{"id":2974,"date":"2024-01-31T17:47:32","date_gmt":"2024-01-31T16:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2974"},"modified":"2024-01-31T17:59:35","modified_gmt":"2024-01-31T16:59:35","slug":"il-compito-della-pastorale-nelleducazione-alla-sessualita-delluomo-e-della-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2024\/01\/31\/il-compito-della-pastorale-nelleducazione-alla-sessualita-delluomo-e-della-donna\/","title":{"rendered":"Il compito della pastorale nell\u2019educazione alla sessualit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Paolo Benanti &#8211; docente di teologia morale Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sembra che la nostra societ\u00e0 abbia perso il senso del pudore: i mezzi di comunicazione propongono immagini sempre pi\u00f9 esplicite e dirette. Il nostro secolo, con un apice negli anni Sessanta e Settanta, ha sperimentato mutamenti radicali negli atteggiamenti e nei comportamenti in materia di sessualit\u00e0 che hanno spinto verso la <em>detabulizzazione<\/em> e la liberazione sessuale e hanno prodotto \u2013 anzi si sono gi\u00e0 lasciati alle spalle \u2013 una <em>rivoluzione sessuale<\/em> che sembrerebbe aver portato a una <em>nuova morale <\/em>la cui unica norma, <em>fa ci\u00f2 che vuoi<\/em>, ha generato una <em>pansessualit\u00e0 <\/em>sociale. Tuttavia, questa liberazione da norme morali, che alcuni hanno voluto indicare come coattanti e frustranti, non sembra aver prodotto i risultati di felicit\u00e0 sperati. Le riviste scientifiche hanno additato una nuova sindrome che affligge l\u2019Occidente: la <em>sex addiction epidemic<\/em> (epidemia di dipendenza da sesso), per cui sembrerebbe che questo abbia generato non una societ\u00e0 libera da costrizioni in ambito sessuale ma una societ\u00e0 malata di sesso. Nel saggio \u00abGli usi postmoderni del sesso\u00bb,<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> Zygmunt Bauman sottolinea come nell\u2019et\u00e0 postmoderna l\u2019erotismo si sia svincolato tanto dalla funzione della riproduzione quanto dall\u2019amore, sin qui cardine dell\u2019esperienza umana. La ricerca del piacere sessuale, secondo Bauman, \u00e8 assurta a norma culturale come un tempo accadeva per l\u2019amore, dai provenzali ai romantici. L\u2019ansia di cui soffre una gran parte della popolazione occidentale, secondo numerosi studiosi, con punte di depressione endemica, \u00e8 uno degli effetti di tutto questo. Come educare e accompagnare le giovani e meno giovani generazioni in quella ricerca del senso autenticamente umano della sessualit\u00e0 (una richiesta che di fatto \u00e8 una domanda morale, essendo la riflessione etica la riflessione per eccellenza sul senso)? Come \u00e8 possibile far sperimentare la sessualit\u00e0 nella sua verit\u00e0, cio\u00e8 un qualcosa di armonico orientato verso una promessa scritta nel nostro essere, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di amare? Quale pastorale pu\u00f2 far percepire quel mistero del dono e del compito (<em>Gabe <\/em>e<em> Aufgabe<\/em> in tedesco) che Israele ha imparato a riconoscere come proveniente dall\u2019agire salvifico di Dio e che simultaneamente sgorga anche dalla prima forma di azione del Signore, cio\u00e8 la creazione? Come trasmettere la promessa che Dio, Creatore, ha dato alla nostra sessualit\u00e0, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di essere strumento di amore, di comunicare l\u2019amore che diviene il compito di ciascuno di vivere la sessualit\u00e0 al servizio dell\u2019amore? Per cercare di dare un\u2019idea di come la pastorale possa rispondere a queste questioni proveremo a compiere un percorso scandito in tre tappe.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> In un primo momento affronteremo la questione culturale connessa al discorso educativo, chiedendoci a che livello si ponga la necessit\u00e0 di una educazione della sessualit\u00e0. In un secondo momento proveremo a delineare alcune caratteristiche che dovrebbe assumere tale pastorale per confrontarsi con le sfide che abbiamo delineato. Infine, in una breve conclusione, ci soffermeremo sulle sfide pastorali che presenta una sessualit\u00e0 che non si d\u00e0 alla persona tutta in una volta ma pian piano, attraverso le diverse stagioni della vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>1.C\u2019\u00e8 bisogno di un\u2019educazione sessuale?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Da un punto di vista biologico l\u2019uomo appartiene alla classe dei mammiferi a cui \u00e8 accomunato per le caratteristiche di omeotermia, viviparit\u00e0 e cure parentali che prevedono anche l\u2019allattamento della prole: siamo accomunati a molte specie animali per il funzionamento del nostro apparato riproduttivo con una sessualit\u00e0 che si conforma come maschile o femminile ed \u00e8 ordinata alla procreazione. Da un punto di vista delle abitudini sessuali dobbiamo notare che per i mammiferi gli accoppiamenti avvengono solamente durante il periodo fertile della femmina e la coppia maschio-femmina rimane insieme solo per questo tempo. Va rilevato che la sessualit\u00e0 nel regno animale \u00e8 orientata all\u2019accoppiamento: dal pi\u00f9 generico significato di abbinamento, congiungimento, il termine \u00e8 passato a indicare prevalentemente l\u2019unione sessuale di animali e indica le modalit\u00e0, precedute dai preliminari del corteggiamento, della fecondazione della femmina da parte del maschio. Sebbene anche l\u2019uomo appartenga ai mammiferi, la sessualit\u00e0 assume per la nostra specie forme peculiari rispetto all\u2019accoppiamento: l\u2019atto dell\u2019accoppiamento ha implicazioni enormi per tutte le istituzioni umane, lungo l\u2019intero corso della storia e in ogni societ\u00e0 che sia stata studiata. Coinvolge religione, mito, etica, morale, medicina, igiene, legge, educazione e norme sociali di ogni cultura, incluse quelle che determinano la distribuzione delle eredit\u00e0 e delle ricchezze. I mammiferi hanno rapporti sessuali solo quando la femmina della specie \u00e8 fertile, mentre l\u2019uomo ha la <em>possibilit\u00e0<\/em> di avere rapporti sessuali quando lo desidera. Se nei mammiferi la sessualit\u00e0 si esprime secondo meccanismi ormonali, nell\u2019uomo \u00e8 soggetta alla libert\u00e0. Anche sulla relazione con il partner l\u2019uomo ha una sua peculiarit\u00e0 rispetto agli altri mammiferi. Mentre le femmine delle altre specie subiscono evidenti trasformazioni fenotipiche nel periodo di fertilit\u00e0, la donna non ha segni esterni visibili: l\u2019uomo deve mantenere una relazione stabile se vuole avere possibilit\u00e0 di procreare con la propria partner. La maggior parte dei mammiferi diurni si accoppia durante il giorno, mentre le specie notturne lo fanno di notte. L\u2019uomo invece, pur essendo diurno, si accoppia prevalentemente di notte. Questa pu\u00f2 essere una conseguenza dell\u2019organizzazione sociale: laddove tutti gli altri mammiferi si accoppiano in pubblico senza imbarazzo, in tutte le societ\u00e0 umane, con poche eccezioni, l\u2019uomo e la donna che si accoppiano ricercano la privacy, e tanto i preliminari quanto l\u2019atto sessuale risentono di disturbi esterni anche di poco conto. Ulteriore peculiarit\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 il <em>parenting<\/em>. Se nelle altre specie di mammiferi la relazione tra genitori e neonato dura il periodo dello svezzamento, cio\u00e8 fintantoch\u00e9 il cucciolo non raggiunge l\u2019autonomia e la maturit\u00e0 sessuale, nell\u2019uomo la relazione parentale non termina ma caratterizza tutta l\u2019esistenza umana. La relazione padre-figlio e madre-figlio non termina perch\u00e9 si rimane genitori di quel figlio e figli di quei genitori per tutta l\u2019esistenza umana. Volendo riassumere queste caratteristiche possiamo dire che nell\u2019uomo la sessualit\u00e0 si d\u00e0 profondamente connessa alla libert\u00e0 \u2013 non \u00e8 meccanicamente legata alla fertilit\u00e0 della donna \u2013 ma proprio l\u00ec dove si d\u00e0 il massimo della libert\u00e0 la natura umana genera il massimo del legame \u2013 legame nella coppia e <em>parenting<\/em>. Allora se per il mondo animale per parlare di sessualit\u00e0 basta l\u2019etologia \u2013 la disciplina scientifica che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale \u2013 per la sessualit\u00e0 umana, essendo questa una questione di libert\u00e0 e responsabilit\u00e0, c\u2019\u00e8 bisogno di un\u2019etica \u2013 la ricerca dei fondamenti e dei criteri che consentano alla persona di gestire adeguatamente la propria libert\u00e0 riconoscendo i comportamenti buoni e giusti: la sessualit\u00e0 umana \u00e8 intrinsecamente una questione etica, cio\u00e8 di bene capito e voluto, di scelte, di criteri e di progetto di vita. Da quanto fin qui emerso appare evidente come la sessualit\u00e0 umana, da un punto di vista meramente biologico, sia descritta in maniera incompleta perch\u00e9 si presenta con una certa plasticit\u00e0 e questo le fa assumere forme disomogenee nelle diverse culture e nei diversi periodi della storia. In ogni tempo, comunque, si registrano processi di comprensione culturali \u2013 cio\u00e8 di natura collettiva \u2013 che orientano e normano l\u2019esercizio della pratica sessuale verso il bene capito. Questo processo non \u00e8 mai un qualcosa lasciato all\u2019arbitrio del singolo individuo ma segue le dinamiche proprie dell\u2019<em>ethos<\/em>: la sessualit\u00e0 ha sempre fatto parte dell\u2019etica (nel senso proprio e nel senso etimologico di <em>costumi di un popolo<\/em>). Nella cultura occidentale nel corso dei secoli iniziano a formarsi riflessioni via via pi\u00f9 complete e approfondite sulla sessualit\u00e0. Anche la fede partecipa di questo processo e non \u00e8 mai ritenuta estranea o incompetente nel fornire indicazioni riguardo ai costumi. Appare altres\u00ec evidente come sia necessario sviluppare una corretta antropologia morale per parlare correttamente della sessualit\u00e0. Questa antropologia deve essere illuminata dalla comprensione teologica. La riflessione morale non \u00e8, come sosteneva Reich,<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> una sorta di <em>sovrastruttura<\/em> nata dalle nevrosi sociali che vogliamo applicare all\u2019ambito della sessualit\u00e0; \u00e8, invece, necessariamente richiesta dalla costituzione umana del fenomeno sessuale. La morale sessuale \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 umana che la persona ha per orientare la plasticit\u00e0 sessuale verso l\u2019attuazione concreta del bene possibile in un concreto contesto storico. Allora l\u2019uomo, per sua stessa costituzione, ha bisogno di sviluppare una antropologia sessuale per comprenderne le plurime valenze antropologiche e ha bisogno di una morale sessuale per orientare la libert\u00e0 sessuale verso il bene capito e voluto: una sessualit\u00e0 al servizio dell\u2019amore. Il compito, non automatico e non univoco, di vivere la sessualit\u00e0 nell\u2019amore \u00e8 allora la ragione che ci fa a rispondere alla domanda sottesa a questa sezione: \u00abS\u00ec, \u00e8 necessaria un\u2019educazione alla sessualit\u00e0\u00bb. Poich\u00e9 la sessualit\u00e0 \u00e8 soggetta a un\u2019evoluzione non solo biologica, ma anche psichica, psicologica e spirituale, \u00e8 resa partecipe di quel processo culturale di perfezionamento della persona che prende il nome di <em>educazione.<\/em> L\u2019educazione \u00e8 quell\u2019attivit\u00e0, influenzata nei diversi periodi storici dalle varie culture, volta allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e facolt\u00e0 mentali, sociali e comportamentali in un individuo. Dobbiamo precisare che nella lingua italiana il suo utilizzo, rispetto a termini come <em>istruzione<\/em> o <em>formazione<\/em>, \u00e8 talvolta equivoco: infatti la parola <em>educazione<\/em> \u00e8 spesso ritenuta complementare di insegnamento o istruzione anche se quest\u2019ultima voce tende a indicare metodologie pi\u00f9 spiccatamente <em>trasmissive<\/em> dei saperi e non di autorealizzazione delle potenzialit\u00e0 e delle attitudini uniche della persona. Il fatto che la persona sia chiamata a compiere un processo autoeducativo comporta una responsabilit\u00e0 e un impegno di natura morale: il pieno sviluppo della maturit\u00e0 sessuale e la capacit\u00e0 di saper vivere la sessualit\u00e0 al servizio dell\u2019amore \u00e8 affidata alla responsabilit\u00e0 umana. Questo compito \u00e8, come in ogni altro campo del processo educativo, affidato in primo luogo alla famiglia che, per\u00f2, da sola non basta. La pastorale deve saper offrire occasioni di supporto e integrazione alla famiglia nel processo educativo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>2.L\u2019educazione della sessualit\u00e0 \u00e8 il luogo dei no?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La sessualit\u00e0 abbraccia tutta la persona, in ogni tipo di espressione che essa ha. Potremmo dire che la persona, in tutta la sua altezza o da cima a fondo o a tutti i suoi livelli \u00e8 sessuata: a livello fisico-biologico, a livello psichico-psicologico e a livello spirituale. La sessualit\u00e0 \u00e8 capace di intercettare valori e di avere significati che arrivano fino alla parte pi\u00f9 profonda, al centro, per cos\u00ec dire, della persona. Si tratta chiaramente di una potenzialit\u00e0 che, proprio per la natura personale che assume la sessualit\u00e0, non si configura mai come un automatismo. In generale, quindi, possiamo dire che i gesti della sessualit\u00e0 possono essere pi\u00f9 o meno profondi: spetter\u00e0 alla persona interrogarsi sul significato dei gesti sessuali che compie e su come la sessualit\u00e0 stessa chiami in causa, nelle diverse circostanze, il darsi di libera e consapevole responsabilit\u00e0. Se accogliamo le istanze pi\u00f9 profonde che la sessualit\u00e0 offre all\u2019uomo, i suoi gesti e le sue manifestazioni avranno la stessa densit\u00e0 e profondit\u00e0 della persona. Come la persona si esprime a diversi livelli di profondit\u00e0, cos\u00ec la sessualit\u00e0 pu\u00f2 essere vissuta pi\u00f9 o meno profondamente, coinvolgendo la persona nella sua realt\u00e0 pi\u00f9 profonda. A una primissima analisi potremmo dire che il sesso, la sessualit\u00e0 vissuta solo a livello genitale, rappresenta la forma pi\u00f9 superficiale; l\u2019attrazione fisico-sentimentale che impegna in una relazione rappresenta una forma pi\u00f9 profonda che trova il suo complimento nell\u2019<em>agape<\/em>, nel porre la sessualit\u00e0 al servizio dell\u2019amore nella sua forma oblativa. Un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita ci spinge a riconoscere nella sessualit\u00e0 umana una dimensione precipua. L\u2019uomo \u00e8 un essere di linguaggio in un senso globale: non si tratta solo della forma verbale ma di tutte quelle forme espressive che, in modi diversi e complementari, rientrano nel fenomeno della comunicazione umana quali i <em>sovra-linguaggi <\/em>gestuali e oggettuali, gli <em>infra-linguaggi <\/em>che, in modo pi\u00f9 o meno inconscio, accompagnano le nostre comunicazioni e tutti quei linguaggi <em>collaterali <\/em>mediante cui ci esprimiamo in molteplici modi. La struttura linguistica della persona deriva dalla sua identit\u00e0 radicalmente relazionale e propria della sua costituzione di <em>spirito-nel-mondo<\/em>. La struttura fondamentale dell\u2019essere umano \u00e8 quella di essere aperto all\u2019altro, per l\u2019uomo esistere \u00e8 coesistere: l\u2019uomo non si percepisce e si realizza in modo pienamente umano che nel rapporto d\u2019<em>incontro <\/em>(fatto di accoglienza e di dono) con l\u2019altro\/altri. Di tale struttura relazionale, in forza della sua capacit\u00e0 di mediare anche i significati pi\u00f9 profondi, partecipa in maniera simbolica la sessualit\u00e0: questa pu\u00f2 essere simbolo rappresentativo e realizzativo della persona solo in quanto si rende capace di esprimere una manifestazione <em>consapevole <\/em>dell\u2019io spirituale. La sessualit\u00e0 \u00e8 una forza che serve per edificare la persona e aprirla verso l\u2019esterno. Per questo \u00e8 da considerare fattore di crescita, di identificazione e integrazione personale, fattore di apertura verso la relazione interpersonale. La sessualit\u00e0 cresce con la persona, si fa larga, si espande quanto la persona. In qualit\u00e0 di comunicazione interpersonale deve essere capita come un linguaggio e, intesa come funzione biologica, ha come scopo la riproduzione e la conservazione della specie. Occorre notare, per\u00f2, che sempre, presso ogni popolo e ogni cultura, in tutti i tempi, la sessualit\u00e0 non ha svolto semplicemente la funzione biologica della riproduzione, ma \u00e8 stata ed \u00e8 il luogo privilegiato della forma di comunicazione e di incontro interpersonale dell\u2019amore. Particolarmente significative sono le osservazioni fatte da Xavier Lacroix nel suo studio \u00abCorpo di carne\u00bb,<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> in cui esprime molto efficacemente cosa vuol dire che la sessualit\u00e0 sia linguaggio dell\u2019amore. Ci sembra opportuno riproporre qui brevemente, a complemento di quanto emerso, una sintesi della sua analisi. L\u2019unione sessuale non \u00e8 fatta solo di sensazioni ma anche di gesti che non sono semplicemente dei mezzi per giungere a un obiettivo determinato gi\u00e0 in anticipo (<em>orgasmo<\/em>), ma sono essi stessi degli atti, cio\u00e8 hanno per se stessi un senso. La persona, ciascuno di noi, abita i suoi gesti (<em>simbolo<\/em>): essi non sono semplicemente i nostri delegati o i nostri strumenti, ma sono noi stessi o, meglio, ci\u00f2 in cui noi siamo incarnati e agiamo. Applicando questa consapevolezza all\u2019ambito della sessualit\u00e0, possiamo cos\u00ec intravedere una semantica dei gesti di tenerezza che pu\u00f2 divenire linguaggio d\u2019amore. Proviamo ad analizzare alcuni di questi gesti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>La carezza<\/em>. La carezza non \u00e8 solamente contatto o tentativo di appropriazione (<em>mettere le mani<\/em> sul corpo dell\u2019altro): nella sua radice pi\u00f9 profonda (<em>autentica<\/em>) \u00e8 celebrazione del corpo dell\u2019altro, gesto che lo plasma. \u00c8 una esperienza di spossesso nella forma pi\u00f9 grande di prossimit\u00e0. La carezza \u00e8 desiderio o, meglio, \u00e8 il linguaggio stesso del desiderio. Si pu\u00f2 vedere la carezza, parafrasando <em>Il piccolo principe<\/em> di Antoine de Saint-Exup\u00e9ry, anche come un reciproco addomesticarsi. Un far sentire l\u2019altro e il suo corpo come luogo. Un luogo che non esiste come mero strumento di piacere ma di intima alleanza, di incarnazione, di creazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>L\u2019abbraccio<\/em>. Abbracciare primariamente significa <em>cingere con le braccia<\/em>. Esistenzialmente vuol dire che, come soggetto, ho prima aperto le braccia per accogliere l\u2019altro e poi le ho richiuse per riceverlo realmente nello spazio che mi \u00e8 proprio, nel mio intimo. \u00c8 riservare un posto all\u2019altro nella mia intimit\u00e0. L\u2019abbraccio \u00e8 un gesto di tenerezza in cui ci si pu\u00f2 riconoscere vulnerabili attendendo la salvezza dalla confessione della propria debolezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Il bacio<\/em>. Posare le labbra sulla pelle o sulle labbra dell\u2019altro, non \u00e8 divorare l\u2019altro ma venerare (<em>adorare<\/em> nel suo etimo viene dal composto latino <em>ad <\/em>e<em> orare <\/em>denominativo di <em>os<\/em>, al genitivo<em> oris<\/em>, che significa bocca). \u00c8 un gesto di prossimit\u00e0 ancora pi\u00f9 grande della carezza o dell\u2019abbraccio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>La penetrazione<\/em>. \u00c8 un atto di ospitalit\u00e0 in cui <em>ospite<\/em> \u00e8 tanto chi accoglie che chi \u00e8 accolto. \u00c8 un gesto che sembra realizzare un desiderio profondo in ciascuno di noi di <em>essere incluso<\/em>. \u00c8 necessario per\u00f2 portare l\u2019analisi oltre l\u2019orgasmo. Fermarsi all\u2019unione lascerebbe l\u2019analisi mutilata. Si dimenticherebbe che l\u2019atto sessuale \u00e8 anche, e inseparabilmente, l\u2019atto mediante il quale la procreazione \u00e8, \u00e8 stata o potrebbe essere possibile. \u00c8 un atto simile a quello da cui hanno avuto inizio gli stessi protagonisti dell\u2019atto. La loro memoria profonda, l\u2019inconscio per gli psicanalisti, ne conserva traccia (la <em>scena primitiva<\/em> della psicanalisi). La possibilit\u00e0 della fecondazione fa parte dei dati costitutivi dell\u2019unione. L\u2019integrazione della prospettiva della fecondit\u00e0 fa parte del senso pieno della sessualit\u00e0: non \u00e8 qualcosa che le si \u00e8 aggiunto in pi\u00f9, ma \u00e8 in continuit\u00e0 con essa. Il senso dei nostri gesti, come visto, non viene solo dalle nostre intenzioni, ma anche dal loro essere radicati nel biologico, nel nostro organismo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Da questa incursione semiotica nei gesti sessuali appare evidente come l\u2019etica dell\u2019amore non sia esterna all\u2019autentica esperienza della sessualit\u00e0, non sia una sovrastruttura aggiunta dalla societ\u00e0 per il controllo del piacere, ma sia una caratteristica dell\u2019umano in coerenza profonda con ci\u00f2 che i gesti della sessualit\u00e0 possono significare. Tuttavia, il senso dei nostri gesti non \u00e8 mai limpido. Guardando al compiersi degli atti, resta sempre l\u2019ambiguit\u00e0, tanto dei gesti in quanto tali, quanto del desiderio che li sottende. Non ce ne \u00e8 uno che non possa essere interpretato in doppio senso, non ce ne \u00e8 uno la cui faccia luminosa non nasconda una faccia pi\u00f9 oscura. Cos\u00ec: la <em>carezza<\/em> pu\u00f2 essere tentativo di possesso o manovra di seduzione; <em>cingere con le braccia<\/em> pu\u00f2 essere accerchiare o assediare, come appendersi all\u2019altro in cerca di un salvagente; il <em>bacio<\/em> con la sua oralit\u00e0 pu\u00f2 significare divorare, il primo senso della bocca; la <em>penetrazione<\/em> pu\u00f2 aver luogo al di l\u00e0 del reciproco consenso, fino allo <em>stupro<\/em>. Oltre al contesto immediato, la sessualit\u00e0 pu\u00f2 diventare interpersonale, cio\u00e8 rendere effettiva l\u2019unione di due persone solamente se integrata in una dinamica pi\u00f9 globale con un certo numero di opzioni di fondo tra i partner e se vissuta in modo da essere intellegibile. Tutto questo rende evidente come la sessualit\u00e0 spinga a un cammino di attaccamento ma che necessita, per essere linguaggio privo di ambiguit\u00e0, di una opportuna <em>integrazione nel tempo <\/em>e di un adeguato cammino educativo che renda in grado la persona di <em>far parlare<\/em> alla sessualit\u00e0 il linguaggio dell\u2019amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>3.Le sfide pastorali<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La sessualit\u00e0 necessita di un cammino per poter essere vissuta come trasparenza dell\u2019amore. Questo cammino \u00e8 tanto individuale, come percorso di discernimento del singolo sul reale significato degli atti sessuali che pone, quanto di coppia, come capacit\u00e0 di comunicazione che si acquisisce nell\u2019insieme e nel complesso della vita affettiva e relazionale. L\u2019educazione alla sessualit\u00e0 nell\u2019uomo e nella donna si deve inserire a questo livello. In questo contesto culturale che percepisce la semplice trasmissione delle norme morali come un qualcosa di <em>culturalmente muto<\/em>, bisogna proporre cammini che sappiano porre la persona di fronte a questa capacit\u00e0 della sessualit\u00e0 di essere linguaggio autentico dell\u2019amore. Pi\u00f9 di un insieme di <em>no<\/em>, l\u2019educazione alla sessualit\u00e0 deve presentarsi come un cammino <em>positivo<\/em> che permetta alla persona di esprimere quel profondo desiderio d\u2019amore che la anima in un modo sincero e trasparente nel <em>linguaggio dei gesti<\/em> della sessualit\u00e0 perch\u00e9 siano autentici espressione d\u2019amore. L\u2019educazione alla sessualit\u00e0 \u00e8 quindi un\u2019<em>alfabetizzazione all\u2019amore<\/em> della persona sessuata. Per affrontare questa sfida la pastorale dovr\u00e0 creare dei <em>luoghi<\/em> ove poter far fare esperienza di senso e di crescita umana che consentano alla persona di vivere la sua natura sessuata nell\u2019amore. Nel campo della sessualit\u00e0 emergono esigenze nuove di approfondimento e di una giusta ricollocazione della sessualit\u00e0 nella vita umana. Questo compito, affidato in primo luogo alla famiglia, ha oggi quanto mai bisogno di sostegno ecclesiale per vincere la presente sfida culturale e sociale di una sessualit\u00e0 vista come mero strumento di piacere. Ci\u00f2 vale soprattutto per il confronto con quella fase critica che \u00e8 la pubert\u00e0 e l\u2019adolescenza. La pubert\u00e0 \u00e8 quella sta\u00adgione della vita in cui la persona, maschio o femmina, va incontro a tutta una serie di trasformazioni ormonali, psicologiche e fisiche che la con\u00addurranno ad assumere la fisionomia tipica della personalit\u00e0 adulta e la propria identit\u00e0 sessuale. L\u2019adolescenza (dal latino <em>adolescentia<\/em>, derivato dal verbo <em>adolesc\u0115re<\/em>, \u00abcrescere\u00bb, il cui participio passato, <em>adultum<\/em>, significa \u00abcresciuto\u00bb) \u00e8 quel tratto dell\u2019et\u00e0 evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello diindividuo adulto. Questa fase dello sviluppo della persona \u00e8 stata individuata nel tardo Ottocento, quando l\u2019espressione adolescente si usava per indicare i giovani e le giovani sessualmente maturi ma che socialmente ancora non erano considerati capaci di essere autonomi e di formare una famiglia. Quando si parla di adolescenza, \u00e8 molto importante ricordarsi che essa \u00e8 un tema di carattere prettamente psicologico, e darle limiti fissi \u00e8 un\u2019impresa molto ardua. Guardando al nostro tema \u00e8 importante considerare che lo sviluppo psicologico-emozionale non procede sempre di pari passo con lo sviluppo fisico; le societ\u00e0 occidentalizzate stanno provocando un ritardo sempre maggiore dello sviluppo psicologico; pi\u00f9 tardi si verificher\u00e0 lo sviluppo puberale, pi\u00f9 tardi finir\u00e0 l\u2019adolescenza; oggi sempre pi\u00f9 certi tratti psicologici considerati tipici dell\u2019adolescenza permangono oltre la prima giovinezza per certi individui. L\u2019adolescenza \u00e8 quindi quel periodo di attesa tra un <em>gi\u00e0<\/em> di una sessualit\u00e0 biologicamente matura e un <em>non ancora<\/em> di una non piena capacit\u00e0 di viverla nell\u2019amore. \u00c8 il tempo, per utilizzare le parole di Saramago citate all\u2019inizio di questo articolo, di ricerca di quell\u2019isola misteriosa che sar\u00e0 l\u2019adultit\u00e0 vissuta nella maturit\u00e0 sessuale e nell\u2019amore. \u00c8 il tempo della completa definizione della propria identit\u00e0 sessuale. \u00c8 il tempo fragile e incerto che la nostra azione pastorale dovr\u00e0 saper accompagnare con maggiore attenzione e cura. Questi <em>luoghi della pastorale<\/em> dovranno avere il compito etico di mostrare vie di senso di una sessualit\u00e0 vissuta nell\u2019amore. Dovranno essere luoghi del <em>magis<\/em> dove non si vive semplicemente la sessualit\u00e0 nel tentativo di evitare il peccato, ma come un modo per vivere nell\u2019amore e per l\u2019amore. Si dovranno abbandonare alcuni silenzi in materia di sessualit\u00e0 che sono solo il retaggio di passati tab\u00f9 in ambito sessuale, per farsi accompagnatori dei ragazzi e delle ragazze che ci sono affidati in questo cammino verso la pienezza dell\u2019amore con un linguaggio franco e che sappia indicare la bellezza creazionale posta nel nostro essere sessuati. Infine, come <em>luoghi<\/em> ecclesiali, questi spazi pastorali dovranno essere in grado di trasmettere un\u2019indicazione di bene che non sia espressione di un arbitrio individuale ma di una comunione ecclesiale nella fede: saper indicare l\u2019amore alla luce dell\u2019amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cf. Z. Bauman, <em>Gli usi postmoderni del sesso<\/em>, Il Mulino, Bologna 2013.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Vista la natura di questo contributo ci sembra impossibile andare oltre alcune semplici linee prospettiche. Per chi desiderasse approfondire il tema rimandiamo a P. Benanti<em>, <\/em><em>Amerai!<\/em>, Cittadella, Assisi 2014.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Cf. W. Reich, <em>La rivoluzione sessuale<\/em>, Feltrinelli, Milano 1963.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. X. Lacroix, <em>Il corpo di carne. La dimensione etica, estetica e spirituale dell\u2019amore<\/em>, EDB, Bologna 1997.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Benanti &#8211; docente di teologia morale Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana Sembra che la nostra societ\u00e0 abbia perso il senso del pudore: i mezzi di comunicazione &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2965,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[276],"class_list":["post-2974","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-sessualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2974"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2974\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2975,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2974\/revisions\/2975"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}