{"id":2907,"date":"2023-11-29T20:29:16","date_gmt":"2023-11-29T19:29:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2907"},"modified":"2023-11-30T13:50:49","modified_gmt":"2023-11-30T12:50:49","slug":"femminismo-e-figura-paterna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/11\/29\/femminismo-e-figura-paterna\/","title":{"rendered":"Femminismo e figura paterna"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Ina Siviglia &#8211; docente di Antropologia Teologica presso la Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>1.Il contesto<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Circa due secoli di femminismo, seppur di varia provenienza e di differente matrice geografico-culturale e storico-politica, nel senso pi\u00f9 ampio del termine, hanno prodotto esiti e derive di varia natura e forma. Perci\u00f2, bene a ragione, possiamo apporre un attributo \u2013 <em>plurale <\/em>\u2013 in grado di evidenziare un processo lungo, magmatico, per certi aspetti imprevedibile e peraltro ancora non concluso, tenendo conto che i termini del problema sono, oggi, di fatto altri rispetto a quelli del passato. Non stupisce, allora, il fatto che la cosiddetta <em>questione femminile<\/em>, comune trasversalmente a ogni ambito del <em>femminismo plurale<\/em>, non abbia toccato solo i punti nevralgici della problematica socio-politica, cosi come fenomenologicamente poteva apparire. Di fatto essa ha costituito un elemento scardinante sia l\u2019aspetto culturale che quello relazionale-tradizionale.\u00a0Tale processo, ancora non del tutto compiuto, ha gi\u00e0 prodotto ulteriori esiti fino all\u2019attualissima e quanto mai problematica ideologia del <em>gender, <\/em>che ha rimesso in discussione la questione dell\u2019<em>identit\u00e0,<\/em> dunque della <em>differenza<\/em> nella <em>complementariet\u00e0<\/em> tra il maschile e il femminile e della <em>reciprocit\u00e0<\/em> uomo-donna nel nostro tempo. Appare necessario, allora, saper ridire e additare ai nostri contemporanei cosa significhi e cosa comporti l\u2019essere eguali a pari titolo, perch\u00e9 dotati di eguale dignit\u00e0, evitando ogni tentativo di piatta omologazione, come anche di tendenza a cambiare identit\u00e0, permettendosi esperienze inedite. Senza <em>differenza, complementarit\u00e0 e reciprocit\u00e0<\/em>, infatti, non si pu\u00f2 costruire correttamente quel rapporto sponsale di coppia che \u00e8 posto alla base della formazione della famiglia, che assicura, e non solo biologicamente, il ricambio generazionale, in maniera naturale nell\u2019alveo di un ambiente generalmente accogliente e caldo, assicurando, in tal modo, la crescita serena dei figli. Di fatto ancora oggi la famiglia viene considerata la pi\u00f9 antica e sempre la pi\u00f9 efficiente scuola e palestra di relazioni interpersonali e intergenerazionali. Non deve meravigliare il fatto che ci sia stato un femminismo di matrice cristiana che ha portato avanti a volte un dibattito acceso, intra-ecclesiale, tra componente maschile, soprattutto clericale, e componente femminile. Evidentemente le fondamenta di tale movimento si sono fondate principalmente sulla Parola della Scrittura e sulla predicazione e sui comportamenti di Ges\u00f9 nei confronti delle donne, narrati dai quattro evangelisti e, infine, sul modello della Chiesa primitiva, osservabile negli Atti degli Apostoli e nelle lettere apostoliche, come pure sulla letteratura patristica dei primi secoli dell\u2019era cristiana. \u00c8 interessante rilevare come il femminismo nato e maturato nell\u2019alveo della fede cattolica si sia allargato al confronto e al dialogo con gli uomini e con le donne cristiane di altre confessioni, specialmente quelle di matrice evangelica, come anche abbia aperto una via di comunicazione su alcuni temi comuni con le donne di altre religioni. \u00c8 proprio la mondialit\u00e0 del fenomeno che ha conferito valore e autorevolezza alla lotta delle donne per conquistare, non certo per moda, nuovi spazi per contribuire al progresso in tutti gli ambiti, specie in ordine a temi come la famiglia, il divorzio, l\u2019aborto, l\u2019educazione dei giovani, la pace, la questione ecologica, la gestione del potere politico, etc. Non ci si pu\u00f2 illudere che basti un\u2019immissione sempre pi\u00f9 numerosa di donne nel mondo della cultura e nel mondo del lavoro, persino nel mondo della politica, tradizionalmente quasi del tutto preclusa al genere femminile, per realizzare una societ\u00e0 pi\u00f9 capace di recepire i carismi dell\u2019universo femminile. Non si tratta di un problema principalmente numerico, ma, piuttosto, soprattutto di un ingresso e di un inserimento qualitativamente sempre pi\u00f9 efficace, nell\u2019assunzione di nuovi ruoli e compiti da gestire. C\u2019\u00e8 da sperimentare e osservare la fruizione femminile del potere in tutte le sue forme nei luoghi dove si elaborano le decisioni che contano, inaugurando stili di presenza e di partecipazione di certo molto diversi dalle modalit\u00e0 maschili, che sono sotto gli occhi di tutti. Il \u00abgenio femminile\u00bb, come amava definirlo papa Giovanni Paolo II, nel 2017 ha ancora molto da donare nei diversi contesti dove si trova a vivere e operare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>2.Rivoluzione culturale e rivoluzione sessuale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il femminismo ha suscitato una vera e propria rivoluzione culturale che ha portato con s\u00e9, nel tempo, valori da riaffermare e ricomporre, lasciando alle spalle e abbandonando detriti di modelli desueti e logori. Era impensabile, comunque, che una tale crisi avrebbe provocato e richiesto un cambiamento di mentalit\u00e0 da parte solo degli uomini. Inevitabilmente, infatti, se \u00e8 vero che tale mutamento interpellava primariamente il mondo maschile, risulta pur chiaro che avrebbe coinvolto anche quello femminile, nell\u2019avvincente ricerca di forme nuove di convivenza e di stili di vita pi\u00f9 adeguati e pi\u00f9 corrispondenti all\u2019acquisita parit\u00e0 con l\u2019universo maschile. E ci\u00f2 non solo come rivendicazione di diritti politici a livello individuale, ma anche come impegno corale riguardo a nuovi equilibri di coppia, di famiglia, di societ\u00e0. In altre parole, quel movimento, creato dalle donne per e con le donne di ogni razza e cultura, ha dovuto lasciarsi alle spalle un modo di pensare e di vivere secondo una mentalit\u00e0 e una modalit\u00e0 esclusivamente androcentriche ormai definitivamente superate. La rivoluzione sessuale appare come una delle conquiste, e al tempo stesso derive pi\u00f9 vistose e per certi versi pi\u00f9 comprensibili. A partire dal \u201868 essa si manifesta in maniera sempre pi\u00f9 spregiudicata: da parte delle donne ha significato il riappropriarsi del proprio corpo, superando tab\u00f9 secolari e ipocrisie, ritenendo che di ci\u00f2 che si trova nel proprio corpo \u2013 per esempio l\u2019embrione \u2013 \u00e8 solo la donna a deciderne la sorte. \u00c8 il tempo della maturazione politica, delle nuove leggi sul diritto di famiglia, in particolare sul <em>divorzio<\/em> e sull\u2019<em>aborto<\/em>, recepiti nella legislazione italiana a seguito di due referendum. Oggi si assiste a un reale mutamento del modo di pensare finalmente uomini e donne insieme, nel ridisegnare e ridefinire modelli e stili di comportamento pi\u00f9 elastici, meno rigidi, ma non necessariamente intercambiabili. Si tratta di non ricadere nella tentazione di ripetere un copione ormai superato, piuttosto di lasciare uno spazio di creativit\u00e0 nello sperimentare modi nuovi di relazionarsi tra uomini e donne, in tutti gli ambiti, a partire dalla famiglia, e per noi credenti della comunit\u00e0 ecclesiale, visto che, come afferma l\u2019apostolo, \u00abin Cristo Ges\u00f9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 uomo n\u00e9 donna\u00bb (Gal 3,28). Vale la pena ricordare che Giovanni XXIII, nella sua enciclica <em>Pacem in terris,<\/em> riconobbe nel movimento femminista <em>un segno dei tempi, <\/em>mentre da molti cristiani era stato guardato con sospetto. Un contributo magisteriale di notevole peso \u00e8 stato offerto da papa Giovanni Paolo II con la pubblicazione della <em>Mulieris dignitatem<\/em>, primo e unico documento papale avente per oggetto la donna nella sua dignit\u00e0 e nel suo prezioso valore per ogni societ\u00e0 e cultura. La storia della salvezza viene letta con gli occhi della seconda Eva, Maria la madre di Dio. Va segnalata inoltre la lunga serie di <em>Catechesi del mercoled\u00ec<\/em> di papa Giovanni Paolo II sull\u2019amore umano con il commento molto aggiornato esegeticamente dei capitoli 1-3 di Genesi. In continuit\u00e0 con tale insegnamento, si \u00e8 posto papa Francesco con la sua esortazione apostolica post-sinodale <em>Amoris laetitia<\/em>, dove si registra un enorme recupero della tematica e del valore della sessualit\u00e0 umana. Si \u00e8 trattato di un periodo di transizione molto complesso e delicato dalla modernit\u00e0 alla post-modernit\u00e0 e dalla post-modernit\u00e0 in poi: ora si va verso un\u2019inedita stagione nella quale sar\u00e0 necessario ripartire da altri fondamenti, specie di carattere antropologico, per rifondare un \u00abumanesimo\u00bb in armonia con Cristo, l\u2019Uomo perfetto. Ciascuno, donna o uomo che sia, e, a maggior ragione, uomo e donna insieme, deve prendere coscienza di non essere solo passivi spettatori ma di essere chiamati per vivere da protagonisti di un cambiamento all\u2019insegna di una rinnovata alleanza, in una inedita forma di partenariato, capace di recepire gli elementi pi\u00f9 fruttuosi in ordine alla costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e pi\u00f9 accogliente delle differenze.<strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>3.Dal maschilismo alla crisi del maschio<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Uno degli esiti pi\u00f9 prevedibili del movimento femminista \u00e8 stato, certamente, il passaggio, a volte repentino, a volte pi\u00f9 lento e perci\u00f2 con radici pi\u00f9 profonde, da un mondo a dimensione di maschio, con punte di maschilismo talora superbo e autoritario pieno di pregiudizi e di giudizi sul mondo femminile, a un tipo di maschio fragile, ansioso e insicuro rispetto all\u2019universo femminile e alla relazione in genere. Man mano che le donne acquisiscono coscienza del loro spazio sociale e della loro autonomia nel campo del lavoro, non solo economica ma anche di pensiero e di azione, esse acquistano diritti in campo politico, sia passivi che attivi. Gradualmente la componente maschile ha reagito con forme di violenza (vedi per esempio in questi ultimi anni il numero crescente di femminicidi), oppure ritirandosi in uno spazio pi\u00f9 ristretto, cadendo in una forte crisi di identit\u00e0 che sovente finisce con il tradursi in una inedita struttura di fragilit\u00e0, su tanti fronti, ma specialmente nella relazione con le donne. Dal punto di vista psicologico tale fragilit\u00e0 prende la forma di depressione oggi molto diffusa e\/o di problemi nella sfera sessuale indotti per lo pi\u00f9 da una paura della donna, diventata nel tempo decisa, combattiva, piena di iniziative, colta, ormai certa di non dovere n\u00e9 volere delegare altri rappresentanti dell\u2019altro sesso a rappresentarla in nessun caso. Nella coppia si fa fatica a ridefinire i ruoli, i quali a volte, per necessit\u00e0, appaiono intercambiabili ma non eliminabili. L\u2019ingresso della donna nel mondo del lavoro, con tutto ci\u00f2 che questo significa, crea frequentemente nel <em>partner<\/em> uno stato di incertezza e di ansia che si riflette sia sul rapporto a due, sia, soprattutto, nell\u2019ambito della genitorialit\u00e0. Uno dei possibili esiti, ma non l\u2019unico n\u00e9 il pi\u00f9 grave, \u00e8 stata la crisi del matrimonio, sia nel senso della celebrazione del sacramento, sia anche dei matrimoni civili, a favore di convivenze estemporanee, come anche convivenze pi\u00f9 strutturate in forma di prova temporanea in vista di un possibile matrimonio.\u00a0<strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>4.L\u2019ecclissi della figura paterna<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">In quest\u2019ultimo ventennio abbiamo assistito a una tanto graduale quanto inesorabile ecclissi della figura paterna. L\u2019allarme \u00e8 arrivato dal vuoto educativo dentro le mura domestiche, alla assenza e alla mancanza di autorevolezza del padre registrato nell\u2019ambito della scuola, come anche dalla sempre pi\u00f9 diffusa domanda, al pubblico come al privato, di un sostegno psicologico per reimparare il ruolo di padre, senza scadere in inutili forme di cameratismo o, peggio, di autoritarismo ingiustificato, con esiti a volte drammatici nella formazione dei figli. Sono tutti campanelli d\u2019allarme che dicono da un lato il senso di inadeguatezza dei padri sia biologici che effettivi, o di quelli solo biologici in forza di una fecondazione artificiale e, perch\u00e9 no, anche di quelli acquisiti nelle complesse situazioni di famiglie cosiddette \u00abricomposte\u00bb. Fatto sta che con <em>l\u2019eclissi <\/em>della figura paterna viene meno la capacit\u00e0 del padre di dettare <em>regole di vita<\/em> e <em>norme morali<\/em> nella gradualit\u00e0 della crescita dei figli, come anche i diversi modi nei diversi tempi di un ingresso maturo e sereno dei giovani <em>negli ambienti<\/em> extrafamiliari come la scuola, gli amici, il tempo libero, la vita culturale, lo sport ecc.\u00a0Sono compiti che vengono ignorati o mal vissuti da padri insicuri, che rendono a loro volta insicuri i figli, nei confronti dei quali a volte si reagisce con l\u2019indifferenza o con un autoritarismo privo di fondamento e inefficace sul piano dialogico-educativo, oppure con forme di cameratismo fuori posto anzi nocive. Si tratta di un modo facile per scaricare gli esiti della propria fragilit\u00e0 sulle generazioni pi\u00f9 giovani, alle quali spesso viene ingiustamente attribuita ogni incapacit\u00e0 e ogni genere di insicurezza. Appare sempre pi\u00f9 urgente un servizio di consulenza gratuito messo a disposizione dalle istituzioni per accompagnare i genitori, specialmente sulla figura del padre, perch\u00e9 si riapproprino del loro ruolo educativo, con canoni e principi proposti in termini appropriati al nostro tempo, con linguaggi e forme di nuova comunicazione, per aprirsi un varco anche nell\u2019universo virtuale nel quale i nostri figli sono immersi gi\u00e0 dalla prima infanzia. Ma in questa situazione di assenza del padre non \u00e8 consigliabile alle madri di sommare i due ruoli nella sua sola persona. In altre parole, la donna non \u00e8 chiamata a supplire il <em>partner<\/em> nel suo ruolo di padre. Tutt\u2019al pi\u00f9 alla donna deve stare a cuore che il <em>partner<\/em> riacquisti sicurezza, e assicuri in tal modo un futuro pi\u00f9 stabile, sia nella vita coniugale, sia in relazione ai figli. Anche la Chiesa pu\u00f2 e deve fornire un aiuto specifico per ricreare rapporti significativi con i giovani a livello di guide spirituali paterne, benevole, ma anche esigenti. Alla comunit\u00e0 ecclesiale \u00e8 chiesto di offrire percorsi formativi per genitori non occasionali ma permanenti. A tal proposito scrive papa Francesco al n. 55 di <em>Amoris laetitia: <\/em>\u00abL\u2019uomo riveste un ruolo decisivo nella vita della famiglia [\u2026]. L\u2019assenza del padre segna gravemente la vita familiare, l\u2019educazione dei figli e il loro inserimento nella societ\u00e0. La sua assenza pu\u00f2 essere fisica, affettiva, cognitiva e spirituale. Questa carenza priva i figli di un modello adeguato del comportamento paterno\u00bb. Prendere consapevolezza di questo problema, non riferendosi a casi singoli, ma assumendolo come problema psico-sociologico a largo raggio, significa potenziare il servizio di far prendere sempre pi\u00f9 coscienza del dovere acquisire, nel concreto quotidiano, competenze relazionali nella reciprocit\u00e0 uomo-donna, per potere agire in solido come genitori e offrire ai figli itinerari formativi pi\u00f9 continuativi e pi\u00f9 fruttuosi.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ina Siviglia &#8211; docente di Antropologia Teologica presso la Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale 1.Il contesto Circa due secoli di femminismo, seppur di varia provenienza e &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2901,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[266,268,52,267],"class_list":["post-2907","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-femminismo","tag-maschilismo","tag-rivoluzione-culturale","tag-rivoluzione-sessuale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2907"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2916,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2907\/revisions\/2916"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}