{"id":1284,"date":"2020-12-30T18:21:49","date_gmt":"2020-12-30T17:21:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1284"},"modified":"2020-12-31T09:02:12","modified_gmt":"2020-12-31T08:02:12","slug":"da-sud-a-nord-i-santi-della-porta-accanto-beato-giudice-livatino-e-venerabile-don-seghezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2020\/12\/30\/da-sud-a-nord-i-santi-della-porta-accanto-beato-giudice-livatino-e-venerabile-don-seghezzi\/","title":{"rendered":"Da sud a nord i santi della porta accanto. Beato giudice Livatino e venerabile don Seghezzi"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #000000\">Pier Giuseppe Accornero \u2013 sacerdote, giornalista, scrittore<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sar\u00e0 beato il giudice-ragazzino siciliano Rosario Livatino, ucciso dalla mafia in odio alla fede. \u00c8 venerabile il bergamasco don Antonio Seghezzi, assistente dei giovani di Azione cattolica, morto a Dachau. Papa Francesco il 21 dicembre 2020 riconosce il martirio del primo e le virt\u00f9 eroiche del secondo. Da nord a sud due santi della porta accanto, esponenti di spicco dell\u2019Azione cattolica. Dichiara il presidente nazionale Matteo Truffelli: \u00abNell\u2019associazione Livatino \u00e8 cresciuto e si \u00e8 formato alla fede e ai principi di responsabilit\u00e0, coerenza e sacrificio che l\u2019hanno portato a compiere il proprio dovere fino al martirio. \u00c8 un saldo punto di riferimento, un esempio di cosa significhi mettere la propria fede a servizio del tempo in cui abitiamo. Il suo impegno per la giustizia e la sua dedizione al bene e alla verit\u00e0 rappresentano un modello straordinario. Don Antonio Seghezzi, assistente dell\u2019AC bergamasca, morto a Dachau per aver seguito i propri giovani in montagna, nei giorni bui dell\u2019occupazione nazifascista. La vita di don Antonio racconta un modo di essere Chiesa dentro le pieghe della storia, a servizio dell\u2019umanit\u00e0, radicati nel Signore\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Rosario Angelo Livatino nasce a Canicatt\u00ec (Agrigento) il 3 ottobre 1952 da Vincenzo, impiegato dell&#8217;esattoria comunale, e da Rosalia Corbo. Maturit\u00e0 classica, iscritto a Legge a Palermo, si laurea con lode nel 1975. Si classifica tra i primi al concorso da magistrato. Assegnato al Tribunale di Caltanissetta, nel 1979 sostituto procuratore ad Agrigento fino al 1989, quando diventa giudice a latere. Una vita dedicata al diritto e allo studio del fenomeno mafioso con la grande capacit\u00e0 di trovare nessi e trame e il coraggio di firmare sentenze importanti che lo portano nel mirino della mafia. Uomo di impegno e di fede, sempre attento alla persona, alla redenzione oltre che al reato, capace di condannare e di capire \u00abdando un\u2019anima alla legge. Impegnato nell\u2019Azione cattolica, lavoratore instancabile, assiduo all\u2019Eucaristia, devoto della Vergine, attento che nelle aule ci sia il crocifisso, ogni mattina va prima a pregare in una chiesa vicina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Nell\u2019agenda il 18 luglio 1978 annota: \u00abOggi ho prestato giuramento: sono in magistratura. Che Dio mi accompagni e mi aiuti a rispettare il giuramento e a comportarmi nel modo che l\u2019educazione, che i miei genitori mi hanno impartito, esige\u00bb. In una conferenza a Canicatt\u00ec nell\u2019aprile 1986 spiega che \u00abfede e diritto sono realt\u00e0 interdipendenti, in reciproco contatto, sottoposte a un confronto a volte armonioso, a volte lacerante, ma sempre vitale e indispensabile\u00bb. Ges\u00f9 afferma che \u00abla giustizia \u00e8 necessaria, ma non sufficiente, e pu\u00f2 e deve essere superata dalla legge della carit\u00e0 che \u00e8 la legge dell\u2019amore verso Dio e verso il prossimo in quanto immagine di Dio, quindi in modo non riducibile alla mera solidariet\u00e0 umana. La legge, pur nella sua oggettiva identit\u00e0 e nella sua autonoma finalizzazione, \u00e8 fatta per l\u2019uomo e non l\u2019uomo per la legge, per cui l\u2019interpretazione e l\u2019applicazione vanno operate con il suo spirito e non in quei termini formali\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il suo motto \u00e8 \u00abSTD. <em>Sub tutela Dei<\/em>. Non importa essere credenti, importa essere credibili. Cristo non ha mai detto che bisogna essere \u201cgiusti\u201d, anche se ha esaltato la giustizia e ha elevato la carit\u00e0 a norma obbligatoria di condotta perch\u00e9 \u00e8 proprio questo salto di qualit\u00e0 che connota il cristiano. Compito del magistrato \u00e8 decidere; decidere \u00e8 scegliere tra numerose cose o strade o soluzioni. Scegliere \u00e8 una delle cose pi\u00f9 difficili. Proprio in questo scegliere per decidere, decidere per ordinare, che il magistrato credente pu\u00f2 trovare un rapporto diretto con Dio perch\u00e9 rendere giustizia \u00e8 realizzazione di s\u00e9, \u00e8 preghiera, \u00e8 dedizione di s\u00e9 a Dio\u00bb. Si occupa di indagini scabrose: mafia \u00ab\u00e8 un fenomeno anticristiano\u00bb, criminalit\u00e0 comune, \u00abTangentopoli siciliana\u00bb: assieme ai colleghi, interroga per la prima volta un ministro; \u00e8 uno dei primi a usare la confisca dei beni per stroncare il malaffare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">La mattina del 21 settembre 1990 \u00e8 ucciso sulla statale Agrigento-Caltanissetta da un commando della Stidda, contrapposta a Cosa Nostra. Non vuole la scorta. Sta raggiungendo Agrigento sulla sua vecchia auto. Speronato e ferito a una spalla, fugge a piedi nei campi, \u00e8 raggiunto e freddato a colpi di pistola e di lupara. Il testimone oculare Pietro Nava fa individuare gli esecutori. Qualche giorno prima si confessa perch\u00e9 sa di essere nel mirino. \u00abUomo semplice, giudice rigoroso e schivo, volto pulito, sguardo limpido\u00bb lo ricordano i colleghi. \u00abMartire della giustizia e indirettamente della fede\u00bb per Giovanni Paolo II che il 9 maggio 1993 incontra i genitori e nella Valle dei Templi di Agrigento lancia il duro anatema contro la mafia: \u00abQuesti che portano sulle loro coscienze tante vittime, devono capire che non si permette uccidere innocenti! Dio ha detto una volta: \u201cNon uccidere\u201d. Non pu\u00f2 l\u2019uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non pu\u00f2 cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Qui ci vuole civilt\u00e0 della vita! Nel nome di questo Cristo, crocifisso e risorto, di questo Cristo che \u00e8 vita, via verit\u00e0 e vita, dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verr\u00e0 il giudizio di Dio\u00bb. Papa Francesco lo definisce \u00abesempio non solo per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto, per la coerenza tra la fede e l\u2019impegno di lavoro e per l\u2019attualit\u00e0 delle sue riflessioni\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il postulatore mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro \u2013 che fu promotore della causa del beato don Pino Puglisi \u2013 racconta: \u00abSi era consacrato a Dio, la sua scorta e la sua tutela. Un magistrato assai produttivo, che non si lasciava intimidire: ne odiavano il rigore morale, la perfetta applicazione dei codici, la coerenza cristiana. Condannava i reati, pregava per i morti ammazzati, aiutava le famiglie dei detenuti, non disperava della redenzione dei mafiosi pi\u00f9 incalliti. Professava la fede come anima del modo di amministrare la giustizia. Univa fede e giustizia. Conosceva la legge ma si poneva il problema del perdono e della redenzione: la legge parla di condanna, la fede di misericordia e perdono. Mentre la criminalit\u00e0 strumentalizza Dio e la religione, in Sicilia c\u2019\u00e8 chi sceglie Dio come guida\u00bb. La definizione \u00abgiudice ragazzino\u00bb si deve al presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il quale sment\u00ec pi\u00f9 volte l\u2019attribuzione a Livatino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u00abLa pi\u00f9 bella azione cattolica che io far\u00f2 sar\u00e0 donarmi tutto\u00bb scrive <em>don Antonio Seghezzi<\/em>, assistente dei giovani di Azione cattolica, quando mons. Adriano Bernareggi, vescovo di Bergamo, gli affida l\u2019incarico. Come tanti altri preti in Italia, segue i suoi giovani nella Resistenza e ne paga un prezzo altissimo: lavori forzati, campo di concentramento, morte per emottisi. Secondo di 10 figli, nasce a Premolo (Bergamo) il 26 agosto 1906. In seminario nel 1926 si diploma in Scienze sociali all\u2019Istituto cattolico di Studi sociali di Bergamo con la tesi \u00abL\u2019enciclica sulla Regalit\u00e0 di Cristo in contraddittorio\u00bb. Sacerdote dal 23 febbraio 1929, \u00e8 viceparroco ad Almenno San Bartolomeo, poi insegnante di lettere in seminario. Cappellano militare in Eritrea nell\u2019ospedale da campo 430, nel 1937 torna e il vescovo Adriano Bernareggi lo nomina assistente della Giovent\u00f9 maschile di Azione cattolica. Cresce il suo impegno spirituale e la sua generosit\u00e0 pastorale. Svolge l\u2019incarico con passione e slancio: gira la diocesi in lungo e in largo e contatta le sezioni e gli iscritti; passa di parrocchia in parrocchia chiedendo ospitalit\u00e0 notturna nelle canoniche, per essere presente a ogni adunanza: all\u2019alba raggiunge Bergamo. Lo stile privilegia le idee ai programmi d\u2019azione, la direzione spirituale all\u2019organizzazione, la cura del singolo all\u2019intervento sulla massa. A tutti propone una radicalit\u00e0 evangelica che vive per primo. Scrive fino a 100 lettere al giorno per seguire anche da lontano i suoi \u00abfigli\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Negli anni della tracotanza nazifascista, predica l\u2019umilt\u00e0, la coscienza<strong>, <\/strong>l\u2019abbandono in Dio e la preminenza delle leggi divine. Dopo l\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943 sceglie \u00abla strada dei monti\u00bb, un atto in linea con il vangelo. \u00abChe assistente sarei se non li assistessi proprio ora?\u00bb. Spiega don Mario Benigni, compagno di prigionia in Germania: \u00abNon incit\u00f2 alla resistenza attiva ma alla resistenza passiva\u00bb. I nazifascisti minacciano rappresaglie contro il clero e l\u2019Azione cattolica. Su consiglio del vescovo Bernareggi, si consegna. Arrestato il 4 novembre 1943, \u00e8 malmenato e torturato, processato e condannato a cinque anni di lavoro coatto. Deportato in Germania, \u00e8 costretto ai lavori forzati. Malato di emottisi, il 23 aprile 1945 \u00e8 trasferito nel lager di Dachau mentre gli alleati avanzano. Peggiora e il 21 maggio 1945, a campo ormai liberato e alla vigilia del rientro, don Antonio muore di TBC. I suoi resti sono sepolti nel cimitero di Dachau. Nel 1952 il parroco di Dachau li ritrova e le spoglie sono traslate nella sua Premolo che, con Bergamo, Sabbio di Dalmine e Cisano Bergamasco gli intitolano delle vie.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pier Giuseppe Accornero \u2013 sacerdote, giornalista, scrittore Sar\u00e0 beato il giudice-ragazzino siciliano Rosario Livatino, ucciso dalla mafia in odio alla fede. \u00c8 venerabile il bergamasco &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1285,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[128,127,129],"class_list":["post-1284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-livatino","tag-martirio","tag-seghezzi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1284"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1321,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1284\/revisions\/1321"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}