{"id":1668,"date":"2021-08-30T20:01:22","date_gmt":"2021-08-30T18:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1668"},"modified":"2021-08-30T20:01:22","modified_gmt":"2021-08-30T18:01:22","slug":"chiesa-italiana-e-sinodo-in-cammino-verso-la-sinodalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2021\/08\/30\/chiesa-italiana-e-sinodo-in-cammino-verso-la-sinodalita\/","title":{"rendered":"Chiesa italiana e Sinodo: in cammino verso la sinodalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Riportiamo la trascrizione della trasmissione radiofonica su Radio Vaticana del 25 agosto u.s., condotta da Federico Piana, alla quale hanno partecipato mons. Domenico Sigalini e don Antonio Mastantuono, dedicata alla 70.ma Settimana di aggiornamento pastorale del COP. Segnaliamo che sono ancora disponibili alcune camere per il pernotto.<\/p>\n<p><strong>Conduttore: <\/strong>Ci soffermiamo questa mattina su quella che \u00e8, diciamo cos\u00ec, una tendenza della Chiesa italiana a camminare, a raggiungere la sinodalit\u00e0. Do il benvenuto a due ospiti che ci aiuteranno a capire meglio questo argomento, e sono Domenico Sigalini, vescovo emerito di Palestrina e presidente del Centro di orientamento pastorale, e don Antonio Mastantuono, pastoralista e vicepresidente del Cop. Questo argomento verr\u00e0 affrontato anche nella settantesima Settimana nazionale di aggiornamento pastorale del Centro di orientamento pastorale che si terr\u00e0 ad Assisi dal 6 all\u20198 settembre di quest\u2019anno. \u201cIn cammino verso il sinodo della Chiesa italiana\u201d: questo il titolo.<\/p>\n<p><strong>Mons. Sigalini<\/strong>: proprio questo \u00e8 il nostro lavoro come Centro di orientamento pastorale, cio\u00e8 quello di essere stato molto collegato all\u2019esperienza della Chiesa italiana perch\u00e9 ha come target molti parroci, molti vescovi e molti laici impegnati nella Chiesa, e adesso anche qualcuno che comincia ad allargare il suo orizzonte di cultura ecclesiale. Quindi a noi interessa soprattutto aiutare la proposta di questo cammino verso il sinodo. Il sinodo sta diventando una parola che usiamo molto e che assume sempre tanti significati e magari anche molto comodi e molto riduttivi. Allora ci sembrava importante che nella nostra Settimana facessimo un intervento abbastanza deciso, pi\u00f9 dal punto di vista teologico come dal punto di vista pastorale.<\/p>\n<p><strong>Conduttore:<\/strong> come si svolger\u00e0 questa settimana monsignor Sigalini? So che ci saranno tanti incontri, tanti ospiti e al centro ci sar\u00e0 questo tema che abbiamo detto, un tema portante, che poi vedremo anche in questa trasmissione.<\/p>\n<p><strong>Mons. Sigalini<\/strong>:\u00a0si svolge sicuramente con una cosa interessante, che \u00e8 la prima volta che ci capita, e sono grato al cardinale Gualtiero Bassetti che ha accettato. \u00c8 lui che ci introduce perch\u00e9 \u00e8 lui che poi ha definito, assieme ai suoi collaboratori pi\u00f9 stretti, vicepresidenti della CEI, questo tipo di orientamento e di cammino che la Chiesa italiana deve fare. Quindi su questa sinodalit\u00e0 non si torna indietro e si deve cominciare a lavorare in maniera seria. Allora avere lui che ci d\u00e0 questa introduzione a noi d\u00e0 garanzia di una correttezza di vita ecclesiale italiana e quindi di collaborazione a tutto campo.<\/p>\n<p>Poi avremo sicuramente una pensata su quale Chiesa \u201cdopo\u201d la pandemia (questo \u201cdopo\u201d lo mettiamo tra virgolette, perch\u00e9 non sappiamo se veramente dopo) perch\u00e9 evidentemente questo fatto ha influito e sta influendo molto sulle nostre comunit\u00e0 cristiane, sulla nostra vita di cittadini, ma anche sulla vita ecclesiale. E adesso magari i fedeli si accorgono ancora di pi\u00f9 che alcune limitazioni che ci sono state ci hanno un po\u2019 penalizzato nella nostra vita di comunit\u00e0. Allora partiamo tranquillamente, senza lamentele, e vediamo cosa vuol dire e che tipo di cambiamenti ci propone.<\/p>\n<p>Un altro elemento serio, quindi, \u00e8 quello di entrare in maniera concreta dentro la sinodalit\u00e0 della Chiesa. C\u2019\u00e8 una teologa, Serena Noceti, che ci dice che la singolarit\u00e0 non \u00e8 una specie di attivit\u00e0 che oggi c\u2019\u00e8 e domani non c\u2019\u00e8, ma \u00e8 una dimensione fondamentale della Chiesa. La Chiesa o \u00e8 sinodale o non \u00e8 Chiesa. Quindi per noi \u00e8 importante riuscire a cogliere che stiamo lavorando al cuore della vita ecclesiale. E poi una terza relazione sar\u00e0 quella di vedere la sinodalit\u00e0 come l\u2019ha proposta Francesco nella Evangeli gaudium. Sono tre interventi teologici molto seri, fondanti. Poi noi tradurremo questo discorso teologico anche con degli incontri che chiamiamo focus: delle piccole relazioni, dove il dibattito con le persone presenti \u00e8 molto ampio. Questa Settimana, la settantesima, la facciamo in presenza, finalmente, perch\u00e9 sarebbe stato l\u2019anno scorso il settantesimo, ma, come con le Olimpiadi, l\u2019abbiamo spostata di un anno. Ci saranno quindi alcuni focus \u2013 li chiamiamo cos\u00ec \u2013 dove ci sono persone specializzate in alcuni elementi della sinodalit\u00e0 che ci aiuteranno ad approfondire, in termini di concreta relazione ecclesiale, di vita ecclesiale, di vita parrocchiale, di vita interparrocchiale, come adesso la sinodalit\u00e0 stia assolutamente diventando prassi di tutte le diocesi italiane. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la parrocchia, il prete nel suo paese e basta, ma ci sono parrocchie, tutte messe assieme; le chiamavamo unit\u00e0 pastorali, anche se il termine non \u00e8 mai stato gradito moltissimo, per\u00f2 sta di fatto che sono esperienze che ci costringono ad essere pi\u00f9 missionari, e non soltanto perch\u00e9 mancano i preti, ma perch\u00e9 vogliamo essere missionari. Questi sono i focus che noi faremo per approfondire: le virt\u00f9 sinodali e la mistica della fraternit\u00e0. Essendo ad Assisi ci sembra assolutamente necessario che abbiamo a riflettere anche su questo esempio vivente, quello di San Francesco, di mistica della fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Conduttore:<\/strong> Entriamo nel merito del sinodo della Chiesa italiana. Secondo lei, don Antonio, che obiettivi dovr\u00e0 avere? Si sta camminando verso questo sinodo, un sinodo che sicuramente partir\u00e0 anche dal basso. Per\u00f2, secondo lei, quali sono due, tre obiettivi che ci vuole indicare?<\/p>\n<p><strong>Don Antonio Mastantuono<\/strong>: Un obiettivo di fondo \u00e8 quello di rispondere alla domanda quale Chiesa italiana in questo tempo; quali atteggiamenti, quali scelte la Chiesa italiana deve maturare in questo tempo. \u00c8 un percorso, come \u00e8 stato indicato, che parte dal basso per poi incrociare l\u2019alto. In fondo \u00e8 tutto un lavoro che dovrebbe coinvolgere tutte quante le comunit\u00e0 per avere poi un primo momento di sintesi e poi di rilancio. Ci\u00f2 che a me preme sottolineare di questa esperienza \u00e8 che possa diventare per una crescita della dimensione comunitaria, cio\u00e8 che non diventi un lavoro fatto con i soliti che girano attorno alle nostre parrocchie, ma che sia l\u2019accogliere l\u2019invito del papa dal basso. Che sia quindi il momento in cui le comunit\u00e0 abbiano il coraggio di aprirsi e di mettersi in ascolto dei loro territori, delle domande, delle attese della gente, e perch\u00e9 il vangelo possa realmente raggiungere: non si tratta tanto di avere come obiettivo delle modifiche o una riforma delle strutture, quanto invece ridare un\u2019anima, scuotere questo cammino della Chiesa che a volte d\u00e0 l\u2019impressione che sia un cammino a cui manca il respiro.<\/p>\n<p><strong>Conduttore:<\/strong> Ridare vitalit\u00e0, forza, il respiro in che modo, secondo lei? Quale sarebbe una delle strade percorribili?<\/p>\n<p><strong>Don Antonio Mastantuono:<\/strong> Una delle strade percorribili \u00e8 proprio quella dell\u2019ascolto, cio\u00e8 comunit\u00e0 che sono capaci di mettersi in ascolto non solo al proprio interno, ma anche realmente di accogliere l\u2019invito del Papa ad uscire, cio\u00e8 mettersi sulla soglia, sui confini per ascoltare coloro, per esempio, che sono credenti e non praticanti, coloro che magari hanno lasciato, che vivono ai margini della comunit\u00e0. In fondo si tratta realmente che una comunit\u00e0 risponda alla domanda: chi sono io come comunit\u00e0? E questo cammino, questa esperienza \u00e8 una esperienza che fa crescere la comunit\u00e0, perch\u00e9 pone delle domande di fondo: sono capaci di annunciare? che vangelo annuncio? come l\u2019annuncio? con quale linguaggio? Quali sono i luoghi umani che io abito? I luoghi della marginalit\u00e0, i luoghi del dolore, eccetera. L\u2019altro punto importante \u00e8 che avvenga una sorta di capovolgimento. In fondo \u00e8 sempre una Chiesa che parla e gli altri devono ascoltare. Sarebbe il momento in cui diventi una Chiesa che si pone in ascolto. Questo \u00e8 un appello forte alla corresponsabilit\u00e0 laicale, cio\u00e8 che realmente i laici aprano la loro bocca e comincino a parlare.<\/p>\n<p><strong>Conduttore:<\/strong> Monsignor Sigalini, siamo davvero a questo punto, ossia, le diocesi, le parrocchie, i laici sono pronti a questo salto? E aggiungo un\u2019altra domanda: secondo lei, oltre a questo vanno riformate anche le strutture, o le strutture possono aspettare?<\/p>\n<p><strong>Mons. Sigalini:<\/strong> Secondo me bisogna cominciare veramente dal basso, come diceva don Antonio, perch\u00e9 noi tutto sommato siamo sempre clericali, lo dico da vescovo, mi faccio tutte le mie colpe, come tutti ce le possiamo fare, perch\u00e9 tendenzialmente noi dobbiamo essere quelli che dirigono, quelli che fanno, quelli che impostano&#8230;. E tutto sommato abbiamo anche gi\u00e0 un minimo di democrazia, perch\u00e9 ascoltiamo, sentiamo. Ci\u00f2 non toglie che la preoccupazione della Chiesa debba essere soprattutto dei preti. E invece questo va assolutamente capovolto, perch\u00e9 abbiamo imparato anche dalle comunit\u00e0 che sono in Brasile, dove sono famose le comunit\u00e0 di base, che c\u2019erano allora, abbiamo imparato che occorre mobilitare di pi\u00f9 la responsabilit\u00e0 del cristiano, perch\u00e9 dalla sua conversione, dal suo modo di accogliere il vangelo noi veniamo nutriti e non soltanto dalla predicazione. C\u2019\u00e8 anche una vita che deve seguire. Quindi per questo noi siamo ancora un pochino in difficolt\u00e0. Perch\u00e9 per esempio adesso sta avvenendo che vengono messe assieme tante diocesi perch\u00e9 bisogna ridurre il numero dei vescovi, per\u00f2 assolutamente non ci sono prima dialoghi con le varie diocesi che vengono messe assieme. Dobbiamo parlare con queste persone. Vengono messe assieme tante parrocchie. Si parte dal fatto che non c\u2019\u00e8 il prete, ma non \u00e8 appena quello il motivo, ma dal fatto che non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec precisa la costruzione della comunit\u00e0. Allora quindi, come possiamo essere pi\u00f9 missionari? Qual \u00e8 il nostro tipo di apporto che ci sentiamo di dare? Cos\u2019\u00e8 l\u2019essenziale di quello che vogliamo fare apparire nella comunit\u00e0? Siamo sempre assediati da una serie di contrapposizioni che non ti danno molta possibilit\u00e0 di dire \u201cqui possiamo metterci seduti accanto, lavorare seriamente sui problemi umani profondi e metter dentro un\u2019ispirazione del vangelo\u201d. Ecco, questo mi parrebbe la sfida che abbiamo davanti.<\/p>\n<p><strong>Conduttore:<\/strong> Abbiamo 5 minuti, dividiamo il tempo sempre partendo da monsignor Sigalini per una domanda che vorrei girare a tutte e due: come si fa a inglobare, cercare di tirar dentro, sentire, ascoltare anche le persone che sono fuori dalla Chiesa ma che potrebbero dire la loro sulla nostra stessa esistenza di cristiani? Potrebbero darci uno sguardo anche esterno?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mons. Sigalini:<\/strong> Posso dire di quella che \u00e8 stata la mia passione della vita, il mondo giovanile. L\u00ec bisogna uscire dai nostri ambiti, dai nostri spazi, bisogna andare nei bar, bisogna andare nei loro gruppi che vengono fatti in tutti gli angoli di un paesetto. Io vivo in un paesetto, ma l\u00ec i ragazzi a messa mica vengono. Allora, li stiamo sempre ad aspettare, cerchiamo di fare delle provocazioni per ritornare a come eravamo prima, oppure andiamo a sentire qual \u00e8 che per loro \u00e8 importante nella loro vita? Per esempio, l\u2019amicizia che vivono, la solidariet\u00e0 che sanno esprimere nei confronti di un amico che \u00e8 ammalato, la possibilit\u00e0 che hanno trovato di mettersi assieme per raggiungere un obiettivo anche sportivo, un obiettivo di tipo sociale, di impegno, di lavoro. Insomma, dobbiamo assolutamente partire da questa loro vita. E quindi, se noi vogliamo, e non solo il prete ma anche tutto il giro di collaboratori che ha, dovremmo metterci veramente dentro questa realt\u00e0 senza preclusioni, senza predisporre una camicia in cui far entrare tutti, per vedere proprio come riusciamo ancora a rendere vivo il vangelo. La domanda di senso che noi speriamo ci sia sempre mica sempre viene a galla. Perch\u00e9 vivo? Perch\u00e9 questo? Perch\u00e9 quello? E questo se un ragazzo non ce l\u2019ha non viene alla messa delle 11.00 per sentirsi una risposta se non c\u2019\u00e8 neanche la domanda.<\/p>\n<p><strong>Don Antonio Mastantuono<\/strong>: Papa Francesco nel primo incontro con il clero romano parl\u00f2 di audacia creativa o di creativit\u00e0 audace. Credo che molto dipenda realmente da questa nostra capacit\u00e0 di saper inventare, creare occasioni, momenti per poter far accadere questo incontro. Poi, perch\u00e9 il tutto non si riduca a un parlare di tutto perch\u00e9 poi alla fine non si parla di niente, come pu\u00f2 accadere quando c\u2019\u00e8 un parlare senza aver precisato alcune domande o alcune tematiche &#8230; La Conferenza episcopale preparer\u00e0 una sorta di vademecum per cui ci saranno dei temi, delle tematiche su cui realmente avviare questo ascolto reciproco. L\u2019ultima cosa che mi sento realmente di dire \u00e8 che non dobbiamo lasciarci prendere dalla fretta. di raggiungere immediatamente un obiettivo.<\/p>\n<p>https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/podcast\/rvi-programmi\/la-finestra-del-papa.html#2<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo la trascrizione della trasmissione radiofonica su Radio Vaticana del 25 agosto u.s., condotta da Federico Piana, alla quale hanno partecipato mons. 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