{"id":1917,"date":"2022-01-31T12:16:32","date_gmt":"2022-01-31T11:16:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1917"},"modified":"2022-01-31T12:16:32","modified_gmt":"2022-01-31T11:16:32","slug":"da-questa-crisi-possiamo-uscire-migliori-o-peggiori-quale-chiesa-dopo-la-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2022\/01\/31\/da-questa-crisi-possiamo-uscire-migliori-o-peggiori-quale-chiesa-dopo-la-pandemia\/","title":{"rendered":"\u00abDa questa crisi possiamo uscire migliori o peggiori\u00bb. Quale Chiesa dopo la pandemia?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Francesco Cosentino &#8211; docente di teologia fondamentale alla Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana<\/em><\/p>\n<p>Se proviamo a leggere la crisi come un\u2019occasione che a volte Dio stesso ci d\u00e0 per cambiare, allora siamo portati a chiederci quale lezione, anche come Chiesa, possiamo imparare dalla crisi scatenata dalla pandemia. Essa ha sconvolto e messo in crisi l\u2019ordinaria attivit\u00e0 ecclesiale e pastorale: le chiese chiuse al pubblico, le messe sospese, i sacramenti non celebrati, la presenza relazionale e caritatevole attiva intorno alle comunit\u00e0 parrocchiali di fatto annullata. Sorpresi e spiazzati da un eccesso di male, siamo stati costretti a fermarci.<\/p>\n<p>In generale, per\u00f2, la cosa che ci interessa di pi\u00f9 \u00e8 la consapevolezza di come la crisi della pandemia e alcune questioni liturgiche e pastorali emerse durante il lockdown, siano soltanto delle spie, che rivelano una crisi ben pi\u00f9 ampia e profonda, presente gi\u00e0 da tempo nel mondo occidentale.<\/p>\n<p>La recente pandemia, secondo le profetiche parole di papa Francesco, ci ha fatto vedere come fino a oggi abbiamo creduto di essere sani in un mondo che in realt\u00e0 era ammalato. E anche dal punto di vista spirituale ed ecclesiale, la crisi ha rivelato quanto da tempo si fa strada un profondo malessere nella relazione tra l\u2019annuncio della fede e le donne e gli uomini del nostro tempo.<\/p>\n<p>Oggi, in molte aree del mondo, assistiamo a un declino dell\u2019esperienza cristiana, nelle forme in cui l\u2019abbiamo conosciuta e tramandata per secoli. Molte persone faticano a integrare la parola liberante del vangelo nelle sfide quotidiane della loro esistenza, col rischio che la potenza della fede si riduca alla debolezza di un credere superficiale, puramente religioso o folkloristico;<\/p>\n<p>Tuttavia, la crisi pu\u00f2 essere un tempo provvidenziale, un invito a scoprire una nuova strada nel deserto che viviamo, l\u2019occasione per trovare una \u00abbuona notizia\u00bb anche nel mezzo del dolore. Pi\u00f9 importante della crisi, dunque, \u00e8 la domanda con cui ci poniamo dinanzi a essa. Come stiamo davanti alla crisi? Qual \u00e8 il messaggio che la crisi porta con s\u00e9?<\/p>\n<p>Come Chiesa siamo chiamati a chiederci: si \u00e8 trattato di una parentesi nell\u2019attesa che tutto ritorni come prima oppure c\u2019\u00e8 una lezione da imparare? Come sta la nostra fede davanti alla crisi? Come sta la Chiesa davanti alla crisi? Quali opportunit\u00e0? Quale lezione imparare per la nostra relazione con Dio, il nostro modo e stile di essere Chiesa, la nostra spiritualit\u00e0?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 emerso nella pandemia riguarda innanzitutto quel rischio costante che accompagna il cristianesimo, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di coltivare una falsa e idolatrica immagine di Dio: dal Dio che dovrebbe risolvere il problema sanitario dall\u2019alto e con un evento straordinario, al Dio addirittura additato come responsabile della sciagura, magari per lanciarci un avvertimento se non proprio per punirci a causa del nostro peccato. Appare evidente che siamo in presenza di una vera e propria blasfemia del volto e del nome di Dio.<\/p>\n<p>Il nostro contesto \u00e8 segnato dalla pandemia e, perci\u00f2, non potremo fare a meno, come accadde per la riflessione teologica dopo Auschwitz, di mettere in connessione la fede cristiana in Dio con la sofferenza, la morte, la fragilit\u00e0 psicologica e le angosce generate dall\u2019evento pandemico.<\/p>\n<p><em>La<\/em><em> crisi mette in crisi Dio stesso<\/em>, cosicch\u00e9 ci liberiamo di Lui per ritrovarlo in modo totalmente nuovo. In tal senso, la crisi \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0: ci offre l\u2019occasione di liberarci di un Dio pre-moderno, che adesso punirebbe i suoi figli con un castigo per farli redimere; oppure un Dio che rimane chiuso nella sua impassibilit\u00e0 e indifferenza mentre il mondo soffre per una pandemia. Questa \u00e8 l\u2019occasione per guardare a Ges\u00f9, che ci mostra il Dio dell\u2019amore, che non castiga n\u00e9 invia flagelli, ma ci ama fino a condividere, portare e trasformare il nostro dolore.<\/p>\n<p>Guardando alla croce di Cristo possiamo riscoprire il volto di Dio da annunciare e da tradurre poi nello stile di Chiesa e nella pratica pastorale: il Dio che sta dalla parte della sconfitta, per risanare i cuori spezzati; il Dio compassionevole che si commuove, raccoglie le lacrime, scende nella storia per farsi offerta di liberazione, si lascia ferire e toccare dal nostro dolore, fino ad assumere in s\u00e9 la contraddizione della morte. Il Dio crocifisso, che nella carne di Ges\u00f9 inaugura una storia nuova in mezzo alla storia di sofferenze di un mondo abbandonato, e chiama anche noi a porre nel mondo segni di liberazione e giustizia.<\/p>\n<p>Grazie alla recente pandemia \u00e8 emerso come la comunit\u00e0 cristiana, una volta interrotta l\u2019esperienza delle attivit\u00e0 ordinarie, sia stata assalita dall\u2019incapacit\u00e0 di pensare e immaginare altro.<\/p>\n<p>A livello di esperienza ecclesiale possiamo innanzitutto evidenziare l\u2019idea che ancora sostiene il nostro modo di essere e di pensare la Chiesa, cio\u00e8 l\u2019idea che <em>la Chiesa sia una super-potenza<\/em> accanto alle altre potenze mondane e politiche. Perci\u00f2, nonostante l\u2019aggressivit\u00e0 del virus e il numero di contagiati e vittime, \u00e8 andata crescendo in alcuni settori una certa reazione alla decisione di sospendere le celebrazioni; alcuni hanno parlato di sottomissione dei vescovi e della Chiesa alla scienza e alla politica o, addirittura, di limitazione della libert\u00e0 di culto.<\/p>\n<p>La seconda idea riguarda il modo in cui in questo tempo di sospensione e smarrimento abbiamo vissuto la liturgia e in generale l\u2019azione pastorale, scivolando nella tentazione di concepire una <em>Chiesa-spettacolo<\/em>. Si \u00e8 considerato imprescindibile celebrare la messa e, perci\u00f2, la si \u00e8 fatta anche in streaming, a prescindere dalla presenza del popolo di Dio. Ci\u00f2 ha rispolverato l\u2019idea della messa come culto individuale e privato, come atto del prete, come rito ancorato alla spiritualit\u00e0 tridentina, con al centro il prete.<\/p>\n<p>Infine, nonostante i proclami, al centro non c\u2019\u00e8 ancora l\u2019annuncio del vangelo e una nuova iniziazione alla parola di Dio e alla preghiera, ma la preoccupazione sulla data delle prime comunioni e sulla ripresa degli orari delle messe.<\/p>\n<p>Eppure, nel tempo della pandemia sono nate interessanti sperimentazioni di preghiera in famiglia, di liturgie della Parola celebrate a casa, di celebrazioni domestiche preparate e vissute con tanto di segni e di sussidi.<\/p>\n<p>Questo pu\u00f2 insegnarci qualcosa e cambiare qualcosa. Ma chiediamoci: abbiamo educato il popolo di Dio all\u2019ascolto della parola di Dio? A pregare nella vita quotidiana? A saper celebrare con la vita quella messa che inizia e si celebra nei travagli dell\u2019esistenza e di ogni situazione umana?<\/p>\n<p>La pandemia allora ci invita a uscire dalle vecchie forme di un vecchio cattolicesimo; pi\u00f9 che la ripetizione di gesti liturgico-sacramentali via streaming, ritengo non siano da trascurare le altre iniziative pastorali che hanno aiutato le persone a ritrovarsi nella preghiera, nell\u2019ascolto della Parola e nello spezzare il pane, incoraggiandole a diventare esse stesse protagoniste consapevoli di questa esperienza. Abbiamo assistito a una rinascita della Chiesa domestica che non andrebbe archiviata come esperienza di passaggio dovuta all\u2019emergenza pandemica.<\/p>\n<p>La sfida che ci attende \u00e8 avvincente: invece di interpretare questa situazione come dettata dall\u2019emergenza, potremmo leggerla con intelligenza pastorale. Tutto ci\u00f2 non nasce spontaneamente, soprattutto considerando la seria situazione di crisi della fede che imperversa nell\u2019Occidente ormai da decenni. C\u2019\u00e8 bisogno di un rinnovato annuncio del vangelo per rendere possibile il messaggio cristiano in un\u2019epoca post-cristiana, oltre ogni irrilevanza.<\/p>\n<p>Non si tratta di un semplice aggiornamento nella comunicazione, ma di rimettere al centro l\u2019annuncio del vangelo. Dobbiamo avere il coraggio di lasciare andare molte altre cose nella nostra azione pastorale, per ritornare ad annunciare con passione il vangelo, concentrando tutte le energie per un rinnovato annuncio della Parola e, soprattutto, per cercare di mettere le persone a contatto con la figura di Ges\u00f9, uomo libero, appassionato, critico, solidale.<\/p>\n<p>Concludendo, si pu\u00f2 dire che la crisi pu\u00f2 essere un\u2019occasione importante per interrogarci nuovamente sulle false concezioni di Dio che ancora presiedono alcuni nostri discorsi e su un certo mondo devozionale attorno al quale giriamo. \u00c8 al contempo un\u2019occasione per ripensare i linguaggi dell\u2019annuncio. Sar\u00e0 anche un\u2019occasione positiva per uscire da una concezione pastorale, liturgica e pi\u00f9 in generale spirituale, fondata esclusivamente sulla celebrazione della messa e, per di pi\u00f9, in una visione tridentina che pone il prete al vertice. Al contempo, si pu\u00f2 riflettere su come, a fronte di numerose e spesso poco curate celebrazioni eucaristiche, ci sia ancora poco spazio per l\u2019annuncio, l\u2019evangelizzazione, le altre forme della preghiera cristiana, la centralit\u00e0 della parola di Dio, la <em>lectio divina<\/em>.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 impegna l\u2019immaginazione pastorale ed ecclesiale perch\u00e9 la pandemia sia una lezione da cui uscire cambiati anche come Chiesa, e non ci si limiti a restare prigionieri del \u00absi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>E alla domanda se siamo davvero gli ultimi cristiani, Tillard rispondeva ancora: \u00abSiamo certamente gli ultimi di tutto uno stile di cristianesimo\u00bb.<\/p>\n<p>(tratto da <em>Orientamenti Pastorali<\/em> n.12\/2021, EDB)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Francesco Cosentino &#8211; docente di teologia fondamentale alla Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana Se proviamo a leggere la crisi come un\u2019occasione che a volte Dio stesso &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1918,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[76,12,50],"class_list":["post-1917","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-pandemia","tag-sinodalita","tag-sinodo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1917"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1917\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1919,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1917\/revisions\/1919"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}