{"id":1955,"date":"2022-03-31T16:36:31","date_gmt":"2022-03-31T14:36:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1955"},"modified":"2022-03-31T16:36:31","modified_gmt":"2022-03-31T14:36:31","slug":"stiamo-per-essere-sommersi-dalla-poverta-del-terzo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2022\/03\/31\/stiamo-per-essere-sommersi-dalla-poverta-del-terzo-mondo\/","title":{"rendered":"Stiamo per essere sommersi dalla povert\u00e0 del Terzo Mondo?"},"content":{"rendered":"<p><em>Maurizio Ambrosini &#8211;\u00a0professore ordinario di scienze sociali e politiche, sociologia dell\u2019ambiente e del territorio, Universit\u00e0 degli studi di Milano<\/em><\/p>\n<p>L\u2019dea diffusa di un nesso diretto tra povert\u00e0 e migrazioni \u00e8 senza dubbio approssimativa. Certo, le disuguaglianze tra regioni del mondo, anche confinanti, spiegano una parte delle motivazioni a partire. Anzi, si pu\u00f2 dire che i confini siano il maggiore fattore di disuguaglianza su scala globale. Pesano pi\u00f9 dell\u2019istruzione, del genere, dell\u2019et\u00e0, del retaggio familiare. Un bracciante agricolo nell\u2019Europa meridionale guadagna pi\u00f9 di un medico in Africa: questo fatto rappresenta un incentivo alla mobilit\u00e0 attraverso i confini.<\/p>\n<p>Nel complesso per\u00f2 i migranti internazionali sono una piccola frazione dell\u2019umanit\u00e0: rappresentano all\u2019incirca il 3,6% della popolazione mondiale: in cifre, intorno ai 281 milioni su quasi otto miliardi di esseri umani: all\u2019incirca una persona ogni 30. Ci\u00f2 significa che le popolazioni povere del mondo hanno in realt\u00e0 un accesso assai limitato alle migrazioni internazionali, e soprattutto alle migrazioni verso il nord globale. Il temuto sviluppo demografico dell\u2019Africa non si traduce in spostamenti massicci di popolazione verso l\u2019Europa o altre regioni sviluppate. I movimenti di popolazione nel mondo avvengono soprattutto tra Paesi limitrofi o comunque all\u2019interno dello stesso continente (87% nel caso della mobilit\u00e0 dell\u2019Africa sub-sahariana), con la sola eccezione dell\u2019America settentrionale, che attrae immigrati dall\u2019America centro-meridionale e dagli altri continenti.<\/p>\n<p>I maggiori Paesi di emigrazione sono nell\u2019ordine India, Messico, Russia, Cina. Nessun Paese africano, nessun Paese poverissimo: Paesi intermedi, e anche in sviluppo.<\/p>\n<p>In questo scenario, la povert\u00e0 in senso assoluto ha un rapporto negativo con le migrazioni internazionali, tanto pi\u00f9 sulle lunghe distanze. Le migrazioni sono processi selettivi, che richiedono risorse economiche, culturali e sociali: occorre denaro per partire, che le famiglie investono nella speranza di ricavarne dei ritorni sotto forma di rimesse; occorre una visione di un mondo diverso, in cui riuscire a inserirsi pur non conoscendolo; occorrono risorse caratteriali, ossia il coraggio di partire per cercare fortuna in Paesi lontani, di cui spesso non si conosce neanche la lingua, di affrontare vessazioni, discriminazioni, solitudini, imprevisti di ogni tipo; occorrono risorse sociali, rappresentate specialmente da parenti e conoscenti gi\u00e0 insediati e in grado di favorire l\u2019insediamento dei nuovi arrivati. Come ha detto qualcuno, i poverissimi dell\u2019Africa di norma non riescono neanche ad arrivare al capoluogo del loro distretto. Di conseguenza, la popolazione in Africa potr\u00e0 anche aumentare, ma senza una sufficiente dotazione di risorse e senza una domanda di lavoro almeno implicita da parte dell\u2019Europa, non arriver\u00e0 fino alle nostre coste.<\/p>\n<p>I migranti, dunque, come regola non provengono dai Paesi pi\u00f9 poveri del mondo. Certo, gli immigrati arrivano soprattutto per migliorare le loro condizioni economiche e sociali, inseguendo l\u2019aspirazione a una vita migliore di quella che conducevano in patria. Ma questo miglioramento \u00e8 appunto comparativo, e ha come base una certa dotazione di risorse. Lo mostra con una certa evidenza uno sguardo all\u2019elenco dei Paesi da cui provengono.\u00a0 Per l\u2019Italia, la graduatoria delle provenienze vede nell\u2019ordine: Romania (1.137.000), Marocco (398.000), Albania (381.000), Cina (280.000), Ucraina (223.000). Nessuno di questi \u00e8 annoverato tra i Paesi pi\u00f9 poveri del mondo, quelli che occupano le ultime posizioni nella graduatoria basata sull\u2019indice di sviluppo umano dell\u2019ONU: un complesso di indicatori che comprendono non solo il reddito, ma anche altre importanti variabili come i tassi di alfabetizzazione, la speranza di vita alla nascita, il numero di posti-letto in ospedale in proporzione agli abitanti<strong>. <\/strong><\/p>\n<p>Per le stesse ragioni, i migranti non sono i pi\u00f9 poveri dei loro Paesi: mediamente, sono meno poveri di chi rimane. E pi\u00f9 vengono da lontano, pi\u00f9 sono selezionati socialmente. Chi arriva da pi\u00f9 lontano, fra l\u2019altro, necessita di un progetto pi\u00f9 definito e di lunga durata, non pu\u00f2 permettersi di fare sperimentazioni o andirivieni: deve essere determinato a rimanere e a lavorare per ripagare almeno le spese sostenute e gli eventuali prestiti ricevuti. Ha anche bisogno di teste di ponte pi\u00f9 solide, ossia di parenti o connazionali affidabili che lo accolgano e lo aiutino a sistemarsi.<\/p>\n<p>Un caso per certi versi opposto \u00e8 quello di una categoria di emigranti emersa nel dibattito recente, quella dei rifugiati ambientali. Il concetto sta conoscendo una certa fortuna, perch\u00e9 consente di collegare la crescente sensibilit\u00e0 ecologica, la preoccupazione per i cambiamenti climatici e la protezione di popolazioni vulnerabili del sud del mondo. Ora, \u00e8 senz\u2019altro vero che ci sono nel mondo popolazioni costrette a spostarsi anche per cause ambientali, direttamente indotte come nel caso della costruzione di dighe o di installazioni petrolifere, o provocate da desertificazioni, alluvioni, avvelenamenti del suolo e delle acque. Ma le migrazioni difficilmente hanno una sola causa, e le crisi ambientali si sommano semmai ad altre cause di fragilit\u00e0. Inoltre, che questi spostamenti forzati si traducano in migrazioni internazionali, soprattutto sulle lunghe distanze, \u00e8 molto pi\u00f9 dubbio. \u00c8 pi\u00f9 probabile che i contadini scacciati dalla loro terra ingrossino le megalopoli del Terzo Mondo, anzich\u00e9 arrivare in Europa. Va aggiunto che l\u2019esodo dal mondo rurale \u00e8 una tendenza strutturale, difficile da rovesciare, in Paesi in cui la popolazione impegnata nell\u2019agricoltura supera il 50% dell\u2019occupazione complessiva.<\/p>\n<p><em>L\u2019intero articolo su Orientamenti Pastorali n.3(2022), EDB, Bologna. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maurizio Ambrosini &#8211;\u00a0professore ordinario di scienze sociali e politiche, sociologia dell\u2019ambiente e del territorio, Universit\u00e0 degli studi di Milano L\u2019dea diffusa di un nesso diretto &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1956,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[185,184],"class_list":["post-1955","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-economia","tag-migranti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1955"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1955\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1957,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1955\/revisions\/1957"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}