{"id":2847,"date":"2023-09-30T19:38:37","date_gmt":"2023-09-30T17:38:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2847"},"modified":"2023-09-30T19:38:37","modified_gmt":"2023-09-30T17:38:37","slug":"identita-differenze-integrazione-i-presupposti-e-il-senso-di-unaccoglienza-che-evangelizza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/09\/30\/identita-differenze-integrazione-i-presupposti-e-il-senso-di-unaccoglienza-che-evangelizza\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0, differenze, integrazione:  i presupposti e il senso di un\u2019accoglienza che evangelizza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Salvatore Ferdinandi &#8211; vicario generale della diocesi di Terni-Narni-Amelia, gi\u00e0 responsabile del servizio promozione Caritas di Caritas Italiana<\/em><\/p>\n<p><em>Oliviero Forti &#8211;\u00a0responsabile dell\u2019area immigrazione di Caritas italiana<\/em><\/p>\n<p>I costanti flussi di migrazione da vari Paesi verso l\u2019Italia fanno sempre pi\u00f9 emergere la rilevanza sociale e culturale che pu\u00f2 avere la sovrapposizione di differenti valori e codici di comportamento individuali e collettivi. Questo pone con rilevanza la questione della diversit\u00e0 e dell\u2019integrazione, perch\u00e9 l\u2019accoglienza avvenga nella forma pi\u00f9 costruttiva possibile e i processi identitari e di integrazione si realizzino a tutti i livelli, per evitare che ci siano o fenomeni di rigetto o forme di ghettiizzazione. Per di pi\u00f9, sono processi che riguardano aspetti sociali, culturali e religiosi insieme, che hanno bisogno di essere seguiti e accompagnati nel tempo, essendo presupposti necessari ad un\u2019azione di evangelizzazione. Attualmente, la situazione sul nostro territorio ci mette di fronte ad una realt\u00e0 variegata ed in crescente mutamento che ci interpella come realt\u00e0 civile ed ecclesiale.<\/p>\n<p><strong>1.Identit\u00e0 e diversit\u00e0 culturale: nuovo paradigma per la missione della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p>Fino a qualche tempo fa, cultura era sinonimo di erudizione, di formazione personale progressiva, attraverso una selezione di \u00abcerte conoscenze\u00bb <em>pi\u00f9 o meno<\/em> <em>specializzate, acquisite mediante lo studio.<\/em> Si trattava di un concetto individualistico, socialmente selettivo e discriminatorio, con senso di superiorit\u00e0, in contrasto con il significato antropologico attuale che per cultura intende il modo di vivere di un popolo o di una societ\u00e0; modo di vivere che si tramanda nel tempo in forme particolari all\u2019interno di un gruppo sociale. L\u2019impatto della globalizzazione, vista come un sistematico incontro tra culture prima relativamente distanti, sta avendo un notevole influsso sulla formazione dell\u2019identit\u00e0 personale. Oggi i confini geografici isolano molto di meno le culture rispetto al passato. L\u2019accelerazione del flusso umano da paese a paese e da continente a continente, l\u2019intensa comunicazione via onde radio, via cavo e via satellite, ha ridotto le distanze fisiche e psicologiche tra le persone che abitano il pianeta. Uno degli effetti importanti di questo fenomeno \u00e8 l\u2019aumentato contatto reciproco per un numero elevato di persone appartenenti a culture diverse. La questione dell\u2019identit\u00e0 culturale \u00e8 centrale per una societ\u00e0 pluralistica nel contesto moderno e post-moderno in cui ci troviamo. In particolare, noi paesi occidentali dobbiamo affrontare nuove sfide nella misura in cui aumenta l\u2019immigrazione di gente del sud del mondo, portatrici di altre culture e forme di religiosit\u00e0 diverse. Parlare di diversit\u00e0 culturale significa parlare di persone e di comunit\u00e0 umane che, per motivi molto diversi, hanno sviluppato particolari modi di vivere che hanno dato un senso alla loro vita, su un piano materiale e spirituale, individuale e collettivo, che per\u00f2 attualmente si trovano sullo stesso territorio. Per cui, la diversit\u00e0 culturale rivela che nessun paradigma culturale pu\u00f2 pretendere di essere unico e di saper spiegare totalmente tutta la realt\u00e0, perch\u00e9 ogni cultura \u00e8 una cristallizzazione della grande avventura umana nello spazio e nel tempo. Ci troviamo dunque di fronte alla necessit\u00e0 di un atteggiamento pluralistico nei confronti delle diversit\u00e0 culturali nel mondo di oggi, considerando che non c\u2019\u00e8 una cultura superiore alle altre, ma pi\u00f9 culture da far dialogare, se vogliamo che il nostro pianeta possa diventare un luogo di giustizia e di pace.\u00a0A questo riguardo, una certa facilitazione ci viene dai processi di globalizzazione e omologazione tra popoli e culture che sono ormai in corso in maniera estesa da alcuni decenni. Per cui, diventa necessario mettere da parte il senso del primato della propria cultura da parte di chi accoglie, perch\u00e9 diventa causa di pregiudizi verso gruppi diversi dal proprio, con conseguenti fenomeni di discriminazione e intolleranza. Come anche \u00e8 presupposto indispensabile evitare atteggiamenti di chiusura, legati a immagini stereotipate, che attribuiscono un valore negativo a culture e a concezioni di vita diverse dalla nostra, compromettendo ogni possibilit\u00e0 di integrazione, conoscenza e apprezzamento delle diversit\u00e0. Questo anche riguardo alle varie forme di religiosit\u00e0 delle persone che si inseriscono sul nostro territorio. A questo riguardo, \u00e8 interessante ricordare le parole che Mahatma Gandhi rivolgeva ai missionari cristiani presenti in India: \u00ab\u00c8 vero che ognuno di noi ha la sua particolare e personale interpretazione di Dio. \u00c8 necessario che sia cos\u00ec, perch\u00e9 Dio abbraccia non solo la nostra minuscola sfera terrestre, ma milioni e miliardi di analoghe sfere e mondi su mondi. E anche se noi possiamo dire su Dio le stesse parole, non \u00e8 detto che esse abbiano lo stesso significato. Ma che importanza ha? Se crediamo veramente in Dio non abbiamo bisogno di fare proseliti, n\u00e9 con i nostri discorsi n\u00e9 con i nostri scritti. Possiamo fare qualcosa soltanto con la nostra vita. La nostra vita deve essere un libro aperto, completamente aperto perch\u00e9 tutti la possano leggere. Oh, se soltanto potessi persuadere i miei amici missionari a vedere cos\u00ec la loro missione. Allora non ci sarebbero equivoci, sospetti, invidie n\u00e9 discordie fra di noi nelle faccende religiose, ma solo armonia e pace\u00bb.<\/p>\n<p><em>1.1. Incontrarsi nelle differenze senza perdere la propria identit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019incontro di persone e culture diverse per lingua, formazione e religione, crea una situazione complessa, ma che dovrebbe tendere a dar luogo ad una nuova cultura multidimensionale. Ormai nelle grandi citt\u00e0 europee e non, esistono quartieri fortemente caratterizzati in senso etnico e culturale, ed incontrarsi nelle differenze significa prendere contatto con l\u2019altro diverso da s\u00e9 per esperienza storica, culturale, etnica e religiosa; cercare di comprendere e accettare le nuove esperienze che si prospettano, ma anche mantenere la propria identit\u00e0 e rispettare le altre identit\u00e0, perch\u00e9 sia possibile un\u2019integrazione dei modelli che non elimini le differenze, ma rispetti le singole identit\u00e0 armonizzandole fra di loro. Un atteggiamento positivo di una societ\u00e0 multietnica e multiculturale dovrebbe essere sostenuto primariamente dal riconoscimento e dall\u2019accettazione dell\u2019altro e della sua identit\u00e0\/diversit\u00e0. Infatti, l\u2019individuo sviluppa il concetto di s\u00e9 nel corso del processo di socializzazione, cio\u00e8 nel rapporto con gli altri e con le realt\u00e0 presenti sul territorio, in modo che possa conoscere ed essere riconosciuto su un piano personale, relazionale, etnico, sociale e religioso.<\/p>\n<p><strong>2. Alcune prospettive per un\u2019educazione all\u2019accoglienza in un\u2019ottica di evangelizzazione<\/strong><\/p>\n<p>In risposta alle problematiche sopra accennate, la pastorale non ha il compito di costruire particolari strategie \u00abin funzione di ci\u00f2 che oggi viene indicato come proselitismo. L\u2019amore \u00e8 gratuito; non viene esercitato per raggiungere altri scopi\u00bb,<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> come afferma Benedetto XVI nella <em>Deus caritas est<\/em>. Anzi, subito dopo afferma che chi opera con amore da parte della Chiesa non deve cercare mai di imporre agli altri la fede, perch\u00e9 \u00e8 \u00abl\u2019amore nella sua purezza e nella sua genuinit\u00e0 \u00e8 la miglior testimonianza del Dio nel quale crediamo e dal quale siamo spinti ad amare\u00bb.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> Per questo \u00e8 necessario vigilare ed essere attenti ai rischi sottesi, per evitare possibili derive. Infatti, nei paesi occidentali, in tempi di gravi tensioni internazionali a causa del terrorismo legato al fondamentalismo di matrice islamica, sono essenzialmente due gli atteggiamenti prevalenti nell\u2019opinione pubblica: da un lato una crescente diffidenza verso l\u2019Islam, dall\u2019altro invece il desiderio di conoscere meglio la religione e la cultura islamica, per cercare di conoscere quali sono gli aspetti dottrinali, storici e culturali che rende presente in modo sempre pi\u00f9 determinante la religiosit\u00e0 musulmana. In questi anni sono nati molti movimenti, governativi e non, che si stanno impegnando sul fronte internazionale per promuovere il dialogo e la cooperazione politico-economica tra i paesi ricchi e quelli poveri, per favorire l\u2019integrazione delle minoranze provenienti dai paesi in via di sviluppo, secondo uno spirito di tolleranza e accoglienza. \u00c8 opportuno a questo punto ricordare quali dovrebbero essere gli atteggiamenti da avere come Chiesa nei confronti delle altre confessioni, cristiane e non: un atteggiamento che sia sensibile al rispetto di tutte le tradizioni religiose, ma nello stesso tempo fedele alla nostra identit\u00e0 da custodire gelosamente, consapevoli della sua originalit\u00e0. Le incomprensioni che talvolta possono nascere con religioni diverse dalla nostra, possono essere risolte solo attraverso un dialogo che abbia come punti fermi il diritto legittimo di ogni individuo a professare il proprio credo nel rispetto reciproco, senza estremismi e fondamentalismi. Per un cattolico i rapporti con le altre confessioni devono essere fondati sulla fratellanza vissuta nel pi\u00f9 autentico spirito cristiano, rifiutando per\u00f2 quella mentalit\u00e0 che dal punto di vista dottrinale tende a porre tutte le religioni sullo stesso piano. Lo spirito degli incontri interreligiosi voluti proprio da Giovanni Paolo II, \u00e8 un esempio per tutti i cattolici di quale debba essere il giusto atteggiamento che dovrebbe animare il nostro rapporto con le altre fedi. Il dialogo e il rispetto reciproco fra le religioni sono una condizione essenziale alla pace. Una pace che, alla luce dei tragici fatti che stanno accadendo nel mondo, \u00e8 importante preservare ad ogni costo, oggi pi\u00f9 che mai. Stiamo assistendo al compiersi di eventi che costituiscono in s\u00e9 dei segni dei tempi, eventi che non possiamo sottovalutare. I conflitti e le persecuzioni a sfondo religioso che si stanno moltiplicando nel mondo devono farci riflettere sul significato del tempo che stiamo vivendo in una prospettiva escatologica e di coerente testimonianza. Inoltre, \u00e8 necessario come cattolici accogliere e credere agli appelli di papa Francesco che costantemente invita alla preghiera e al digiuno, come strategie che possono dare un contributo fondamentale per i futuri destini della pace nel mondo, molto pi\u00f9 di qualsiasi azione di forza contro il terrorismo.<\/p>\n<p><em>2.1. L\u2019atteggiamento che un cattolico dovrebbe avere verso le altre religioni<\/em><\/p>\n<p>Certamente, le varie tradizioni religiose contengono e offrono elementi di religiosit\u00e0 che procedono da Dio, e che fanno parte di quanto lo Spirito opera nel cuore degli uomini e nella storia dei popoli, nelle culture e nelle religioni. Ma con la venuta di Ges\u00f9 Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l\u2019umanit\u00e0 (cf. At 17,30-31). Questa verit\u00e0 di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalit\u00e0 indifferentista \u00abimprontata a un relativismo religioso che porta a ritenere che \u201cuna religione vale l\u2019altra\u201d\u00bb.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0La missione della Chiesa anche nel dialogo interreligioso, conserva in pieno, oggi pi\u00f9 che mai, la sua validit\u00e0 e necessit\u00e0. In effetti, \u00abDio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verit\u00e0\u00bb (1Tm 2,4). Coloro che obbediscono alla mozione dello Spirito di verit\u00e0 sono gi\u00e0 sul cammino della salvezza e la Chiesa, alla quale questa verit\u00e0 \u00e8 stata affidata, deve andare incontro al loro desiderio offrendola nelle forme pi\u00f9 diverse. In questo senso la Chiesa \u00e8 missionaria, come sottolinea pi\u00f9 volte papa Francesco, e il dialogo, l\u2019uscire da s\u00e9, \u00e8 parte integrante della sua missione evangelizzatrice. Il Catechismo della Chiesa cattolica al n. 843 indica come la Chiesa, e quindi ogni cristiano, deve essere rispettosa delle diverse religioni, alle quali va riconosciuta la ricerca \u00abdi un Dio ignoto\u00bb ma vicino, \u00abpoich\u00e9 \u00e8 lui che d\u00e0 a tutti vita e respiro\u00bb, pur \u00abnelle ombre e nelle immagini\u00bb. Pertanto, viene richiesto alla Chiesa di considerare tutto ci\u00f2 che di buono e di vero si trova nelle religioni, come una preparazione al vangelo.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> Il primo contributo che noi cristiani dovremmo saper offrire nell\u2019accoglienza dell\u2019altro, portatore delle pi\u00f9 diverse esperienze frutto di cultura, storia, religione da cui proviene, \u00e8 quello di saper condividere le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d\u2019oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, in modo che siano anche le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e quanto \u00e8 genuinamente umano possa trovare eco nel loro cuore.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> \u00a0Tutto questo evangelizza \u00e8 fa s\u00ec che concretamente la Chiesa si faccia <em>casa <\/em>e <em>scuola<\/em>. Lo ricordava Giovanni Paolo II con questa affermazione all\u2019inizio di questo terzo millennio, nel quale il fenomeno della trasmigrazione dei popoli \u00e8 diventato epocale. \u00abFare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo\u00bb.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> A questo riguardo, il papa dava anche delle precise indicazioni affermando che per\u00f2 sarebbe sbagliato da parte della Chiesa pensare immediatamente di mettere in campo attivit\u00e0 organizzative, perch\u00e9 \u00abPrima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualit\u00e0 della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l\u2019uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell\u2019altare, i consacrati, gli operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunit\u00e0\u00bb.<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> Per esplicitare questa articolata affermazione, il Papa subito dopo declinava come intendere la <em>spiritualit\u00e0 della comunione, <\/em>in quanto azione specifica della Chiesa nei riguardi delle tante persone che, dalle provenienze pi\u00f9 diverse, si rendono presenti sui nostri territori. \u00abSpiritualit\u00e0 della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinit\u00e0 che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualit\u00e0 della comunione significa inoltre capacit\u00e0 di sentire il fratello come \u201cuno che mi appartiene\u201d, per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia. Spiritualit\u00e0 della comunione \u00e8 pure capacit\u00e0 di vedere innanzitutto ci\u00f2 che di positivo c\u2019\u00e8 nell\u2019altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio: un \u201cdono per me\u201d, oltre che per il fratello che lo ha direttamente ricevuto. Spiritualit\u00e0 della comunione \u00e8 infine saper \u201cfare spazio\u201d al fratello, portando \u201ci pesi gli uni degli altri\u201d (Gal 6,2) e respingendo le tentazioni egoistiche che continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo, diffidenza, gelosie\u00bb.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> La conclusione con cui Giovanni Paolo II terminava queste interessanti indicazioni, \u00e8 drastica: \u00abNon ci facciamo illusioni: senza questo cammino spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione. Diventerebbero apparati senz\u2019anima, maschere di comunione\u00bb.<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a><\/p>\n<p><em>2.2. Scommettere sulla carit\u00e0, la miglior forma di evangelizzazione<\/em><\/p>\n<p>A partire dal tema della comunione intra-ecclesiale, Giovanni Paolo II nello stesso documento, allargando lo sguardo a tutta la realt\u00e0 esterna alla Chiesa, invitava a scommettere sulla carit\u00e0, partendo dalla contemplazione di Cristo, in modo da caratterizzare il servizio pastorale con <em>l\u2019impegno di un amore operoso e concreto verso ogni essere umano.<\/em> E\u2019 questo pertanto l\u2019ambito che qualifica in modo decisivo la vita cristiana, lo stile ecclesiale e la programmazione pastorale della comunit\u00e0 cristiana in rapporto alla societ\u00e0 di oggi.<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> Non solo, ma sulla capacit\u00e0 di manifestare condivisione, vicinanza e prossimit\u00e0, nei riguardi di chi si incontra, di chi ha posizioni diverse o si trova in difficolt\u00e0, la Chiesa misura la sua fedelt\u00e0 di sposa di Cristo.<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> A questo riguardo, un\u2019ulteriore indicazione veniva da Benedetto XVI che, nella lettera apostolica <em>Porta fidei<\/em>, sottolineava il binomio fede e carit\u00e0, per una fecondit\u00e0 dell\u2019azione della Chiesa nel mondo contemporaneo, affermando che \u00abLa fede senza la carit\u00e0 non porta frutto e la carit\u00e0 senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio\u00bb.<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> Mentre invece \u00abLa fede che si rende operosa per mezzo della carit\u00e0, diventa un nuovo criterio di pensare e di agire, che cambia tutta la vita della persona, sollecitandola ad assumere sentimenti di tenerezza, bont\u00e0, umilt\u00e0, magnanimit\u00e0 e perdono\u00bb.<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> Questo \u00e8 ci\u00f2 che permette di compiere alla Chiesa un\u2019efficace evangelizzazione all\u2019interno di una societ\u00e0 pluralista, complessa ed in continuo cambiamento come quella che oggi abitiamo. Papa Francesco nella esortazione apostolica <em>Evangelii gaudium,<\/em> in modo appassionato e in pi\u00f9 passaggi, invita tutta la Chiesa a uscire per frequentare le tante periferie esistenziali. Anzi, afferma di preferire \u00abuna Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodit\u00e0 di aggrapparsi alle proprie sicurezze\u00bb.<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a> \u00c8 interessante questa immagine che rilancia una realt\u00e0 di Chiesa non chiusa nel cenacolo, ma di frontiera, in cammino sulle strade del mondo; una Chiesa che pu\u00f2 sporcarsi, ma che ha la possibilit\u00e0 dell\u2019incontro con le tante persone in cammino sulle strade della storia, alle quali offrire il messaggio di liberazione e di salvezza. In conclusione, l\u2019atteggiamento primo di cui necessita la Chiesa in questo momento storico \u00e8 quello di una conversione pastorale, assumendo le varie sfide che le tante componenti della societ\u00e0 complessa e in continuo cambiamento di oggi le pongono, per essere fedele alla sua missione e sentire \u00abimperioso il bisogno di evangelizzare le culture per inculturare il vangelo\u00bb.<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Benedetto XVI, <em>Deus caritas est, <\/em>n. 31c.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <em>Idem<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Dal documento della Congregazione per la Dottrina della Fede \u00ab<em>Dominus Iesus<\/em>\u00bb, 6 agosto 2000.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 843.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <em>GS, <\/em>n. 1.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> \u00a0Giovanni Paolo II, <em>Novo millennio ineunte, <\/em>n. 43.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> \u00a0<em>Idem<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> \u00a0<em>Idem<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> \u00a0<em>Idem<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Cf. <em>Ivi, <\/em>n. 49.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Cf. <em>Idem.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Benedetto XVI, <em>Porta fidei, <\/em>n. 14.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> <em>Porta fidei, <\/em>n. 14.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Papa Francesco, <em>Evangelii gaudium, <\/em>n. 49.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> <em>Evangelii gaudium, <\/em>n. 49.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Salvatore Ferdinandi &#8211; vicario generale della diocesi di Terni-Narni-Amelia, gi\u00e0 responsabile del servizio promozione Caritas di Caritas Italiana Oliviero Forti &#8211;\u00a0responsabile dell\u2019area immigrazione di &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2836,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[75,34,38],"class_list":["post-2847","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-evangelizzazione","tag-immigrazione","tag-integrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2847","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2847"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2847\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2848,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2847\/revisions\/2848"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}