{"id":1242,"date":"2020-10-30T08:51:33","date_gmt":"2020-10-30T07:51:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1242"},"modified":"2020-10-30T08:51:33","modified_gmt":"2020-10-30T07:51:33","slug":"il-volto-di-una-comunita-che-accompagna-lelaborazione-del-lutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2020\/10\/30\/il-volto-di-una-comunita-che-accompagna-lelaborazione-del-lutto\/","title":{"rendered":"Il volto di una comunit\u00e0 che accompagna l\u2019elaborazione del lutto"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000\"><em>Paolo Maria BLASETTI, parroco della cattedrale di Rieti, fondatore del centro Emmanuel e cappellano del carcere di Rieti<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">L\u2019elaborazione del lutto \u00e8 \u00a0una dimensione della nostra esperienza umana che trova oggi una nuova, forte attenzione in realt\u00e0 completamente diverse. A tale proposito \u00e8 davvero interessante anche una semplice navigazione in internet alla ricerca di siti che si occupino di questa realt\u00e0. In Italia, alcuni anni fa \u00e8 stato pubblicato, tra i tanti, un libro di Marina Sozzi (Edizioni Chiarelettere), \u00abSia fatta la mia volont\u00e0\u00bb, che affronta il problema in maniera ampia e dettagliata. Anche il testo di don Delillo \u00abZero K\u00bb \u00e8 una riflessione sulla vita a partire dalla morte con il tema dell\u2019ibernazione. La constatazione di un rinnovato interesse ci pone di fronte a un\u2019evidenza che caratterizza la nostra epoca in maniera particolarissima, ed \u00e8 il fatto che la cultura contemporanea abbia escluso la dimensione della morte della nostra esistenza costringendoci poi a farci inevitabilmente i conti. Tutte le culture lungo i secoli hanno affrontato questo problema, e lo hanno risolto attraverso modi e gesti diversi; la cultura contemporanea lo ha eliminato ritrovandoselo davanti all\u2019improvviso, proprio perch\u00e9 appartiene all\u2019esperienza umana in quanto tale, e dunque ineliminabile dalla vita e dallo spazio di riflessione su di essa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>La dimensione pastorale<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Mi sembra importante che si parta da questa presa di coscienza anche in una riflessione di carattere pastorale, perch\u00e9 sempre dobbiamo avere presente il fatto che l\u2019agire pastorale non solo si situa all\u2019interno del contesto in cui vive la comunit\u00e0 credente, ma risente inevitabilmente del clima culturale in cui \u00e8 immerso. Da questo punto di vista, anche l\u2019agire della comunit\u00e0 credente ha finito per risentire del clima esterno affrontando in maniera frettolosa e scontata questa realt\u00e0. Quando \u00e8 uscito il nuovo rito delle esequie, un presbitero ha cos\u00ec commentato: \u00abMa questi pensano che non abbiamo nulla da fare tutto il giorno?!\u00bb, rispetto alle diverse parti del rito che partono dalla veglia a casa per giungere fino alla sepoltura. E tale commento denota che anche noi, parte di questa cultura che vive un in tempo accelerato, finiamo per ridurre l\u2019aspetto liturgico e rituale alla sola celebrazione dell\u2019eucaristia in Chiesa, e a pensare il ruolo del presbitero come assolutamente centrale anche nella elaborazione del lutto. Certamente il rito delle esequie non \u00e8 il \u00abtutto\u00bb, ma esso contiene gli elementi che dobbiamo richiamare alla mente per capire come la comunit\u00e0 credente entra in gioco in questo cammino di elaborazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Parrocchie dei centri urbani e parrocchie piccole<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Da questo punto di vista, mi sembra importante sottolineare che non si pone differenza tra le parrocchie di una grande citt\u00e0 e quelle piccole che caratterizzano tante parte del territorio italiano: infatti, nell\u2019uno e nell\u2019altro caso, si sperimenta che l\u2019essere comunit\u00e0 cristiana non \u00e8 pi\u00f9 un dato di fatto legato a una situazione sociologica, piuttosto \u00e8 qualcosa che si deve imparare a costruire superando la visione tridentina della parrocchia identificata con il parroco. Penso che sia sotto gli occhi di tutti che oggi le nostre parrocchie vivano una situazione molto particolare: attorno al parroco si trova un gruppo di fedelissimi che collaborano in maniera assidua ed esemplare e che non sempre favoriscono l\u2019apertura della comunit\u00e0, e poi ci sono molti altri che vivono la relazione con la parrocchia in forma strumentale e cio\u00e8 come ente che distribuisce servizi religiosi e caritativi. Tale situazione, se si evidenzia in forma esplicita nelle parrocchie urbane, si presenta ugualmente in quelle extra-urbane che subiscono oggi il fenomeno del pendolarismo in forme diverse. In questo contesto \u00e8 difficile vivere l\u2019esperienza di una comunit\u00e0 che accompagni in un cammino di elaborazione del lutto. Quando va bene, il ruolo del parroco \u00e8 di grande aiuto e conforto nel vivere il lutto, ma non presuppone e non individua altre dimensioni di supporto. In altri casi al ruolo del parroco, che si pu\u00f2 mettere tra le cosiddette &#8220;figure professionali&#8221;, si aggiungono gruppi di auto-muto-aiuto che hanno un coordinatore o guida anch\u2019esso fra le figure professionali. In questo modo la comunit\u00e0 cristiana \u00abappalta\u00bb quello che le appartiene in maniera strutturale, perch\u00e9 essa \u00e8 portatrice nella storia di quell\u2019annuncio straordinario che \u00e8 il vangelo, e che Paolo nella 1Cor 15,1-5 ribadisce essere la Parola della salvezza se viene mantenuta come \u00e8 stata trasmessa: il passaggio di Ges\u00f9 nella morte per risorgere a vita nuova.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Negli anni \u201880, se non ricordo male, da un\u2019indagine nella diocesi di Roma su coloro che frequentavano l\u2019eucarestia domenicale emerse che una percentuale molto elevata non credeva alla resurrezione dai morti. Inoltre \u00e8 sotto gli occhi di ogni operatore pastorale che la partecipazione alla messa della Notte di Natale, o alla celebrazione della domenica delle Palme, \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 elevata della partecipazione alla veglia pasquale. Tali evidenze ci mettono di fronte al fatto che ci sono due primi elementi sui quali dobbiamo lavorare pastoralmente: la costruzione di comunit\u00e0 credenti e l\u2019evangelizzazione della morte a partire dal fondamento della nostra fede, che \u00e8 il Signore Ges\u00f9 morto e risorto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sembrerebbe quasi scontato quanto scritto in precedenza, e invece non lo \u00e8, almeno secondo il mio punto di vista, perch\u00e9 si pu\u00f2 fare compagna di cammino soltanto una comunit\u00e0 che \u00abha risolto\u00bb al suo interno il problema della morte, e solo se in essa vi sono persone, uomini e donne del quotidiano, che hanno vissuto il cammino dell\u2019elaborazione del lutto. Non importa quale lutto: infatti ogni morte comporta una fatica di ripensamento, ed \u00e8 questa una sottolineatura importante da mettere in evidenza, perch\u00e9 il nostro \u00e8 un tempo che tende ad assolutizzare alcune esperienze a scapito di altre: ogni morte comporta un distacco e ogni distacco chiede un ripensamento di chi lo vive all\u2019interno della sua vita, della storia e della societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Quale volto di comunit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>\u00a0<\/strong>Vorrei provare ora a delineare alcune brevissime caratteristiche di comunit\u00e0 che si renda compagna di cammino nell\u2019elaborazione del lutto. In primo luogo mi sembra importante sottolineare il fatto che essa debba essere una comunit\u00e0 che ha fatto un percorso autentico di evangelizzazione della morte. \u00c8 necessario che si abbia il coraggio di fermarsi su questo tema specifico della nostra fede, perch\u00e9 esso \u00e8 a fondamento della nostra identit\u00e0. I cristiani sono portatori nella storia dell\u2019annuncio pasquale e della speranza che da esso scaturisce che apre l\u2019orizzonte dell\u2019esistenza umana all\u2019infinita eternit\u00e0 di Dio. Va pensato un percorso preciso all\u2019interno del quale si riscopra la verit\u00e0 della fede cristiana e cattolica, perch\u00e9 spesso, all\u2019interno delle nostre comunit\u00e0, sono presenti idee che poco hanno a che fare con la fede autentica. Tale percorso deve conservare e custodire l\u2019aspetto esistenziale, e non semplicemente informare o consegnare verit\u00e0. Come rispetto all\u2019<em>Amoris laetitia<\/em> da pi\u00f9 parti si sottolinea che \u00e8 un documento che va riletto, pensato e studiato, cos\u00ec il tema della speranza cristiana, la dimensione escatologica della nostra fede ha bisogno di essere riproposto con continuit\u00e0 alle nostre comunit\u00e0 credenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Un secondo aspetto del volto di una comunit\u00e0 credente che mi sembra necessario mettere in risalto, \u00e8 quello delle relazioni fraterne capaci di assumere la realt\u00e0 faticosa degli altri come propria: \u00abPortate gli uni i pesi degli altri, cos\u00ec adempirete la legge di Cristo\u00bb (Gal. 6,2). Essa rappresenta un\u2019indicazione preziosissima dello stile di vita concreto della comunit\u00e0. Si tratta di quel \u00absentire\u00bb che accomuna i discepoli e li unisce in un solo corpo, rendendoli partecipi delle gioie e delle sofferenze degli altri. \u00c8 necessario creare allora un clima accogliente e di condivisione attraverso la facilitazione dell\u2019incontro, non attraverso il moltiplicarsi di iniziative, che invece corrono il rischio di creare repulsione, ma facendo della parrocchia un luogo di incontro e uno spazio relazionale autentico. Chi vive l\u2019esperienza del lutto deve sapere che l\u00ec \u00e8 possibile incontrare persone che sanno farsi carico della fatica facendosi compagni di cammino. \u00c8 importante sapere che chi vive un\u2019esperienza di lutto particolarmente dolorosa \u00e8 alla ricerca di risposte, ricerca che spesso lo porta in luoghi estremamente pericolosi per lo spirito e per la mente, e che la comunit\u00e0 non si offre come luogo delle risposte ma come spazio accogliente del dolore e della fatica che il lutto inevitabilmente comporta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Ed ecco allora il terzo aspetto che \u00e8 quello del tempo. La ricerca affannosa di risposte alle proprie domande si lega al bisogno, a volte spasmodico, di eliminare il dolore, e invece \u00e8 necessario farsi carico di una fatica che pi\u00f9 che trovare risposte alla fine nella fede \u00e8 capace di trovare il senso dell\u2019evento. Se guardiamo al vangelo non possiamo non notare che mai Ges\u00f9 offre una risposta come noi siamo abituati a pensarla, ma piuttosto, vivendo l\u2019esperienza umana e facendosi compagno degli uomini, ne dischiude il senso. In questa direzione il cammino con i due discepoli di Emmaus \u00e8 davvero emblematico (cf. Lc 24): infatti i due raccontano a Ges\u00f9 i fatti e la loro delusione, ed \u00e8 interessantissimo che quanto loro raccontano \u00e8 pienamente il contenuto della nostra fede. Ma solo la lettura che Ges\u00f9 fa fare loro di tutta intera la vicenda e la celebrazione della cena dischiude il senso pasquale degli eventi. Questo chiede la capacit\u00e0 di saper trovare tempo e di saper donare tempo. La risposta alla domanda libera anche l\u2019interrogato dalla fatica, l\u2019accompagnamento che assume la fatica chiede tempo: non semplicemente come spazio da donare in ascolto, ma anche come dimensione prospettica perch\u00e9 nessuno sa quando l\u2019interlocutore riuscir\u00e0 a compiere il passo, ad andare oltre. La comunit\u00e0 non pu\u00f2 aver fretta, e proprio per questo deve farsi capace di relazioni che nel quotidiano sanno accompagnare mostrando come insieme sia possibile andare verso quell\u2019oltre che caratterizza tutta l\u2019esperienza di fede cristiana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em>(Tratto da Orientamenti Pastorali n. 10\/2016, EDB. Tutti i diritti riservati)<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Maria BLASETTI, parroco della cattedrale di Rieti, fondatore del centro Emmanuel e cappellano del carcere di Rieti &nbsp; L\u2019elaborazione del lutto \u00e8 \u00a0una dimensione &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1243,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[119,118],"class_list":["post-1242","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-lutto","tag-morte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1242","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1242"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1242\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1244,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1242\/revisions\/1244"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}