{"id":3178,"date":"2024-05-31T20:12:39","date_gmt":"2024-05-31T18:12:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3178"},"modified":"2024-05-31T20:23:48","modified_gmt":"2024-05-31T18:23:48","slug":"truppe-europee-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/05\/31\/truppe-europee-in-ucraina\/","title":{"rendered":"Truppe europee in Ucraina?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Giuseppe Savagnone &#8211; responsabile del sito www.tuttavia.eu dell\u2019Ufficio della Pastorale per la Cultura, l\u2019Educazione e la Comunicazione della Diocesi di Palermo<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">All\u2019inizio di aprile il premier polacco Donald Tusk, in una intervista, aveva ammonito: \u00abNon voglio spaventare nessuno, ma la guerra non \u00e8 pi\u00f9 un concetto del passato\u00bb e che, per la prima volta dal 1945, con gli ultimi sviluppi della crisi ucraina, \u00abogni scenario \u00e8 possibile\u00bb. Sono trascorse poche settimane da quella dichiarazione, e il corso degli eventi sta confermando, con il succedersi rapidissimo di sviluppi fino a poco tempo fa impensabili, il suo carattere profetico. \u00c8 stato l\u2019andamento stesso delle operazioni militari, nettamente sfavorevole agli ucraini, a determinare questi \u201cbalzi in avanti\u201d. Per contenere l\u2019avanzata delle truppe di Putin gli occidentali stanno tentando disperatamente di aumentare e accelerare la fornitura di armi a Kiev, ma \u00e8 forte il dubbio che questo non sia sufficiente, anche tenendo conto della superiorit\u00e0 numerica dell\u2019esercito russo e dell\u2019assottigliarsi delle risorse umane ucraine. E cos\u00ec il presidente francese Macron, ai primi maggio, in un\u2019intervista a \u00abThe Economist\u00bb, riprendendo una ipotesi gi\u00e0 avanzata a febbraio circa l\u2019opportunit\u00e0 di inviare truppe europee sul terreno di guerra, ha dichiarato: \u00abSe i russi sfondassero in prima linea, se ci fosse una richiesta ucraina \u2013 cosa che oggi non avviene \u2013 dovremmo legittimamente porci la domanda\u00bb. Anche questa volta, come gi\u00e0 alla sua prima uscita, questa apertura a un coinvolgimento diretto degli europei nella guerra in corso \u00e8 stata accolta da un coro unanime di dissensi. Ma adesso meno convinti e risoluti. Sono cominciati ad affiorare i primi \u201cdistinguo\u201d. Fornire truppe europee a Kiev, si osservava in un articolo di \u00abForeign Affairs,\u00bb, non significa necessariamente utilizzarle per combattere al fronte. I soldati inviati dall\u2019Europa potrebbero addestrare le unit\u00e0 dell\u2019esercito ucraino, assisterle nell\u2019uso e nella riparazione delle armi fornite dall\u2019Occidente, curare gli aspetti logistici\u2026 In questa logica, la Francia si prepara gi\u00e0 ad inviare degli istruttori militari e, secondo un\u2019accreditata fonte diplomatica, ne dar\u00e0 l\u2019annuncio ufficiale entro \u00abuna, massimo due settimane\u00bb, probabilmente in coincidenza con la partecipazione \u2013 fortemente simbolica \u2013 del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alle celebrazioni dello sbarco in Normandia, che si svolgeranno il 6 giugno prossimo. Gi\u00e0 forme di addestramento di militari di Kiev si sono svolte in vari Stati occidentali. Ma ora \u00abgli ucraini vogliono che l\u2019addestramento sia fatto sul loro territorio, risolverebbe molti problemi logistici e per molti alleati questo ha senso\u00bb. La fonte sottolinea che all\u2019iniziativa si assoceranno \u00abaltri paesi\u00bb. E commenta: \u00abIl tab\u00f9 \u00e8 stato infranto\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>La caduta del secondo tab\u00f9: colpire la Russia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Ma anche un secondo tab\u00f9 vacilla, anzi sembra sul punto di cadere. Qualche giorno fa il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha esortato gli Stati dell\u2019Alleanza atlantica a riconsiderare i limiti all\u2019invio di alcune armi all\u2019Ucraina. \u00c8 giunto il tempo per i Paesi membri della NATO di considerare se debbano revocare alcune delle restrizioni all\u2019uso delle armi che hanno donato all\u2019Ucraina\u00bb, detto Stoltenberg in un\u2019intervista a \u00abThe Economist\u00bb. \u00abNegare all\u2019Ucraina la possibilit\u00e0 di usare queste armi contro obiettivi militari legittimi nel territorio russo rende loro difficile difendersi\u00bb. Sottolineando che questa eventuale decisione spetta comunque ai singoli membri della NATO. Infatti, alcuni di essi, tra cui l\u2019Italia, sono stati fino a questo momento riluttanti nel fornire a Kiev armi pi\u00f9 potenti e a pi\u00f9 lunga gittata, che trasformerebbero la difesa dell\u2019Ucraina in un attacco alla Russia.\u00a0Anche questa dichiarazione in un primo momento \u00e8 stata accolta con forti riserve, anzi in qualche caso con irritazione. Da molti \u00e8 stato fatto notare che il segretario generale della NATO, per la natura del suo incarico, dovrebbe astenersi da suggerimenti e valutazioni personali circa le decisioni che dovrebbero assumere i governi e i parlamenti legittimi degli stati membri. Qualcuno, come il vicepremier italiano Salvini, ne ha chiesto addirittura le dimissioni. E l\u2019altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani si pronunziato con chiarezza in senso contrario: \u00abSiamo parte integrante della NATO, ma ogni decisione deve essere presa in maniera collegiale. Lavoriamo per la pace. Non manderemo un militare italiano e gli strumenti militari mandati dall\u2019Italia vengono usati all\u2019interno dell\u2019Ucraina\u00bb. Non \u00e8 mancato qualche riferimento alla tendenza di Stoltenberg alle gaffe, come quando ha ammesso che la NATO addestra e arma gli ucraini per combattere i russi fin dal 2014 o quando ha affermato che l\u2019Alleanza Atlantica aveva respinto nel dicembre 2021 la proposta russa per evitare la guerra in Ucraina, proponendo un trattato di sicurezza che stabilisse la neutralit\u00e0 di Kiev e lo stop all\u2019ampliamento a est della NATO.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Verit\u00e0 scomode, per chi sostiene, come lo stesso Stoltenberg, che la guerra non ha alternative e su cui l\u2019interessato avrebbe certamente fatto meglio a stare zitto. Questa sarebbe, dunque, solo l\u2019ultima di una serie. Via via, per\u00f2, le parole del segretario generale della NATO, invece di essere liquidate come un\u2019uscita fuori luogo, hanno ricevuto sempre maggiore attenzione. Il presidente Macron, in una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, si \u00e8 espresso a favore di questa linea e anche le parole del cancelliere tedesco Olaf Scholz sono state giudicate come un\u2019apertura. Fermo restando che obiettivi degli attacchi sarebbero soltanto strutture militari, \u00abdovrebbe essere possibile colpire questi luoghi in modo circoscritto. E non credo che questo porti una escalation\u00bb, ha detto il presidente francese, assicurando che \u00abnon si colpiranno altri luoghi, n\u00e9 obiettivi civili\u00bb. In realt\u00e0 gi\u00e0 il Regno Unito ha permesso all\u2019Ucraina di utilizzare i missili a lungo raggio Storm Shadow, che le fornisce, per colpire la Russia sul suo territorio. E il viceministro della Difesa polacco ha dichiarato che \u00abnon ci sono restrizioni sulle armi polacche fornite all\u2019Ucraina\u00bb. Secondo il \u00abWashington Post\u00bb anche il presidente americano Joe Biden starebbe prendendo in considerazione l\u2019idea di revocare i limiti all\u2019uso delle armi a corto raggio statunitensi. \u00abLa nostra politica non cambia: non vogliamo attacchi all\u2019interno del territorio russo da parte dell\u2019Ucraina\u00bb, aveva detto pochi giorni fa il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby. Ora invece alla Casa Bianca si sta valutando la possibilit\u00e0 di una svolta. Da parte sua, il presidente russo Vladimir Putin ha minacciato l\u2019Europa di \u00abgravi conseguenze\u00bb se i paesi della NATO permetteranno all\u2019Ucraina di utilizzare gli armamenti occidentali contro obiettivi in territorio russo. Cos\u00ec come l\u2019invio di truppe occidentali sul terreno in Ucraina porterebbe a un\u2019ulteriore escalation e a \u00abun altro passo verso un grave conflitto in Europa e a un conflitto globale\u00bb. Tali truppe infatti, ha aggiunto il premier russo, \u00absi troverebbero nella zona di tiro delle nostre forze armate. Vogliono fare cos\u00ec? Possono andare e auguriamo loro buona fortuna\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>La conferenza di pace di Lucerna<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il paradosso, in questa escalation, \u00e8 che essa si svolge all\u2019insegna della ricerca della pace. Putin dice di volerla, mentre per\u00f2 le sue truppe avanzano ogni giorno. Da parte loro, anche i governi aderenti alla Nato ritengono di stare operando per arrivare a una soluzione pacifica, ricordando il classico detto \u00absi vis pacem, para bellum\u00bb, \u201cse vuoi la pace, preparati alla guerra\u201d. Proprio Stoltenberg, in una conferenza stampa a Sofia, ha puntualizzato che gli unici obiettivi dell\u2019Alleanza Atlantica \u00absono sostenere l\u2019Ucraina e prevenire l\u2019escalation del conflitto\u00bb. Sembrerebbe una conferma di questa volont\u00e0 il fatto che la Svizzera, su richiesta di Zelensky, abbia indetto una grande conferenza di pace sull\u2019Ucraina, che si terr\u00e0 a Lucerna dal 15 al 16 giugno, invitando pi\u00f9 di 160 delegazioni di tutto il mondo. Saranno presenti anche i capi del Consiglio d\u2019Europa, del Consiglio europeo e della Commissione europea. Ci\u00f2 potrebbe apparire rassicurante e aprire davvero prospettive sul futuro, se non fosse per il particolare che l\u2019invito non \u00e8 stato esteso alla Russia. Che non a caso \u2013 e forse almeno su questo punto con qualche ragione \u2013 ha commentato: \u00abNegoziati di pace senza di noi non hanno senso\u00bb. ci\u00f2 che il Leader ucraino si aspetta da questo incontro \u00e8 l\u2019assenso di principio di un certo numero di paesi al suo piano di pace, in vista di una seconda conferenza alla quale \u201cammettere\u201d Mosca. \u00abAi leader mondiali dico: se desiderate la pace venite in Svizzera\u00bb, ha detto Zelensky. In questa logica il premier ucraino ha nuovamente respinto, pochi giorni fa, l\u2019idea di invitare la Russia al vertice di Lucerna, perch\u00e9 \u00abbloccherebbe ogni tentativo di pace\u201d\u00bb dal momento che Mosca \u00abnon ha interesse alla pace\u00bb. Che dire di questo quadro? Putin \u00e8 un dittatore senza scrupoli, pericolosamente chiuso in un suo autoreferenziale progetto di ricostituzione dell\u2019impero russo, per riportarlo ai confini dell\u2019ex Unione Sovietica. Non sono perci\u00f2 infondati i timori di chi prevede \u2013 come i paesi baltici, particolarmente allarmati e pronti a questa eventualit\u00e0 \u2013 che un suo successo in Ucraina possa aprire le porte a ulteriori aggressioni e respinge ogni forma di negoziato, rievocando la Conferenza di Monaco del 1938, in cui la cedevolezza dei governi democratici nei confronti delle pretese di Hitler cre\u00f2 le premesse la Seconda guerra mondiale. Tutto ci\u00f2 evidenzia sicuramente la necessit\u00e0 di tenere gli occhi bene aperti, e di seguire una linea di fermezza nei confronti dell\u2019aggressore russo. Non pu\u00f2 non allarmare, per\u00f2, la tendenza dei paesi della NATO \u2013 fin dall\u2019inizio ipnotizzati da Zelensky e dal suo entusiasmo guerriero \u2013 a concepire la pace unicamente come il risultato della sconfitta, diplomatica, economica e militare, della Russia. Questo ha sicuramente contribuito, simmetricamente all\u2019aggressivit\u00e0 di Putin, a rendere impossibile ogni forma di dialogo. Significativa l\u2019impostazione \u2013 voluto dal premier ucraino e accettata dall\u2019Occidente \u2013 della prossima conferenza di pace di Lucerna. Non \u00e8 cos\u00ec che si costruisce la pace. In questo modo la guerra diventa l\u2019unica soluzione. Cos\u00ec, il motto \u00absi vis pacem, para bellum\u00bb, tante volte citato dai paesi della NATO, si sta trasformando rapidamente in uno molto diverso: \u00absi vis pace, fac bellum\u00bb, \u201cse vuoi la pace, fai la guerra\u201d. E l\u2019escalation in atto ci avverte che la prospettiva di un conflitto mondiale, catastrofico per tutti, vincitori e vinti, si sta avvicinando ogni giorno di pi\u00f9 a velocit\u00e0 vertiginosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">www.tuttavia.eu\/escalation\/<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Savagnone &#8211; responsabile del sito www.tuttavia.eu dell\u2019Ufficio della Pastorale per la Cultura, l\u2019Educazione e la Comunicazione della Diocesi di Palermo All\u2019inizio di aprile il &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3169,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[224,179],"class_list":["post-3178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-europa","tag-guerra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3178"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3180,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178\/revisions\/3180"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}