{"id":1389,"date":"2021-01-30T11:57:50","date_gmt":"2021-01-30T10:57:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1389"},"modified":"2021-01-30T11:57:50","modified_gmt":"2021-01-30T10:57:50","slug":"la-carita-guardare-il-mondo-dai-piedi-della-croce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2021\/01\/30\/la-carita-guardare-il-mondo-dai-piedi-della-croce\/","title":{"rendered":"La carit\u00e0: guardare il mondo dai piedi della croce"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Virginio Colmegna &#8211; Presidente Fondazione Casa della carit\u00e0 Angelo Abriani <\/em>\u2013<em> Milano<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Come il vino delle nozze di Cana, che arriva inaspettato quando tutti sono \u00abun po\u2019 brilli\u00bb e non sono in grado di valutarne la bont\u00e0, \u00e8 la \u201ccarit\u00e0 eccedente\u201d, che pu\u00f2 non avere riconoscimenti, davvero in perdita se il rendiconto deve essere un bilanciamento tra profitti e perdite, cio\u00e8 un criterio meramente economico. \u00abLa Chiesa non \u00e8 una ONG\u00bb, ha richiamato spesso papa Francesco, non dimenticando la necessaria fatica organizzativa e anche di sussidiariet\u00e0 vera, ma evidenziando nel contempo che devono essere trasparenti le finalit\u00e0 profonde che ci mettono quotidianamente a servizio. E non basta il titolo di volontari o operatori dedicati, ma si richiede di avvertire che vi \u00e8 una relazione profondissima con coloro che si vorrebbero incontrate e la Parola, che ci evidenzia che in quel volto vi sta l\u2019incontro con il Signore Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Dobbiamo situarci, come credenti e come Chiesa, proprio l\u00e0 dove si condividono quelle che il Papa Francesco ha chiamato \u00able periferie esistenziali\u00bb, i confini, gli incontri di chi ha sete, fame, \u00e8 in carcere, povero, bisognoso di cura. La carit\u00e0 non \u00e8 primariamente un\u2019azione di aiuto, ci\u00f2 che la fa vivere \u00e8 questa \u00abfollia sapiente\u00bb della croce, questo stabilirci ai piedi della croce per guardare da l\u00ec il mondo e la passione sconfinata di alleanza e riconciliazione che l\u2019incontro con Ges\u00f9 morto e risorto ci consegna come mistero che rivela la volont\u00e0 salvifica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Mi sovviene richiamare quanto il Beato Charles de Foucault ci ha testimoniato: la sua conversione alla fede non pu\u00f2 essere raccontata come la vittoria dell\u2019apologetica sul dubbio, ma l\u2019ingresso improvviso di un amico in una vita affondata nella solitudine. La fede non appare in lui nel suo contenuto dogmatico, ma come storia di amicizia con l\u2019Altro; questo Altro lo porta con i piedi sulla terra ferma. Diceva \u00abbisogna passare per il deserto e abitarvici per ricevere la grazia di Dio. \u00c8 l\u00e0 che svuotiamo completamente la nostra anima per lasciare tutto il posto a Dio solo. Non \u00e8 mai possibile essere povero se non attraverso una vera amicizia con Ges\u00f9 povero: essere ricco, agiato, vivere dolcemente nei miei beni quando tu sei stato povero nel bisogno, vivendo penosamente di un duro lavoro, io non ne sono capace, mio Dio \u2026 non posso amare cos\u00ec\u00bb. \u00c8 questa la profezia della povert\u00e0 come condizione di vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Dire e vivere la carit\u00e0 significa testimoniare l\u2019amicizia con Ges\u00f9, questo Ges\u00f9 che ci chiede di camminare con Lui, di sentirci anche emotivamente mossi da questa spiritualit\u00e0, inaugurata da Ges\u00f9 a Nazareth e vissuta senza vacanza, senza interruzioni sulla strada della Palestina. \u00c8 Lui che agisce in noi e per questo bisogna abbandonarci a Lui. Charles diceva: \u00abFarsi immagine dell\u2019amico vivendo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>La carit\u00e0 operosa, espressione dell\u2019incontro con la Parola scritta e accolta <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La carit\u00e0 operosa, la prassi di carit\u00e0 non \u00e8 altro che la via che il Signore ci consegna per ritrovare e custodire l\u2019amicizia con Lui. \u00abI poveri li avrete sempre con voi\u00bb: non \u00e8 un richiamo sociologico, ma la modalit\u00e0 affidata a noi per incontrare, per stare con Ges\u00f9. Ecco allora che la prassi di carit\u00e0 \u00e8 animata da questa amicizia, ma pu\u00f2 essere anche il luogo dove la bellezza del vangelo seduce, come quel cuore che ardeva dei discepoli di Emmaus, in cammino da pellegrini affaticati e appesantiti dal dolore, dalla apparente delusione. Insomma, bisogna avvertire che la fede, il fascino avventuroso del fidarsi di Ges\u00f9, nasce se il clima esistenziale che ci avvolge \u00e8 respiro di fraternit\u00e0, di condivisione, se non ci si occupa di noi stessi chiudendosi, ma dilatando il cuore. Francesco smette di adorare se stesso quando incontra il Signore, quando scopre che Dio agisce per amore nella sua vita. \u00abIl Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza: quando ero nei peccati mi appariva molto amaro vedere i lebbrosi. E il Signore mi condusse tra di essi e feci misericordia con essi\u00bb. Bisogna vivere questo itinerario di esperienza viva, raccontata e ascoltata. La comunit\u00e0 cristiana degli Atti era comunione di vita vera. Il diaconato della carit\u00e0 diventa ministero perch\u00e9 gli apostoli erano sommersi da questa condivisione e si correva il rischio di non avvertire e meditare la Parola, di essere sommersi dall\u2019operosit\u00e0 che non \u00e8 in discussione, ma che non pu\u00f2 non essere alimentata dalla contemplazione e ascolto della Parola che ci permettono di stare in comunione e di essere presenti e testimoni della buona notizia del vangelo. \u00c8 in questo dinamismo che sta l\u2019incontro tra Parola e prassi di carit\u00e0. La prassi di carit\u00e0 non \u00e8 in discussione, ma va avvertita come espressione di un\u2019anima, di un cuore che \u00e8 l\u2019incontro con il Signore Ges\u00f9, con la Parola scritta e accolta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Chiesa della carit\u00e0 e Chiesa contemplante, Marta e Maria non contrapposte, ma come modo di stare ai piedi di Ges\u00f9, di essere ammaestrati dalla sua Parola. E pu\u00f2 essere anche la grande sorpresa dal gratuito che pu\u00f2 inquietare e interrogare donne e uomini che sanno pensare e interrogarsi senza sicurezze, che nascondono i silenzi che accompagnano la vita di chi sa non chiudersi in individualismi esasperati e in deliri di onnipotenza. \u00c8 il n. 21 dell<em>\u2019Evangelii nuntiandi<\/em>. Immergersi nel gratuito, avvertire il vuoto a perdere, il<em> chi ce lo fa fare<\/em> a regalarci reciprocamente questo sentimento del non misurarsi solo sui risultati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Prassi di carit\u00e0 e discernimento interrogante<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u00c8 per questo che quando si vive questa condivisione si richiede, si vive come necessaria la sapienza, la competenza, se volete anche la professionalit\u00e0, la politica come forma alta di carit\u00e0, il fondamento della giustizia come ridistribuzione di beni, come lotta allo scandalo della povert\u00e0 e della disuguaglianza opprimenti, ma poi ritorna sempre questa domanda del <em>chi ce lo fa fare<\/em>, soprattutto quando non si mercifica la prassi di carit\u00e0, ma la si motiva o la si fa scorrere l\u00e0 dove \u00e8 pi\u00f9 difficile stare e essere presenti. Ecco perch\u00e9 dobbiamo ribaltare la nostra prospettiva. Pensare a partire da un ascolto profondo di quello che dice Dio nella storia, anzich\u00e9 da quello che noi abbiamo da dire sulla storia. Ecco, la Parola ci permette di osare, perch\u00e9 ci riporta su un territorio di senso che non \u00e8 occupato da noi, de-istituzionalizza le nostre sicurezze. Quando si chiede che la Chiesa sia povera non si d\u00e0 un messaggio retorico o demagogico, ma si richiama la condizione per accogliere il vangelo: \u00abNon sono venuto per i sani ma per i malati\u00bb, cio\u00e8 i bisognosi della salvezza. A volte una cultura cos\u00ec diffusa continua a immaginare la prassi di carit\u00e0 come una bont\u00e0 residuale, un accomodamento sussidiario all\u2019ingiustizia, un estraniarsi dalla solidariet\u00e0. E ci ritorna addosso un\u2019effusione di consensi operosi (e in un periodo di crisi), quasi osannati, che ci lasciano far carit\u00e0, ma la anestetizzano nel suo valore culturale e di dialogo con tutti i viventi. Non pu\u00f2 essere cos\u00ec e anzi, oggi il dinamismo, che la Parola ci infonde, ci rende avvertiti del rischio che stiamo subendo, diventando gestori di opere che spingono la prassi di carit\u00e0 a essere affaticata nella sopravvivenza e a non aver restituito quel fascino del gratuito che \u00e8 stato il profumo di santit\u00e0, il grande dono che ha suscitato vocazioni e consacrazioni. La carit\u00e0 chiede di consacrarsi, questa spiritualit\u00e0 non \u00e8 un racconto solo del fare, ma un discernimento interrogante. La Parola si fa preghiera, spesso diventa \u00abDio, dove sei?\u00bb. I salmi che accompagnano la preghiera quotidiana della Chiesa ci indicano questa traiettoria. La carit\u00e0 ci chiede, innova la mistica. <em>Ora et labora<\/em> diremmo noi. La carit\u00e0 chiede questa dedizione, vi \u00e8 una contemporaneit\u00e0 da riscoprire della tradizione monastica; dobbiamo essere un po\u2019 tutti \u00abmonaci della carit\u00e0\u00bb. Quando il vangelo dice: \u00abVenite e riposatevi un po\u2019, non affannatevi\u00bb, non parla di un riposo promesso solo a noi, ma parla proprio di questa consapevolezza per tutti, anche per i gigli del campo e per gli uccelli del cielo. \u00c8 questo tempo nuovo, questo osare nello sguardo contemplante che attende il futuro che si fa opera che dobbiamo vivere. I rabbini, quando spiegano i primi versetti della <em>Genesi<\/em>, dicono che Dio, creando, si rannicchi\u00f2, fece spazio perch\u00e9 tutto e tutti potessero avere il loro posto. Dobbiamo, in un certo senso, rannicchiarci (diremmo noi, accettare di essere Chiesa di minoranza) per fare spazio a pi\u00f9 gente possibile all\u2019interno di questa storia umana, che \u00e8 segnata dalla primogenitura di Ges\u00f9, il primogenito amato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il <em>salmo<\/em> 42, \u00abCome la cerva anela\u00bb, ci segnala il desiderio di vedere il volto di Dio; si parla del tempio come luogo della realizzazione del tempo nuovo. La Parola contemplata imprime il desiderio del tempo nuovo, ci consegna il dono di scoprire le tracce della sua presenza. \u00c8 il tempo di osare in noi stessi, in questa storia, in questa Chiesa. \u00c8 la Parola capace di consegnarci la nostalgia che deve essere tipica dei credenti, cio\u00e8 di coloro che non vogliono possedere niente, fin quando non \u00e8 possesso di tutti.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Virginio Colmegna &#8211; Presidente Fondazione Casa della carit\u00e0 Angelo Abriani \u2013 Milano Come il vino delle nozze di Cana, che arriva inaspettato quando tutti sono &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":434,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[134],"class_list":["post-1389","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-carita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1389"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1390,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1389\/revisions\/1390"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/434"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}