{"id":3069,"date":"2024-03-30T15:45:14","date_gmt":"2024-03-30T14:45:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3069"},"modified":"2024-03-30T15:45:14","modified_gmt":"2024-03-30T14:45:14","slug":"discernere-sui-luoghi-altri-del-regno-per-unesperienza-di-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/03\/30\/discernere-sui-luoghi-altri-del-regno-per-unesperienza-di-vangelo\/","title":{"rendered":"Discernere sui luoghi \u00abaltri\u00bb del Regno per un\u2019esperienza di vangelo"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #000000\">Livio Tonello &#8211;\u00a0direttore dell\u2019ISSR di Padova e docente di teologia pastorale\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">In questi ultimi decenni si sono modificate le categorie ecclesiologiche sia relativamente alla pastorale che ai referenti. Questo sicuramente nella Chiesa italiana, quasi a traino di quelle europee. Sinteticamente, i cambiamenti sociali stanno interpellando la Chiesa che sta avviando una riforma al suo interno passando da una pastorale legata ai sacramenti a una missionaria, da una liturgico-eucaristica a una sociale-assistenziale, da una clerocentrica a una ministeriale. Sono categorie molto ampie e generiche per connotare i mutamenti e le problematiche in atto. \u00c8 necessaria, quindi, una disamina pi\u00f9 accurata per cogliere le direttrici pastorali \u2013 non sempre evidenti e volute \u2013 verso le quali ci si sta avviando. Si tratta anche in questo caso di una azione di discernimento che, partendo dagli elementi di valutazione umana, si protende in avanti con la certezza che l\u2019azione di Dio precede la mediazione ecclesiale, che il futuro riserva l\u2019inaudito e che rimane indisponibile una comprensione olistica del senso della storia. Non \u00e8 tuttavia senza valore l\u2019interrogarsi su come essere Chiesa oggi e su come il vangelo possa ancora parlare e interpellare le progettualit\u00e0 umane.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000\">Constatazioni<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Una prima evidenza \u00e8 data dal fatto che una pastorale di conservazione dell\u2019esistente non produce effetti significativi. I cammini catechistici e di iniziazione cristiana non producono una scelta consapevole di fede; la catechesi per\/con gli adulti \u00e8 scomparsa; alla celebrazione domenicale dell\u2019eucaristia non sono pi\u00f9 presenti i giovani\u2026 e via dicendo.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]\u00a0<\/a><\/span><span style=\"color: #000000\">Una seconda evidenza \u00e8 data dal fatto che i numeri si stanno assottigliando, sia tra il clero che tra i consacrati che tra i fedeli. Invocare la partecipazione corresponsabile del laicato fa i conti con il deficit numerico di risorse che le aperture alla ministerialit\u00e0 istituita non appianeranno.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Terza evidenza \u00e8 la poca rilevanza pubblica e culturale del messaggio evangelico, complice la perdita di credibilit\u00e0 della parola autorevole del magistero e della testimonianza dei battezzati. Queste constatazioni portano alla consapevolezza che in Europa \u00e8 finito il tempo della cristianit\u00e0, che il cristianesimo va verso una esculturazione e che ci sia avvia a essere di minoranza e in diaspora.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><\/a><\/span><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Cambio di prospettive<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Di fronte al cambio valoriale popolare e del senso di appartenenza, gi\u00e0 da tempo sono in atto revisioni e ripensamenti sul modo di essere chiesa e di vivere la missione. Se originariamente la parrocchia non si \u00e8 mai pensata come missionaria, le situazioni congetturali la costringono a rivedere il proprio statuto e la modalit\u00e0 di stare nella contemporaneit\u00e0. Sia la Conferenza episcopale italiana gi\u00e0 da inizio millennio che papa Francesco a inizio pontificato, hanno rilanciato il compito della comunit\u00e0 parrocchiale nella prospettiva missionaria.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> Mancano tuttavia le acquisizioni di fondo per ripensare l\u2019impostazione parrocchiale. Il concetto stesso di comunit\u00e0 rimane limitato e pensato nella logica di una appartenenza affettiva. Ne sono complici le analisi sociologiche che rilevano la vitalit\u00e0 o meno del cattolicesimo a partire dai frequentanti la messa. Questo \u00e8 solo uno degli elementi con i quali valutare la salute ecclesiale in generale e della parrocchia in particolare. A ben vedere, una comunit\u00e0 credente di tipo parrocchiale \u00e8 composta da battezzati i quali si relazionano con tonalit\u00e0 differenti. Ci sono i fedeli, i saltuari, gli indifferenti, i cercatori di Dio, gli arrabbiati, i simpatizzanti\u2026 tipologie variegate che declinano appartenenze diverse, ma che tuttavia sono da ascrivere alla realt\u00e0 identificata come \u00abcomunit\u00e0\u00bb ecclesiale o, meglio ancora come andrebbe fatto, come \u00abfraternit\u00e0\u00bb cristiana. \u00abLa sequela di Ges\u00f9 vi si rivela ampia e complessa, e non pu\u00f2 essere artificiosamente ridotta al solo gruppo dei discepoli. Per conservare tutta la sua pertinenza, il termine \u201cdiscepolo\u201d deve essere relativizzato e arricchito da tutti quegli <em>outsiders<\/em> che sono i compagni. Amici fedeli e altri praticanti di Ges\u00f9\u00bb.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> L\u2019iceberg dell\u2019appartenenza ecclesiale \u00e8 molto pi\u00f9 esteso di quello che appare in superficie e la sua stabilit\u00e0 dipende anche da quel sommerso che spesso non viene preso in considerazione.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Notoriamente la pastorale ordinaria non riesce a intercettare tutte le sfaccettature credenti e la domanda che sorge \u00e8 se per \u00abpastorale missionaria\u00bb si possa intendere la capacit\u00e0 di raggiungere e accogliere le modalit\u00e0 del credere non immediatamente affiliate alla comunit\u00e0 in quanto tale.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">L\u2019impostazione pastorale ereditata dal concilio di Trento \u2013 e ancora per buona parte vigente \u2013 pone la parrocchia territoriale al centro, con le attivit\u00e0 catechetiche e sacramentali confermative di una identit\u00e0 cristiana cattolica ampiamente diffusa e assodata. La conservazione riguardava anche l\u2019istituzione ecclesiale stessa da preservare e edificare. Nel tempo, la presenza ecclesiale si allarga negli spazi territoriali, intuendo che quelli geografici sono solo un elemento qualificante l\u2019appartenenza, coagulante naturale che la mobilit\u00e0 e la pluriappartenza sociale hanno scardinato e reso meno identificativi. La prospettiva della edificazione della chiesa in un luogo si accompagna cos\u00ec alla considerazione che la pastorale non \u00e8 fine a se stessa ma protesa al regno di Dio. Finalit\u00e0 ultima della pastorale oggi \u00e8 rinvenire i segni della presenza del Regno che anticipa attraverso l\u2019azione dello Spirito ogni azione umana. La comunit\u00e0 parrocchiale si fa strumento di ricerca e di accoglienza di un seme gi\u00e0 gettato per sostenerne lo sviluppo. \u00c8 secondo questa logica evangelica che possiamo e dobbiamo oggi intendere l\u2019opera di evangelizzazione secondo uno stile missionario.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Luoghi e stili missionari<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Partendo dall\u2019affermazione di <em>Evangelii gaudium<\/em> che \u00abla parrocchia non \u00e8 una struttura caduca\u00bb (n. 28), ci sono degli elementi che costituiscono ancora dei punti di forza per la sua missione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">3.1. Un primo elemento che avvantaggia la postura parrocchiale in questi tempi di crisi ecclesiale e di credibilit\u00e0 \u00e8 la funzione istitutiva in ordine al diventare cristiani che le appartiene da sempre. Nessuna \u00abtessera\u00bb \u00e8 richiesta per essere iscritti nell\u2019ambito ecclesiale se non il sacramento del battesimo. Soglia minima da varcare, ma nella gratuit\u00e0 del dono e senza classificazioni. Ogni altra realt\u00e0 ecclesiale \u2013 associazione, movimento, gruppo \u2013 richiede una adesione formale e continuativa. La porta della chiesa rimane aperta a tutti. Non pregiudica l\u2019accesso l\u2019essere incostanti, dubbiosi, opportunisti\u2026 Lo stile che ha caratterizzato l\u2019azione evangelizzatrice di Ges\u00f9 \u00e8 stata una accoglienza aperta e senza pregiudiziali verso chi lo accostava per chiedere qualcosa. E normalmente il beneficiato \u00e8 rinviato alla propria casa, al proprio quotidiano per vivere un discepolato da salvato prima ancora che da testimone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">3.2. Un secondo elemento che ha caratterizzato la potenzialit\u00e0 operativa della comunit\u00e0 parrocchiale \u00e8 la visibilit\u00e0 funzionale delle sue strutture. Quelle che oggi costituiscono un problema di sostenibilit\u00e0, nel tempo hanno svolto una funzione religiosa e sociale rilevante, identificativa e formativa. Oratori, centri giovanili, scuole dell\u2019infanzia, confraternite, \u2026 e prima ancora cinema, teatri, campi sportivi, sono luoghi espressivi della forma sociale della comunit\u00e0 e della sua funzione altra rispetto al culto. Non come contrapposizione, ma valorizzazione degli elementi antropologici che evidenziano una visione integrale della persona. Ora, molte di queste strutture sono vuote o non pi\u00f9 funzionali allo scopo. La plasticit\u00e0 della presenza parrocchiale orienta alla necessaria valorizzare di altri \u00abluoghi\u00bb che non sono necessariamente quelli fisici e che sostituiscono idealmente la funzione svolta dalle strutture tradizionali. Una funzione che pu\u00f2 essere ricompresa nel concetto di \u00abeterotopia\u00bb e che non va perduta a fronte della transizione o dismissione del patrimonio ecclesiastico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il termine \u00abeterotopia\u00bb \u00e8 stato coniato dal filosofo francese Michel Foucault per indicare \u00abquegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l\u2019insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano\u00bb.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Le strutture ecclesiali non sono mai state pensate solamente come \u00abspazi\u00bb ma come \u00abluoghi\u00bb. Luoghi di incontro, luoghi formativi, luoghi di socializzazione, luoghi di collaborazione\u2026 In essi i cristiani hanno fatto esperienza di Chiesa e di vangelo valorizzando le dimensioni della gratuit\u00e0, del dialogo, della ludicit\u00e0, del servizio. Da tempo altri \u00abspazi\u00bb si sono affiancati e hanno sostituito quelli ecclesiali, non ultimi i \u00abvirtuali\u00bb, pur conservando la medesima finalit\u00e0 relazionale e interattiva di quelli classici. Ci\u00f2 non significa che sia perduta la potenzialit\u00e0 evangelizzatrice delle strutture in capo a una parrocchia, ma vanno integrate con altri luoghi simbolici e capaci di eterotopia, come \u00abluogo altro\u00bb del Regno. Pensiamo alla realt\u00e0 giovanile sempre pi\u00f9 assente dalle parrocchie, per la quale alcuni luoghi esterni all\u2019edificio chiesa sono stati punto di incontro e di formazione. \u00c8 l\u2019auspicio espresso da papa Francesco nel documento finale <em>Christus vivit<\/em> del sinodo dei giovani del 2018: \u00abLa pastorale giovanile ha bisogno di assumere un\u2019altra flessibilit\u00e0 e invitare i giovani ad avvenimenti che ogni tanto offrano loro un luogo dove non solo ricevano una formazione, ma che permetta loro anche di condividere la vita\u00bb (Cv 204). \u00abConsiste in una pastorale pi\u00f9 ampia e flessibile che stimoli, nei diversi luoghi in cui si muovono concretamente i giovani, quelle guide naturali e quei carismi che lo Spirito Santo ha gi\u00e0 seminato tra loro. Si tratta prima di tutto di non porre tanti ostacoli, norme, controlli e inquadramenti obbligatori a quei giovani credenti che sono leader naturali nei quartieri e nei diversi ambienti\u00bb (Cv 230).\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Nella logica del Regno ci sono luoghi nei quali Dio parla; ci sono esperienze che comunicano; ci sono sperimentazioni che catalizzano una serie di significati e sono produttrici di senso: le espressioni artistiche, la pratica sportiva, la salvaguardia dell\u2019ambiente&#8230;. Lo possono essere specialmente per i giovani ma sicuramente anche per gli adulti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>L\u2019eterotopia del volontariato e del pellegrinaggio<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Possiamo prendere in considerazione un paio di esperienze che, come \u00abluoghi pastorali\u00bb, risultano essere significativi in ordine a una nuova evangelizzazione e a uno stile missionario. Corrispondono a quella logica di una \u00abchiesa in uscita\u00bb che non si accontenta di una \u00absemplice amministrazione\u00bb, ma avvia una \u00abscelta missionaria capace di trasformare ogni cosa\u00bb. Si tratta degli ambiti del volontariato e del pellegrinaggio, prassi non nuove ma che oggi possono esprimere un valore particolare per alcuni elementi che valorizzano le radici cristiane e che sono capaci di trasmissione valoriale. Li prendiamo in considerazione in riferimento alla realt\u00e0 giovanile, quella che maggiormente risente della secolarizzazione e che denuncia un deficit di considerazione e di accompagnamento credibile da parte del mondo degli adulti.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">4.1. Le esperienze di servizio sono sicuramente un \u00abluogo altro\u00bb, nel quale si verifica una adesione alle istanze evangeliche, perch\u00e9 sono in grado di arricchire in modo significativo la riflessione sulla carit\u00e0 e la vita cristiana. Si possono infatti ricavare molti frutti dal circolo virtuoso che si crea tra \u00abteoria e prassi\u00bb, tra \u00abgesti e parole\u00bb, elementi tipici, comunque, non solo di questo ambito ma di tutta l\u2019azione pastorale.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">L\u2019adolescenza e la giovinezza rappresentano un\u2019et\u00e0 propizia per una proposta di questo tipo: \u00e8 il tempo della curiosit\u00e0, della sperimentazione, del movimento, dell\u2019incontro&#8230; I giovani possiedono meno blocchi che frenano la voglia di \u00abuscire\u00bb ed entrare in relazione. Sensibilizzare i giovani al volontariato non significa puntare a ottenere \u00abmanodopera\u00bb utile per i progetti della parrocchia o dell\u2019associazione di turno. La sensibilizzazione va messa in atto al fine di sperimentare dei valori antropologici e far maturare delle scelte, non importa in quale contesto si realizzeranno. Il volontariato \u00e8 profetico perch\u00e9 manifesta la forza della gratuit\u00e0 in un mondo dove tutto ha un prezzo; supera la logica dell\u2019avere per accentuare quella del servizio e del dono di s\u00e9; \u00e8 occasione propizia per riflettere, porsi domande, favorire lo scambio; si presenta tempo favorevole per riavvicinare giovani e adulti oltre le differenze generazionali. Affermava il cardinale Martini che \u00abil volontariato in definitiva \u00e8 scelta, la scelta di chi ode il grido degli oppressi e dovunque si realizzi esso porta la carica profetica di ogni denuncia dell\u2019ingiustizia, di ogni miseria, dei condizionamenti, dell\u2019inumanit\u00e0 di tante strutture e di tanti uomini\u00bb.<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Al valore umano si aggiunge anche l\u2019intrinseco valore ecclesiale: esso rientra infatti nell\u2019ambito pi\u00f9 ampio della carit\u00e0, che comprende anche tutte quelle attivit\u00e0 svolte dalle persone in maniera informale, senza fare necessariamente riferimento a un\u2019organizzazione. Il servizio \u00e8 un atteggiamento essenziale della carit\u00e0, dimensione fondamentale della vita cristiana il cui significato \u00e8 molto pi\u00f9 ampio, come affermava papa Benedetto XVI: \u00abDesidero incoraggiare i giovani a scoprire nel lavoro di volontariato un modo per accrescere il proprio amore oblativo che dona alla vita il suo significato pi\u00f9 profondo. I giovani agiscono prontamente alla vocazione di amore. Aiutiamoli ad ascoltare Cristo che fa udire la sua chiamata nel loro cuore e li attrae a s\u00e9. Non dobbiamo avere paura di presentare loro una sfida radicale che cambia la vita. [\u2026] \u00c8 nel dono di s\u00e9 che viviamo la vita in tutta la sua pienezza\u00bb.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">4.2. Uno dei fenomeni in crescita in questi ultimi anni \u00e8 l\u2019esperienza del camminare, attivit\u00e0 salutare, occupazione nel tempo libero, bisogno di uscire. Il tema del cammino coinvolge anche la riscoperta e la valorizzazione di antiche vie, quelle percorse da viandanti e pellegrini. L\u2019attenzione per la natura, la valorizzazione dei territori, l\u2019esperienza del \u00abmovimento lento\u00bb coinvolgono migliaia di persone, in pellegrinaggi a piedi o in bicicletta sulle antiche vie che portavano <em>ad limina Petri<\/em> (via francigena, Romea strata\u2026), alla tomba dei santi (Santiago di Compostella, Assisi, Subiaco\u2026) o in Terra santa. <em>Christus vivit<\/em> ne prende atto: \u00abLe diverse manifestazioni della piet\u00e0 popolare, specialmente i pellegrinaggi, attirano giovani che non si inseriscono facilmente nelle strutture ecclesiali, e sono un\u2019espressione concreta della fiducia in Dio\u00bb (Cv 238).\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Quale la valenza del pellegrinaggio (in senso largo, intendendo forme diverse di viaggio\/esperienze a carattere spirituale\/religioso)? Il pellegrinaggio religioso nell\u2019immediato sembra segnalare una ritrosia verso le forme istituzionali della espressione di fede, verso la ritualit\u00e0 standardizzata del culto e della preghiera, della formazione catechistica. Una apatia che si allarga anche nei confronti della chiesa (parrocchia, associazione, gruppo) come luogo emotivamente poco coinvolgente. Il pellegrinaggio \u00e8 sia un fenomeno della religiosit\u00e0 popolare, sia un atto ufficiale e pubblico di una chiesa; \u00e8 un evento privato e un fatto istituzionale. Esso accompagna tutte le tradizioni religiose e resiste anche in piena secolarizzazione. Anzi, sembra connotare \u00abla religiosit\u00e0 del cambiamento\u00bb, che ha perso la memoria delle sue origini. Mantiene le connotazioni periferiche rispetto al tempo e allo spazio, ma non \u00e8 pi\u00f9 praticato da un popolo bens\u00ec da individui alla cerca di spiritualit\u00e0. Lo caratterizza, quindi, una certa ambivalenza che segnala la \u00abprogressiva scomparsa del cosiddetto praticante\u00bb e la nascita di due figure tipiche della religiosit\u00e0 postmoderna: quella \u00abdel\u00a0<em>nomade<\/em>, del\u00a0<em>pellegrino<\/em>, del credente errante, che oltrepassa le appartenenze confessionali e territoriali\u00bb e quella del\u00a0<em>convertito.<\/em><a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> Non si tratta della messa in crisi della religione tradizionale, ma di un nuovo modo di intendere il religioso, senza il controllo istituzionale delle chiese storiche. Anche l\u2019identit\u00e0 religiosa rischia di essere una operazione di bricolage in cui l\u2019individuo adatta le sue credenze ai dati esperienziali propri, rendendo incerte le appartenenze ecclesiali.<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]\u00a0<\/a><\/span><span style=\"color: #000000\">La domanda \u00e8 cosa il pellegrinaggio offra al desiderio di esperienza del giovane e cosa apporti alla aspirazione di vita, dato che per disquisire sulla fede dei giovani non ci si pu\u00f2 fermare ai \u00abmarcatori di religiosit\u00e0\u00bb cultuali e liturgici. Il fenomeno si configura come eterotopia del sacro, che si affianca alle tradizionali prassi di pellegrinaggio, in forme nuove, meno istituzionalizzate alla ricerca di un inedito che satura. \u00c8 una finestra aperta su Dio che l\u2019uomo da sempre ha, ma che non riesce mai a dischiudere pienamente per vedere la trascendenza. \u00c8 il movimento verso una presenza\/assenza, il desiderio di avere una esperienza di Dio e l\u2019impossibilit\u00e0 di appropriarsene. Diventa un\u2019espressione realizzata del linguaggio religioso, la verifica dell\u2019esperienza religiosa autentica, alla ricerca di un assoluto a partire da s\u00e9 stessi. Il centro, la polarit\u00e0 di cui ha bisogno l\u2019anima trova il suo riempimento dove c\u2019\u00e8 un polo di attrazione.<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #000000\">a) <em>Dal punto di vista antropologico<\/em> il pellegrinaggio dice tensione verso una meta e verso l\u2019imprevisto, il non scontato; autorizza il mettersi alla prova per esorcizzare la paura dell\u2019ignoto e dello sconosciuto. In modo simbolico \u00e8 una rappresentazione della vita: misurarsi con s\u00e9 stessi e le proprie energie, limiti, paure\u2026; desiderio di incontrare altri, culture diverse, senza un progetto precostituito\u2026 \u00c8 un viaggio fuori di s\u00e9 (fuori dalla quotidianit\u00e0) e un viaggio dentro di s\u00e9 (sguardo su s\u00e9 stessi).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">b) <em>Dal punto di vista spirituale <\/em>il luogo a cui si tende richiama un vissuto cristiano, una figura di umanit\u00e0 realizzata, un modello di vita (martiri e santi). \u00c8 andare alle radici storiche e culturali della proposta cristiana e alla ricerca di una emotivit\u00e0 forte e significativa, in forme non istituzionali. Stupisce la presenza dei non praticanti o poco credenti, forse alla ricerca di quel Dio che non hanno trovato nella comunit\u00e0 e nei gruppi. Non le possiamo <em>tout court<\/em> catalogare tra le esperienze di fede, ma sicuramente tra quelle spirituali. Queste hanno attinenza con la naturale ricerca di senso che attiene alla vita (all\u2019<em>homo viator<\/em>), al bisogno di affidare la propria vita a Qualcuno e di rimotivare e sostenere il proprio credere (<em>homo peregrinus<\/em>). \u00abChe bello che i giovani siano \u201cviandanti della fede\u201d, felici di portare Ges\u00f9 in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!\u00bb (Eg 106).<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">c)<em> Dal punto di vista teologico<\/em> segnaliamo solo brevemente gli elementi pi\u00f9 profondi che costituiscono le leve sulle quali intraprendere un\u2019azione evangelizzatrice:<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000\">il risuonare del messaggio della risurrezione: la rinascita spirituale a partire dall\u2019incontro con il vivente che trasforma la propria vita;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">l\u2019esperienza della comunione ecclesiale: ritrovare in luoghi diversi il medesimo alfabeto credente che attiva il linguaggio universale della fede;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">il raccordo con la tradizione: la scoperta e l\u2019adesione alle radici e l\u2019accoglienza della ricchezza sapienziale, spirituale e umana dei testimoni della fede;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">l\u2019itinerario pedagogico dei discepoli di Emmaus che fa loro ardere il cuore.<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">una prospettiva catecumenale.<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000\">La deriva del pellegrinaggio \u00e8 il turismo religioso che si caratterizza per una religiosit\u00e0 pseudo popolare, cio\u00e8 emozionale e sganciata da ogni riferimento al vangelo e all\u2019opera di salvezza di Ges\u00f9. La prospettiva pastorale non deve sovrapporsi alla esigenza radicale di ricerca, n\u00e9 tantomeno contrapporsi. Al contrario, dovr\u00e0 proporre e testimoniare un\u2019immagine di Dio evangelica, una promessa di salvezza realizzabile, una esperienza della risurrezione di Ges\u00f9.<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]\u00a0<\/a><\/span><span style=\"color: #000000\">Questo pu\u00f2 essere possibile anche con altre proposte ecclesiali pi\u00f9 consuete? Come far rivivere le stesse emozioni, come dare risposta alle attese, alle speranze, alla ricerca di senso?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Conclusioni per iniziare<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u00c8 la vita con le sue esperienze, attese, speranze e fatiche che deve entrare nello stile testimoniale ed evangelizzatore di una parrocchia. Si tratta di intercettare la ricerca di senso delle persone e accompagnare l\u2019esperienza spirituale che in modi differenti cercano ed esprimono.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">Due passaggi esemplificativi quelli indicati, per dire la possibilit\u00e0 di approdare alla attivazione di un processo di maturazione della fede che porta alla realizzazione piena della dimensione religiosa. La crisi delle forme tradizionali di appartenenza e di partecipazione si accompagna al deficit di linguaggio per dialogare con gli uomini e le donne di oggi. Conosciamo il linguaggio della fede e le esperienze di appartenenza utili a creare identificazione con la comunit\u00e0 cristiana, ma non conosciamo abbastanza il linguaggio antropologico e le esperienze che lo sostengono. Ma il problema pi\u00f9 serio e radicale \u00e8 che non abbiamo pi\u00f9 il linguaggio della fede, perch\u00e9 non abbiamo un pensiero sulla fede. Ripetiamo formule, proponiamo modelli di appartenenza e riteniamo di essere gli unici a dire chi \u00e8 dentro e chi \u00e8 fuori. Ci manca la capacit\u00e0 di ripensare l\u2019esperienza cristiana in questa cultura, confrontandoci seriamente con la tradizione e le sue ricchezze per la vita. Ci manca il ritenere la fede una esperienza che si attiva nel quotidiano; ritenerla uno stile e non una formula.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">5.1. Un\u2019esperienza pastorale si pu\u00f2 chiamare <em>spirituale<\/em> se offre un orizzonte interpretativo e valoriale al vivere. Diventa anche esperienza di fede se giunge ad avere in s\u00e9 ulteriori quattro tratti qualificanti: la <em>trascendenza<\/em> come aspirazione a un oltre, l\u2019<em>alterit\u00e0<\/em> come consapevolezza che tutto \u00e8 dono, la <em>sequela<\/em> come appropriazione valoriale e la <em>relazionalit\u00e0<\/em> come dinamica dell\u2019io-Tu. Questi tratti, necessari e interdipendenti, qualificano la proposta formativa di una comunit\u00e0 in chiave evangelizzatrice. Se, come abbiamo sottolineato, il punto decisivo \u00e8 la realizzazione del regno di Dio, sono i segni che lo contraddistinguono che debbono essere cercati e individuati. \u00c8 ormai diventata familiare l\u2019espressione \u00abchiesa rabdomante\u00bb, sottolineatura suggestiva del teologo Theobald: \u00abEsiste un \u201ccarisma\u201d multiforme che ci sembra promettente per avviare un rinnovamento pastorale missionario; potremmo chiamarlo \u201cil carisma dei rabdomanti\u201d o degli \u201cidentificatori di cercatori di senso\u201d. [\u2026] Il desiderio che le muove \u00e8 di far risuonare <em>concretamente<\/em> il vangelo di Dio nella vita degli altri.\u00a0 [\u2026] e rappresentano forse la \u201cleva\u201d che ci consentir\u00e0 di passare da una pastorale di riproduzione a una pastorale di missione\u00bb.<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]\u00a0<\/a><\/span><span style=\"color: #000000\">L\u2019affermazione di Ges\u00f9 sulla abbondanza della messe, che passa spesso in secondo piano rispetto alla esiguit\u00e0 degli operai, impegna la chiesa ancora oggi nella sua missione con uno sguardo meno disfattista. Il sentire religioso e l\u2019espressione della adesione a un \u00aboltre\u00bb vanno al di l\u00e0 delle forme tradizionali espresse nella comunit\u00e0 parrocchiale. Ci\u00f2 non significa la fine della sua missione ma la sfida a considerare il proprio stile evangelico e la missione evangelizzatrice. La cifra della \u00abchiesa in uscita\u00bb cara a papa Francesco, va letta nella logica del modo di porsi nel contesto sociale, culturale, antropologico del nostro tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">5.2. Infine, un elemento significativo che caratterizza la spinta evangelizzatrice oltre la conservazione \u00e8 la valorizzazione dei passaggi della vita. Da sempre nella chiesa i momenti qualificanti la vita delle persone sono accompagnati da segni sacramentali: nascita, affettivit\u00e0, malattia, assunzione di responsabilit\u00e0, morte\u2026: sono i crocevia vitali che trovano nei sacramenti un significato religioso. La lenta erosione secolarizzante li spoglia di questo significato. Il settenario sacramentale sembra avere sempre meno rilevanza nell\u2019esistenza. Fatti ed eventi sono letti solo dal punto di vista antropologico e sociale, spesso in modo individuale e fatalistico. Bisogna forse \u00abdistinguere meglio la celebrazione di un sacramento da una ritualit\u00e0 aperta e persino proposta a \u201cchiunque\u201d (andando fino in fondo all\u2019interesse che abbiamo nei suoi confronti), ritualit\u00e0 che consisterebbe nel far risuonare corporalmente il vangelo in tale situazione d\u2019apertura, senza presupporre o \u201cesigere\u201d da parte di colui o coloro che si presentano la fede esplicita in Ges\u00f9 Cristo\u00bb.<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Stiamo forse annacquando le esigenze del vangelo? Abbiamo altres\u00ec timore di perdere una identit\u00e0 forte come istituzione? Ma l\u2019urgenza \u00e8 ridestare l\u2019attenzione alla buona novella perch\u00e9 possa parlare agli uomini e alle donne di oggi, incontrandole l\u00e0 dove si trovano. Il battesimo dei bambini procrastinato, l\u2019iniziazione cristiana che conclude pi\u00f9 che iniziare, la rinuncia al matrimonio in chiesa, la scomparsa della confessione\u2026 sono elementi oggettivi indicatori di una irrilevanza dei segni nel quotidiano. In una prospettiva missionaria, anche i segni sacramentali richiedono una revisione, non nella importanza, ma nella possibilit\u00e0 di incrociare il vissuto. Identificata come \u00abpastorale kairologica\u00bb, l\u2019azione ecclesiale si prende cura anzitutto delle persone dove e come si trovano. Le categorie del tempo e dello spazio caratterizzano in modo differente la vita rispetto a un tempo. La relazione tra fede e segno va commisurata alla reale situazione esistenziale. Pensare a un\u2019azione che si dispiega nella forma della proposta senza tenere conto dell\u2019interlocutore, significa fallire in partenza. Serve anzitutto un grande e autentico senso dell\u2019umano capace di relazioni per accogliere da una parte richieste ancora tradizionali pur senza un sostrato credente e dall\u2019altra intercettare la ricerca di soggetti sganciati dal vivere comunitario. La revisione dei Rituali avvenuta in questi anni segnala un primo tentativo di attenzione ai soggetti credenti che chiedono i sacramenti prevedendo forme diverse di celebrazione. Va in questo senso anche la valorizzazione di percorsi catecumenali per ogni richiesta sacramentale e religiosa. La mancanza del costrutto sociale cristiano rende attenti a non dare le cose per scontate e ad affiancare la persona nel cammino che sta compiendo. Si tratta di attivare un \u00absecondo primo annuncio\u00bb che ridesta e rimotiva il dono ricevuto che non ha mai o poco avuto modo di essere valorizzato. Il discernimento non va nella logica del \u00abtutto o niente\u00bb, ma commisurato a una gradualit\u00e0 che non disdegna creativit\u00e0 e apertura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Tratto da Orientamenti Pastorali n. 9\/2023. EDB, Bologna. Tutti i diritti riservati. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cf. le rilevazioni statistiche relative al 2022 in <em>Settimananews<\/em> dell\u20198 agosto 2023: http:\/\/www.settimananews.it\/societa\/italia-forte-ribasso-pratica-religiosa\/<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cf. le note produzioni di G. Ferretti, <em>Essere cristiani oggi. Il \u00abnostro\u00bb cristianesimo nel moderno mondo secolare<\/em>, LDC, Leumann (TO) 2016; Ch. Theobald, <em>Urgenze pastorali. Per una pedagogia della riforma<\/em>, EDB, Bologna 2019; D. Hervieu-Leger\u00a0\u2013 J.-L. Schlegel, <em>Vers l&#8217;implosion? Entretiens sur le pr\u00e9sent et l&#8217;avenir du catholicisme<\/em>, Edition du Seuil, Paris 2022.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Cf. Conferenza episcopale italiana, <em>Le parrocchie missionarie in un mondo che cambia <\/em>(2004); Francesco, <em>Evangelii gaudium.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> V. Le Chevalier, <em>Credenti non praticanti<\/em>, Qiqajon, Magnano (BI) 2019, pp. 18-19.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> M. Foucault, \u00abEterotopie\u00bb, in Id. <em>Archivio Foucault. Interventi, colloqui, interviste<\/em>, 3, Feltrinelli, Milano 1988, p. 307.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cf. <em>Christus vivit<\/em>, n. 80: \u00abTalora gli adulti non cercano o non riescono a trasmettere i valori fondanti dell\u2019esistenza oppure assumono stili giovanilistici, rovesciando il rapporto tra le generazioni. In questo modo la relazione tra giovani e adulti rischia di rimanere sul piano affettivo, senza toccare la dimensione educativa e culturale\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> C.M. Martini, <em>Le et\u00e0 della vita. Una guida dall\u2019alba al tramonto dell\u2019avventura umana<\/em>, Mondadori, Milano 2010, p. 78.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Benedetto XVI<em>, Intervento sul volontariato all\u2019udienza del Pontificio consiglio <\/em>Cor Unum, 11 novembre 2011, citato in Caritas italiana<em>, Volontariato scuola di vita alla \u00abcattedra dei poveri\u00bb. Riflessioni e percorsi di educazione alla gratuit\u00e0<\/em>, Dehoniane, Bologna 2012, p. 83.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Cf. B. Salvarani, <em>Senza Chiesa e senza Dio.<\/em> <em>Presente e futuro dell&#8217;Occidente post-cristiano<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 2023, pp. 39-44.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Cf. R. Tagliaferri, <em>Il cristianesimo \u00abpagano\u00bb della religiosit\u00e0 popolare<\/em>, Messaggero, Padova 2014, pp. 237-249; D. Hervieu-L\u00e9ger, <em>Il pellegrino e il convertito. La religione in movimento<\/em>, Il Mulino, Bologna 2003, p. 34.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Cf. L. Bressan \u2013 P. Carrara (a cura di), <em>La fede cristiana alla prova dei giovani<\/em>, Glossa, Milano 2018, pp. 108-109.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Cf. P. Asolan, <em>Giona convertito. Paralipomeni di teologia pastorale<\/em>, Lateran University Press, Citt\u00e0 del Vaticano 2013, pp. 137-156.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Theobald, <em>Urgenze pastorali<\/em>, pp. 239-240.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> <em>Ivi<\/em>, pp. 261-262.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Livio Tonello &#8211;\u00a0direttore dell\u2019ISSR di Padova e docente di teologia pastorale\u00a0 In questi ultimi decenni si sono modificate le categorie ecclesiologiche sia relativamente alla pastorale &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3065,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-3069","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3069","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3069"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3069\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3070,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3069\/revisions\/3070"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3065"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3069"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3069"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3069"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}