{"id":2999,"date":"2024-03-01T15:19:26","date_gmt":"2024-03-01T14:19:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2999"},"modified":"2024-03-04T15:37:17","modified_gmt":"2024-03-04T14:37:17","slug":"non-possiamo-costruire-speranza-se-non-a-partire-da-chi-ne-e-stato-derubato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/03\/01\/non-possiamo-costruire-speranza-se-non-a-partire-da-chi-ne-e-stato-derubato\/","title":{"rendered":"Non possiamo costruire speranza se non a partire da chi ne \u00e8 stato derubato"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Maurizio Patriciello &#8211;\u00a0parroco, parrocchia San Paolo Apostolo in Caivano<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u00abAndrea incontr\u00f2 per primo suo fratello Simone e gli disse: \u201cAbbiamo trovato il Messia&#8230;\u201d e lo condusse da Ges\u00f9\u00bb. Andrea condivide con suo fratello l\u2019incontro con colui che gli trasformer\u00e0 la vita. Erano le quattro del pomeriggio. Che cosa si dissero, che cosa gli chiese, quali sensazioni avesse avuto non lo sappiamo, ma lo possiamo immaginare. Ci sono date, situazioni, voci, odori, colori che restano incisi nella nostra memoria per la loro importanza. In quale giorno della settimana sono stato ordinato sacerdote? Dove? Da chi? Andrea, senza saperlo, diventa missionario del primo papa. Non gli fa un trattato di teologia, non tenta di convincerlo della bont\u00e0 delle sue idee, semplicemente racconta. Sembra di sentirlo: \u00abSai, eravamo io e Giovanni di Zebedeo con il figlio di Zaccaria. \u00c8 passato Ges\u00f9. Lo abbiamo seguito, si \u00e8 accorto di noi. Ci ha fissati. Che sguardo, Simone, che sguardo. Siamo andati a casa sua. Devi venire anche tu. Ti assicuro che ne vale la pena. Fidati, poi mi dirai&#8230;\u00bb. Andarono. E successe quel che successe. Un incontro ti salva la vita; un incontro, a tanta gente, ha rovinato la vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Eravamo amici da ragazzini. Salvatore non era peggiore di me. Frequentavamo la stessa scuola, abitavamo la stessa terra, facevamo le stesse marachelle. Fu trascinato in una banda di piccoli delinquenti. Ci separammo. Fin\u00ec in carcere. In quel luogo fu \u00abpromosso\u00bb. Usc\u00ec che era un capo. Erano gli anni in cui Raffaele Cutolo e la sua banda terrorizzavano e insanguinavano la Campania. Salvatore, ormai, era uno di loro. Lo incontrai alla festa del paese. Era difeso dai suoi guardaspalle. Il viso bello come sempre ma terribilmente triste e severo. Lo avvicinai: \u00abSalvatore &#8230;\u00bb balbettai. \u00abHo saputo che sei diventato prete \u2013 mi disse \u2013 sono contento, prega anche per me&#8230;\u00bb. Non lo vidi pi\u00f9. Pochi mesi dopo, stavo confessando in sagrestia, il telefono squill\u00f2: \u00abHai saputo? Hanno ammazzato Salvatore&#8230;\u00bb Avevamo 38 anni.\u00a0 Non ero migliore di lui, non era peggiore di me. Un incontro gli distrusse la vita. Alla maggior parte dei credenti viene chiesto semplicemente questo, essere testimoni di un incontro, di un amore, di un\u2019esperienza. Raccontare, fare da tramite, coinvolgere, entusiasmare. \u00c8 Ges\u00f9 che salva. \u00c8 lui che il mondo vuole, anche quando non lo sa. \u00c8 di lui che la Chiesa vive; \u00e8 lui che ha il dovere di annunciare. A un patto, per\u00f2: che chi si fa carico di questa nobilissima missione sappia farsi da parte al momento opportuno. Non invada il campo. Non tenti con subdole manovre \u2013 consce o inconsce \u2013 di imbrogliare le carte. I cristiani non sono i salvatori ma i portatori. Brillano s\u00ec, ma di luce riflessa. Non sempre \u00e8 facile. Potrebbe \u2013 dico potrebbe \u2013 accadere che invece di servire si facciano servire, invece di testimoniare pretendono di imporre. Accantonando la pi\u00f9 stupenda e indispensabile delle virt\u00f9: l\u2019umilt\u00e0. Umilt\u00e0 che \u00e8 sinonimo di pace interiore e di verit\u00e0. La chiesa non ha motivo di esistere se non per donare al mondo Ges\u00f9 e la Parola che salva. Certo, come scriveva don Primo Mazzolari \u00abnon bisogna calunniare l\u2019uomo\u00bb. Non occorre parlarne male. Quando corrono sui binari loro imposti da Dio o, per chi non crede, dalla natura, sanno essere grandi, gli uomini. Un treno ad alta velocit\u00e0. Ma quando se ne allontanano iniziano a fare guai, il cui prezzo sar\u00e0 pagato anche dagli altri. Siamo una grande famiglia. E come ogni famiglia condividiamo l\u2019aria che respiriamo e il cibo che mangiamo. \u00abLa bellezza salver\u00e0 il mondo\u00bb ha detto Dostoevskij. Vero. Il bello attrae l\u2019uomo come quando ha fame, il pane. Lo porta in alto e gli fa contemplare la terra e le galassie. Belli sono il mare e le montagne, la neve e le giraffe. Ma belli, soprattutto, sono questi bipedi cui abbiamo la fortuna di appartenere. Belli sempre, quando, piccini, gattonano per correre dal babbo e quando, agli sgoccioli, stanno per dire addio alla vita. Quando ricchi e annoiati sprecano singolarmente quanto basterebbe per sfamare un\u2019intera trib\u00f9 di africani e quando si ritirano \u2013 come ha fatto un caro sacerdote italiano qualche mese fa \u2013 in eremitaggio. Stupendo ma insaziabile \u00e8 l\u2019uomo. Porta dentro un vuoto che tenta invano di colmare, anche quando non lo sa. E per farlo, non poche volte si smarrisce. In lui ogni facolt\u00e0 deve raccordarsi a un\u2019altra, pena il malfunzionamento del meccanismo. Non sempre accade. I piaceri della vita, spocchiosi e prepotenti, lo ammaliano. Lo incitano a correre, a fare presto, come se avessero paura di perdere qualcosa. Ed eccolo precipitarsi sulla bancarella della vita per arraffare quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile, anche a costo di sottrarlo agli altri. Un accumulare inutilmente \u00abmanna\u00bb che non potr\u00e0 mai mangiare. Ho sempre pensato che anche questo affanno, faticoso e dannoso, in un certo senso sia una delle prove dell\u2019esistenza di Dio. Abbiamo un vuoto dentro che non colmeremo mai. Possibile che in tanti secoli non lo abbiamo ancora capito? Possibile che anche tra uomini di chiesa, che pur dicono di amare il Signore della vita, siamo costretti a osservare questo strano fenomeno che rattrista e umilia? Rimane bello l\u2019uomo, anche quando pecca, soprattutto se, pentito, ritorna sui suoi passi. Bello quando, senza far rumore, si fa accanto al fratello smarrito e oppresso. E trova il coraggio di dirgli: \u00abAdesso sta\u2019 sereno, appoggia la testa sulla mia spalla. Dormi, riposa, non pensare a niente\u2026\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Farsi prossimo. \u00abUn uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti&#8230;\u00bb. Una parabola che da sola basterebbe a metterci in crisi. I briganti lo hanno derubato e malmenato. Ferito, umiliato, nudo, da solo non ce la far\u00e0 mai a rialzarsi. Potrebbe morire da un momento all\u2019altro. Ha bisogno di una mano pietosa che lo sollevi. Chi \u00e8 quell\u2019uomo? Tu, io, l\u2019intera umanit\u00e0. Passano due persone. Non si fermano, hanno fretta, stanno correndo al tempio; a pregare, a sistemare le cose per il \u00abloro\u00bb culto, a inneggiare al \u00abloro\u00bb dio. Lo vedono ma non lo aiutano, perdendo cos\u00ec l\u2019appuntamento con il vero Dio che, camuffato, li aspettava. Poveracci, non lo hanno riconosciuto. Terribile. Se ci sbagliamo su Dio sbaglieremo su tutto. Uno sconosciuto vede e sente il sangue ribollirgli nelle vene. Ne ha piet\u00e0. La piet\u00e0. Eccola l\u2019altra grande virt\u00f9 di cui l\u2019umanit\u00e0 avr\u00e0 sempre pi\u00f9 bisogno. Cambiano le epoche, i linguaggi, le mode, gli ideali, mai cambier\u00e0 il cuore dell\u2019uomo, sempre bisognoso di amare e di essere amato. Lo sconosciuto \u2013 di lui non sappiamo quasi niente \u2013 ha saputo conservarla, la piet\u00e0. Si ferma. Incoraggia, soccorre, accudisce il viandante sfortunato. Chi \u00e8 questo samaritano buono? Ancora una volta: sei tu, io, l\u2019intera umanit\u00e0. Scelte. La nostra intera esistenza \u00e8 caratterizzata dallo scegliere. Anche oggi dovr\u00f2 scegliere se davvero voglio servire i poveri o farmi servire da loro. Se strumentalizzare la mia fede e la mia chiesa per fare un salto in avanti nella carriera o serenamente andare dove Dio mi manda. Nessuna scelta, per quanto definitiva \u2013 pensate alla consacrazione, all\u2019ordinazione sacerdotale, al matrimonio \u2013, nessuna scelta, dicevo, pu\u00f2 metterci al riparo una volta per sempre dal nostro egoismo e dalla nostra vanit\u00e0 che, come l\u2019alba, si ripresentano ogni mattina. Farsi prossimo. Dove il Signore vuole. Ogni citt\u00e0 \u00e8 crocevia di mille esperienze. In ogni citt\u00e0 convivono santi e peccatori, poveracci e straricchi. In ogni citt\u00e0 c\u2019\u00e8 chi si consuma per un pezzo di pane e chi, dopo averne mangiato a sbafo, lo getta nelle immondizie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Tu da che parte stai? A questa domanda non puoi non rispondere. Per non sbagliare, chiediti: Ges\u00f9 da che parte starebbe? Senza umiliare i ricchi, ma richiamandoli al loro dovere, il Signore amerebbe sedere alla mensa dei poveri. \u00c8 bello stare con i poveri. Non occorre conoscere per forza il galateo, n\u00e9 avere letto l\u2019ultimo libro che piace alla critica e all\u2019editore. Dai poveri non hai l\u2019onere di presentarti in abito da sera n\u00e9 calzare quelle scarpe alla moda che tanto ti fanno male ai piedi. Con i poveri puoi essere te stesso e godere della loro compagnia. I poveri amano sul serio, sanno ancora entusiasmarsi e stupirsi. Con chi ha fame, tutti i discorsi sulla carit\u00e0 valgono poco. A loro devi portare da mangiare. Quando, a decine, i senzatetto muoiono di freddo nelle citt\u00e0 opulenti e annoiate, devi arrivare con coperte e abiti pesanti; aprire loro le case sfitte, le chiese sconsacrate \u2013 quante ce ne sono? \u2013 e i locali della parrocchia. Loro, i poveri, i piccoli, gli immigrati, nemmeno sanno di avere dei diritti. Non hanno studiato, non parlano la nostra lingua, hanno vissuto ai margini. Dovrai farlo tu per loro. Tu sarai la loro voce. A te l\u2019onore di farti avanti, rischiando anche qualche incomprensione da parte dei tuoi stessi confratelli. Sarebbe bello se tra i vari titoli di cui si fregiano gli uomini e anche i religiosi ce ne fosse uno che reciti: \u00abA tizio, samaritano buono\u00bb. Se ci fosse, bramerei averlo anch\u2019io. Solo se lo meritassi, per\u00f2, mai usurpandolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sono entrato in seminario a quasi trent\u2019anni, dopo aver lavorato in ospedale come infermiere professionale prima e capo reparto dopo. Un lavoro che mi ha forgiato. In quel luogo, dove la gente soffre e spera, ho imparato tante cose. Credo che la riflessione sul senso della vita e della morte \u2013 ma l\u2019ho capito dopo \u2013 sia scaturita anche da questa drammatica esperienza: era una bella giornata di sole, quando di buon mattino, un giovane privo di sensi fu trasportato in fretta al Pronto soccorso. Ci precipitammo. Aveva poco meno della mia et\u00e0. In officina era stato colpito da una scossa elettrica. Facemmo di tutto per strapparlo alla morte. Alla fine, vol\u00f2 via. Sul volto dei colleghi si leggeva la delusione e un senso di sconfitta. Come intontito, restai a fissare quel corpo giovanissimo, vivo fino a mezz\u2019ora prima. Come me, era andato a letto la sera prima. Come me, si era svegliato quel giorno. Aveva la mia et\u00e0, i miei stessi sogni, forse le mie stesse speranze. E adesso? Dov\u2019era adesso? Era davvero tutto finito o \u2013 chiss\u00e0 \u2013 c\u2019era da qualche parte un posto dove, con la giustizia e la pace, aveva una casa dove abitare? Quella morte mi segn\u00f2. Mi prepar\u00f2. Quando, qualche anno dopo, un frate francescano apparve sul mio cammino sotto forma di viandante che chiedeva la carit\u00e0 di un passaggio, mi fermai. Dio sia benedetto mille volte per quel frate. Quell\u2019incontro mi cambi\u00f2 la vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Periferie. Papa Francesco: \u00abDobbiamo guardare le periferie non come la fine, ma l\u2019inizio della citt\u00e0\u00bb. Ha ragione da vendere il nostro papa. Zeppe di problemi, portano in s\u00e9 tanta ricchezza. I miei bambini sanno essere felici con poco. Padre Franco, mio caro amico missionario in Guinea Bissau, m\u2019invia i video che realizza con la sua comunit\u00e0. Una comunit\u00e0 povera che sa essere felice. E canta. E danza. E ride. E ti coinvolge. E ti mette in crisi. E ti ricorda che, se hai avuto di pi\u00f9, hai il dovere di donare di pi\u00f9. Spezzare il pane con l\u2019affamato \u00e8 un obbligo per chi ha fede in Dio, ma conviene anche a chi dice di non credere. Non esasperare i poveri conviene. Aiutarli, promuoverli, godere della loro amicizia, imparare da loro \u00e8 una grazia. Per tutti, in particolare per chi, sentendosi chiamare per nome un giorno, ha avuto il coraggio \u2013 e forse anche un pizzico di benedetta incoscienza \u2013 di rispondere: \u00abEccomi, Signore. Fai di me quello che meglio credi&#8230;\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><em>Tratto da Orientamenti Pastorali n.1-2\/2024 (tutti i diritti riservati)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maurizio Patriciello &#8211;\u00a0parroco, parrocchia San Paolo Apostolo in Caivano \u00abAndrea incontr\u00f2 per primo suo fratello Simone e gli disse: \u201cAbbiamo trovato il Messia&#8230;\u201d e lo &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2992,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-2999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2999"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3043,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2999\/revisions\/3043"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}