{"id":2813,"date":"2023-08-30T13:25:41","date_gmt":"2023-08-30T11:25:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2813"},"modified":"2023-08-30T13:51:42","modified_gmt":"2023-08-30T11:51:42","slug":"per-una-lettura-dei-sinodi-diocesani-nellitalia-del-post-concilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/08\/30\/per-una-lettura-dei-sinodi-diocesani-nellitalia-del-post-concilio\/","title":{"rendered":"Per una lettura dei sinodi diocesani nell\u2019Italia del post concilio"},"content":{"rendered":"<p><em>Fortunato Ammendolia &#8211; informatico e animatore della comunicazione e della cultura del COP, studioso di pastorale digitale, \u00absentiment analysis\u00bb in ambito religioso, intelligenza artificiale ed etica<\/em><\/p>\n<p>Silvio Ferrari in uno studio del 1993 scriveva: \u00abAlmeno a partire dal concilio di Trento, i sinodi e le costituzioni diocesane hanno assunto un prevalente carattere giuridico. [\u2026] Le stesse modalit\u00e0 di celebrazione progressivamente impostesi nella assemblea sinodale \u2013 breve ed incentrata sulla lettura senza discussioni delle costituzioni preparate in precedenza da una commissione di esperti in cui il canonista aveva quasi sempre un posto d\u2019onore \u2013 appaiono funzionali alla natura giuridica del sinodo, di cui sottolineano efficacemente il carattere precettivo; a loro volta le costituzioni sinodali \u2013 suddivise per articoli secondo il modello dei codici di diritto e rigidamente dipendenti, quanto alla loro efficacia, dal rito giuridico della promulgazione ed entrata in vigore \u2013 manifestano senza margini di incertezza la propria appartenenza all\u2019universo normativo. Il Vaticano II segna una frattura con questo plurisecolare modello. [\u2026] Il sinodo diocesano esce infatti, dopo il concilio, dall\u2019orizzonte del diritto e si colloca sotto la costellazione \u2013 dai confini un po\u2019 indefiniti \u2013 della pastorale: \u201cil presente sinodo \u2013 si scrive in apertura degli atti dell\u2019assemblea svoltasi a Fidenza tra il 1981 e il 1987 \u2013 si qualifica come prettamente pastorale. Le disposizioni decisamente precettive sono assai contenute e numericamente ridotte [\u2026]. Pi\u00f9 che di stringenti obbligazioni giuridiche, si avverte il bisogno di suscitare in tutto uno spirito genuinamente missionario, che stimoli le pi\u00f9 opportune concretizzazioni pastorali nei vari ambiti operativi\u201d. [\u2026] Il nuovo sinodo diocesano [\u2026] persegue il ben pi\u00f9 impegnativo obiettivo di \u201crimotivare la fede nella comunit\u00e0 cristiana, di farla meglio fruttificare nella vita quotidiana ad ogni livello, personale, familiare, socio-politico, e di esplicitarne la portata salvifica per i problemi della odierna societ\u00e0\u201d. [\u2026]. Da ci\u00f2 consegue che le costituzioni sinodali [\u2026] siano ora il frutto di un processo di consultazione [\u2026] che valorizza al massimo i fattori di partecipazione. [\u2026] I documenti sinodali perdono quindi, anche nella loro forma esteriore, il carattere di testi normativi ed assumono un andamento maggiormente discorsivo e finalit\u00e0 persuasive che li avvicinano ai documenti conciliari. Ci\u00f2 non significa ovviamente che le norme siano del tutto estromesse dai sinodi post-conciliari: ma il topos di questi ultimi non si colloca pi\u00f9 nel mondo del diritto ma in quello della pastorale a cui il primo \u2013 invertitisi i rapporti di forza che avevano caratterizzato i sinodi preconciliari \u2013 e costretto ad adattarsi\u00bb.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Uno studio di Lorenzo Prezzi e Giovanna Senin Artina<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> che espone una raccolta di dati inerenti ai sinodi diocesani italiani della stagione postconciliare fino al marzo 2000, \u00e8 elemento prezioso di informazione e riflessione. Argomentiamo, quindi, traendo da esso alcune annotazioni che emergono dai dati, e altre che invitano a una indagine qualitativa ulteriore. Annotazioni di utilit\u00e0 per il lettore specie per una analisi dei sinodi dei nostri giorni.<\/p>\n<p>Fra ci\u00f2 che i dati \u00abraccontano\u00bb vanno evidenziate le stagioni dei sinodi, la durata dei sinodi e la composizione delle assemblee. Inerentemente alle stagioni dei sinodi emerge che \u00absono riconoscibili due stagioni sinodali. La prima va dalla fine del Vaticano II all\u2019inizio degli anni \u201880, la seconda da allora in poi\u00bb. Nella prima prendono forma pochissimi sinodi. Infatti, dopo i timidi tentativi di Bobbio (1966), Milano (1966) e Bolzano (1968), bisogna attendere almeno un decennio perch\u00e9 si avviino altri sinodi: Napoli (1977), Brescia (1978), Reggio Emilia (1979), Agrigento (1979), Iesi (1980), Senigallia (1980). A commento di questi dati, Prezzi e Senin Artina scrivono: \u00abLa condizione civile ed ecclesiale particolarmente effervescente e difficile da gestire (il fenomeno del dissenso, la spaccatura sul referendum del divorzio nel 1974, l\u2019assenza di riferimenti giuridici ecc.) sembrava sconsigliare la scommessa del sinodo. I convegni sui mali di Roma (1974) e su Evangelizzazione e promozione umana (Roma 1976) hanno probabilmente agito in favore della corrente sinodale\u00bb. La seconda stagione vede concentrarsi la maggioranza dei sinodi. Inerentemente alla durata dei sinodi si va da un minimo di uno-due anni a un massimo di oltre dieci anni. Si pu\u00f2, quindi, parlare di \u00absinodi brevi\u00bb \u2013 con durata di almeno due anni \u2013, di \u00abmedi\u00bb \u2013 con durata da due a cinque anni \u2013, e di \u00ablunghi\u00bb \u2013 con durata pi\u00f9 di cinque anni \u2013. Dinanzi alla prevalenza di sinodi la cui celebrazione va da un minimo di un anno e mezzo a un massimo di quattro-cinque anni, accordando con Prezzi e Senin Artina, va detto che \u00absotto una determinata soglia temporale non \u00e8 possibile fare del sinodo una celebrazione realmente condivisa dal popolo di Dio. Ma, oltre [\u2026] i quattro-cinque anni sembra difficile mantenere una adeguata attenzione e un coerente sviluppo delle discussioni\u00bb. Circa la composizione delle assemblee, lo studio attesta il superamento della \u00abbarriera clericale\u00bb. Infatti, \u00abnell\u2019insieme esce confermata la prevalenza dei laici, sia in numeri assoluti, sia con la progressiva crescita della rappresentanza nella distribuzione temporale dei sinodi\u00bb. Circa la presenza della donna si legge: \u00abI primi sinodi hanno una rappresentanza femminile pi\u00f9 debole (Brescia 19,3% donne e 33,5% maschi, Napoli 8,9% donne e 31,1% maschi). Poi la percentuale cresce. Una controprova si pu\u00f2 trovare laddove i sinodi si sono ripetuti. A Milano nel sinodo del 1966 vi erano il 3,2% di donne mentre in quello del 1995 esse erano il 15,5%.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> A Livorno nel sinodo del 1985 le donne erano il 13,3% mentre in quello del 1996 erano il 21,8%\u00bb. Circa la composizione delle assemblee, Prezzi e Senin Artina annotano: \u00abLa scarsa presenza dei preti in sinodo pu\u00f2 diventare una difficolt\u00e0 per la recezione della Costituzioni sinodali\u00bb.<\/p>\n<p>Nello studio, poi, \u00e8 specificato: \u00abFra le annotazioni che i dati \u201csollecitano\u201d, ma che vanno oltre i numeri e il loro incrociarsi, vi sono: l\u2019evento celebrativo-liturgico, il ruolo del vescovo, il ruolo trainante\u00bb. Circa l\u2019evento celebrativo-liturgico \u00abse ne pu\u00f2 trovare qualche richiamo nei libri delle costituzioni o degli atti sinodali quando essi siano corredati da una parte fotografica\u00bb. La pienezza del significato di un sinodo passa cos\u00ec attraverso le immagini della processione dei sinodali nelle vie della citt\u00e0, del duomo gremito di presbiteri e di laici attorno al vescovo, dell\u2019intronizzazione del vangelo nell\u2019assemblea. \u00abAltro luogo importante sono i testi omiletici dei vescovi e le riflessioni dei teologi a margine dei lavori sinodali\u00bb. Inerentemente al ruolo del vescovo, dai dati dello studio emerge che nell\u2019Italia del post concilio non mancano casi di sinodi sospesi o interrotti per il cambiamento del vescovo. \u00abSenza vescovo, infatti, non c\u2019\u00e8 sinodo\u00bb. Prezzi e Senin Artina annotano: \u00abScorrendo le lettere di promulgazione delle costituzioni si avverte la centralit\u00e0 del vescovo e il suo ruolo propulsivo\u00bb. Due, gli esempi riportati. \u00abAnzitutto quello di mons. Morstabilini a conclusione del sinodo di Brescia nel 1981. \u201cLa novit\u00e0 (del sinodo) consiste nel fatto che si \u00e8 voluto fare del libro sinodale non appena un repertorio di norme giuridiche minimali, o un manuale di sporadica consultazione, ma uno strumento di positiva formazione spirituale e pastorale riguardante tutti i membri del popolo di Dio [\u2026]. Gli orientamenti uniti alle norme sono diretti soprattutto a far cogliere lo spirito delle norme stesse, a creare convincimento e stimolare al retto uso d\u2019una libert\u00e0 cristiana matura che venga preservata dal cadere nell\u2019arbitrio e sia orientata a un deliberato servizio al bene comune ecclesiale\u201d\u00bb. E nell\u2019introdurre l\u2019altro esempio i due autori osservano: \u00abUn ruolo singolare quello del vescovo anche quando via sia un margine di critica, quando cio\u00e8 si collochi o pi\u00f9 avanti o pi\u00f9 indietro rispetto all\u2019assemblea. \u00c8 il secondo esempio e riguarda il vescovo di Milano, card. Martini, rispetto al sinodo del 1995. La tensione fra l\u2019esistente e l\u2019essenziale per il futuro della comunit\u00e0 cristiana \u00e8 visibile nella differenza di stile e di approccio fra la lettera di introduzione al libro sinodale, a firma del vescovo, e un testo sinodale preoccupato di rispecchiare l\u2019acquisito e l\u2019esistente\u00bb. Circa la questione del ruolo trainante di un sinodo nello studio si legge: \u00abNon tutti i sinodi sono uguali. Diversa la loro efficacia a livello diocesano, diverso il loro ruolo di riferimento rispetto alle altre chiese. Negli anni \u201880, per esempio, [\u2026] il sinodo di Livorno \u00e8 diventato un riferimento per l\u2019accuratezza della inchiesta sociologica che l\u2019ha preceduto, per la sintesi fra rinnovamento liturgico-spirituale e coinvolgimento locale e per il positivo legame con il territorio. [\u2026] Un ruolo similare l\u2019hanno rivestito i sinodi di Firenze<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> e di Roma.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Quello di Firenze si \u00e8 distinto perch\u00e9 ha ridato parola e cittadinanza a tutti, uscendo da una stagione di dure censure interne, e per l\u2019amplissimo coinvolgimento prodotto. I gruppi creati sono stati 3.000 e 25.000 le persone interessate. Altra caratteristica \u00e8 stata la piena libert\u00e0 di confronto e il coinvolgimento della citt\u00e0. Il caso di Roma \u00e8 diverso. [\u2026] (Qui) il sinodo ha visto dapprima una modalit\u00e0 assai vicina a quella fiorentina. Poi, [\u2026], si \u00e8 caratterizzato per una interlocuzione pi\u00f9 spregiudicata all\u2019esterno e una ingessatura pi\u00f9 pronunciata all\u2019interno. I rigidi regolamenti e le norme di funzionamento sono diventati paradigmatici per molti successivi sinodi\u00bb.<\/p>\n<p>Facciamo nostri gli interrogativi a conclusione dello studio, ulteriori annotazioni \u00absollecitate\u00bb dalla ricerca, questioni su cui vigilare perch\u00e9 essenziali. Anzitutto, ci si domanda: \u00abCosa rimane del sinodo? Qual \u00e8 la sua ricezione?\u00bb. \u00c8 infatti necessario che un sinodo pensi pure a un programma di \u00abtrasmissione\u00bb dei lavori sinodali a tutta la diocesi, e ad una verifica della ricezione delle norme, dato il carattere vincolante di queste.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> La questione della recezione \u00e8 di ieri e di oggi. Piace agli autori e piace pure a noi riprendere a tal fine un pensiero di Silvio Ferrari: \u00abIl valore e la riuscita di un sinodo sta essenzialmente nel grado di maturazione della comunit\u00e0 locale che questo istituto canonico riesce a stimolare. Se attraverso il sinodo l\u2019intera comunit\u00e0 fa un passo avanti verso la propria crescita, vi sono sicuramente ricadute sul terreno sia pastorale che normativo e sociale. [\u2026] Non \u00e8 tanto la produzione di documenti da parte di un sinodo quello che pi\u00f9 importa, n\u00e9 la produzione di norme o di indicazioni pastorali [\u2026]. Mi sembra che il dato pi\u00f9 rilevante sia proprio l\u2019elemento di autocoscienza o di consapevolezza che il sinodo pu\u00f2 aiutare a far maturare all\u2019interno della comunit\u00e0\u00bb. Altra questione riguarda la consistenza istituzionale del sinodo nell\u2019evolversi della normativa universale. In questa, infatti, si inscrivono i sinodi diocesani. Lo studio di Prezzi e Senin Artina fa sua una domanda provocatoria di Jean Passicos, e la consegna al futuro: \u00abIl sinodo diocesano, anche riuscito, non \u00e8 in realt\u00e0 una sovrastruttura, una sorta di epifenomeno come una stella filante nel cielo della vita diocesana che lascia una bella traccia e soprattutto un buon ricordo, ma una volta consunta la scia esso scompare nella nebulosa del vasto cimitero istituzionale?\u00bb.<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> La risposta presentata dai due autori \u00e8 parametro di confronto per un cammino autentico delle Chiese: \u00abMigliorabili nel loro svolgimento e forse anche nel loro statuto giuridico, talora modesti in certi loro risultati, i sinodi diocesani non di meno rimangono una via praticamente indispensabile per una larga recezione dell\u2019ultimo concilio nella sua ecclesiologia di comunione e, non ultimo, per la forma (anche imperfetta) con cui si celebrano: la Chiesa si percepisce in essi concretamente come popolo di Dio Padre, corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo\u00bb.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> Graffiando un passaggio da una riflessione dei nostri giorni, aggiungiamo: \u00abLa creazione di nuove istanze sinodali e la regolazione delle loro procedure dovrebbero [\u2026] considerare prima di tutto la variet\u00e0 dei compiti di cui si compone la missione e la corrispettiva diversit\u00e0 dei carismi e delle competenze dei fedeli che della missione sono soggetti responsabili. [\u2026] Si tratta di comporre armoniosamente l\u2019autorit\u00e0 conferita dal Signore al ministero dei vescovi, destinato a \u201cguidare la Chiesa in fedelt\u00e0 al depositum fidei\u201d, con \u201cl\u2019exousia del Signore risorto (che) si esprime nella Chiesa attraverso la pluralit\u00e0 dei doni spirituali o carismi che lo Spirito elargisce in seno al Popolo di Dio per l\u2019edificazione dell\u2019unico Corpo di Cristo\u201d\u00bb.<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> Del resto ogni dinamica sinodale dovrebbe portare a elaborare decisioni maturate attraverso un consenso, teologicamente inteso come il \u00abcon-sentire\u00bb dei fedeli.<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p><em>Tratto da Orientamenti Pastorali <\/em><em>n. 5\/2021. Tutti i diritti riservati.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> S. Ferrari, \u00abI sinodi diocesani in Italia: criteri metodologici per i loro studi\u00bb, in <em>Ius Canonicum, XXXIII<\/em>, n. 66, 1993, 713-733. La questione \u00e8 pure trattata dall\u2019autore nello studio \u00abI sinodi diocesani del post-concilio\u00bb, in <em>Aggiornamenti sociali,<\/em> 5(1998).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> L. Prezzi \u2013 G. Senin Artina, \u00abSinodi postconciliari: i limiti della recezione\u00bb, in <em>Chiesa in Italia<\/em>.<em> Annali de<\/em> <em>Il Regno<\/em>, EDB, Bologna 2000, 123-132.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Gli autori scrivono in nota: \u00abLe cifre relative al secondo sinodo milanese peccano per difetto perch\u00e9 quelle in nostro possesso si riferiscono non all\u2019insieme dell\u2019assemblea (composta da 674 persone), ma al gruppo che ha collaborato alla fase finale del testo sinodale\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Indizione del sinodo nel 1988, promulgazione delle norme nel 1992.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Indizione del sinodo nel 1986, promulgazione delle norme nel 1993.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cf. <em>Regno-att.<\/em> 18, 1992, 534.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> J. Passicos, <em>Le Synode dioc\u00e9sain dans l\u2019histoire e dans le Code<\/em>, Parigi 1988, 36.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> H. Legrand, <em>\u00ab<\/em>D\u00e9mocratisation ou communion? Une lecture th\u00e9ologique<em>\u00bb<\/em>, in <em>Les synodes dioc\u00e9sains, <\/em>Descl\u00e9e de Brouwer, Paris 1994, 184.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> S. Dianich, \u00abCarismi e sinodalit\u00e0\u00bb, in R. Battocchio \u2013 L. Tonello (a cura di),<em> Sinodalit\u00e0. Dimensione della Chiesa, pratiche nella Chiesa<\/em>, Edizioni Messaggero Padova, 2020, 31.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> R. Battocchio, L. Tonello, <em>Sinodalit\u00e0. Dimensione della Chiesa, pratiche nella Chiesa<\/em>, Edizioni Messaggero Padova, 2020, 11.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fortunato Ammendolia &#8211; informatico e animatore della comunicazione e della cultura del COP, studioso di pastorale digitale, \u00absentiment analysis\u00bb in ambito religioso, intelligenza artificiale ed &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2805,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[253],"class_list":["post-2813","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-sinodo-storia-del"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2813","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2813"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2813\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2821,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2813\/revisions\/2821"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}