{"id":2695,"date":"2023-06-28T11:11:58","date_gmt":"2023-06-28T09:11:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2695"},"modified":"2023-11-04T11:04:42","modified_gmt":"2023-11-04T10:04:42","slug":"sigalini-esistera-ancora-nei-piccoli-paesi-la-comunita-cristiana-che-segue-e-annuncia-cristo-le-prospettive-pastorali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/06\/28\/sigalini-esistera-ancora-nei-piccoli-paesi-la-comunita-cristiana-che-segue-e-annuncia-cristo-le-prospettive-pastorali\/","title":{"rendered":"Sigalini: Esister\u00e0 ancora nei piccoli paesi la comunit\u00e0 cristiana che segue e annuncia Cristo? Le prospettive pastorali"},"content":{"rendered":"<p><strong>Esister\u00e0 ancora nei piccoli paesi la comunit\u00e0 cristiana che segue e annuncia Cristo?<\/strong><\/p>\n<p>Chiariamo subito il nostro punto di vista e il compito che ci siamo dati in questi giorni. Siamo partiti da una consapevolezza che gi\u00e0 da tempo il Centro di Orientamento Pastorale sta vivendo e cio\u00e8 della situazione delle nostre parrocchie piccole, senza prete che devono assolutamente ritrovare la vitalit\u00e0 ecclesiale in questo costante deperimento cui \u00e8 soggetta soprattutto nei piccoli centri o paesi o parrocchie.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a Padova prima della pandemia avevamo tentato un approccio al discorso delle parrocchie senza prete e ci siamo accorti che si doveva assolutamente cambiare stile di chiesa e di parrocchia. In questi anni, a partire dagli incontri su tematiche legate alle aree interne del Sud \u00a0tenutisi a Benevento, si \u00e8 allargata l\u2019attenzione anche alla situazione sociale, politica, sanitaria, lavorativa di queste realt\u00e0 e anche i politici sono stati coinvolti soprattutto per il loro dovere di garantire a tutti una cittadinanza effettiva.<\/p>\n<p>In questi giorni ci siamo ritrovati a guardare con maggior progettualit\u00e0 a queste piccole realt\u00e0 che noi vogliamo esplicitamente aiutare ad essere comunit\u00e0 cristiane che seguono e annunciano Cristo. Nessuno pensi che non ci interessiamo alla vita concreta della gente, che non ci interessa lo stato di abbandono di essa per tutti i suoi beni di prima necessit\u00e0. Noi qui abbiamo voluto ridire quello che ci spetta per il fatto che siamo comunit\u00e0 cristiana che vuol continuare a obbedire al mandato di Cristo lasciato agli apostoli e alle prime comunit\u00e0 di cristiani. In questi piccoli centri spesso c\u2019\u00e8 un bel luogo per il culto, una bella chiesa, che rimane spesso chiusa, \u00a0sostenuta dalla gente del luogo, ancora molto amata e che non sa pi\u00f9 dire il suo vero perch\u00e9, il suo compito, il perch\u00e9 della sua presenza. Non siamo ancora alla vendita o all\u2019utilizzo di essa in termini commerciali, ma sicuramente alla constatazione che sono inservibili, se non per le sempre pi\u00f9 rare messe domenicali. Ci siamo domandati: che tipo di comunit\u00e0 cristiana formano le poche famiglie che vi restano? Sono ancora la chiesa del Signore Ges\u00f9? La risposta l\u2019abbiamo articolata su vari versanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Dove\u00a0siamo?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Abbiamo iniziato facendoci una domanda seria alla cui risposta \u00e8 appeso il nostro compito di prenderci cura. <strong>Dove\u00a0siamo?<\/strong>\u00bb. Non conta tanto la risposta, ma che almeno cominci a crescere la consapevolezza della domanda. Senza consapevolezza non possiamo \u201cprenderci cura\u201d.<\/p>\n<p>Dal 2020 in avanti abbiamo assistito a\u00a0quattro grandi crisi, che sono punti di non ritorno (crisi strutturali):<\/p>\n<p>1.) la pandemia con il suo impatto\u00a0 sulla vita del paese, sembrava passasse presto, ci siamo illusi non poco e ancora non ne siamo usciti<\/p>\n<p>2.) crisi dell\u2019inflazione, dopo pi\u00f9 di 10 anni senza aumento dei prezzi si abbatte come uno tsunami al 10% con l\u2019aumento dei costi improvviso<\/p>\n<p>3.) crisi dell\u2019energia, senza dipendere dall\u2019inflazione; tutti a calmarci come se fosse un fatto passeggero, con il suo impatto sulla vita delle famiglie e dell\u2019imprese, nonostante gli \u201caiuti\u201d dello Stato, non ne siamo ancora usciti;<\/p>\n<p>4.) la guerra in Ucraina, anch\u2019essa pensata come veloce e non se ne vede ancora la conclusione.<\/p>\n<p>Queste crisi esaltano\u00a0<strong>le difficolt\u00e0 strutturali di lungo periodo<\/strong>\u00a0che il nostro paese si porta dietro, che sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Difficolt\u00e0 demografiche (indicatori demografici sempre pi\u00f9 negativi se avremo 100.000 bambini in meno fra tre anni, compresi gli indicatori di aree in spopolamento per ragioni diversificate);<\/li>\n<li>difficolt\u00e0 retributive; l\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico paese in Europa in cui non \u00e8 cresciuta la retribuzione e conseguente perdita del senso di lavoro;<\/li>\n<li>disinvestimento in termini di capitale umano; non si \u00e8 investito sul mondo giovanile anche nella qualit\u00e0 dell\u2019occupazione;<\/li>\n<li>propensione forte al risparmio, con la sua ricaduta nel sociale, perch\u00e9 gli italiani hanno perso la speranza nel futuro (la regola \u00e8\u00a0\u00abmetto via \u201cdenaro\u201d oggi per i momenti pi\u00f9 difficili del domani)\u00bb;<\/li>\n<li>aumento del debito pubblico;\u00a0il terzo settore, in crescita, \u00e8 lasciato a stesso; difficolt\u00e0 di ottenere finanziamenti\u2026 ; crisi di rappresentanza intermedia nel territorio: il \u201cnascondersi\u201d, in non incoraggiare tavoli di domanda e di ricerca condivisione di risposte.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nell\u2019ultimo rapporto\u00a0<em>Censis<\/em>\u00a0l\u2019oggi \u00e8 stare in uno stato di \u201clatenza\u201d, periodo che intercorre tra l\u2019intercettazione della questione e la riposta. Lo stato di latenza possiamo dirlo con una metafora: \u00abessere un clandestino nel transatlantico della storia\u00bb.<\/p>\n<p>Dal titolo di questa settimana occorre essere provocati, e comprendere che dobbiamo \u00abfare in fretta\u00bb; non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p>Il documento\u00a0<em>Evangelizzazione e promozione umana<\/em>\u00a0denunciava gi\u00e0 anni fa una perdita di contatto con la realt\u00e0; questo, oggi, \u00e8 sempre pi\u00f9 tangibile: la questione \u00e8 ben pi\u00f9 larga dal mettere sotto processo la \u201ctecnologia\u201d.<\/p>\n<p>Come si colloca questo ragionamento con la questione delle aree interne? Quello di aree interne \u00e8 concetto che trova definizione gi\u00e0 negli anni\u2019 50 a partire dallo spopolamento del mezzogiorno. Oggi consideriamo una dimensione algoritmica: un\u2019area \u00e8 detta interna quando \u00e8 ad un tot di minuti (almeno 27,7 minuti primi)\u00a0da luoghi vitali di servizio (come scuola e sanit\u00e0). A questa dimensione si aggiunge una accentuata crisi demografica.<\/p>\n<p>Cosa fare? Nelle \u201cstrategie per le aree interne\u201d (nazionali e territoriali) oltre all\u2019erogazione di risorse finanziare\u00a0(allo stato attuale difficile), occorre imparare a saper bene spendere i soldi. Occorre una \u201cpolitica integrata\u201d unitamente a strumenti di accompagnamento. Occorre un \u201ctenere insieme\u201d le istituzioni territoriali (Chiesa compresa) dal punto di vista di un \u201csenso\u201d condiviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Il vento necessario per rimettersi in volo \u00e8 proprio in quella ripresa (in atto) del concetto di territorio locale.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Una Chiesa che \u00e8 sempre in cammino, deve mettersi in prossimit\u00e0 di tutti, in un impegno \u2013 applicazione quotidiana. Certo una progettualit\u00e0 \u00e8 necessaria, e questa richiede ascolto, discernimento (non meramente di settore, ma in integrazione).\u00a0Quindi, occorre<\/p>\n<ul>\n<li>andare oltre l\u2019idea di territorio locale come \u201cisola\u201d, e studiarne le connessioni con l\u2019esterno che \u00e8 il territorio che l\u2019ingloba.<\/li>\n<li>ridestare \u201csenso\u201d, \u201crestituire\u201d motivazioni a tutto tondo, perch\u00e9 ci sia \u201cmovimento<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Come Chiesa dove siamo?<\/strong><\/p>\n<p>Dal punto di vista ecclesiale il fenomeno non \u00e8 n\u00e9 nuovo n\u00e9 circoscritto al nostro Paese: ci sono state in passato e ci sono oggi, in altri contesti, situazioni simili, descrivibili secondo due \u201ccoordinate pastorali\u201d:<strong> la concentrazione e la prossimit\u00e0:<\/strong><\/p>\n<p><em>la concentrazione<\/em> riunendo le persone e utilizzando tempi e spazi centralizzati, soprattutto per la formazione, la maturazione di nuove prospettive pastorale, nuovi operatori e sostegno ai pi\u00f9 deboli\u2026. risolve la complessit\u00e0 e la dispersione<\/p>\n<p><em>la prossimit\u00e0<\/em> consiste nel portare le risorse accanto ad ogni situazione presente sul territorio con la volont\u00e0 di rinnovarlo, ma spesso con l\u2019effetto dell\u2019assecondare la dispersione,<\/p>\n<p>Due esempi storici:<\/p>\n<p>Nelle<em> Reducciones<\/em> gesuitiche in America Latina (XVII-XVIII secolo) si ha una forte concentrazione, per attivare processi educativi, pastorali, culturali, economici e sociali.<\/p>\n<p>Nelle <em>Pievi <\/em>(sec. V-IX) la concentrazione viene temperata mediante la presenza di un sistema di chiese o <a href=\"https:\/\/it.cathopedia.org\/wiki\/Cappella\">cappelle<\/a>.<\/p>\n<p>Nelle parrocchie nate secondo la visione del Concilio di Trento, caratterizzate da una marcata autosufficienza, si impone il principio di prossimit\u00e0, superato quanto a\u00a0 isolamento o dispersione \u00a0dal riferimento alla Diocesi e alla figura del vescovo.<\/p>\n<p>La situazione dei <em>\u201cCristiani nascosti\u201d del Giappone<\/em> (sec. XVII-XIX), cui per sette generazioni (250 anni) sono stati impossibili qualsiasi manifestazione pubblica della fede e qualsiasi contatto tra le comunit\u00e0, al di fuori delle poche famiglie di remoti villaggi, in assenza totale di ministri ordinati, rappresenta l\u2019assoluta prevalenza del principio di prossimit\u00e0.<\/p>\n<p>Immaginare un futuro per la comunit\u00e0 cristiana nelle \u201caree interne\u201d implica una visione circa la risoluzione attuale del rapporto tra concentrazione e prossimit\u00e0.<\/p>\n<p>Si propone di partire dal necessario <strong><u>primato della concentrazione<\/u><\/strong>, capace di sostenere quelle dinamiche di innovazione che restituiscano alla Chiesa capacit\u00e0 missionaria e formativa per le nuove generazioni. Ci\u00f2 richieder\u00e0 individuazione di spazi e tempi \u201cintensivi\u201d in cui assicurare proposte di qualit\u00e0, grazie a risorse materiali e umane sufficienti. Anche l\u2019apporto delle nuove tecnologie potr\u00e0 contribuire a tali dinamiche.<\/p>\n<p>Occorre scommettere sulla qualit\u00e0, con una attenzione esplicita al mondo giovanile, tempi di condivisione di vita, tempi intensivi concentrati, aggregazioni significative\u2026<\/p>\n<p>\u00c8 ovviamente necessario predisporre una nuova relazione tra Chiesa e territorio, che aiuti a superare l\u2019impoverimento della parrocchia in se stessa nelle condizioni odierne<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa tuttavia, abbandonare l\u2019opportuna <strong><u>cura per la prossimit\u00e0<\/u><\/strong>, non solo per il valore evangelico della &#8220;pietra scartata&#8221;, ma per valorizzare le potenzialit\u00e0 relazionali ed esperienziali legate ai piccoli e piccolissimi centri. A tale scopo, occorrer\u00e0 istituire nuove forme e figure ministeriali dedicate alla prossimit\u00e0 o valorizzare le famiglie come piccole chiese, che hanno in s\u00e9 tutti i sacramenti, la parola di Dio, la vita\u00a0 di una famiglia cristiana normale e convinta. La famiglia non \u00e8 all\u2019anno zero nella corresponsabilit\u00e0 e nella educazione dei figli alla fede.<\/p>\n<p>Il rapporto tra concentrazione effettiva e senza forme di imposizione e di potere e prossimit\u00e0 non impigrita\u00a0 in rivalit\u00e0 paesane \u00e8 delicato e va studiato bene perch\u00e9 non si devono assolutamente demotivare o far morire <em>le quotidiane forze della prossimit\u00e0<\/em>, la tradizione educativa di un oratorio spazio di comunicazione tra la gente, i suoi giovani, le sue iniziative sportive, le esperienze formative geniali e rendere anonima o forma di potere la concentrazione La ricerca <strong>dei poli o dei luoghi in cui si d\u00e0 casa alla concentrazione <\/strong>deve essere ricercata da tutti, in certi campi anche dislocata in base alle operazioni da vivere assieme, in luoghi il pi\u00f9 possibile centrali, anche rispetto ai sistemi di istituzioni, trasporti e servizi. L\u2019organizzazione va fatta tra gente che collabora, si vuole bene, decide assieme, con la presenza di ministri ordinati e di ministerialit\u00e0 laicale, con una sufficiente articolazione ecclesiale (associazioni, opere, religiosi\u2026) e dotazione strutturale. Una volta individuati i poli, si dovr\u00e0 investire sulla loro adeguatezza, anche ripensando l\u2019assetto del patrimonio ecclesiale sul territorio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica la redazione di un progetto, capace di supportare una riforma che deve essere profonda e rapida pi\u00f9 che altrove (perch\u00e9 il degrado \u00e8 assai veloce) e che guidi e non\u00a0 subisca le mutazioni, orientando la Chiesa alla missione. Servono scelte decise, anche se faticose, con &#8220;gradualit\u00e0 impaziente&#8221; e attenzione alla complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Potrebbe esser molto utile, in questi anni di ricerca e riforma, un osservatorio-laboratorio, che faccia monitoraggio delle tante esperienze in atto, le valuti e ne selezioni le migliori, standardizzandole affinch\u00e9 siano replicabili, e magari che accompagni chi desidera attivarle.<\/p>\n<p>Siccome le aree interne non sono solo una questione ecclesiale-pastorale, si impone un altro ragionamento, un\u2019altra attenzione alle alleanze con le realt\u00e0 civili, popolari, culturali e lavorative<\/p>\n<ul>\n<li>con la scuola, per una cultura orientata al rimanere;<\/li>\n<li>con le istituzioni, per servizi sufficienti e diffusi;<\/li>\n<li>con le associazioni, per una comunit\u00e0 solidale;<\/li>\n<li>con le aziende, per una formazione che dia ai giovani opportunit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Vocazione e preparazione ai ministeri dei laici al servizio delle comunit\u00e0 cristiane senza prete residente\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Non \u00e8 nuovo per noi il discorso sui ministeri, che abbiamo approfondito a Frascati l\u2019anno scorso. Per\u00f2 \u00e8 tempo di far rifiorire nelle nostre comunit\u00e0 una \u201cministerialit\u00e0 diffusa\u201d:<\/p>\n<p>\u201cIl tema \u00e8 di <em>fondamentale importanza per la vita della Chiesa<\/em>: infatti, non esiste comunit\u00e0 cristiana che non esprima ministeri. Le lettere paoline, e non solo, lo testimoniano ampiamente. (\u2026) La variet\u00e0 dei termini usati descrive una <em>ministerialit\u00e0 diffusa<\/em>, che va organizzandosi sulla base di due fondamenti certi: all\u2019origine di ogni ministero vi \u00e8 sempre Dio che con il suo Santo Spirito opera tutto in tutti (cfr. 1Cor 12,4-6); la finalit\u00e0 di ogni ministero \u00e8 sempre il bene comune (cfr. 1Cor 12,7), l\u2019edificazione della comunit\u00e0 (cfr. 1Cor 14,12). Ogni ministero \u00e8 una chiamata di Dio per il bene della comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>(Francesco, <em>Messaggio nel cinquantesimo anniversario di <\/em>Ministeria quaedam, 15.10.22)<\/p>\n<p>&#8211; tempo di passare dalla teoria alle scelte concrete, senza rinviare ulteriormente la questione dei ministeri, in particolare dei ministeri dei laici. Non agire \u00e8 gi\u00e0 una scelta.<\/p>\n<p>&#8211; Cf. papa Francesco che da una parte esorta ad un<\/p>\n<p>\u201cattento discernimento comunitario, nell\u2019ascolto di ci\u00f2 che lo Spirito suggerisce alla Chiesa, in un luogo concreto e nel momento presente della sua vita. (\u2026) per non rischiare che la dinamicit\u00e0 diventi confusione, la vivacit\u00e0 si riduca a improvvisazione estemporanea, la flessibilit\u00e0 si trasformi in adattamenti arbitrari e ideologici\u201d<\/p>\n<p>(<em>Messaggio nel cinquantesimo anniversario di Ministeria quaedam<\/em>, 15.08.22)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra attenzione sar\u00e0 rivolta ora alla proposta vocazionale dei vari ministeri, alla loro preparazione non fuori dal contesto dei poli o delle case che ospitano la \u201cconcentrazione\u201d con l\u2019attenzione di non far morire quella ministerialit\u00e0 diffusa che gi\u00e0 la prossimit\u00e0 ha fatto crescere, individuato e messa all\u2019opera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Possibile cammino in 10 passi per il discernimento comunitario e la formazione dei ministri istituiti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>la formazione preliminare della comunit\u00e0<\/li>\n<li>il discernimento della comunit\u00e0 in relazione alla sua realt\u00e0 e ai suoi bisogni<\/li>\n<\/ol>\n<p>Obiettivo: preparare la comunit\u00e0 a discernere e accogliere i suoi ministeri istituiti.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Criteri di base per il discernimento dei candidati<\/li>\n<li><em> maturit\u00e0 umana e spirituale del candidato<\/em><\/li>\n<li><em> senso ecclesiale<\/em><\/li>\n<li><em> capacit\u00e0 di collaborare<\/em><\/li>\n<li><em> Altre caratteristiche da tenere presenti in positivo<\/em><\/li>\n<li><em> Altre caratteristiche da tenere presenti in negativo<\/em><\/li>\n<li><em> Criteri specifici per il lettorato<\/em><\/li>\n<li><em> Criteri specifici per l\u2019accolitato: <\/em><\/li>\n<li><em> Criteri specifici per il ministero del catechista: <\/em><\/li>\n<li>Contesto del discernimento.<\/li>\n<li>Chi opera il discernimento?<\/li>\n<li>La presentazione del candidato\/a:<\/li>\n<li>la formazione: proporzionata a quanto ci attendiamo dai MI.<\/li>\n<li>Presentazione dei candidati in vista dell\u2019istituzione<\/li>\n<li>Istituzione<\/li>\n<li>Mandato<\/li>\n<li>Casi particolari<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Una prossimit\u00e0 attiva che va sostenuta e aiutata a contaminare le nuove unit\u00e0 pastorali<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una comunit\u00e0, se intende inserirsi nel processo di annuncio del Vangelo nella cultura odierna, dovr\u00e0 maturare alcuni caratteri essenziali.<\/p>\n<p>Anzitutto dovr\u00e0 tener presente che non potr\u00e0 non considerare come la diminuzione del clero sia una situazione in evoluzione che sta portando a una revisione dei soggetti pastorali.<\/p>\n<p>Altro carattere da maturare \u00e8 la consapevolezza dei fedeli laici come soggetti attivi dell\u2019agire pastorale. Rispondere alle sfide di oggi come comunit\u00e0 ecclesiale richiede l\u2019uscire da una forma \u201cprete centrica\u201d e addentrarsi in una forma di Chiesa in cui il Popolo di Dio \u00e8 la comunit\u00e0 che evangelizza. Questo presupposto teologico, che era gi\u00e0 maturato con le nuove istanze ecclesiologiche del Vaticano II, non aveva per\u00f2 mai avviato cammini di aggiornamento territoriale. L\u2019avvio di questi cammini \u00e8 stato acceso e accelerato oggi, dall\u2019incombente necessit\u00e0 di garantire un sacerdote a ogni comunit\u00e0, alla luce del drastico calo di presbiteri.<\/p>\n<p>Non si tratta semplicemente di accorpare parrocchie e di ripensare alcuni incarichi tradizionalmente affidati ai sacerdoti: si tratta di iniziare un cammino di ripensamento della forma che la Chiesa ha assunto nel corso della storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo \u2013 in diverse situazioni \u2013 si sta assistendo come a guidare la costruzione delle Unit\u00e0 pastorali non ci sia tanto la logica teologica conciliare, quanto piuttosto la necessit\u00e0 di gestire una crisi organizzativa che si \u00e8 trasformata in una crisi simbolica della Chiesa. In questa situazione il rischio \u00e8 quello di vedere molte delle parrocchie \u2013 per secoli luoghi di vita relazionale di annuncio del Vangelo \u2013 accorpate e ridotte a sole erogatrici di \u201cservizi religiosi\u201d dentro una logica parroco-centrica che vede l\u2019accentramento di esperienze ecclesiali diverse come soluzione organizzativa-gestionale migliore.<\/p>\n<p>L\u2019urgenza pastorale \u00e8 cambiare il punto di partenza: non una necessit\u00e0 organizzativa, ma un\u2019azione pastorale di uomini e di donne che esercitano in comunione i propri specifici carismi (ministri ordinati, ministri istituiti laici, religiosi, ministri di fatto\u2026). Alcuni strumenti, anche normativi, ci sono (ministero del catechista, l\u2019accolitato, il lettorato\u2026) e il momento \u00e8 favorevole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Bisogno di nuove ministerialit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il passaggio dalla logica della conservazione a quella della missione sar\u00e0 possibile solo grazie all\u2019inserimento di nuovi ministeri, oltre a quelli tradizionali, grazie anche a nuove forme di educazione alla fede o di servizio pastorale. Sono diversi i fronti della ministeriali ecclesiale da rivisitare o reinventare per rispondere al momento odierno. &#8211; Sicuramente il ministero della conduzione pastorale va ripensato in chiave sinodale superando l\u2019asse individuale parroco-parrocchia. Il codice al can. 517 prevede la partecipazione dei laici alla conduzione pastorale. Qualche esperienza sta avvenendo anche in Italia: \u00e9quipe ministeriali, famiglie a Km 0, gli animatori di comunit\u00e0, le guide dell\u2019oratorio \u2026 &#8211; Il ministero della Parola e dell\u2019accompagnamento spirituale: i laici possono assumere la responsabilit\u00e0 della catechesi, dell\u2019animazione della Liturgia della Parola, gruppi biblici \u2026 &#8211; Il ministero dell\u2019ospitalit\u00e0: valorizzando il diaconato come ministero della soglia, tra la vita interna ed esterna. &#8211; Il ministero della formazione: figura complementare al catechista ma diversa, qualcuno che permette di gestire un\u2019eredit\u00e0 ancora pi\u00f9 viva e propria dell\u2019Italia un grande patrimonio che non pu\u00f2 andare disperso ovvero il legame tra un\u2019ampia fascia di ragazzi e giovani con la parrocchia: Grest, campi scuola, esperienze di incontro, di servizio, di formazione. \u2026<\/p>\n<p>Queste nuove ministerialit\u00e0 non devono essere immediatamente codificate, ma subito sperimentate e non fatte morire per ministerialit\u00e0 imposte dall\u2019esterno.<\/p>\n<p>Questa visione ci permette di non destinare alla chiusura o all\u2019asfissia le piccole comunit\u00e0 che hanno gi\u00e0 una vita attiva, matura, capace di relazioni e di esperienze formative capillari<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong>Prete uomo \u201cin cammino\u201d nel territorio secondo lo Spirito; capacit\u00e0 di coniugare restanza e itineranza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per un seminario che si prepara a essere luogo formativo e sostenitore dei futuri preti, anche in parrocchie senza prete residente. Occorre formare un uomo capace di ascoltare! Incontrare il Signore laddove \u00e8, poich\u00e9 il Signore ci precede. Un presbitero deve essere libero dal \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d, proprio nello spirito dell\u2019<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u00a0capace di prendere l\u2019iniziativa. Lasciarsi coinvolgere nella vita del territorio. Persona che accompagna, e non giudica. Riconoscere il bene che c\u2019\u00e8 in quella comunit\u00e0. Persona che sappiano celebrare la gioia (non moltiplicando messe, ma preparando coinvolgendo la comunit\u00e0). Prete capace di relazioni (con altri preti e la gente), capace di motivare azione (nel rispetto delle competenze e caratteristiche della persona); capacit\u00e0 pure di verifica.\u00a0Un prete, uomo capace di restanza ed itineranza.<\/p>\n<p>Nel concreto della diocesi di Genova, aprire il seminario alla pastorale diocesana, specialmente giovanile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esister\u00e0 ancora nei piccoli paesi la comunit\u00e0 cristiana che segue e annuncia Cristo? 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