{"id":1210,"date":"2020-09-30T17:12:54","date_gmt":"2020-09-30T15:12:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/?p=1210"},"modified":"2020-09-30T17:12:54","modified_gmt":"2020-09-30T15:12:54","slug":"un-limbo-pastorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/2020\/09\/30\/un-limbo-pastorale\/","title":{"rendered":"UN LIMBO PASTORALE"},"content":{"rendered":"<p><em>Don Alberto Brignoli, Parroco dell\u2019Unit\u00e0 Pastorale dell\u2019Altopiano Selvino-Aviatico, Diocesi di Bergamo<\/em><\/p>\n<p>In questo particolare momento storico legato alla pandemia da Covid-19, ho capito il concetto teologico di \u201climbo\u201d, soprattutto se lo applico all\u2019esperienza che, personalmente, vivo in ambito pastorale. Premetto che, se devo scegliere tra l\u2019incertezza del limbo attuale e la pena dell\u2019inferno vissuta tra la fine di febbraio e la met\u00e0 di maggio, mi rimangono pochi dubbi. Basti pensare ad alcuni dati:<\/p>\n<ul>\n<li>nell\u2019Unit\u00e0 Pastorale di cui sono parroco (circa 2500 abitanti), i morti per Covid sono stati 25, numero che mediamente si verifica in due anni;<\/li>\n<li>la nostra collocazione geografica, a mille metri d\u2019altitudine (quindi apparentemente in una zona isolata e favorita da un clima salubre), ci vede tuttavia a soli 11 km da Nembro e a 16 dall\u2019ospedale di Alzano Lombardo;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>legata alla nostra posizione geografica \u00e8 anche la considerazione sull\u2019economia. Il clima, le strutture, la posizione a una sola ora di auto da Milano, fanno del nostro altopiano una delle principali mete del turismo e della villeggiatura in bergamasca. Il periodo del lockdown coinciso con la Pasqua e con i ponti festivi di fine aprile \u2013 inizio maggio, ha messo in ginocchio una zona che basa la propria economia esclusivamente sul turismo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In questa \u201cinfernale\u201d situazione, qual \u00e8 stato il tipo di presenza che la Comunit\u00e0 Parrocchiale ha cercato di far sentire ai propri concittadini? Anche noi ci siamo mossi secondo il principio del \u201csi salvi chi pu\u00f2!\u201d, facendo l\u2019unica cosa possibile, ovvero cercare di far sentire alla gente la nostra presenza, la nostra voce, i nostri pensieri. Chiunque di noi ha cercato in qualsiasi modo di utilizzare ci\u00f2 che aveva a disposizione per far sentire la propria vicinanza al gregge che gli era affidato, e che si sentiva smarrito, abbandonato, non solo dai propri pastori, ma anche dal Pastore supremo. Quindici giorni di isolamento da tutto e da tutti, per noi sacerdoti (uno dei quali, purtroppo, deceduto il 25 marzo) sono stati un\u2019enorme sofferenza, soprattutto perch\u00e9 non ci \u00e8 stato possibile compiere il gesto di vicinanza pi\u00f9 grande che il momento richiedeva: seppellire i defunti, laddove ancora c\u2019era la possibilit\u00e0 di farlo. Il poco fatto \u00e8 stato affidato ai <em>social<\/em>: attraverso testi e videomessaggi abbiamo cercato di far sentire la nostra voce e di dare il nostro coraggio alle persone, finch\u00e9 non abbiamo potuto tornare a celebrare la santa messa, trasmessa attraverso la radio parrocchiale. Da l\u00ec, l\u2019idea di portare la connessione di rete nella chiesa principale: la celebrazione con la diretta video in <em>streaming <\/em>\u00e8 divenuto il modo pi\u00f9 efficace per far sentire la nostra vicinanza ai parrocchiani, trasmettendo tutto ci\u00f2 che era possibile, e registrando catechesi e videomelie rivisitabili nell\u2019archivio del nostro canale YouTube. Anche terminato il lockdown, abbiamo preferito mantenere ancor oggi almeno una celebrazione domenicale trasmessa in streaming. Poco a poco, abbiamo cercato di alimentare nei fedeli la speranza che il periodo estivo che si stava avvicinando ci avrebbe visto protagonisti nel gestire una ripartenza graduale ma decisiva verso il ritorno a un\u2019apparenza di normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Come ci siamo mossi (e come ci muoveremo) in questo complesso periodo dell\u2019anno pastorale? Vorrei descrivere questo particolare momento lasciandomi guidare da quattro orientamenti pastorali.<\/p>\n<p><strong>Cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p>Fondamentale \u00e8 stato e sar\u00e0 attenersi a tutte le normative comportamentali che ci sono state richieste dalle amministrazioni pubbliche, nazionali e locali, anche se ci\u00f2 significa dispendio di energie, di tempo e, ovviamente, di denaro. Non possiamo e non dobbiamo fare di testa nostra, perch\u00e9 non viviamo da soli in questo mondo e, come cristiani, non possiamo non avere a cuore la salute di tutti: anche se questo comporta rinunce e sacrifici, come quelli di non poter fare, nelle nostre parrocchie, tutto quello che facevamo prima. Faremo altro, faremo di meno, lo faremo meglio, ci concentreremo sulle cose essenziali: e sono convinto che questa svolta verso l\u2019essenzialit\u00e0 non pu\u00f2 che farci del bene. Qui spezzo una lancia a favore delle nostre comunit\u00e0 parrocchiali, devo dire in tutta Italia: credo che le chiese e le parrocchie siano state le istituzioni e i luoghi che maggiormente hanno contribuito a rispettare e far rispettare e regole del distanziamento sociale e di tutto ci\u00f2 che contribuisce a evitare il pericolo di contagio. Non cos\u00ec, credo, altri luoghi e momenti aggregativi.<\/p>\n<p><strong>Buon senso<\/strong><\/p>\n<p>Non pu\u00f2 mancare una grande dose di buon senso, evitando sia l\u2019eccessiva prudenza, sia l\u2019eccessivo lassismo. Il buon senso che noi abbiamo messo in atto ci ha portato, ad esempio, a evitare la presenza di un servizio d\u2019ordine in occasione delle celebrazioni liturgiche. Abbiamo preferito dare un\u2019immagine di accoglienza (soprattutto verso turisti e villeggianti) piuttosto che di limitazione della libert\u00e0; abbiamo preferito lavorare sulla responsabilit\u00e0 personale piuttosto che sul controllo \u201cpoliziesco\u201d; abbiamo puntato sull\u2019esempio, pi\u00f9 che sulla parola (chi scrive non toglie mai la mascherina durante tutta la durata della celebrazione, e questo perch\u00e9 non trovo onesto chiedere agli altri di fare ci\u00f2 che io non faccio); abbiamo puntato su ci\u00f2 che rende pi\u00f9 sicura la gente, piuttosto che su ci\u00f2 che d\u00e0 soddisfazione a livello spirituale, per cui, favoriti dal bel tempo, abbiamo predisposto la messa domenicale in spazi esterni. Le nostre celebrazioni liturgiche da una parte hanno creato senso di coesione e dall\u2019altra mantenuto\u00a0ognuno in un personale senso di privacit\u00e0 e sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Responsabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei problemi principali in questo momento di \u201climbo\u201d ha riguardato la responsabilit\u00e0 (anche penale) che alle parrocchie viene attribuita nel caso in cui, all\u2019interno di un luogo o di un\u2019attivit\u00e0 riconducibile alla comunit\u00e0 parrocchiale, si dovesse verificare un caso di positivit\u00e0 o addirittura un focolaio di contagi. Le parrocchie sono state invitate a valutare l\u2019opportunit\u00e0 o meno di mettere in atto quelle iniziative e attivit\u00e0 che caratterizzano da sempre il periodo estivo delle nostre comunit\u00e0 (Centri Ricreativi Estivi, Feste e Sagre, sale bar, cinema, attivit\u00e0 sportive) ma anche tutto ci\u00f2 che concerne la celebrazione dei Sacramenti dell\u2019Iniziazione Cristiana dei ragazzi. La domanda che tutti ci siamo posti \u00e8 stata: \u201c<em>Cosa facciamo? Ripartiamo o teniamo tutto chiuso?<\/em>\u201d. Le nostre comunit\u00e0 sono comunque ancora provate e scosse da quanto si \u00e8 vissuto. Basti pensare che il nostro cinema parrocchiale (passato da 450 a 110 posti) in un mese di proiezioni quotidiane ha avuto una media di presenze di 20 persone a spettacolo, sintomo di una paura a ritrovarsi con altra gente in ambienti chiusi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato facile decidere: i vincoli e le limitazioni erano e sono talmente forti, che molti sacerdoti hanno preferito non assumersi una responsabilit\u00e0 cos\u00ec grossa. Ma la responsabilit\u00e0 ha varie facce. C\u2019\u00e8 la faccia della responsabilit\u00e0 prudente, che spinge a fare il meno possibile concentrandosi su ci\u00f2 che non \u00e8 rischioso; ma c\u2019\u00e8 anche la faccia della responsabilit\u00e0 che non esita a mettersi in gioco, che si assume la responsabilit\u00e0 di sapere che le famiglie, i ragazzi, gli anziani, non possono essere lasciati a se stessi. A partire da questa responsabilit\u00e0 attiva, condivisa con le famiglie e con le amministrazioni, abbiamo realizzato il Centro Ricreativo Estivo, sia pure per un numero dimezzato di ragazzi. La presenza numerosa di anziani, soprattutto tra i villeggianti, ci ha spinti, in collaborazione con l\u2019Associazione Anziani, a riaprire spazi ricreativi per la terza et\u00e0 in oratorio, dando cos\u00ec un\u2019opportunit\u00e0 di incontro a una delle categorie pi\u00f9 colpite in questi mesi. Riguardo al bar, la difficolt\u00e0 nell\u2019usare strutture interne ci ha indotto ad avviare l\u2019apertura di un <em>dehors <\/em>di tavolini e sedie all\u2019aperto sotto una tensostruttura, almeno per il mese di agosto.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima menzione va fatta per i sacramenti dell\u2019Iniziazione Cristiana dei ragazzi. Da subito, la scelta della comunit\u00e0 \u00e8 stata quella di non rimandarli all\u2019anno successivo, in quanto l\u2019et\u00e0 dei ragazzi (in particolare dei Cresimandi) avrebbe giocato a loro sfavore. Abbiamo quindi deciso di concentrarli in tre domeniche tra settembre e ottobre, vivendoli non come conclusione di un anno catechistico ma come inizio di uno nuovo. Ovviamente, le tre celebrazioni si improntano su essenzialit\u00e0 e sobriet\u00e0, a partire dall\u2019obbligato contingentamento dei posti in chiesa, cosa che rischia di far perdere il senso comunitario di queste celebrazioni: abbiamo comunque pensato di ovviarvi, consentendo (se il tempo sar\u00e0 clemente) la partecipazione della gente distanziata sul sagrato della Chiesa e trasmettendo in diretta streaming le cerimonie.<\/p>\n<p><strong>Precariet\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un punto-chiave. Se negli anni precedenti la nostra programmazione pastorale lavorava su medio e lungo termine, da quest\u2019anno ci dobbiamo preparare a vivere la programmazione con un duplice respiro: quello speranzoso del medio termine, e quello realistico del termine breve, se non addirittura del quotidiano. Dobbiamo per\u00f2 imparare ad assumere la precariet\u00e0 anche come elemento positivo, ovvero come l\u2019opportunit\u00e0 di rimettere in discussione, sia pur forzatamente, tanti nostri schemi che a volte rischiano di diventare caselle inossidabili e inattaccabili dove stimolare a un cambiamento risulta impossibile. Non possiamo pensare di ragionare ancora con la logica dell\u2019 \u201c<em>abbiamo sempre fatto cos<\/em>\u00ec\u201d, che se \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 sempre molto limitante per la vita della Chiesa, in una situazione come questa diventa assolutamente deleteria. Allora, questo senso di precariet\u00e0, invece di farci sentire sempre in bilico, ci pu\u00f2 stimolare a diventare creativi, duttili, pronti alla voce dello Spirito, aperti alle novit\u00e0 della fase epocale che stiamo vivendo, determinati a non lasciarci trascinare dagli eventi, ma a vivere in continua discussione con noi stessi e pronti sempre, come dice l\u2019apostolo Pietro, a \u201c<em>rendere ragione della speranza che \u00e8 in voi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E concludo proprio con l\u2019accenno a questa meravigliosa virt\u00f9 teologale: se per i giorni che verranno non sappiamo su cosa predicare o su quale tema tenere un ciclo di catechesi per adulti (che sia di presenza oppure <em>on line<\/em>), parliamo della speranza. Le nostre comunit\u00e0 ne hanno tremendamente bisogno.<\/p>\n<p><em>Tratto da Orientamenti Pastorali n.10 del 2020 &#8211;\u00a0 \u00a9 Tutti i diritti riservati<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Alberto Brignoli, Parroco dell\u2019Unit\u00e0 Pastorale dell\u2019Altopiano Selvino-Aviatico, Diocesi di Bergamo In questo particolare momento storico legato alla pandemia da Covid-19, ho capito il concetto &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1211,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[104,76],"class_list":["post-1210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-schede","tag-covid","tag-pandemia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1210"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1212,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1210\/revisions\/1212"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centroorientamentopastorale.it\/organismo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}