{"id":3164,"date":"2024-05-31T17:17:28","date_gmt":"2024-05-31T15:17:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3164"},"modified":"2024-05-31T17:18:33","modified_gmt":"2024-05-31T15:18:33","slug":"portare-la-teologia-nella-vita-i-sacramenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/05\/31\/portare-la-teologia-nella-vita-i-sacramenti\/","title":{"rendered":"Portare la Teologia nella vita. &#8220;I Sacramenti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Giacomo Ruggeri &#8211; pastoralista<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il parroco italiano, da tempo, si sta chiedendo: che ne sar\u00e0 dei sette sacramenti? La demotivazione con la quale le persone li vivono, e alcuni non li vivono pi\u00f9, sta contagiando anche me parroco. Battesimo, Confermazione, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi, Ordine, Matrimonio. Nella stratificazione delle quattro generazioni (nonni, genitori, figli, nipoti) si assiste ad una loro graduale estinzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Nonni.<\/em> La maggioranza dei nonni sono cresciuti a pane e Messa: o si andava a Messa o si stava a casa (Bersani docet!). Questi hanno vissuto i sacramenti nel loro significato letterale: come qualcosa di sacro. Per i nonni l\u2019Eucaristia (la Messa) veniva prima di tutto, apriva la giornata all\u2019alba (specie in campagna) e poi iniziava il lavoro. Il Battesimo, per i nonni, assolveva un duplice rito: il primo, era la nuova generazione che arrivava alla quale dare sovente il nome dei trisavoli e, nel contempo, l\u2019avvio dei figli alle buone pratiche della fede cristiana. Successivamente i figli o si sposavano, o entrano in seminario-convento-monastero. La realt\u00e0 del single era, ancora, un puntino piccolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Genitori<\/em>. La generazione dei genitori, soprattutto quelli delle giovani coppie, trovandosi sul convoglio a binario unico hanno iniziato a sganciare i vagoni e ad attivare gli scambiatori dei binari. Sono la generazione dove la sacralit\u00e0 \u00e8 invertita: \u00e8 data al lavoro, all\u2019acquistare casa, alle vacanze d\u2019obbligo, al benessere come sinonimo di non farsi mancare nulla. Era l\u2019inizio della fine dell\u2019automatismo a tutto tondo. Il giovane figlio\/a sposato\/o cercava indipendenza innanzitutto culturale. Un voler \u201cmettere su casa\u201d non solo quella di mattoni, ma nel modo di concepire la vita, Dio, la famiglia, ecc. E i segnali non tardarono ad arrivare: stop con la Messa alla domenica, scegliendo in forma strettamente personale \u2013 semmai \u2013 il tempo, il dove, con chi. La fine di un automatismo ha dato inizio, ovviamente, alla nascita di tensioni, disaccordi, scontri, prese di posizioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Figli<\/em>. Anche se una giovane coppia di genitori prende parte alla Messa della domenica ecco arrivare il figlio e la figlia adolescenti che gli domandano senza giri di parole: \u201cperch\u00e9 devo venire a fare qualcosa in cui non credo?\u201d. Reazioni successive: i nonni dicono apriti cielo; i genitori non sanno cosa dire e qualsiasi cosa proferiscono sembra rimbalzare. Sono la generazione sul vagone che si \u00e8 sganciato dalla tradizione di determinate ritualit\u00e0 (non tutte) e che procede sul binario parallelo alle generazioni passate. Vede i nonni \u2013 sempre che vi sia qualcuno che glielo racconti \u2013 come quelli che sono passati nella grande sofferenza (specie la guerra), dove c\u2019era poco da mangiare e le famiglie avevano tanti figli e vi era da mangiare per tutti; dove la parola sacrificio era pronunciata come una riverenza sacrale con le lacrime agli occhi. Questi giovani genitori, non sempre \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 \u00e8 in crescendo il motto \u201cstiamo bene cos\u00ec\u201d, hanno figli che gi\u00e0 sono un vagone alieno alla cultura sia dei loro nonni, sia dei genitori stessi. Riguardo ai sacramenti portano i figli in chiesa come portano l\u2019auto per la revisione: c\u2019\u00e8 il timbro, cos\u00ec non li fanno sentire diversi dai loro coetanei. Eucaristia (nel gergo della giovane coppia la Prima Comunione) e Cresima sono dei fal\u00f2 che si attizzano e si spengono nella stessa giornata. Giudizio impietoso, qualcuno si chieder\u00e0? Parlate con i parroci e forse ne sentirete&#8230; in aggiunta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Nipoti<\/em>. Provo ad immaginare la generazione dei nipoti che si accostano ai sacramenti, soprattutto la Confessione, la Prima Comunione, con la domanda che si fa don Abbondio nei <em>I Promessi Sposi<\/em>, \u00abCarneade, chi \u00e8 costui?\u00bb. Che cosa sto facendo? Che cosa sto ricevendo? Quali gesti sto compiendo? Solo alcune delle domande che, mi domando: sono spezzettate dai catechisti ai ragazzi? Dai genitori ai figli? Mai dare nulla per scontato. Se la generazione dei nonni si poneva davanti ai sacramenti \u2013 soprattutto la Messa-Eucaristia &#8211; come un <em>mysterion<\/em>, ovvero stare davanti a qualcosa di grande che si compie (il pane in corpo, il vino in sangue), di fronte al quale fatico a parlare e mi limito a balbettare, la generazione dei nipoti IA, invece, \u00e8 di fronte al pensiero gi\u00e0 pensato da altri (chatGpt docet), al pensare criticamente come scelta che delegano all\u2019IA. C\u2019\u00e8 un grande lavoro formativo-educativo che riparte dall\u2019abc del concetto di persona, prima ancora di Dio. Senza una solida antropologia capace di intercettare le metamorfosi attuali e di rilanciarle con criteri di pensiero e di riflessione comune,<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giacomo Ruggeri &#8211; pastoralista Il parroco italiano, da tempo, si sta chiedendo: che ne sar\u00e0 dei sette sacramenti? 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