{"id":2537,"date":"2023-05-31T15:55:32","date_gmt":"2023-05-31T13:55:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2537"},"modified":"2023-05-31T15:55:32","modified_gmt":"2023-05-31T13:55:32","slug":"dio-ai-confini-discernimento-culturale-e-sfide-attuali-dopo-la-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/05\/31\/dio-ai-confini-discernimento-culturale-e-sfide-attuali-dopo-la-modernita\/","title":{"rendered":"Dio ai confini: discernimento culturale e sfide attuali dopo la modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Francesco Cosentino &#8211;<\/em>\u00a0<em>officiale della Segreteria di Stato, docente di teologia presso la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana<\/em><\/p>\n<p>La verit\u00e0 cristiana non \u00e8 un contenuto teorico statico, a se stante rispetto al processo travagliato e al contempo affascinante della storia umana; al contrario, cuore del cristianesimo \u00e8 la rivelazione di un Dio che si presenta come Dio-con noi, che si immerge nell\u2019umano, che ha volto e carne nella storia di Ges\u00f9, il Cristo. Ci\u00f2 significa, per\u00f2, che il cristianesimo pu\u00f2 dirsi e pu\u00f2 darsi solo all\u2019interno degli orizzonti culturali e storici in cui si incarna, come proposta che non si conserva fuori dal tempo, bens\u00ec prende forma nella relazione con la cultura e con le culture, accogliendone con atteggiamento di simpatia gli aspetti fondamentali e, al contempo, avanzando una critica profetica su quelle realt\u00e0 che minacciano la dignit\u00e0 dell\u2019uomo e la sua legittima aspirazione a una vita differente, in una societ\u00e0 giusta, pacifica e fraterna. Oggi \u00e8 pi\u00f9 che mai urgente una nuova lettura teologico-pastorale della realt\u00e0 in cui viviamo. Non siamo gli ultimi cristiani e, tuttavia, i cambiamenti culturali degli ultimi decenni mettono in crisi molti dei nostri modelli e dei nostri stili di \u00abdire\u00bb e di \u00abfare\u00bb il cristianesimo. Mentre si \u00e8 andata spegnendo l\u2019euforia del mondo moderno e, ancor pi\u00f9, \u00e8 tramontato il tempo della cristianit\u00e0, quando tra la fede e l\u2019ambiente circostante sembrava esistesse una maggiore integrazione, si \u00e8 fatta strada una nuova fase culturale che, almeno in Occidente, si configura come un contesto post-cristiano<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> e al contempo post-ateo.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Dunque, ha ancora senso parlare di Dio? Di quale Dio? Come? O, con le parole di Paul Tillich: \u00abil messaggio cristiano (specialmente la predicazione cristiana) \u00e8 ancora rilevante per le persone del nostro tempo? E se non lo \u00e8, qual \u00e8 la causa? E ci\u00f2 si riflette sul messaggio del cristianesimo stesso?\u00bb.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<ol>\n<li><strong> La fine della modernit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Bisogna interrogarsi su cosa \u00e8 cambiato, anzitutto, sulla fine della modernit\u00e0 e sull\u2019avvento della cultura postmoderna. Quando ci si riferisce all\u2019epoca moderna, che pu\u00f2 essere situata grossomodo tra il 1600 e la fine del 1800, il pensiero corre veloce allo sviluppo delle scienze moderne, alla crescita esponenziale del progresso in diversi ambiti della vita e della societ\u00e0 e all\u2019importanza della ragione umana che diventa protagonista soprattutto grazie al processo dell\u2019illuminismo. I parametri interpretativi cambiano notevolmente: non \u00e8 pi\u00f9 Dio il centro dell\u2019azione e della storia, ma l\u2019uomo con le sue capacit\u00e0 e il suo progresso, capace di trasformare e manipolare le cose e il mondo attraverso la potenza della ragione e l\u2019efficienza del progresso tecnico-scientifico. L\u2019era moderna, dunque, con la sua fede nella ragione e nel progresso e l\u2019euforia dello sviluppo tecno-scientifico, si caratterizza come un tempo trionfante, carico di attese e prospettive, gravido di futuro.<\/p>\n<p>Oggi appare evidente, per\u00f2, che il progetto euforico della modernit\u00e0 con le promesse di salvezza e le speranze di redenzione, sia in gran arte fallito. L\u2019utopia dell\u2019epoca moderna si \u00e8 frantumata sotto i colpi di un crescente scetticismo e di un pessimismo disincantato, che affondano le loro radici in particolare nelle tragedie del Novecento, tra cui le due guerre mondiali e nel constatare che la scienza, il progresso, la tecnica e i grandi ideali politici, pur apportando effetti positivi nella societ\u00e0 e nella storia, hanno prodotto anche eventi devastanti, hanno mostrato il loro lato ambiguo, spesso sono diventati sistemi totalitari. L\u2019epoca moderna cede il posto al tempo della postmodernit\u00e0: \u00e8 il tempo della stanchezza, di un uomo sfiduciato e disilluso, che preferisce abitare il presente senza grandi ideali, senza porsi grandi questioni sulla verit\u00e0, senza affidarsi a grandi progetti. Cos\u00ec, in una societ\u00e0 che, come sappiamo, Bauman ha definito \u00abliquida\u00bb, l\u2019uomo postmoderno vive identit\u00e0, valori, stili e pratiche che restano indefinite, aperte, mobili e che, soprattutto, sono contrassegnate dalla molteplicit\u00e0 e dalla pluralit\u00e0.<\/p>\n<p>Le persone del nostro tempo e le nostre attuali societ\u00e0 vivono nell\u2019ottica di una continua ridefinizione del proprio vissuto e della stessa idea di vita e di societ\u00e0, attraverso una vera e propria \u00abcontaminazione\u00bb di punti di vista differenti e una continua mescolanza di aspetti, idee e valori diversi. In tale contesto, abbiamo bisogno di una nuova interpretazione della cultura in cui viviamo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Dio ai confini? Discernere la cultura attuale<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro tempo, proprio per la sua configurazione postmoderna, non \u00e8 segnato da un ateismo polemico e militante. Tuttavia, una profonda crisi, che assume pi\u00f9 i contorni della <em>dimenticanza<\/em>, segna la fede cristiana, l\u2019appartenenza ecclesiale, i simboli stessi del cristianesimo e lo stesso contenuto del messaggio cristiano. Siamo in presenza di una vera e propria \u00abcrisi di Dio\u00bb, per lo pi\u00f9 manifestata da una sorta di abbandono del problema stesso di Dio, di uno spegnimento dell\u2019inquieta domanda religiosa: Dio \u00e8 semplicemente colui al quale non ci si riferisce pi\u00f9. Per usare una metafora il pi\u00f9 possibile eloquente, sembra che Dio sia stato messo ormai ai confini della vita e della societ\u00e0, relegato ai margini delle esistenze e della coscienza; e, tuttavia, proprio questa situazione potrebbe rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 da cogliere, dal momento che \u00e8 la stessa fede cristiana a situare Dio \u00abai confini\u00bb: un Dio che ha lasciato i cieli per varcare la soglia della storia umana, un Dio che abita i confini pi\u00f9 fragili dell\u2019esistenza umana e che, morendo fuori dalle mura della citt\u00e0, sul \u00abconfine\u00bb, attraversa il confine della morte e la illumina di vita nuova. Egli, con la sua misericordia e compassione, annuncia al centro della nostra vita e della nostra storia che rinascere \u00e8 sempre possibile, perch\u00e9 ogni limite \u00e8 un confine che possiamo superare in quanto luogo abitato dalla sua presenza e beneficato dal suo passaggio. Anche come Chiesa, allora, raccogliendo l\u2019invito che dall\u2019inizio del suo pontificato papa Francesco ci ha rivolto, dobbiamo situarci senza paura lungo i confini: stare sulla soglia, uscire dalle nostre comodit\u00e0 e sicurezze, avviare un processo di trasformazione della nostra mentalit\u00e0 spirituale e pastorale. Il primo compito di una Chiesa che intende \u00ababitare le frontiere\u00bb del nostro tempo, senza moralismi o rigidit\u00e0, \u00e8 quello di procedere a un nuovo discernimento della cultura. Allo stesso tempo, il cristianesimo non si appiattisce alla cultura del tempo semplicemente accogliendone gli impulsi e le dimensioni; il discernimento implica anche un \u00abgiudizio\u00bb che il vangelo esprime sulla cultura laddove essa si presenta con visioni antropologiche riduttive o con i segni del male che, in tutte le sue forme pi\u00f9 variegate, schiavizza la persona umana e ferisce la sua dignit\u00e0 e la sua libert\u00e0. Ci\u00f2 significa che occorre un cristianesimo ospitale verso il contesto ma, al contempo, capace di creare una nuova cultura, di allargare gli orizzonti della vita, di mettere sotto accusa ci\u00f2 che degrada l\u2019uomo e i popoli, di inaugurare nuove forme e nuovi stili di convivialit\u00e0, fraternit\u00e0 e comunione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che urge \u00e8 il <em>discernimento della cultura<\/em>, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di entrare con gentilezza e rispetto nella storia, interpretare il vissuto dei nostri destinatari, entrare nel campo delle loro immagini, dei loro linguaggi e dei simboli della loro vita, cercando di scoprire il bene nascosto, l\u2019opera silenziosa dello Spirito, la segreta presenza del mistero divino e, al contempo, cercando di elevare questo patrimonio e di trasformare le ombre annunciando la luce del vangelo.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Sfide del nostro tempo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel processo di discernimento dell\u2019odierna cultura, possono essere individuate alcune sfide che caratterizzano il nostro tempo. Ci si pu\u00f2 chiedere: cosa c\u2019\u00e8 sulla soglia oggi? Quali sono i confini verso cui come comunit\u00e0 cristiana dobbiamo muoverci e che implicano un rinnovato slancio nell\u2019evangelizzazione? Certamente quello attuale \u00e8 anzitutto un tempo segnato da una visione secolarista della vita. La secolarizzazione si \u00e8 spostata da un livello puramente sociologico ed esteriore, al pi\u00f9 profondo livello dell\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019uomo, della sua visione generale e dei suoi stili di vita. Come afferma Charles Taylor, sono cambiate le condizioni interiori che consentono o ostacolano l\u2019accesso alla fede:<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> a essere in crisi \u00e8 anzitutto il cambiamento delle condizioni di possibilit\u00e0 del credere dovuto alla secolarizzazione. Il fenomeno, cio\u00e8, riguarda <em>l\u2019immaginazione spirituale<\/em>. La secolarizzazione, infatti, agisce oggi in profondit\u00e0, restringendo il desiderio dell\u2019uomo, rimpicciolendo le speranze che vanno oltre l\u2019immediato, condizionando il nostro immaginario interiore e quindi la nostra interpretazione della vita. In questo orizzonte si colloca quella nuova forma di <em>assenza di Dio<\/em> che non \u00e8 un vero e proprio ateismo ma, come si diceva, una sorta di dimenticanza, una indifferenza religiosa, un\u2019apatia nei confronti della domanda su Dio. Si preferisce semplicemente visitare il mondo, senza domande, assuefatti alla dittatura del consumismo e della fretta, incapaci di spazi di silenzio e di vere relazioni personali e, in tale situazione, per Dio e per la fede non c\u2019\u00e8 posto.<\/p>\n<p>Questa condizione pone al cristianesimo alcune sfide che andrebbero affrontate sia sul piano pi\u00f9 strettamente teologico che su quello ecclesiale. Anzitutto, dinanzi a una simile e complessa evoluzione del mondo della coscienza personale, occorre reinvestire tutte le energie cristiane ed ecclesiali su un rinnovato annuncio del vangelo. L\u2019evangelizzazione va rimessa al centro di ogni azione spirituale ed ecclesiale. Non limitandosi a un qualche aggiornamento dei linguaggi e di altre mediazioni, quanto dell\u2019impegno a riproporre in modo nuovo la vicinanza\/prossimit\u00e0 di Dio svelataci in Ges\u00f9 Cristo, come promessa di felicit\u00e0 per la vita umana e compimento della storia. Si tratta quindi di uno sforzo corale per riproporre la fede stessa non come un contenuto di verit\u00e0 astratte, un insieme di informazioni da imparare o di comandamenti da osservare, ma come l\u2019evento decisivo di un incontro personale con Dio. Ci\u00f2 implica un rinnovamento dei linguaggi, un totale capovolgimento degli attuali approcci alla catechesi dell\u2019infanzia, una visione generale che liberi l\u2019evangelizzazione dal rischio di ridursi a semplice trasmissione intellettuale\/conoscitiva di un contenuto, per diventare \u00abgenerativa\u00bb, cio\u00e8 per \u00abiniziare\u00bb alla fede e a relazioni umane fondate sull\u2019amore.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica un intenso lavoro di purificazione del nostro immaginario, dei nostri linguaggi e, in particolare, delle immagini e rappresentazioni di Dio che pratichiamo. E qui emerge una seconda sfida intimamente connessa alla prima: purificare e trasformare le nostre immagini di Dio. Evangelizzare s\u00ec, ma quale Dio? Tutto ci\u00f2 che nell\u2019evangelizzazione, nei linguaggi, nelle forme del credere e in quelle ecclesiali si pu\u00f2 fare, dovrebbe tendere ad annunciare e manifestare il Dio che si \u00e8 rivelato in Ges\u00f9, Dio della compassione e della tenerezza, Dio della libert\u00e0 che non si sostituisce all\u2019uomo e non pretende di governare tutto dall\u2019alto, Dio amico dell\u2019uomo. Il tema dell\u2019immagine di Dio \u00e8 altres\u00ec legato a quello dell\u2019immagine, della forma e dello stile di Chiesa. Nella societ\u00e0 laica, secolarizzata e plurale in cui viviamo, molte sono le sfide che interessano anche <em>il modo di essere e di vivere la comunit\u00e0 cristiana<\/em>, a cominciare dalla necessit\u00e0 di una nuova configurazione del rapporto tra parrocchia e territorio, che tenga maggiormente conto dei ritmi attuali di vita nell\u2019odierna. Una Chiesa che si presenti ancora col volto arcigno, come unico e assoluto deposito della verit\u00e0 al di fuori del quale non c\u2019\u00e8 salvezza e che preferisca il registro della condanna invece che quello del vangelo, non pu\u00f2 essere attraente. Vincendo la preoccupazione della rilevanza sociale e politica, la Chiesa dovr\u00e0 pensare se stessa come comunit\u00e0 in cammino in mezzo ai travagli della vita, pellegrina, che nella storia accompagna i suoi figli alla scoperta del Regno.<\/p>\n<p>Si tratta di mediare l\u2019annuncio del vangelo per farne emergere il suo contenuto di liberazione e la capacit\u00e0 di promuovere anche uno stile di vita alternativo. Allo stesso tempo, un cristianesimo critico verso certi meccanismi di schiavit\u00f9 diventa anche capace di compassione; \u00e8 un cristianesimo che si preoccupa di promuovere un pieno umanesimo nella direzione della giustizia evangelica contro ogni economia che esclude, e testimonia nelle opere prima ancora che nelle parole, la compassione di Ges\u00f9. Egli, testimone dell\u2019amore di Dio e della speranza del Regno, si coinvolge con viscere di misericordia nella vita delle persone e si impegna a curarne le ferite e guarirle. Dovrebbe essere questa una fondamentale attivit\u00e0 della Chiesa: preoccuparsi della sofferenza delle persone e lavorare alla loro felicit\u00e0, essere cio\u00e8 una \u00abreligione sensibile al dolore\u00bb<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> o \u2013 per riprendere papa Francesco \u2013 un ospedale da campo.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0Cf. \u00c9. Paulat, <em>L\u2019era post-cristiana. <\/em><em>Un mondo uscito da Dio<\/em>, SEI, Torino 1996.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0Cf. J. Vernette, <em>L\u2019ateismo<\/em>, Xenia, Milano 2000, pag. 1.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>\u00a0P. Tillich, <em>L\u2019irrilevanza e la rilevanza del messaggio cristiano per l\u2019umanit\u00e0 di oggi<\/em>, Queriniana, Brescia 2021, p. 31.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u00a0C. Taylor, <em>L\u2019et\u00e0 secolare<\/em>, Feltrinelli, Milano 2009, p. 13.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0Cf. J.B. Metz, <em>Memoria Passionis. Un ricordo provocatorio nella societ\u00e0 pluralistica<\/em>, p. 154.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Tratto da Orientamenti Pastorali, 6\/2023, EDB. Tutti i diritti riservati<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Cosentino &#8211;\u00a0officiale della Segreteria di Stato, docente di teologia presso la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana La verit\u00e0 cristiana non \u00e8 un contenuto teorico statico, a &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2531,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[230,239,238],"class_list":["post-2537","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-cultura","tag-modernita","tag-post-umanesimo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2537"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2538,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2537\/revisions\/2538"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}