\/a> e pu\u00f2 essere considerato \u00abun postmodernismo di seconda generazione, che porta le decostruzione dell\u2019umano alle sue estreme conseguenze, passando al vaglio della revisione teorica lo specismo, cio\u00e8 il privilegio di alcune specie rispetto ad altre\u00bb.<a href=\"#_edn26\" name=\"_ednref26\">[26]<\/a> Si impone cos\u00ec come critica radicale all\u2019umanesimo e all\u2019antropocentrismo, riflette sulle conseguenze derivate dall\u2019incalzante progresso tecnologico che caratterizza l\u2019Occidente, ma che non ha alcuna incidenza sulle aree pi\u00f9 povere del pianeta che continuano a essere sottosviluppate.<a href=\"#_edn27\" name=\"_ednref27\">[27]<\/a> Denuncia, in aggiunta, le conseguenze negative dell\u2019impatto delle attivit\u00e0 umane sull\u2019ecosistema e invita a porvi urgentemente rimedio.<\/p>\n<p>Una riflessione a s\u00e9 merita il transumanesimo. Anche se \u00e8 spesso inserito tra le correnti postumane, ha obiettivi solo parzialmente accostabili al postumanesimo. Ha, anzitutto, una base culturale differente. Individua, infatti, le proprie origini nell\u2019illuminismo. \u00c8 un approccio radicalmente nuovo alla futurologia che va ben al di l\u00e0 dell\u2019osservazione del cambiamento in atto. Esige un sempre pi\u00f9 ampio apporto della tecnica per aumentare le capacit\u00e0 intellettuali, psicofisiche, e abolire le malattie e l\u2019invecchiamento. Queste idee lo pongono in conflitto con la maggior parte degli altri movimenti postumanisti. Rosi Braidotti, docente di studi di genere presso l\u2019Universit\u00e0 di Utrecht, femminista ed esponente di spicco della filosofia postumanista, ad esempio si dissocia energicamente dal transumanesimo, arrivando a definirlo un \u00abdelirio\u00bb.<a href=\"#_edn28\" name=\"_ednref28\">[28]<\/a><\/p>\n<p>Il termine fu utilizzato per la prima volta da Dante Alighieri nel <em>Paradiso<\/em> (I,70-73): \u00abTrasumanar significar per verba \/ non si por\u00eca; per\u00f2 l\u2019essemplo basti \/ a cui esperienza grazia serba\u00bb. Spiega il teologo Maurizio P. Faggioni: \u00abNei versi di Dante il \u201ctrasumanare\u201d \u00e8 la meta ultima dell\u2019uomo e rappresenta l\u2019esperienza, ineffabile a parole, di essere elevati per grazia oltre l\u2019umano, verso il nostro compimento trascendente in Dio\u00bb.<a href=\"#_edn29\" name=\"_ednref29\">[29]<\/a> Ai nostri tempi \u00e8 tornato alla ribalta grazie alla pubblicazione nel 1957 di <em>New Bottles for New Wine<\/em>. L\u2019autore, Julian Huxley, evidenzi\u00f2 che le recenti scoperte scientifiche hanno ridefinito la responsabilit\u00e0 e il destino dell\u2019uomo invitandolo a essere il protagonista indiscusso dell\u2019evoluzione. Circondato, infatti, da enormi e inesplorate potenzialit\u00e0, non pu\u00f2 pi\u00f9 tollerare un livello di salute e uno standard di vita al di sotto delle effettive possibilit\u00e0 che la scienza offre. \u00c8 anche necessario creare un ambiente sociale pi\u00f9 favorevole e bello, meno affollato da una crescita demografica senza controllo, pi\u00f9 idoneo a favorire percorsi interiori profondi anche per le generazioni future. Tutto questo sar\u00e0 possibile solo se l\u2019uomo trascender\u00e0 s\u00e9 stesso realizzando tutte le nuove potenzialit\u00e0 che la tecnica gli concede.<a href=\"#_edn30\" name=\"_ednref30\">[30]<\/a> Arrivano a immaginare la formazione di creature in parte organiche e in parte meccaniche, la creazione di replicanti e, nelle proposte estreme, la cancellazione dell\u2019attuale condizione umana. Contano molto sulle possibilit\u00e0 offerte dall\u2019intelligenza artificiale dimentichi che \u00e8 insostenibile \u2013 come dichiara il filosofo e teologo Ignazio Iacone \u2013 l\u2019ipotesi dei \u00abdelegare alla macchina ci\u00f2 che solo un uomo pu\u00f2 compiere utilizzando la sua fantasia, le sue intuizioni, la sua passione, la sua creativit\u00e0 e la sua empatia\u00bb.<a href=\"#_edn31\" name=\"_ednref31\">[31]<\/a> Con questa prospettiva, \u00absi passa, quindi, dal superamento dell\u2019umano per virt\u00f9 della grazia, nel Sommo Poeta, al superamento dell\u2019umano per virt\u00f9 di tecnologia, nell\u2019utopia dei contemporanei\u00bb.<a href=\"#_edn32\" name=\"_ednref32\"><sup>[32]<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Un incentivo per lo sviluppo del movimento transumanista fu il libro pubblicato nel 1989 dal filosofo Fereidoun M. Esfandiary: <em>Are You a Transhuman?<\/em> L\u2019autore, morto di tumore al pancreas nel 2000, si fece chiamare FM-2030, nella convinzione di poter celebrare nel 2030 il suo centesimo compleanno. Propose di sbarazzarsi delle credenze religiose e dei valori tradizionali e di servirsi della tecnica per promuovere un transumano pi\u00f9 evoluto e idoneo ad abitare il mondo complesso che i progressi della tecnica proponeva. Altrettanto importante \u00e8 stato il contributo di Nick Bostrom, filosofo svedese esperto in intelligenza artificiale. Nel testo <em>Intensive Seminar on Transhumanism<\/em> ha presentato il transumanesimo come un movimento culturale e scientifico che ha il dovere morale di migliorare le capacit\u00e0 fisiche e cognitive della specie umana. Nel 1998 ha fondato con Davide Pearce la <em>World Transhumanist Association <\/em>(WTA), successivamente rinominata <em>Humanity Plus<\/em>, che si \u00e8 sviluppata soprattutto attraverso internet. Non tutti i transumanisti si riconoscono in questa associazione. Nel decennio precedente, peraltro, Max More aveva gi\u00e0 fondato l\u2019<em>Extropy Institute<\/em> che ha avuto per\u00f2 meno successo della WTA perch\u00e9 ha chiuso la sua attivit\u00e0 nel 2006.<\/p>\n<p>I transumanisti hanno coinvolto anche l\u2019opinione pubblica grazie a romanzi, film, cartoni animati, videogiochi e riproduzioni artistiche che presentano, con sfumature diverse, l\u2019<em>homo novus<\/em>, tecnologicamente evoluto, tendente alla perfezione e capace di esercitare un controllo totale sulla propria evoluzione e sul mondo che lo circonda. Sono attualmente presenti in ambiente anglosassone, ma hanno acquistato notoriet\u00e0 anche in Italia grazie all\u2019<em>Associazione italiana transumanisti<\/em> (AIT), fondata informalmente il 29 dicembre 2004, registrata, come agenzia italiana della <em>World Transhumanist Association<\/em> il 10 gennaio 2005 e formalizzata con atto notarile il 6 dicembre 2006. L\u2019associazione si avvale di un curato sito (www.transumanisti.it). Riccardo Campa ne \u00e8 il promotore e il maggior ideologo. Ha ricoperto la carica di presidente dalla fondazione al 4 maggio 2015, quando \u00e8 stato sostituito da Giulio Prisco. Ora ha assunto la carica di presidente onorario. Tra i suoi intenti c\u2019\u00e8 quello di ottenere aspettative di vita superiori ai 500 anni, capacit\u00e0 cognitive maggiori, controllo degli input sensoriali e modellamento del corpo secondo i desideri soggettivi con l\u2019ausilio di molteplici possibilit\u00e0 offerte dalla scienza: procreazione artificiale, manipolazione del genoma, chirurgia ricostruttiva (protesica e plastica), farmacologia (composti atti a controllare il benessere emozionale e a migliorare i tratti della personalit\u00e0), ingegneria robotica e informatica.<a href=\"#_edn33\" name=\"_ednref33\">[33]<\/a><\/p>\n<p>Il transumanesimo ha anche aperture di carattere \u00abreligioso\u00bb. Raymond Kurzweil, informatico e saggista americano, rifiuta il <em>Deus revelatus<\/em> delle religioni monoteistiche, ma arriva a proporre un <em>Deus absconditus<\/em>, un dio esistente solo a livello ideale nelle menti umane che sar\u00e0 manifesto quando si user\u00e0 la tecnologia per risuscitare i morti e rifare l\u2019universo. Le convinzioni di Kurzweil sono portate avanti dalla <em>Turing Church <\/em>da lui fondata e che conta gi\u00e0 un migliaio di aderenti, affascinati dall\u2019idea di realizzare un \u00abparadiso terrestre\u00bb dove la vita si ripete senza fine grazie alla tecnologia che costantemente ripara gli elementi di finitudine corporale che si presenteranno nel tempo. \u00c8 ancor pi\u00f9 stupefacente apprendere l\u2019esistenza di una <em>Association Mormon Transhumanist <\/em>e di una <em>Christian Transhumanist Association<\/em>. Quest\u2019ultima ha anche formulato un suo \u00abcredo\u00bb: \u00abCrediamo che la missione di Dio implichi la trasformazione e il rinnovo della creazione inclusa l\u2019umanit\u00e0. Crediamo che gli uomini sono stati chiamati da Cristo a partecipare a questa missione, lottando contro le malattie, la fame, l\u2019oppressione, l\u2019ingiustizia e la morte. Crediamo che l\u2019obiettivo dei cristiani transumanisti \u00e8 il perseguimento della crescita del progresso, sia spirituale che fisico, sia individuale che collettivo. Crediamo che la scienza e la tecnologia sono espressioni tangibili dell\u2019impulso dato da Dio a esplorare e scoprire. Crediamo che la tecnologia insieme alla fede cristiana render\u00e0 pi\u00f9 umani e pi\u00f9 vicini a essere creature a immagine e somiglianza di Dio\u00bb.<a href=\"#_edn34\" name=\"_ednref34\">[34]<\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Se il postumanesimo si limita a compiacersi del fatto che \u00abla tecnica abbia portato l\u2019uomo alle soglie di un passaggio epocale che lo condurr\u00e0, nel breve volgere di qualche decade, a veder radicalmente mutate le coordinate tipiche del proprio stare al mondo\u00bb,<a href=\"#_edn35\" name=\"_ednref35\">[35]<\/a> la prospettiva transumanista \u00e8 molto pi\u00f9 pervasiva, perch\u00e9 non si limita a prendere atto di un nuovo problematico sentire culturale ma, disconoscendo la dignit\u00e0 della corporeit\u00e0, il valore intrinseco della persona umana e non accogliendo la promessa d\u2019eternit\u00e0 che il cristianesimo pu\u00f2 dare, inaugura una nuova gnosi, autoproclamandosi capace di avviare la trasformazione dell\u2019umano fino a postulare una parvenza di eternit\u00e0 nell\u2019assemblaggio della coscienza in un \u00abio\u00bb virtuale per quei pochi \u00abeletti\u00bb che avranno le possibilit\u00e0 di ottemperare i costi di quest\u2019insana operazione.<a href=\"#_edn36\" name=\"_ednref36\">[36]<\/a> Impressiona anche la loro volont\u00e0 di inaugurare una \u00abreligione\u00bb della tecnica e di sostenere che questa determinazione non stride con il cristianesimo, tanto da poter essere, per assurdo, \u00abtransumanisti cristiani\u00bb. Come pu\u00f2 un cristiano, creato a immagine e somiglianza di Dio, voler trasformare s\u00e9 stesso dimenticando la \u00abdignit\u00e0 ontologica che compete alla persona in quanto tale per il solo fatto di esistere e di essere voluta, creata e amata da Dio\u00bb?<a href=\"#_edn37\" name=\"_ednref37\">[37]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> F. Garelli, <em>Forza della religione e debolezza della fede<\/em>, Mulino, Bologna 1996, p. 9.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> I. Sanna (a cura di), <em>L\u2019antropologia cristiana tra modernit\u00e0 e postmodernit\u00e0<\/em>, Queriniana, Brescia <sup>2<\/sup>2002, p. 149.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> S. Rose,<em> Nihilism: The Root of the Revolution of the Modern Age<\/em>, St. Herman of Alaska Brotherhood, Platina 1994; trad. it., <em>Il nichilismo. <\/em><em>Le radici della rivoluzione dell\u2019et\u00e0 moderna<\/em>, Servitium, Sotto il Monte 1998, pp. 75-109.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> F. Nietzsche, <em>Also sprach Zarathustra. Ein Buch f\u00fcr Alle und Keinen <\/em>[1883-1885]; trad. it. <em>Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<\/em>. <em>Un libro per tutti e per nessuno<\/em>, Mondolibri, Milano 2000.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> J.F. Lyotard, <em>La condition postmoderne<\/em>, Les Editions de Minuit, Paris 1979; trad. it., <em>La condizione postmoderna<\/em>, Feltrinelli, Milano 1981.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> I. Hassan, \u00abPrometheus as performer: Toward a postmodern culture?\u00bb, in <em>Georgia Review<\/em>, 31(1977), pp. 830-850.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> O. Friedrich O., \u00abThe Computer Moves\u00bb, in <em>Time<\/em>, 1(1983), p. 3.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> N. Badmington, <em>Posthumanism (Readers in Cultural Criticism)<\/em>, Palgrave Macmillan, New York 2000.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a> Cf. D. Haraway, <em>Primate Visions: Gender, Race, and Nature in the World of Modern Science<\/em>, Routledge, London 1989; Id., <em>Simians, Cyborgs and Women: The Reinvention of Nature<\/em>, Routledge, London 1991; K. Hayles., <em>How We Became Posthuman: Virtual Bodies in Cybernetics, Literature and Informatics<\/em>, University Chicago Press, Chicago 1999.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a> Confronta l\u2019introduzione al catalogo della mostra. Chiara Oliveri Bertola scrisse: <a href=\"https:\/\/www.castellodirivoli\">https:\/\/www.castellodirivoli<\/a>.org\/ mostra\/post-human\/ [18.04.2024].<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a> P. Benanti, <em>The cyborg: corpo e corporeit\u00e0 nell\u2019epoca del post-umano<\/em>, Cittadella, Assisi 2012, pp. 81-128; M.G. Ruberto \u2013 C. Barbieri, <em>Il futuro tra noi<\/em>, Franco Angeli, Milano 2011.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a> F. Ferrando, <em>Il postumanesimo filosofico e le sue alterit\u00e0<\/em>, ETS, Pisa 2016, p. 15.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref13\" name=\"_edn13\">[13]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 30.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref14\" name=\"_edn14\">[14]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 15.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref15\" name=\"_edn15\">[15]<\/a> M. Foucault, <em>Les mots et les choses<\/em>, Gallimard, Paris 1966; trad. it., <em>Le parole e le cose<\/em>, BUR, Milano 2016.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref16\" name=\"_edn16\">[16]<\/a> G. Deleuze \u2013 F. Guattari, <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/L%27Anti-%C5%92dipe\"><em>L\u2019Anti-\u0152dipe<\/em><\/a> [1972]; trad. it., <em>L\u2019anti Edipo<\/em>, Einaudi, Torino 1975; Id., <em>Mille plateaux <\/em>[1980]; trad. it., <em>Mille piani<\/em>, Castelvecchi, Roma 2006.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref17\" name=\"_edn17\">[17]<\/a> F. Ferrando, <em>Il Postumanesimo Filosofico\u2026<\/em>, p. 20. Cf. M. Witting, <em>The Straight Mind: And Other Essays<\/em>, Beacon Press, Boston 1992; J. Butler., <em>Gender Trouble: Feminism and the Subversion of Identity<\/em>, Routledge, London 2006.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref18\" name=\"_edn18\">[18]<\/a> M. Farisco, <em>A<\/em><em>ncora uomo, Natura umana e postumanesimo<\/em>, Vita &amp; Pensiero, Milano 2011, p. 3.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref19\" name=\"_edn19\">[19]<\/a> M. Scheler, <em>D<\/em><em>ie Stellung des Menschen im kosmos <\/em>[1928]; trad. it., <em>La posizione dell\u2019uomo nel cosmo<\/em>, Armando, Roma 2006.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref20\" name=\"_edn20\">[20]<\/a> A. Gahlen, <em>Der Mensch, seine Natur und seine Stellung in der Welt<\/em> [1962]; trad. it. <em>L\u2019uomo nell\u2019era della tecnica. Problemi socio-psicolo della civilt\u00e0 industriale<\/em>, Sugar, Milano 1984.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref21\" name=\"_edn21\">[21]<\/a> Farisco, <em>A<\/em><em>ncora uomo\u2026<\/em>, pp. 45-46.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref22\" name=\"_edn22\">[22]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 47.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref23\" name=\"_edn23\">[23]<\/a> R. Marchesini, <em>Post-human. <\/em><em>Verso nuovi modelli di esistenza<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 2009, p. 93.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref24\" name=\"_edn24\">[24]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 415.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref25\" name=\"_edn25\">[25]<\/a> Ferrando, <em>Il postumanesimo filosofico\u2026<\/em>, pp. 16.24.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref26\" name=\"_edn26\">[26]<\/a> <em>Ivi<\/em>, p. 17.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref27\" name=\"_edn27\">[27]<\/a> <em>Ivi<\/em>, pp. 23-24.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref28\" name=\"_edn28\">[28]<\/a> R. Braidotti, <em>The Posthuman<\/em> [2013]; trad. it. <em>Il postumano. La vita oltre l\u2019individuo, oltre la specie, oltre la morte<\/em>, DeriveApprodi, Roma 2014, p. 206.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref29\" name=\"_edn29\">[29]<\/a> M.P. Faggioni, \u00abLa natura fluida. Le sfide dell\u2019ibridazione, della transgenesi, del transumanesimo\u00bb, in <em>Studia Moralia<\/em>, 2(2009), pp. 387-436: p. 415.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref30\" name=\"_edn30\">[30]<\/a> J. Huxley, <em>New Bottles for New Wine<\/em>, Chatto &amp; Winds, London 1957.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref31\" name=\"_edn31\">[31]<\/a> I. Iacone, <em>L\u2019uomo che verr\u00e0. Transumanesimo e postumanesimo. Metafisiche di un\u2019evoluzione?<\/em>, Giuffr\u00e8, Milano 2022, p. 269.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref32\" name=\"_edn32\"><sup>[32]<\/sup><\/a> <em>Ivi, <\/em>p. 416.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref33\" name=\"_edn33\">[33]<\/a> Ha scritto numerose opere. Rappresenta meglio il suo pensiero <em>Mutare o perire. Le sfide del transumanesimo<\/em>, Sestante, Bergamo 2010.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref34\" name=\"_edn34\">[34]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.christiantranshumanism.org\/\">https:\/\/www.christiantranshumanism.org\/<\/a> [19.04.2024]. La traduzione \u00e8 nostra.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref35\" name=\"_edn35\">[35]<\/a> L. Grion, <em>C<\/em><em>hi ha paura del post-umano<\/em>, Mimesis, Milano 2021, p. 48.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref36\" name=\"_edn36\">[36]<\/a> Iacone, <em>L\u2019uomo che verr\u00e0\u2026<\/em>, pp. 118-123.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref37\" name=\"_edn37\">[37]<\/a> Dicastero per la dottrina della fede, Dichiarazione<em> Dignitas infinita<\/em> circa la dignit\u00e0 umana, LEV 2024, n. 7.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Zeppegno &#8211;\u00a0docente di bioetica presso la Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Settentrionale, sezione di Torino La modernit\u00e0, convenzionalmente fatta coincidere da molti studiosi con la scoperta &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3192","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3192"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3192\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3193,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3192\/revisions\/3193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}