{"id":2811,"date":"2023-08-30T13:21:13","date_gmt":"2023-08-30T11:21:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2811"},"modified":"2023-08-30T13:49:47","modified_gmt":"2023-08-30T11:49:47","slug":"migranti-quando-la-cura-e-in-realta-la-malattia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/08\/30\/migranti-quando-la-cura-e-in-realta-la-malattia\/","title":{"rendered":"Migranti, quando la cura \u00e8 in realt\u00e0 la malattia"},"content":{"rendered":"<p><em>Giuseppe Savagnone &#8211;\u00a0Responsabile del sito della pastorale della cultura dell&#8217;Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. Scrittore ed editorialista<\/em><\/p>\n<p>Dopo l\u2019ennesimo naufragio nel Mediterraneo, possiamo scegliere se continuare a far finta di niente oppure fermarci un momento a riflettere su ci\u00f2 che la realt\u00e0 dei fatti sta cercando di dirci sul problema delle migrazioni. A chi trova il \u201ctempo interiore\u201d \u2013 quello materiale, se siamo onesti, sappiamo bene di averlo comunque \u2013 per seguire questa seconda via, dovrebbero apparire chiare alcune cose, che provo qui a indicare. La prima \u00e8 che non era vero quello che sosteneva il governo Meloni-Salvini quando ha accusato le navi delle ONG di essere, con le loro navi, la vera causa delle partenze dei migranti e della conseguente perdita di vite. Dopo il decreto legge approvato il 28 dicembre del 2022, con cui si \u00e8 voluto limitare e rendere pi\u00f9 difficile l\u2019attivit\u00e0 di soccorso di queste navi, il flusso migratorio non solo non \u00e8 diminuito, ma si \u00e8 enormemente accresciuto. Dall\u2019inizio del 2023 i migranti giunti con gli sbarchi hanno superato i 40.000 \u2013 con un aumento del 94% rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno scorso. E del resto lo si sapeva perfettamente. Negli anni 2018\u20132022 i migranti approdati con sbarchi autonomi erano stati in percentuale attorno all\u201984-88% a fronte di quelli trasportati dalle navi delle ONG, che oscillavano tra il 12 e il 16%. Il ruolo delle Organizzazioni non governative nel fenomeno migratorio era dunque limitatissimo. Non stupisce che, anche dopo il suo drastico ridimensionamento, le proporzioni di questo fenomeno siano praticamente raddoppiate.\u00a0Questo non significa che il decreto, e la sua successiva conversione in legge da parte del parlamento, non abbiano prodotto degli effetti. Gi\u00e0 al momento della sua approvazione, l\u2019Alto commissario dei diritti umani delle Nazioni Unite aveva detto senza mezzi termini che esso era \u00absolamente il modo sbagliato per affrontare una crisi umanitaria\u00bb. Con la nuova normativa, aveva detto, \u00abmolte pi\u00f9 persone saranno in pericolo e molte pi\u00f9 vite andranno perdute perch\u00e9 non ci sar\u00e0 il tempo per salvarle\u00bb.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9, allora, un provvedimento che non poteva bloccare le partenze, ma rendeva solo pi\u00f9 pericoloso il viaggio? Nella conferenza stampa che ha fatto seguito al naufragio di Cutro lo ha detto, senza i giri di parole dei diplomatici, il ministro dell\u2019interno Piantedosi: \u00abL\u2019unica vera cosa che va detta e affermata \u00e8: \u201cNon devono partire\u201d. [Non si pu\u00f2] immaginare che ci siano alternative da mettere sullo stesso piano \u2013 salvare, non salvare\u2026\u00bb. I salvataggi creano speranze che vanno spente sul nascere. I migranti devono restare dove sono. Perci\u00f2 bisogna far loro capire che la sola alternativa a questo \u00e8 la morte.\u00a0Lo ha ripetuto in un tweet anche Vittorio Feltri, giornalista storico della destra, commentando la tragedia di Cutro: \u00abAgli extracomunitari ricordo un vecchio detto italiano: partire \u00e8 un po\u2019 morire. State a casa vostra\u00bb.\u00a0Una linea che del resto rientrava nel programma con cui i partiti di destra si sono presentati alle elezioni e le hanno vinte, che prevedeva la \u00abdifesa dei confini nazionali ed europei\u00bb e il \u00abblocco degli sbarchi\u00bb. Siamo noi, gli italiani, che abbiamo scelto di seguire questa politica e che continuiamo evidentemente a volerla, come dimostra il consenso, nei sondaggi, al governo che la sta perseguendo. Senza peraltro assumercene la responsabilit\u00e0 e consentendoci anche il lusso di provare una forte e sincera commozione davanti a queste tragedie, come \u00e8 stato davanti a quella di Cutro.<\/p>\n<p><em>Una strategia fallimentare<\/em><\/p>\n<p>Una seconda cosa che appare chiara, al punto a cui siamo, \u00e8 il fallimento della strategia della Meloni per combattere il fenomeno migratorio. Davanti all\u2019incessante moltiplicarsi degli sbarchi, la destra al governo, che aveva aspramente criticato quello precedente per la sua incapacit\u00e0 di fermarli \u2013 dovuta, secondo le reiterate accuse di Matteo Salvini, all\u2019inettitudine (o addirittura della colpevole complicit\u00e0) dell\u2019allora ministro dell\u2019interno Lamorgese \u2013 , la nostra presidente del Consiglio ha dovuto cercare un altro \u201ccolpevole\u201d e l\u2019ha additato negli scafisti.\u00a0\u00abAndremo a cercare gli scafisti lungo tutto il globo terraqueo\u00bb, ha promesso dopo la tragedia di Cutro. E, anche dopo l\u2019ultimo naufragio, dagli ambienti del governo si scarica tutta la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 che accade sui \u00abtrafficanti di carne umana\u00bb. Soluzione rassicurante per le nostre coscienze.\u00a0Il guaio \u00e8 che non \u00e8 chiaro chi siano gli scafisti. Spesso sono stati individuati come tali coloro che di fatto si trovano al timone delle barche e dei gommoni che portano i migranti sulle nostre coste. La lotta contro questi soggetti \u00e8 gi\u00e0 in corso da diversi anni \u2013 dal 2013 ben 2.500 persone sono state arrestate su questa base \u2013 , ma con esiti praticamente nulli. Nella migliore delle ipotesi, infatti, si colpiscono solo dei \u201cpesci piccoli\u201d, semplici esecutori di ordini impartiti dai veri responsabili. E a questi ultimi la \u00abstretta sugli scafisti\u00bb decisa dal governo dopo Cutro non fa neppure il solletico. Anche la Meloni se ne \u00e8 resa conto, e ha sentito il bisogno di andare a bloccarli nelle basi di partenza dove effettivamente operano, puntando sulla collaborazione dei governi locali. Si inseriscono in questo progetto i due viaggi della premier in Tunisia, insieme al collega olandese Rutte e alla presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen, e la firma \u2013 esaltata dal governo e dagli organi di stampa ad esso vicini, come un decisivo successo \u2013 di un \u201cProtocollo d\u2019intesa su un partenariato strategico e globale\u201d, sottoscritto il 16 luglio con il presidente tunisino Kais Saied, dopo venti giorni di negoziati.<\/p>\n<p>In esso, l\u2019Unione europea si \u00e8 impegnata a fornire un sostegno finanziario a Tunisi per fermare la partenza dei migranti, in cambio di cooperazione economica e di finanziamento degli apparati di polizia marittima. Sfortunatamente, i dati resi noti dal ministero dell\u2019Interno, Dipartimento per le libert\u00e0 civili e l\u2019immigrazione, ci dicono che, a quasi un mese dalla firma dell\u2019accordo, nulla \u00e8 cambiato. Solo nei primi sette giorni di agosto gli sbarchi sono stati 4.527, quasi 650 persone in media al giorno. Anche i 41 morti dell\u2019ultimo naufragio provenivano da Sfax, sulla costa tunisina.<\/p>\n<p>Qualcuno dir\u00e0 che bisogna avere pazienza e che i risultati vanno visti alla distanza. Il problema, purtroppo, \u00e8 pi\u00f9 radicale. La Tunisia sta vivendo una profonda crisi democratica. Il presidente Saied ha accentrato tutti i poteri, il dissenso e la protesta sono criminalizzati con arresti, intimidazioni e repressione, il nazionalismo e il razzismo dilagano. In particolare Amnesty International ha denunziato la campagna di odio razzista scatenata da Saied contro i migranti neri sub-sahariani emigrati in questi anni in Tunisia, aizzando la popolazione alla violenza nei loro confronti. A questo punto, \u00e8 evidente che la fuga dal paese \u00e8 provocata soprattutto da questa situazione drammatica e non dalle organizzazioni criminali che lo sfruttano per i loro squallidi interessi. La figura e la politica del dittatore tunisino, che Meloni ha creduto una cura, sono in realt\u00e0 la malattia. Ma questo \u00e8 vero anche pi\u00f9 in generale. Non sono gli scafisti a creare le emergenze da cui nascono le migrazioni, ma queste emergenze a creare gli scafisti. Il caso della Tunisia \u00e8 solo un esempio. Basta pensare ai migranti che fuggono dalla Libia, per scampare a una situazione di cui la presidente internazionale di \u201cMedici senza frontiere\u201d ha detto, in un\u2019intervista al \u00abCorrere della sera\u00bb: \u00abNei miei ventidue anni in Medici Senza Frontiere non avevo mai incontrato un\u2019incarnazione cos\u00ec estrema della crudelt\u00e0 umana\u00bb.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, la Meloni ha stretto nel marzo scorso un accordo col governo libico per bloccare le partenze. Senza per\u00f2 rendersi conto che gli autori delle angherie e delle torture da cui i migranti fuggono sono spesso gli stessi membri della Guardia costiera libica a cui lei ha appena fornito cinque nuovissime motovedette perch\u00e9 impediscano le partenze. La logica \u00e8 sempre la stessa e appare chiaramente suicida: ci si accorda con regimi disumani per ottenere da essi il blocco di quelle migrazioni che in realt\u00e0 sono essi stessi a provocare, o almeno a favorire. Anche in questo caso, come in quello del decreto contro le ONG, lo slogan \u00abaiutiamoli a casa loro\u00bb \u00e8 servito in realt\u00e0 non per eliminare le ragioni delle partenze, ma per renderle pi\u00f9 pericolose o impedirle con la violenza, puntando su soluzioni che non solo non possono eliminare l\u2019emergenza, ma la esasperano o addirittura ne sono la causa.<\/p>\n<p><em>Aiutiamo loro e noi stessi a casa nostra<\/em><\/p>\n<p>La terza evidenza che si impone, alla luce di quanto detto, \u00e8 che lo slogan in questione, pur essendo astrattamente ragionevole, \u00e8 di fatto svuotato dalle condizioni in cui versano i paesi dell\u2019Africa e del vicino Oriente. Dittature, regimi politici instabili, situazioni di guerra, da un lato determinano le condizioni che determinano il flusso migratorio, dall\u2019altro impediscono di crearne di nuove, che permettano a chi lo vuole di realizzarsi a casa propria. Bisogna trovare il modo di \u00abaiutarli a casa nostra\u00bb, inventando forme di accoglienza che siano convenienti a noi e a loro. Forme che finora, paradossalmente, nessuno ha cercato di realizzare, nemmeno la \u201csinistra\u201d, che, quando era al governo, ha fatto politiche molto simili a quelle della destra che ora critica.\u00a0\u00a0Non si tratta di praticare un\u2019apertura indiscriminata, che sarebbe insostenibile, ma di potenziare quei corridoi umanitari del cui ampliamento si parla tanto senza mai passare alle misure concrete. N\u00e9 \u00e8 sufficiente lasciar entrare le persone straniere: bisogna aiutarle concretamente ad integrarsi, rispettandone la cultura, ma evitando il pericolo di ghettizzarle. L\u2019esperienza \u2013 suffragata dai numeri \u2013 dice che, quando ci\u00f2 accade, gli immigrati diventano una preziosa risorsa anche per la nostra economia. E sono gli stessi imprenditori italiani a chiedere con insistenza che aumenti il flusso dei lavoratori stranieri per colmare i vuoti creati dal calo demografico. Sarebbe ora che il governo prendesse finalmente atto delle conseguenze disastrose delle sue \u201ccure\u201d. E che gli italiani che lo hanno voluto e continuano a sostenerlo gli chiedessero questo cambio di rotta. Per il bene di tutti.<\/p>\n<p>https:\/\/www.tuttavia.eu\/2023\/08\/11\/migranti-quando-la-cura-e-in-realta-la-malattia\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Savagnone &#8211;\u00a0Responsabile del sito della pastorale della cultura dell&#8217;Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu. 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