{"id":2685,"date":"2023-06-27T08:40:28","date_gmt":"2023-06-27T06:40:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2685"},"modified":"2024-07-09T13:36:24","modified_gmt":"2024-07-09T11:36:24","slug":"ruggeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/06\/27\/ruggeri\/","title":{"rendered":"Ruggeri: I piccoli centri ci stanno dicendo non solo il recupero dei borghi, ma la fame e la sete di \u201crelazioni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2722\" src=\"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-6045.jpg\" alt=\"\" width=\"4032\" height=\"3024\" srcset=\"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-6045.jpg 4032w, https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-6045-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-6045-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/IMG-6045-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 4032px) 100vw, 4032px\" \/><\/p>\n<p>Testo di G. Ruggeri (Meditazione nelle Lodi)<\/p>\n<p>Professore di Teologia pastorale e digitale all\u2019Istituto Teologico di Pordenone<\/p>\n<p>Facolt\u00e0 Teologica del Triveneto \u2013 itapn.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abO voi tutti assetati venite all\u2019acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte\u00bb.\u00a0(Is 55, 1)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Senza prete residente<\/em>. Una frase che ci accompagna in questa settimana del COP qui a Lucca edizione 2023. Una frase carica di tanti significati, una frase che va interpretata con fine saggezza e intelligenza pragmatica. La seconda frase che intreccia le relazioni, le nostre riflessioni e i nostri pensieri \u00e8 <em>piccoli centri<\/em>.<\/p>\n<p><em>Senza<\/em> e <em>piccoli<\/em>. Due modi di affrontare la vita, come laici e come preti insieme. Due criteri per riconoscere l\u2019agire di Dio in ci\u00f2 che \u00e8 <em>senza<\/em> e in ci\u00f2 che \u00e8 <em>piccolo<\/em>.<\/p>\n<p>Il profeta Isaia apre i lavori di questa seconda giornata dicendoci, senza giri di parole, che quegli assetati siamo noi. Essere assetati in profondit\u00e0 ma senza sentire il bisogno della sete di Dio perch\u00e9 questa \u00e8 mitigata dalle fontanelle che sgorgano h24-7\/7 dai nostri cellulari, dandoci l\u2019illusione di dissetarci a qualcosa di vago e neutro nell\u2019immediato.<\/p>\n<p>Venite, dice il profeta. I piccoli centri, invece, vedono andare via mese dopo mese, anno dopo anno presenze significative, servizi utili, relazioni vitali. Vescovi e parroci dicono ai fedeli dei piccoli centri: venite nella parrocchia vicina per la celebrazione della Messa, mentre i sindaci dei piccoli centri dicono agli stranieri: venite e acquistate ad 1 euro la casa del borgo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui, credo, uno degli snodi e dei nodi della teologia pastorale nella Chiesa che \u00e8 in Italia e che interpella anche il servizio prezioso del COP: riprendere ago e filo per rammendare relazioni dove Cristo \u00e8 gi\u00e0 presente, perch\u00e9 non lo porta il parroco non residente e ambulante. La storia attuale presenta il conto di una teologia pastorale italiana che ha fondato il suo essere, e con essa la prassi nelle comunit\u00e0, in una progettazione accelerata di attivismo, specchio di decenni economici che rincorrevano il benessere attraverso il motto pi\u00f9 produco, pi\u00f9 vendo e pi\u00f9 sono contento. E il parroco, da parte sua declinava: pi\u00f9 fedeli, pi\u00f9 fede, pi\u00f9 Dio. Ma lo scontrino della storia, oggi dice tutta un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p>Oggi il profeta Isaia ci sbatte in faccia quella parola nuda e cruda: <em>senza<\/em>.<\/p>\n<p>La Chiesa delle parrocchie italiane al tempo del sinodo \u00e8 <em>senza<\/em> pi\u00f9 di quei tanti punti di forza che hanno caratterizzato la stagione ecclesiale dei decenni passati: poco serve elencare i numerosi <em>senza<\/em> perch\u00e9 sono visibili anche ai ciechi, mi limito al termine pastorale: senza pi\u00f9 una incisivit\u00e0 come Chiesa nelle scelte quotidiane e importanti delle persone, limitandosi \u2013 quando va bene \u2013 alle attivit\u00e0 elencate nel foglietto parrocchiale.<\/p>\n<p>Nelle mie parole, e tanto meno nei miei pensieri, non vi \u00e8 alcuna rassegnazione, n\u00e9 tanto meno desolazione (tipica del nemico, questa, ignazianamente parlando).<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi, concludendo il corso di teologia pastorale sulla sinodalit\u00e0 all\u2019Istituto Teologico di Pordenone, dicevo agli studenti di fine triennio prossimi all\u2019ordinazione diaconale: \u201cAlle parrocchie e ai parroci dove sarete inviati dal Vescovo come cappellani parlerete con la vostra testimonianza feriale prima ancora che con le prime trepidanti omelie che farete. La gente vi misurer\u00e0 in umanit\u00e0; il 30 e lode che avete nel libretto a poco serve se non immerso nella carne del vissuto delle persone che incontrerete l\u00ec come sono e non come voi vorreste. La pastorale vi verr\u00e0 incontro nelle pieghe e nelle piaghe della vita feriale dove il buon Dio vi sta aspettando fuori dalla canonica e al di l\u00e0 della soglia del sagrato\u201d.<\/p>\n<p>Ci fa bene, dunque, sentirci dire come Chiesa al tempo del sinodo che non abbiamo pi\u00f9 denaro, ovvero come comunit\u00e0 che celebrano riti reiterati non abbiamo pi\u00f9 valore incisivo nelle persone e nella societ\u00e0. Ed \u00e8 qui l\u2019astuzia del profeta alla Chiesa, a ciascuno di noi: proprio perch\u00e9 sei <em>senza<\/em> hai buone possibilit\u00e0 per ritornare alla tua essenza.<\/p>\n<p>Quell\u2019indicazione bergogliana dell\u2019avviare processi va declinata secondo una pluralit\u00e0 di forme, di stili, di concretezza che non ha pi\u00f9, come in passato, una indicazione da Roma (la Cei) n\u00e9 dalla Curia (il Vescovo). Bergoglio, con stile tipico della Compagnia di Ges\u00f9, non uniforma la prassi, ma diversifica le esperienze. Il vino e il latte di oggi sono la sete di relazioni alla pari, di relazioni di ciccia, di guardarci in faccia e sentirci umani prima ancora che referenti di ruoli.<\/p>\n<p>dirci buongiorno, come va, di cosa hai bisogno, che progetti hai, perch\u00e9 tutto questo \u00e8 anestetizzato dalla citt\u00e0 curva sugli schermi: sempre pi\u00f9 social e sempre pi\u00f9 soli.<\/p>\n<p>Nel piccolo centro non c\u2019\u00e8 il parroco residente, ma il profeta Isaia ci dice che c\u2019\u00e8 quel vino e quel latte nella presenza di donne e uomini che, per la prima volta, sono la generazione di una pastorale capovolta: non dal parroco alla gente, ma da persona a persona dove anche prete, diacono, seminarista saranno, gioco forza, i primi ad essere assetati di vita fraterna con la gente, in quell\u2019espressione del profeta \u00abo voi tutti\u00bb, essendo stati depotenziati dalla storia nel loro ruolo.<\/p>\n<p>La scorsa settimana partecipando all\u2019aggiornamento annuale delle diocesi del nord Italia per coloro che lavorano nella formazione permanente del clero, ritrovandoci a Seveso, negli scambi a tavola, tra un piatto e l\u2019altro, ognuno condivideva il boccone amaro &#8211; nella propria diocesi &#8211; dell\u2019abbondono del ministero di giovani preti con 1 e mezzo di ordinazione, o di qualche anno in pi\u00f9. Facile sparare contro il Seminario e i suoi formatori, senza chiedersi: ma io che cosa ho fatto per lui?<\/p>\n<p>L\u2019attuale teologia del ministero ordinato impatta, senza mediazione alcuna, con un\u2019antropologia che fa del motto Dio-a-modo-mio il suo riferimento. Le categorie teologiche che fondano il ministero ordinato, come quella di popolo di Dio, alla gente che fa la spesa al supermercato non dicono nulla perch\u00e9 la privatizzazione della religiosit\u00e0 ha silenziato tali categorie. Dalle aule di teologia serve aprire sentieri trasfusionali dove anche il quartiere di una grande parrocchia di citt\u00e0 pu\u00f2 fare esperienza di relazioni dei piccoli centri. Fuggire in montagna per ritrovare pace e silenzio, merci rare queste, ci farebbe diventare tutti fuggiaschi permanenti.<\/p>\n<p>\u00c8 la relazione nell\u2019avvio di buone pratiche casalinghe da condominio a condominio, da via a via, da balcone a balcone che attiver\u00e0 esperienze di vita dove il vangelo e Cristo non sono i primi ad arrivare (leggi il proselitismo denunciato da Francesco), ma semmai arrivano per confortare, consolare, rafforzare con la testimonianza e la narrazione che ciascuno sapr\u00e0 fare, con semplicit\u00e0. E il Dio che abita questi luoghi, bisognosi di uscire dall\u2019anonimato, \u00e8 il Dio dalle numerose confessioni religiose provenienti da tutto il mondo dove i nostri nipoti crescono, ritrovandosi nel banco vicino nella scuola del quartiere.<\/p>\n<p>La croce di Cristo, per noi cristiani, \u00e8 presente nella chiesa della grande parrocchia di citt\u00e0, come nella cappella del piccolo centro. Al parroco residente e a quello non residente \u00e8 chiesto di aprire il tabernacolo e lasciare che il Signore esca e cammini per le strade con i passi dei giovani pap\u00e0 e delle giovani mamme delle generazione Dio-a-modo-mio, dei nonni e delle nonne del Dio-di-una-volta, dell\u2019impiegato e dell\u2019operaio del Dio-ognuno-il-suo ma per dirsi tutti insieme reciprocamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri per ritrovare il profumo dell\u2019umano e il gusto della fraternit\u00e0 spicciola, prima ancora che sia un\u2019alluvione a imporlo.<\/p>\n<p>I piccoli paesi spopolati, perci\u00f2, non sono solo quelli geografici, ma nell\u2019inedita antropologia sono anche, e soprattutto, i grandi quartieri spopolati di prossimit\u00e0. Alla domanda del sottotitolo di questo convegno la risposta sar\u00e0 affermativa se ripartiamo, da qui, con un\u2019inedita sensibilit\u00e0 ecclesiale, teologia inclusa, e vedendo nei tanti <em>senza<\/em> che la storia ci sta consegnando una benedizione, una ricchezza, un\u2019opportunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Testo di G. 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