{"id":1853,"date":"2021-11-25T12:54:23","date_gmt":"2021-11-25T11:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1853"},"modified":"2021-11-25T12:54:23","modified_gmt":"2021-11-25T11:54:23","slug":"la-violenza-sulle-donne-e-la-falsa-uguaglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2021\/11\/25\/la-violenza-sulle-donne-e-la-falsa-uguaglianza\/","title":{"rendered":"La violenza sulle donne e la falsa uguaglianza\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><em>Giuseppe Savagnone\u00a0&#8211; responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell&#8217;arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu; scrittore ed editorialista.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il 25 novembre si\u00a0\u00e8\u00a0celebrata\u00a0la giornata contro la violenza sulle donne. Gi\u00e0 il fatto che sia\u00a0stato necessario istituire una simile ricorrenza dimostra che il problema \u00e8 grave. Mentre, nel corso degli ultimi anni, diminuisce progressivamente il numero complessivo di omicidi commessi nel nostro Paese, lo stesso non avviene per quelli che hanno come vittima le donne: 133 nel 2018, 111 nel 2019, 112 nel 2020, gi\u00e0 100 alla fine dell\u2019ottobre di questo 2021 (contro 93 alla stessa data nel 2020). E molti di questi fatti di sangue hanno come protagonisti i mariti o partner delle vittime.\u00a0L\u2019ultimo caso, agghiacciante, a Sassuolo, dove un uomo ha ucciso la compagna, Elisa\u00a0Mulas, con la madre e due figlioletti, dopo che la storia della coppia era ormai finita da qualche mese. Da allora l\u2019uomo minacciava la donna e proprio qualche giorno fa Elisa lo aveva denunciato. Purtroppo vanamente. Dopo la strage l\u2019omicida si \u00e8, a sua volta, tolto la vita.\u00a0Quello dei\u00a0femminicidi\u00a0\u00e8 uno dei pochi fenomeni su cui l\u2019opinione pubblica del nostro Paese si trova a convergere in una unanime condanna. Non sempre, per\u00f2, a questa compattezza nel denunciarne la gravit\u00e0 si accompagna uno sforzo adeguato per comprenderne le ragioni. Ci si ferma, per lo pi\u00f9, all\u2019indignazione, alle denunce generiche, ai buoni propositi, col serio rischio di cadere in una sterile retorica. Forse non guasterebbe un pizzico in pi\u00f9 di riflessione, che porterebbe inevitabilmente a porsi qualche domanda.<\/p>\n<p><strong>Un paradosso: uguaglianza e violenza\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 certo \u00e8 paradossale che la violenza contro le donne sia cresciuta proprio in una fase storica in cui finalmente \u00e8 stata loro riconosciuta (almeno in linea di principio: la pratica \u00e8 un\u2019altra cosa) la parit\u00e0 in moltissimi settori della vita sociale. Come mai in questo tempo, che vede riconosciuta (ripeto: almeno formalmente) l\u2019uguaglianza tra di due sessi, quello che pi\u00f9 ha fruito di questo riconoscimento (finalmente!) si trova ad essere oggetto di violenza?\u00a0Un tentativo di risposta potrebbe venire dalle analisi di uno dei maggiori studiosi contemporanei dell\u2019origine e del significato della violenza, il noto antropologo Ren\u00e9\u00a0Girard, il quale, nelle sue opere, ha sostenuto che la violenza non nasce malgrado l\u2019uguaglianza, ma proprio a causa di essa.\u00a0Per\u00a0Girard\u00a0la reciproca aggressivit\u00e0 tra gli esseri umani si scatena per un gioco mimetico, per un istinto di imitazione che spinge ciascuno a desiderare ci\u00f2 che gli altri desiderano. La violenza, nella sua forma selvaggia, incontrollata, nasce dalla perdita delle differenze che dovrebbero, distinguendoli, orientare i soggetti verso obiettivi diversi e consentire loro di rapportarsi armoniosamente.\u00a0\u00abNon sono le differenze\u00bb, nota lo studioso, \u00abma la loro perdita a provocare la rivalit\u00e0 pazza, la lotta a oltranza tra gli uomini di una stessa famiglia o di una stessa societ\u00e0\u00bb. Sono gli uguali a cozzare l\u2019uno contro l\u2019altro: \u00abDue desideri che convergono sullo stesso oggetto si fanno scambievolmente ostacolo.\u00a0Qualsiasi\u00a0mimesis\u00a0che verta sul desiderio va automaticamente a sfociare nel conflitto\u00bb.<\/p>\n<p>Per\u00a0Girard\u00a0emblematico di questa violenza mimetica \u00e8 il caso del fratricidio: Caino e Abele, Romolo e Remo\u2026\u00a0In questo scontro, i contendenti non si caratterizzano pi\u00f9 per la loro identit\u00e0, ma proprio perch\u00e9 la perdita di essa li mette tragicamente in condizione di non potersi pi\u00f9 differenziare: \u00abLa crisi getta gli uomini in un perpetuo affrontarsi che li priva di ogni carattere distintivo, di ogni \u2018identit\u00e0\u2019\u00bb.\u00a0\u00c8 la tragica esperienza della massificazione che, all\u2019insegna delle mode dominanti, appiattisce i singoli e li omologa.\u00a0Girard\u00a0evoca, a questo proposito, \u00abla metafora del diluvio che liquef\u00e0 ogni cosa, trasformando in poltiglia il mondo solido\u00bb.\u00a0Vi \u00e8 qualcosa di questa analisi che sembra appropriato al problema del\u00a0femminicidio. Anche in passato le donne venivano uccise, ma ci\u00f2 che caratterizza i\u00a0femminicidi\u00a0come fenomeno sociale contemporaneo \u00e8 il fatto che essi nascono spesso dalla giusta pretesa delle donne di godere degli stessi diritti e della stessa libert\u00e0 degli uomini. Di far valere, insomma, la loro tanto proclamata uguaglianza. \u00c8 questo che i loro partner non accettano, reagendo con la violenza.\u00a0Una violenza che, infatti, a bene vedere, non nasce \u2013 come nelle uccisioni di donne del passato \u2013 dalla prepotenza del maschio, ma dalla sua disperazione nello scoprire la propria debolezza di fronte all\u2019emergere della libert\u00e0 di un soggetto che non riesce pi\u00f9 a controllare. Una disperazione che a volte sfocia, come nel caso dell\u2019assassino di Elisa\u00a0Mulas, nel suicidio.<\/p>\n<p><strong>Autorealizzazione e omologazione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dunque soluzione a questa inquietante corrispondenza tra crescita nell\u2019uguaglianza e violenza sulle donne? Prima di accettare una simile conclusione sarebbe il caso di chiedersi se davvero l\u2019uguaglianza debba tradursi \u2013 come nella interpretazione datane da\u00a0Girard\u00a0\u2013 in una perdita delle differenze.\u00a0\u00c8 possibile una uguaglianza che non sia omologazione, che si realizzi cio\u00e8 non malgrado le diversit\u00e0, ma proprio attraverso di esse? Forse s\u00ec, ma a patto di superare alcuni luoghi comuni che oggi contribuiscono a questo appiattimento e, d conseguenza, danno luogo alla conflittualit\u00e0 selvaggia tra gli individui.\u00a0Uno \u00e8 sicuramente quello per cui, nella crisi generale dei valori e dei fini tradizionali, la sola molla delle nostre scelte \u00e8 rimasta la ricerca dell\u2019autorealizzazione. Se oggi si chiede a un giovane perch\u00e9 vuole fare una professione, per esempio quella del medico, nella stragrande maggioranza dei casi la risposta sar\u00e0 che vuole realizzarsi.\u00a0E in questo, sicuramente, vi \u00e8 qualcosa di valido, che l\u2019idea di missione, dominante nel passato, rischiava di lascare in ombra. Ma vi \u00e8 anche la caduta in un eccesso opposto, che nasconde, a sua volta, un aspetto decisivo.\u00a0Perch\u00e9 la medicina non \u00e8 nata affinch\u00e9 i medici si realizzino, ma per curare i malati. Come del resto qualunque altra professione, essa implica che la realizzazione dichi la pratica sia la conseguenza del perseguimento del fine proprio di quello specifico lavoro. La missione non \u00e8 tutto, ma non pu\u00f2 essere liquidata, come oggi avviene.\u00a0Qualcosa del genere vale per il rapporto di coppia. Se due persone si sposano o intraprendono una convivenza stabile solo perch\u00e9 ognuno dei due cerca in questo di realizzarsi, e non per costituire una famiglia \u2013 qualcosa di pi\u00f9, insomma, della somma dei rispettivi interessi \u2013 il risultato inevitabile sar\u00e0 la precariet\u00e0 di una relazione che durer\u00e0 solo finch\u00e9 uno dei due non avr\u00e0 l\u2019impressione che si pu\u00f2 realizzare meglio con una persona diversa dal suo attuale partner.\u00a0Lo slogan \u00abstiamo insieme finch\u00e9 stiamo bene insieme\u00bb implica che non ci sia \u2013 che non sia mai nata \u2013 una comunit\u00e0 vera, a cui sacrificare qualcosa dei propri interessi particolari. La crisi attuale di tanti matrimoni, come l\u2019instabilit\u00e0 di tante convivenze, \u00e8 legata a questa premessa.\u00a0Nel mito dell\u2019autorealizzazione, assolutizzata e resa indipendente dai suoi contenuti concreti, vengono inghiottite, come in un buco nero, le differenze di fini che distinguono la realizzazione di una persona da quella di un\u2019altra. Se tutti vogliono solo realizzarsi, non ci sono pi\u00f9 capacit\u00e0 e compiti specifici che caratterizzino la realizzazione di uno rispetto a quella dell\u2019altro.\u00a0Questo vale anche per l\u2019uomo e la donna. Alcune note studiose femministe (Butler,\u00a0Haraway) insistono sulla necessit\u00e0 per le donne di rinunziare alla prospettiva della maternit\u00e0. Naturalmente, in nome dell\u2019autorealizzazione.\u00a0In questa lotta per la stessa cosa \u2013 la vuota realizzazione di s\u00e9 \u2013 si traduce efficacemente anche la logica della societ\u00e0 neocapitalista, che distingue le presone non per quello che sono, nella loro inconfondibile e preziosa identit\u00e0, ma per il loro maggiore o minore successo.\u00a0L\u2019uguaglianza, come in \u00abSquid\u00a0game\u00bb, sta nell\u2019avere lo stesso punto di partenza per questa corsa alla sopravvivenza, anche a costo della vita degli altri.\u00a0In questo grande gioco gli uomini scoprono nelle donne delle concorrenti. E sperimentano il capovolgimento dei ruoli, perch\u00e9, adottando il loro stesso stile, esse spesso sono in grado di raggiungere risultati migliori.\u00a0Abituato da sempre a un predominio di genere, che prescindeva dalle qualit\u00e0 personali dei singoli e si fondava aprioristicamente sulla sua identit\u00e0 biologica, il maschio si trova spiazzato dall\u2019ascesa vertiginosa di donne sempre pi\u00f9 capaci di rimettere in discussione il suo primato sia nel campo degli studi e del lavoro, che in quello della vita sessuale ed affettiva.\u00a0Questo spiega perch\u00e9 l\u2019uguaglianza \u2013 \u201cquesta\u201d uguaglianza, che annulla le differenze perch\u00e9 sostituisce alle persone e ai loro desideri un corsa selvaggia all\u2019autorealizzazione \u2013 produca i\u00a0femminicidi. Il maschio, sgomento e infuriato, reagisce con la violenza. Verso l\u2019altra e, alla fine, verso se stesso.<\/p>\n<p><strong>Uomini e donne si possono salvare solo insieme\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ci vogliono le leggi, ci vogliono sistemi pi\u00f9 efficaci di tutela delle donne, ma nessuna risposta giuridica o di pubblica sicurezza pu\u00f2 sostituire quella che dovrebbe essere rappresentata da una rivoluzione culturale, capace di restituire all\u2019autorealizzazione i suoi contenuti e, con essi le differenze tra le persone.\u00a0Solo la ricoperta di un\u2019uguaglianza nella diversit\u00e0 potr\u00e0 garantire agli uomini il recupero della loro identit\u00e0 maschile, in una logica che non sia quella del potere e del dominio \u2013 come spesso \u00e8 stato in passato \u2013 e, alle donne, un\u2019emancipazione che non le liberi solo da una mortificante subordinazione, ma anche dai parametri culturali devianti mutuati proprio dal mondo maschile.\u00a0Per salvare le donne dalla violenza bisogna aiutare gli uomini a ritrovare se stessi in una prospettiva nuova, dove autorealizzazione e missione si compenetrino. E per salvare gli uomini bisogna aiutare le donne a vivere la loro giusta emancipazione a tutti i livelli \u2013 affettivo, professionale, politico \u2013 puntando sulla loro identit\u00e0, prima che sul successo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.tuttavia.eu\/2021\/11\/19\/la-violenza-sulle-donne-e-la-falsa-uguaglianza\/\">https:\/\/www.tuttavia.eu\/2021\/11\/19\/la-violenza-sulle-donne-e-la-falsa-uguaglianza\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Savagnone\u00a0&#8211; responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell&#8217;arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu; scrittore ed editorialista.\u00a0 Il 25 novembre si\u00a0\u00e8\u00a0celebrata\u00a0la giornata contro la violenza sulle &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1854,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[170,169],"class_list":["post-1853","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-donna","tag-violenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1853","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1853"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1860,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1853\/revisions\/1860"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1854"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}