{"id":2389,"date":"2023-02-28T12:16:04","date_gmt":"2023-02-28T11:16:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=2389"},"modified":"2023-02-28T12:16:04","modified_gmt":"2023-02-28T11:16:04","slug":"i-presbiteri-formati-alla-sinodalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2023\/02\/28\/i-presbiteri-formati-alla-sinodalita\/","title":{"rendered":"I presbiteri formati alla sinodalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #000000\">Luigi Mansi &#8211; vescovo di Andria<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Vorrei iniziare questo contributo esprimendo innanzitutto una preoccupazione o meglio, se vogliamo, un auspicio: che la parola <em>sinodalit\u00e0<\/em>, in questa stagione che la Chiesa sta vivendo in seguito alle sollecitazioni che le vengono dal magistero e dalla guida di papa Francesco, non diventi una parola da mettere a ogni costo in ogni contesto, per continuare poi a dire e a fare sempre le stesse cose e, in definitiva, non cambiare niente. \u00c8 un pericolo reale che chi pratica cose di Chiesa, ed \u00e8 familiare con il cosiddetto <em>ecclesialese, <\/em>non fa fatica a percepire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Fatta questa premessa, sgombrato dunque subito il campo da ogni possibile fraintendimento, cominciamo a parlare di quanto sia importante per l\u2019esercizio del ministero sacro il tema della <em>sinodalit\u00e0<\/em>. Qui ci riferiremo in modo particolare ai presbiteri. E ritengo che, per quanto sia ovvio e scontato, occorre che ci diciamo subito, con grande realismo, che la vita della Chiesa, nel suo dispiegarsi nella quotidianit\u00e0 delle varie comunit\u00e0, di fatto sta sulle spalle dei preti, sono essi che sono \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 tutti i giorni in trincea o, per usare un\u2019altra immagine che ha il pregio della concretezza, tirano ogni giorno la carretta, a contatto quotidiano con la gente. Per cui \u00e8 oltremodo importante che i presbiteri siano persone educate alla sinodalit\u00e0, a cominciare dalle intime convinzioni fino alle scelte concrete sul piano della guida pastorale del popolo a essi affidato. Decisamente non \u00e8 pi\u00f9 tempo (se mai lo \u00e8 stato) di una conduzione solitaria della pastorale, ciascuno nella propria parrocchia. Sia perch\u00e9 i numeri delle forze in campo non ce lo permettono pi\u00f9, e sia, soprattutto, perch\u00e9 \u00e8 ora di attuare l\u2019ecclesiologia conciliare, senza aspettare pi\u00f9, soprattutto senza \u00abse\u00bb e senza \u00abma\u00bb. I tempi ce lo chiedono.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000\">Essere presbiterio<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Per parlare dunque di sinodalit\u00e0, la prima consapevolezza che va recuperata, direi con urgenza, da parte dei presbiteri \u00e8 quella di essere <em>presbiterio,<\/em> e questo va realizzato a cominciare dai tempi dell\u2019orientamento e del discernimento vocazionale e poi della formazione al ministero. Forse il tema del far parte di un <em>corpus <\/em>non \u00e8 sufficientemente praticato e declinato nel tempo del primo orientamento vocazionale. Per il ministero sacro ci si accontenta del pi\u00f9 sbrigativo \u00ab<em>diventare prete<\/em>\u00bb, come se si trattasse di un qualcosa che riguarda una persona, quella persona e basta. Eppure, il cammino di formazione si svolge in un contesto di vita comunitaria (i seminari)! Evidentemente durante gli anni della formazione questo dato talvolta viene sub\u00ecto come disciplinare e non vissuto come un\u2019educazione del cuore. Ne viene che l\u2019attitudine al camminare insieme dovrebbe essere un criterio da considerare seriamente circa l\u2019autenticit\u00e0 vocazionale di tanti cammini. E ci si dovrebbe rassegnare con pi\u00f9 lungimiranza ad avere qualche prete in meno che non averne tanti che non avvertono affatto il loro ministero come realt\u00e0 collegiale. I tipi solitari che si chiudono in camera, con la scusa che hanno troppo da studiare e che mal sopportano tutto ci\u00f2 che \u00e8 comunitario, dovrebbero far seriamente preoccupare gli educatori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Ab initio, <\/em>infatti, non era cos\u00ec. I testi neotestamentari che parlano del ministero presbiterale usano sempre il termine al plurale: <em>presbiteri, collegio dei presbiteri. <\/em>E se \u00e8 pur vero che l\u2019articolazione del ministero nelle comunit\u00e0 delle origini non coincide in modo pieno con quella che si \u00e8 codificata poi nel tempo, tuttavia \u00e8 fin troppo chiaro che il ministero sacro \u00e8 concepito nel Nuovo Testamento come una realt\u00e0 intimamente collegiale.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000\">Ascoltare<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Per un ministro sacro l\u2019ascoltare \u00e8 il primo ineludibile capitolo dell\u2019azione pastorale, un verbo da declinare in ogni direzione: ascoltare la Parola innanzitutto, poi ascoltare il vescovo, ascoltare gli altri confratelli, costituiti nello stesso ministero, ascoltare la propria gente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Nel nostro discorso ascolta la Parola significa <em>ascoltare<\/em> <em>insieme<\/em>, per educarsi a fare discernimento pastorale a partire da qui, dalla Parola ascoltata insieme, prima ancora che dalle analisi delle situazioni fatte su base sociologica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Vado subito al seguito: ascoltare il vescovo, il suo magistero, le sue linee guida nell\u2019organizzare il cammino di Chiesa. \u00c8 molto importante tutto questo; il vescovo, infatti, ha il senso dell\u2019insieme e di quello si fa voce nel momento in cui offre la sua lettura della realt\u00e0. Dovremo dirci con grande franchezza che noi preti non facciamo il bene della Chiesa quando non ascoltiamo o addirittura snobbiamo il vescovo e il suo magistero, il pi\u00f9 delle volte per sostituire a esso il nostro magistero, con il quale ci costituiamo una nostra infallibilit\u00e0 e insindacabilit\u00e0 di giudizio e di operativit\u00e0 pastorale. Inoltre, anche il presente contributo si riferisce ai presbiteri, ritengo che non sia fuori luogo auspicare pi\u00f9 ascolto dei preti da parte dei vescovi i quali, talvolta, dimenticano molto presto i trascorsi della loro vita da preti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Ascoltare poi gli altri confratelli, partecipi dello stesso ministero: si nutre anche di questo l\u2019esercizio della sinodalit\u00e0 da parte dei presbiteri. Si ascolta se c\u2019\u00e8 l\u2019umile convinzione di non avere il monopolio della verit\u00e0 e perci\u00f2 si avverte fin dal profondo l\u2019intima convinzione che dagli altri, anche uno solo, si ha sempre da imparare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Ma educarsi alla sodalit\u00e0 vuol dire anche educarsi ad ascoltare le voci della storia, degli uomini e delle donne del nostro tempo. Questo passaggio \u00e8 altrettanto essenziale. Il versetto giovanneo del <em>Verbo che si fece carne<\/em> dovrebbe essere programma di vita di ogni ministero. Un prete non \u00e8 un buon prete se \u00e8 perfetto nella gestione della vita liturgica, se usa paramenti all\u2019ultima moda, se \u00e8 preciso nelle cose amministrative, ma poi sul piano pastorale \u00e8 disattento alla vita, alla storia e alle storie della sua gente, se le sue relazioni con le persone sono eccessivamente mediate dal ruolo. Peggio se convoca il consiglio pastorale solo per chiedere conferme a quanto egli ha gi\u00e0 deciso (questo, in verit\u00e0, accade talvolta anche nei consigli pastorali diocesani) e non invece per chiedere aiuti concreti innanzitutto nella lettura della realt\u00e0. Gli odori delle essenze degli incensi e gli ori dei nostri vasi sacri talvolta diventano tamponi che non ci fanno assaporare gli odori della vita delle pecore, come ama dire papa Francesco.<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000\">Sincronizzare il passo<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sincronizzare il passo vuol dire che in questo popolo in cammino, in particolare nei nostri presbit\u00e8ri, occorre che portiamo tutti lo stesso passo, non c\u2019\u00e8 posto per chi corre, magari perch\u00e9 vuole assaporare il gusto (e la gloria!) di arrivare primo e chi va piano perch\u00e9 non ce la fa o anche perch\u00e9 non \u00e8 del tutto convinto che bisogna raggiungere la meta verso la quale camminano tutti. Sincronizzare il passo vuol dire avere a cuore che si cammini insieme, per il gusto e la gioia di camminare insieme, sapendo che mentre si cammina, mentre si condivide la gioia e la fatica del cammino, si parla insieme, si condividono idee, progetti da fare quando si sar\u00e0 giunti alla meta, si condividono storie, desideri, sogni e speranze che la stessa meta ispira, si sperimentano insieme la fatica del camminare e la gioia delle mete conquistate<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"color: #000000\">Bandire i protagonismi, ma valorizzare i talenti e i carismi di ciascuno<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Non \u00e8 difficile ritrovarsi tutti d\u2019accordo sul fatto che uno degli ostacoli pi\u00f9 seri alla realizzazione della sinodalit\u00e0 come stile di Chiesa sia una certa tendenza al protagonismo di certa parte del clero (<em>\u2026anche nell\u2019episcopato?<\/em>). Protagonismo inteso come tendenza a sentirsi e a proporsi come il centro della parrocchia. Abituati a essere al centro dell\u2019altare nelle celebrazioni, ci si convince di essere il centro in tutto il resto della vita della Chiesa. E si dimenticano alcuni dati essenziali. Innanzitutto, che il centro della Chiesa \u00e8 Cristo Signore e non noi, e poi che presiedere non equivale semplicemente a comandare, o ad aver sempre e comunque ragione su tutto. Il protagonismo fa s\u00ec che tante volte i preti non vogliono ascoltare i laici, i confratelli, tanto meno il vescovo, come si diceva pocanzi. \u00ab<em>Faccio io, cos\u00ec faccio prima<\/em>\u00bb, \u00e8 l\u2019espressione che talvolta si ascolta nei nostri ambienti. Inutile nascondercelo: in molti ragioniamo cos\u00ec; l\u2019ascolto degli altri \u00e8 concepito come una perdita di tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Ma bandire il protagonismo non vuol dire appiattire tutto. Certo, e per fortuna, non siamo tutti uguali, ciascun prete nel suo presbiterio \u00e8 portatore di carismi, di attitudini, di talenti, ed \u00e8 un bene che queste ricchezze individuali non vengano azzerate ma conosciute innanzitutto, poi riconosciute e valorizzate, in modo che giovino alla causa comune. Talvolta capita invece che, in un presbiterio, un carisma o un talento di un prete (la predicazione, il canto e la musica, l\u2019arte, il giornalismo, l\u2019impegno nel campo della cultura\u2026) venga facilmente usato ai fini della realizzazione personale del singolo, se pur al servizio di finalit\u00e0 buone per la costruzione di un generico \u00abRegno di Dio\u00bb, ma difficilmente entra come elemento importante dentro un progetto pastorale elaborato con stile sinodale. Resto convinto che tante difficolt\u00e0 presenti nei cammini pastorali di tante nostre Chiese siano riconducibili ad alcune \u00ab<em>miserie umane<\/em>\u00bb!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Molte altre annotazioni si potrebbero aggiungere, ma penso che queste poche note possano bastare a far crescere la convinzione che, come si diceva all\u2019inizio, sinodalit\u00e0 non \u00e8 la parola magica del momento, ma una urgenza che i tempi impongono alla vita e alla prassi della Chiesa. Ad essa dovremmo con un po\u2019 di umilt\u00e0 convertirci un po\u2019 tutti, se davvero vogliamo bene alla Chiesa che serviamo con il nostro ministero e se vogliamo che il nostro servizio sia davvero all\u2019altezza dei tempi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>Estratto del numero 3(2016) di Orientamenti Pastorali. EDB (tutti i diritti riservati)<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Mansi &#8211; vescovo di Andria Vorrei iniziare questo contributo esprimendo innanzitutto una preoccupazione o meglio, se vogliamo, un auspicio: che la parola sinodalit\u00e0, in &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":2390,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[228,12],"class_list":["post-2389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-presbitero","tag-sinodalita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2389"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2391,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2389\/revisions\/2391"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}