{"id":3001,"date":"2024-03-01T15:21:30","date_gmt":"2024-03-01T14:21:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=3001"},"modified":"2024-03-01T15:21:30","modified_gmt":"2024-03-01T14:21:30","slug":"beati-gli-operatori-di-pace-un-vangelo-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/03\/01\/beati-gli-operatori-di-pace-un-vangelo-dimenticato\/","title":{"rendered":"\u00abBeati gli operatori di pace\u00bb: un Vangelo dimenticato?"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #000000\">Antonio Mastantuono &#8211; direttore del COP<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">In questo tempo di crisi della politica e del suo principale riferimento \u2013 lo Stato nazione \u2013, nuove fiammate belliche si sommano a vecchi scontri irrisolti. Il risultato \u00e8 un susseguirsi di crisi a intensit\u00e0 variabile che si consumano in gran parte nel Sud del mondo e, per questo, a differenza per esempio dell\u2019Ucraina, a distanza incommensurabile dalla ribalta mediatica. Il \u201cConflict data program\u201d della prestigiosa Universit\u00e0 svedese di Uppsala ne ha censito 169 nel 2020, l\u2019ultimo anno per cui i dati sono disponibili, per un totale di oltre 81.447 vittime. Un nuovo record, dopo cinque anni di relativo calo.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">E da allora lo scenario \u00e8 ulteriormente peggiorato. \u00abTerza guerra mondiale a pezzi\u00bb, non si stanca di definirla, fin dal 2014, papa Francesco. In questo contesto diventa sempre importante non solo la necessit\u00e0 di ridefinire il ruolo dell\u2019ONU ma soprattutto l\u2019impegno, a tutti i livelli, per eliminare le cause economiche, sociali e politiche che sono all\u2019origine dei conflitti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Destinata a realizzarsi in modo inscindibile dalla giustizia, la pace \u00e8 \u2013 nell\u2019Antico Testamento \u2013 il bene messianico per eccellenza. Essa ha il suo perno in Gerusalemme, la citt\u00e0 santa dove Dio manifesta il suo volto e fa scendere la sua benedizione (cfr. Sal 121, 6-9; Is 54, 10.13-14), chiamata ad essere sacramento di pace per tutte le genti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Tutto questo trova compimento nel Nuovo Testamento. La pace si realizza in pienezza in Ges\u00f9 di Nazaret: nella sua nascita agli uomini amati da Dio viene fatto il dono della pace (cfr. Lc 2, 14); in lui si attuano compiutamente le antiche profezie sulla figura del pacificatore escatologico (cfr. 1Pt 2, 21-25); sulla sua bocca l\u2019augurio della pace diventa l\u2019annuncio e il dono di una salvezza (cfr. Lc 8, 48; Mc 5, 34; Lc 7, 50); egli stesso \u00e8 la pace vera perch\u00e9 con la sua morte e risurrezione ha superaro ogni lacerazione degli uomini con Dio e tra loro (cfr. Ef 2, 14-18; Col 1, 20; Gv 16, 33). La Chiesa, corpo di Cristo e dispensatrice dello Spirito, rappresenta sulla terra il luogo, il segno e la fonte della pace tra i popoli e dell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano (cfr. Gal 3, 28; Col 3, 11; Ap 21, 1-4).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La Chiesa si \u00e8 chiesta fin dai primi secoli se fosse possibile giustificare la guerra. Quanto potesse essere coerente con l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 Cristo e del Vangelo, ricorrere alle armi e all\u2019uccisione dell\u2019altro. Si parte da sant\u2019Agostino a san Tommaso, teorizzando una idea di guerra giusta per limitare i conflitti e stabilendo come criteri che non fosse una guerra personale ma strumento per rispondere all\u2019ingiustizia ristabilendo il bene comune, rifacendosi alla locuzione latina dello scrittore romano Vegezio \u201cSi vis pacem, para bellum\u201d: \u201cSe vuoi la pace, preparati la guerra\u201d. Nel corso dei secoli, la Chiesa ritorner\u00e0 sulla discussione riconoscendo una evoluzione significativa e sottolineando che sui temi etici non sempre \u00e8 riuscita ad avere una visione ampia. Arriviamo ai primi del \u2018900 dove testimoni di novit\u00e0 come La Pira, Giordani, Mazzolari, Milani, Balducci pongono la riflessione di come una idea di guerra giusta non sia la soluzione. L\u2019azione di trovare altri sistemi per evitare il conflitto armato, portato avanti dai papi negli ultimi decenni, affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II e nel magistero petrino dove, prima Giovanni XXIII nell\u2019enciclica <em>Pacem in Terris<\/em> e poi Paolo VI nel significativo intervento all\u2019ONU del 1965, riaccendono la discussione nella Chiesa, con non poca fatica. Fatica affrontata da Giovanni Paolo II, che nel 1990, durante la crisi del Golfo, usa il termine \u201cGuerra, avventura senza ritorno\u201d e nel 1992 in occasione della crisi dei Balcani in Bosnia parla di \u201cdiritto di ingerenza umanitaria\u201d per difendere le popolazioni innocenti ma abbandonando il concetto di guerra giusta. Su questa linea anche Benedetto XVI, stimolando l\u2019idea di riflessione non solo cristiana ma anche laica, della responsabilit\u00e0 di proteggere i civili e le persone innocenti evidenziando come le guerre degli ultimi decenni hanno visto il coinvolgimento sempre maggiore delle popolazioni. Si arriva ai giorni nostri con l\u2019invocazione di papa Francesco delle modalit\u00e0 per fermare l\u2019aggressore ingiusto, sottolineando il verbo \u201cfermare\u201d e non rispondendo a violenza con violenza. Si chiude quindi un po\u2019 il dibattito sulla questione della \u201cguerra giusta\u201d nell\u2019enciclica Fratelli tutti, dove al capitolo VII dedicato alla pace, il papa usa il termine \u201cartigianato di pace\u201d invocando la responsabilit\u00e0 di ciascuno alla costruzione della pace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Don Primo Mazzolari e don Tonino Bello: due uomini, credenti e preti che hanno avuto e hanno ancora rilevanza nella formazione di tante coscienze. Un forte legame \u2013 al di l\u00e0 delle divergenze su alcune posizioni \u2013 \u00e8 il loro insegnamento sulla pace: per loro la guerra \u00e8 sempre immane crudelt\u00e0. Per don Primo, \u00abil cristiano \u00e8 un uomo di pace, non un uomo in pace\u00bb perch\u00e9 patisce una contraddizione permanente col Vangelo. Per il secondo, parole e gesti segnano l\u2019impegno per la pace. Consapevole che la pace \u00e8 una meta ideale non raggiungibile pienamente, la vede come anticipata dai faticosi cammini umani, dalla ricerca dei volti, dai segni di solidariet\u00e0. Il suo magistero \u00e8 attraversato dall\u2019incessante richiamo ad una spiritualit\u00e0 della pace, dalla denuncia le ingiustizie, dall\u2019impegno a smascherare la logica di guerra dietro le scelte militariste, al grido contro la guerra come mezzo per risolvere i conflitti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Educare alla pace non significa solo fornire strategie da poter utilizzare contro la violenza, di qualunque tipo essa sia, ma significa anche agire per una \u201cprevenzione della guerra\u201d.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">In quest\u2019ottica l\u2019educazione alla pace si pone come processo di acquisizione di valori e comportamenti di pace verso s\u00e9 stessi, gli altri e l\u2019ambiente in cui si vive. Sono la risultante di un\u2019interazione tra il desiderio e la libert\u00e0, che anch\u2019essi devono essere educati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">L\u2019economia della pace porta prosperit\u00e0 e benessere, quella della guerra fa crescere il debito pubblico e arricchisce i costruttori di armamenti, non certo alla popolazione: un miliardo investito nella Difesa crea 3mila nuovi posti di lavoro, nell\u2019educazione 14mila, 10mila nell\u2019ambiente.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Mastantuono &#8211; direttore del COP In questo tempo di crisi della politica e del suo principale riferimento \u2013 lo Stato nazione \u2013, nuove fiammate &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3001","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3001"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3001\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3002,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3001\/revisions\/3002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}