{"id":1603,"date":"2021-07-31T13:44:33","date_gmt":"2021-07-31T11:44:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1603"},"modified":"2021-08-01T22:07:12","modified_gmt":"2021-08-01T20:07:12","slug":"essere-chiesa-a-partire-da-dio-e-dalle-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2021\/07\/31\/essere-chiesa-a-partire-da-dio-e-dalle-vittime\/","title":{"rendered":"Essere Chiesa a partire da Dio e dalle vittime"},"content":{"rendered":"<p><em>Francesco Cosentino &#8211; docente di teologia fondamentale presso la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana e la Pontificia Universit\u00e0 Lateranense<\/em><\/p>\n<p>La recente pandemia da Covid 19, che rester\u00e0 come una pagina drammatica della nostra storia i cui effetti saranno visibili per lungo tempo sulle nostre esistenze e nelle nostre societ\u00e0, ha impedito la pratica religiosa sociale e, al contempo, ha aumentato gli spazi di solitudine e di silenzio. Naturalmente non sempre la solitudine si esprime e si vive in una dimensione di silenzio positivo, cio\u00e8 non subendola ma \u00abscegliendo\u00bb di percorrere la via di un ascolto profondo e autentico di se stessi. Tuttavia, essa \u00e8 propedeutica, almeno nell\u2019essere una condizione di possibilit\u00e0, sia al silenzio che alla vita interiore.<\/p>\n<p>In questo senso, quanto abbiamo vissuto come comunit\u00e0 ecclesiale durante le fasi pi\u00f9 acute della pandemia e i conseguenti lockdown, pu\u00f2 essere letto anche in chiave di opportunit\u00e0; infatti, se apparentemente la forma pubblica del culto religioso \u00e8 venuta meno, si sono per\u00f2 allargate le possibilit\u00e0 di una esperienza di fede pi\u00f9 personale, pi\u00f9 domestica, vissuta in prima persona con una consapevolezza nuova e una importante libert\u00e0 interiore. La parola di Dio \u00e8 ritornata al centro e la relazione con Dio, nella forma della preghiera e in tutte le altre, \u00e8 stata in qualche modo \u00abliberata\u00bb dallo schema e dalla struttura della liturgia e della pastorale ufficiale. La situazione, insomma, ha favorito almeno potenzialmente il ritorno all\u2019interiorit\u00e0, al silenzio, all\u2019incontro con la Parola.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa, pi\u00f9 in generale, che la situazione di crisi che abbiamo vissuto, generata dalla pandemia, ci interpella. Ogni crisi della nostra vita pu\u00f2 essere semplicemente negata, subita come un destino ineluttabile oppure letta, interpretata e affrontata come un\u2019occasione di cambiamento e di trasformazione. La crisi, infatti, \u00e8 un luogo di passaggio e di transito, una possibilit\u00e0 per il cambiamento. Non a caso, papa Francesco ha affermato, prima di Natale, un\u2019altra cosa molto importante: \u00abLa crisi della pandemia \u00e8 un\u2019occasione propizia per una breve riflessione sul\u00a0<em>significato della crisi<\/em>, che pu\u00f2 aiutare ciascuno\u00bb.<\/p>\n<p>Dunque, anche come Chiesa siamo chiamati a chiederci: si \u00e8 trattato di una parentesi nell\u2019attesa che tutto ritorni come prima oppure c\u2019\u00e8 una lezione da imparare? Come sta la nostra fede davanti alla crisi? Come sta la Chiesa davanti alla crisi? Quali opportunit\u00e0? Quale lezione imparare per la nostra relazione con Dio, il nostro modo e stile di essere Chiesa, la nostra spiritualit\u00e0?<\/p>\n<p><strong>Ripartire da Dio e dalle vittime<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019incidenza della pandemia sulla vita e sulla sua interpretazione nelle nostre societ\u00e0 occidentali, interpella direttamente la nostra relazione con Dio. Fatte le debite distinzioni, cio\u00e8, la situazione pu\u00f2 essere analoga a quanto accadde dopo Auschwitz: com\u2019\u00e8 possibile ritornare a credere dopo il Covid 19?<\/p>\n<p>Come per la teologia dopo Auschwitz, anche oggi abbiamo bisogno di una riflessione teologico-pastorale che ci aiuti a ripartire da Dio, cio\u00e8 a dire Dio in un modo nuovo, ripartendo dalle vittime. Per la precisione, tra queste due realt\u00e0 deve stabilirsi una connessione: bisogna parlare di Dio mettendo al centro le vittime, quindi a partire dalla sofferenza, dal mistero del dolore e del male e, soprattutto, dai sofferenti e dagli oppressi.<\/p>\n<p>Questo significa certamente, da un punto di vista pastorale, una ulteriore e maggiore disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto delle persone e a uno stile di Chiesa ospitale, dove le persone si sentono realmente accolte non in modo formale, ma perch\u00e9 possano trovare spazi di ascolto e incontro, dove possano anche raccontare e raccontarsi. Ma, ancor pi\u00f9, significa rinnovare i nostri linguaggi teologici e pastorali, perch\u00e9 parlare di Dio dopo il Covid, ripartendo dalle vittime, significa assumere tutto il dramma e la fatica della domanda di Ges\u00f9 sulla Croce sull\u2019abbandono di Dio, e cio\u00e8 chiederci nuovamente e in modo nuovo: come sta il nostro dolore davanti a Dio? Perch\u00e9 l\u2019amore di Dio ci lascia soffrire?<\/p>\n<p>La<em> crisi mette in crisi Dio stesso<\/em>, cosicch\u00e9 ci liberiamo di lui per ritrovarlo in modo totalmente nuovo.<\/p>\n<p>Ripartire dal dolore e da una riflessione evangelica sul mistero della sofferenza e di come sta il nostro dolore davanti a Dio, ci offre una possibilit\u00e0: smettere di credere a un Dio pre-moderno, a un Dio che pur avendoci redento offrendosi a noi nel sangue del suo Figlio chiss\u00e0 per quale ripensamento e per quale misteriosa violenta pedagogia, punirebbe i suoi figli con un castigo per farli redimere; non si pu\u00f2 pi\u00f9 credere in un Dio chiuso nella sua aristotelica impassibilit\u00e0 mentre il mondo soffre per una pandemia.<\/p>\n<p>Guardando alla croce di Cristo possiamo invece riscoprire il volto di Dio da annunciare e da tradurre poi nello stile di Chiesa e nella pratica pastorale: il Dio che sta dalla parte della sconfitta, il Dio-Amore che sta dalla parte degli ultimi, per risanare i loro cuori spezzati.<\/p>\n<p>Come afferma Bonhoeffer in <em>Resistenza e Resa<\/em>, Dio si lascia espellere dal mondo, si lascia cacciare dal mondo sulla Croce, \u00e8 impotente e debole, e proprio cos\u00ec, soltanto cos\u00ec, egli \u00e8 vicino a noi e ci \u00e8 di aiuto. Cristo, infatti, non ci aiuta in forza della sua onnipotenza, ma mediante la sua debolezza, con la sua passione per noi.<\/p>\n<p>Credere dopo la pandemia, oltre all\u2019impegno di purificare le immagini di Dio legate al castigo e a una mistica anticristiana della sofferenza e del dolore, chiede alla teologia di lavorare per un rinnovamento della spiritualit\u00e0 cristiana, dei linguaggi dell\u2019annuncio e della preghiera e della purificazione di alcune forme della fede. Un <em>Dio che ha un debole per noi<\/em>. Dio che ci seduce diventando un neonato ed elemosinando i nostri baci. Dio che ha i crampi allo stomaco dinanzi alla sofferenza. Un Dio debole, che solo cos\u00ec ci guarisce e ci solleva.<\/p>\n<p><strong>Essere Chiesa in modo nuovo<\/strong><\/p>\n<p>Ripartire da Dio e dalle vittime implica un essere Chiesa in modo nuovo. In generale, si pu\u00f2 dire che la situazione generata dal Covid 19 ha in qualche modo smascherato una debolezza strutturale e anche una povert\u00e0 spirituale che presiede alla nostra azione pastorale. \u00c8 emerso come la comunit\u00e0 cristiana, una volta interrotta l\u2019esperienza delle attivit\u00e0 ordinarie, sia stata assalita dall\u2019incapacit\u00e0 di pensare e immaginare altro.<\/p>\n<p>A livello di esperienza ecclesiale, schematicamente si possono evidenziare tre cose, che sono ovviamente suscettibili di pi\u00f9 ampie riflession.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 l\u2019idea o l\u2019immagine che ancora in maniera strisciante sostiene il nostro modo di essere e di pensare la Chiesa, cio\u00e8 l\u2019idea che <em>la Chiesa sia super-potenza<\/em> accanto alle altre potenze mondane e politiche.<\/p>\n<p>La seconda riguarda il modo in cui in questo tempo di sospensione e smarrimento abbiamo vissuto la liturgia e in generale l\u2019azione pastorale, scivolando nella tentazione di concepire una <em>Chiesa-spettacolo<\/em>. Certamente il digiuno eucaristico ha generato molta sofferenza. Tuttavia, il modo di affrontare questa situazione, specialmente sui social, ha rivelato una questione teologico-liturgica non da poco: presi dall\u2019ansia del vuoto, abbiamo dovuto riempirlo in diretta su streaming e sui social, e inevitabilmente non sono mancati esempi di spettacolarizzazione della liturgia e di proposte pastorali in cui al centro c\u2019era sempre e solo il prete, ritenendo di fatto superflua la presenza del Popolo di Dio. Si \u00e8 considerato imprescindibile celebrare la messa e, perci\u00f2, la si \u00e8 fatta anche in streaming. Ma facendola sugli streaming il risultato \u00e8 stato questo: il prete ha celebrato e il popolo di Dio ha \u00abassistito\u00bb davanti a uno schermo.<\/p>\n<p>Se allarghiamo la riflessione in generale sull\u2019agire pastorale e sulla vita delle comunit\u00e0 cristiane, bisognerebbe riflettere, e questa \u00e8 la terza cosa, su quella che anche papa Francesco, in <em>Evangelii gaudium <\/em>63, ha chiamato il predominio della sacramentalizzazione sulle altre forme di evangelizzazione. Nonostante i proclami, al centro non c\u2019\u00e8 ancora l\u2019annuncio del vangelo e una nuova iniziazione alla parola di Dio e alla preghiera, ma, invece, la preoccupazione sulla data delle prime comunioni e sulla ripresa degli orari delle messe. Abbiamo allora assistito a una certa povert\u00e0 spirituale, che ha rivelato come alla fine, tutta l\u2019esperienza liturgica e pastorale sia stata alla sola celebrazione della messa, trascurando altri elementi della ricca tradizione cristiana, altrettanto importanti e forse oggi propedeutici alla celebrazione dei sacramenti.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Concludendo, si pu\u00f2 dire che la crisi pu\u00f2 essere un\u2019occasione importante per interrogarci nuovamente su Dio, sulle false concezioni di Dio che ancora presiedono alcuni nostri discorsi e un certo mondo devozionale attorno al quale giriamo. \u00c8 al contempo un\u2019occasione per ripensare i linguaggi dell\u2019annuncio, cio\u00e8 quanto sia necessario che l\u2019annuncio parta dalle vittime e sia perci\u00f2 innestato da una teologia e riflessione credente rivolta agli aspetti di fragilit\u00e0 dell\u2019esistenza, come la sofferenza e la morte. Sar\u00e0 anche un\u2019occasione positiva per uscire da una concezione pastorale, liturgica e pi\u00f9 in generale spirituale, fondata esclusivamente sulla celebrazione della messa e, per di pi\u00f9, in una visione tridentina che pone il prete al vertice e intende la messa come un atto di culto individuale. Sar\u00e0 buono riflettere su come, nonostante questo nostro tempo indifferente al problema di Dio e che avrebbe perci\u00f2 bisogno di un rinnovato ed entusiasmante annuncio del vangelo, ci si limiti spesso a far ruotare anche la pastorale dei giorni feriali attorno alla celebrazione della messa, la qual cosa sottolinea evidentemente una seria carenza di creativit\u00e0 pastorale e il fatto che nelle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 riflettere su come, a fronte di numerose e spesso poco curate celebrazioni eucaristiche, ci sia poco spazio per l\u2019annuncio, l\u2019evangelizzazione, le altre forme della preghiera cristiana, la centralit\u00e0 della parola di Dio e in particolare la <em>lectio divina<\/em>.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 e forse si deve anche riflettere sulle tante possibilit\u00e0 che l\u2019uso dei social possono offrire all\u2019annuncio del vangelo e all\u2019agire pastorale, non per\u00f2 intendendo i social media come sostituzione di comodo nel caso di emergenza, ma come vie e strumenti da abitare.<\/p>\n<p>La pandemia ci ha anche fatto vedere una rinascita della Chiesa domestica. Sono nate interessanti esperienze di preghiera in famiglia, liturgie della Parola celebrate nelle case, celebrazioni domestiche preparate e vissute con semplicit\u00e0 e familiarit\u00e0, nello spezzare di un pane azzimo appena sfornato. Una Chiesa con al centro i battezzati. Una Chiesa viva laddove la gente vive, cio\u00e8 nelle case.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 impegna l\u2019immaginazione pastorale ed ecclesiale perch\u00e9 la pandemia sia una lezione da cui uscire cambiati anche come Chiesa, e non ci si limiti a restare prigionieri del \u00absi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p><em>(Tratto da Orientamenti Pastorali 6\/2021, EDB, Bologna)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Cosentino &#8211; docente di teologia fondamentale presso la Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana e la Pontificia Universit\u00e0 Lateranense La recente pandemia da Covid 19, che rester\u00e0 &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1605,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[104],"class_list":["post-1603","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-covid"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1603"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1603\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1631,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1603\/revisions\/1631"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}